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RENATO BORGHI LANCIA L’ALLARME PER IL SETTORE MODA: Quest’anno fatturati dimezzati se non peggio. Servono provvedimenti urgenti

02/04/2020

RENATO BORGHI LANCIA L’ALLARME PER IL SETTORE MODA: Quest’anno fatturati dimezzati se non peggio. Servono provvedimenti urgenti

“Il fatturato delle nostre aziende ha registrato un azzeramento dei ricavi a marzo, ma con il protrarsi dell'emergenza e non esistendo certezze, le nostre stime ci portano a prevedere un calo che può arrivare almeno al 50% annuo”. È quanto denuncia a Ilfattoquotidiano.it il presidente di Federazione Moda Italia Renato Borghi, spiegando come, secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, il solo abbigliamento perderà 6,6 miliardi di euro, in caso di riapertura a giugno. “Il Cura Italia è un punto di partenza – prosegue -, ma rivendichiamo attenzione al nostro settore perché serve di più, molto di più; a partire da una moratoria fiscale più ampia e soprattutto dalla urgente immissione di liquidità alle imprese per venire incontro alle esigenze più immediate. Dopo aver segnalato al Presidente del Consiglio la grave dimenticanza nel Cura Italia chiediamo attenzione e rispetto verso un settore chiave dell'economia e del made in Italy, fatto di 114.813 punti vendita attivi al 31 dicembre 2019, che dà occupazione a 313.074 addetti in tutto il Paese. Serve una correzione, e su questo, oltre ad una serie di correttivi a difesa del settore, la Federazione sta lavorando con Confcommercio, per includere il settore moda tra quelli maggiormente colpiti dalle disposizioni restrittive. Intanto si guarda con speranza “all'annunciato quantitative easing anti pandemia che con la sua carica da 750 miliardi di euro di titoli da acquistare potrebbe essere un vero bazooka di liquidità anche per le nostre imprese. Nessuno ha la bacchetta magica, ma il mercato subirà cambiamenti di regole e comportamenti, stravolgendo certezze e abitudini, ma la rivoluzione cui stiamo assistendo può aprire anche a nuovi scenari e prospettive anche per il nostro settore – conclude Borghi -. Auspichiamo che si colgano”.

 

L'articolo completo di Ilaria Mauri e Beatrice Manca è disponibile sul sito de Il Fatto Quotidiano

 

COVID-19: CIRCOLARE ABI SU MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE

26/03/2020 15.57.47

COVID-19: CIRCOLARE ABI SU MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE

Si informa che l'ABI - Associazione Bancaria Italiana ha inviato ai propri associati, una circolare in cui riassume le misure a sostegno della liquidità per le imprese danneggiate dal COVID-19 previste dal Decreto Legge 18/2020 "Cura Italia”, con particolare riferimento a:

  1. moratoria straordinaria dei prestitie delle linee di credito concesse da banche e intermediari finanziari a micro, piccole e medie imprese, prevista all'art. 56;
  2. nuovi interventi del Fondo di garanzia per le PMI, di cui all'art. 49.

La circolare, che riassume le principali azioni conseguenti anche alle prime indicazioni fornite dal Ministero dell'economia e delle finanze in risposta alle specifiche FAQ di ABI stessa, prevede, tra l'altro, che:

  1. le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia accettino le comunicazioni di moratoria avanzate dagli interessati che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell'epidemia nel rispetto dei requisiti previsti dal decreto-legge.
  2. Possono accedere alle misure le micro, piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Sono ricompresi anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA (tra cui, i professionisti e le ditte individuali).
  3. Per accedere alle misure, l'impresa non deve avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. I soggetti interessati ad accedere alle misure devono presentare, dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, alla propria banca/intermediario finanziario una specifica comunicazione, corredata dalla dichiarazione con la quale l'impresa autocertifica ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.
  4. L'impresa deve quindi dichiarare a banca o intermediario finanziario vigilato o altro soggetto abilitato alla concessione del credito in Italia, che il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria; di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell'epidemia da COVID-19; di soddisfare i requisiti per la qualifica di micro, piccola o media impresa; di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000.
  5. La comunicazione può essere inviata da parte dell'impresa anche via Pec, ovvero attraverso altre modalità che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.
  6. Come raccomandato dal Ministero, è opportuno che l'impresa contatti la banca o l'intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel decreto-legge sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, ad esempio quelle che prevedono l'intervento del Fondo di garanzia PMI che possono collegarsi con la misura della moratoria.
  7. Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall'apposito accordo tra l'Abi e le rappresentanze di impresa come Confcommercio.


Le misure di sostegno

  1. Le aperture di crediti sino a revoca e i prestiti accordati per anticipi su crediti in essere alla data del 29 febbraio 2020 o quelli in essere alla data di pubblicazione del decreto (17 marzo 2020), se superiori, non possono essere revocati neanche in parte (sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata), fino al 30 settembre 2020.
  2. Il rimborso dei prestiti non rateali che scadono prima del 30 settembre 2020 è posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni. Eventuali elementi accessori al contratto di finanziamento sono prorogati coerentemente senza formalità. Come precisato dalla relazione illustrativa al decreto, la restituzione dei predetti prestiti avviene con modalità che non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese.
  3. Il pagamento delle rate o dei canoni di leasing relativi ai mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020. Sono comprese nella sospensioni anche le rate che scadono il 30 settembre. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri sia per gli intermediari sia per le imprese. È facoltà delle imprese richiedere la sospensione del pagamento dell'intera rata o soltanto dei rimborsi in conto capitale. 

Inoltre, il Ministero dell'Economia ha chiarito che gli «elementi accessori» dei mutui, compresi anche questi nella moratoria, sono tutti i contratti connessi al finanziamento. Garanzie, assicurazioni e contratti derivati legati ai mutui oggetto di moratoria sono dunque prorogati senza formalità e alle stesse condizioni del contratto originale.

Le banche e gli intermediari finanziari vigilati e gli altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia sono tenuti ad accettare le comunicazioni di moratoria se rispettano i requisiti previsti dal decreto-legge. Ciò tra l'altro non implica, quindi, che la banca debba verificare la veridicità delle autodichiarazioni effettuate dalle imprese, ma solo che la predetta comunicazione contenga gli elementi sopra indicati.

Secondo quanto precisato anche nella relazione illustrativa del decreto, le misure si applicano esclusivamente ai finanziamenti ottenuti dalle imprese prima della data di entrata in vigore dello stesso decreto.

Per una lettura della notizia: https://www.lastampa.it/economia/2020/03/25/news/pmi-e-partite-iva-cosa-fare-per-avere-le-agevolazioni-in-banca-1.38635703?refresh_ce 

 

Per ogni ulteriore informazione e supporto, è possibile contattare le sedi provinciali di Federazione Moda Italia - Confcommercio di riferimento.

 

NUOVO MODELLO 26 MARZO PER LE AUTODICHIARAZIONI PER EVENTUALI SPOSTAMENTI

26/03/2020

COVID-19: DAL MINISTERO DELL'INTERNO UN NUOVO MODELLO PER LE AUTODICHIARAZIONI PER SPOSTAMENTI

Sul sito del Ministero dell'Interno è pubblicato il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti con la certificazione:
  1. di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19(fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie);
  2. che lo spostamento è iniziato da ________________________________________________________________ (indicare l'indirizzo da cui è iniziato) con destinazione _______________________________________________
  3. di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale;
  4. di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente delle Regione ______________________________ (indicare la Regione di partenza) e del Presidente della Regione ______________________________ (indicare la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti __________________________________________ _________________________________________________ (indicare quale);
  5. di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall'art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19;
  6. che lo spostamento è determinato da: - comprovate esigenze lavorative; - assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall'art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020); - situazione di necessità (per spostamenti all'interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere); - motivi di salute

A questo riguardo, dichiara che .....................................(lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall'estero, altri motivi particolari, etc….).

URGENTE RICONOSCERE LA MODA NEL CURA ITALIA E DARE LIQUIDITA ALLE NOSTRE IMPRESE

23/03/2020

URGENTE RICONOSCERE LA MODA NEL 'CURA ITALIA' E DARE LIQUIDITA' ALLE NOSTRE IMPRESE

Renato Borghi (Federazione Moda Italia-Confcommercio): Subito una correzione e utilizzare il bazooka della BCE anche per l'acquisto di cambiali e prestiti a breve
 
"Dopo aver segnalato al Presidente del Consiglio la grave dimenticanza nel 'Cura Italia' - afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio - chiediamo attenzione e rispetto verso un settore chiave dell'economia e del made in Italy, fatto di 114.813 punti vendita attivi al 31 dicembre 2019, che dà occupazione a 313.074 addetti in tutto il Paese. Serve una correzione - e su questo, oltre ad una serie di correttivi a difesa del settore, la Federazione sta lavorando con Confcommercio - per includere il settore moda tra quelli maggiormente colpiti dalle disposizioni restrittive elencati nell'art. 61 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020".
"L'annunciato quantitative easing anti pandemia, o più correttamente il "PEPP - Pandemic Emergency Purchase Programme", inoltre, con la sua carica da 750 miliardi di euro di titoli da acquistare - prosegue Borghi - potrebbe essere un vero bazooka di liquidità anche per le nostre imprese; mitigare gli effetti devastanti del virus e dare ossigeno ad un tessuto economico ormai allo stremo. L'annuncio c'è stato ma ora bisogna fare presto perché 'Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie'. Bene quindi la scelta della BCE di favorire l'acquisto di titoli di Stato ma anche di cambiali e prestiti a breve che, sottoscritti in momenti non sospetti, stanno oggi producendo grossi guai alle imprese, soprattutto a quelle più piccole. Va capito che - conclude Borghi - se le nostre imprese sono chiuse, come da disposizione del DPCM dell'11 marzo, non è possibile vendere e quindi avere ricavi né tantomeno liquidità; abbiamo però le scadenze dei pagamenti ai fornitori, degli stipendi, affitti, assicurazioni, commercialisti, e potrei andare avanti per un quarto d'ora. Servono soldi e quelli ora ci sono, ma servono subito!"
Emergenza coronavirus: Pubblicato il testo del DPCM del 22 marzo 2020

22/03/2020 22.33.39

Emergenza coronavirus: Pubblicato il testo del DPCM del 22 marzo 2020

Si informa che, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica - Serie Generale n. 76 del 22 marzo 2020, è stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 22 marzo 2020 su "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale".
 
Le disposizioni del DPCM producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
 
Per quanto concerne il periodo di sospensione delle attività dei negozi di moda (fino al 25 marzo ai sensi del DPCM dell'11 marzo 2020) questo è stato prolungato fino al 3 aprile 2020.
 
Il DPCM del 22 marzo 2020 contiene un elenco delle Attività, con relativi codici ATECO, ESCLUSE DALLA SOSPENSIONE ed un passaggio, all'art. 1, 1° comma, lett. a) secondo il quale “Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020”.
 
Si fa presente che le attività di commercio al dettaglio di beni di prima necessità elencate negli Allegati 1 e 2 del DPCM dell'11 marzo 2020, possono proseguire con le modalità consentite (compreso il commercio elettronico, per televisione, radio, telefono, corrispondenza, di qualsiasi prodotto, tra cui i prodotti di moda).
 
L'art. 2 dispone infatti che le disposizioni del presente decreto...si applicano cumulativamente a quelle di cui al DPCM dell'11 marzo 2020, nonché a quelle dell'ordinanza del ministro della salute del 20 marzo 2020.
 
Si ricorda, in proposito, che - per vendere online, L'IMPRESA DI MODA OPERATIVA SUL MERCATO CON UN PUNTO FISICO, già in possesso dei permessi per la vendita nel settore di sua competenza, deve avere aggiornato i dati presso la Camera di commercio con la procedura telematica "Comunica", avvisando contestualmente anche l'Agenzia delle Entrate inserendo il codice Ateco relativo al commercio via internet.
 
Si aggiunge inoltre quanto pubblicato sulle FAQ del Governo nell'area dedicata a “PUBBLICI ESERCIZI E ATTIVITÀ COMMERCIALI” http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa :

DOMANDA: I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli elencati nell'allegato 1 e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?

RISPOSTA: , è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro (allegato 1 e allegato 2)".

APPROFONDIMENTO

In relazione alla facoltà di spostamento sul territorio consentita dai recenti provvedimenti del Governo, è intervenuto ieri un chiarimento da parte dello stesso Governo che, nella Sez. SPOSTAMENTI delle FAQ pubblicate sul sito web istituzionale ( http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa ), ha chiarito che uscire per comprovate esigenze lavorative significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, da cui si può desumere che il recarsi presso la propria attività, anche se chiusa al pubblico, rientra nell'andare al lavoro (cfr. fame riportato in calce).

Ovviamente il negozio deve restare chiuso al pubblico

 Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l'autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l'adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

 
LE MISURE DEL DPCM DEL 22 MARZO
 

ART. 1 - (Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale)
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull'intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:
 
a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all'articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall'articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020. L'elenco dei codici di cui all'allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze;
 
b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E' consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;
 
c) le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
 
d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;
 
e) sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l'istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;
 
f) è sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza;
 
g) sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l'attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale;
 
h) sono consentite le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
 
2. Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell'interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.
 
3. Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
 
4. Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.
 
 
Art. 2 - (Disposizioni finali)
1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

2.  Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
 
CREDITO DIMPOSTA PER CANONE DI LOCAZIONE: LAGENZIA DELLE ENTRATE ISTITUISCE IL CODICE TRIBUTO

20/03/2020

CREDITO D'IMPOSTA PER CANONE DI LOCAZIONE: L'AGENZIA DELLE ENTRATE ISTITUISCE IL CODICE TRIBUTO

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020 sull'istituzione del codice tributo per l'utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d'imposta per il canone di locazione (ex art. 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18).

L'articolo 65, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, prevede che “Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d'impresa è riconosciuto, per l'anno 2020, un credito d'imposta nella misura del 60 per cento dell'ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1”.

Il successivo comma 2 del richiamato articolo 65 stabilisce che “Il credito d'imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 ed è utilizzabile, esclusivamente, in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

Tanto premesso, al fine di consentire l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta di cui trattasi, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, è istituito il seguente codice tributo:

 “6914” denominato “Credito d'imposta canoni di locazione botteghe e negozi - articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto:

- nella sezione “Erario

- nella colonna “importi a credito compensati

ovvero

- nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell'agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.


Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l'anno per il quale è riconosciuto il credito d'imposta, nel formato “AAAA”.

Il codice tributo “6914” è utilizzabile a DECORRERE DAL 25 MARZO 2020.

Sempre sul sito dell'Agenzia delle Entrate è disponibile un vademecum in cui l'Agenzia illustra le misure fiscali contenute nel decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, che ha previsto interventi a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell'emergenza Coronavirus sull'economia.

Infine si allegano anche le risposte dell'AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE alle domande frequenti sul Decreto Legge n. 18/2020 

COVID-19: Riflessioni sui saldi estivi

20/03/2020

COVID-19: Indicazioni di Federazione Moda Italia sui saldi estivi e iniziative a tutela del dettaglio moda

A seguito di una comunicazione che si sta diffondendo attraverso la rete destinata a Confcommercio, al Ministero dell'Economia e delle Finanze ed al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco di tutte le promozioni e dei saldi fino al 31 agosto 2020, Federazione Moda Italia precisa che, in un momento di apprensioni, confusione e fake news, sta contribuendo a dare certezze agli operatori sulle misure d'urgenza e sull'azione portata avanti per il settore in stretto raccordo con il Sistema Confcommercio, piuttosto che creare confusioni. 

Non è poi chiaro il motivo che spinge un Ente che organizza fiere di moda, affittando spazi espositivi a brand e produttori, ad inviare, attraverso i contatti mail dei negozi in suo possesso diretto e senza coinvolgere il Sistema di rappresentanza, la richiesta per lo stop a promozioni, sconti e saldi nei negozi fino al 31 agosto quando è a tutti più che noto che esiste la vendita online rivolta ad una globalità di consumatori abitanti nel mondo e di certo non assoggettatabile a regole regionali, la distribuzione scontata negli outlet e le ingovernabili politiche di pricing delle potenti catene.

Il tutto fatto in un momento in cui nessuno è in grado di conoscere quando cesserà l'emergenza COVID-19.

E' normale che, passato questo momento di emergenza coronavirus, occorrerà anche concentrarsi su come reagire. E sarà inevitabile pensare anche ai saldi estivi.

L'attuale contesto di emergenza sta cambiando quotidianamente lo scenario, con richieste che ci sono pervenute volte, da un lato, a confermare quanto emerso dalle indagini e promuovere la posticipazione dei saldi all'effettiva fine stagione anche sulla scorta delle moratorie richieste per l'emergenza coronavirus e sull'evidenza di avvio ritardato delle vendite in piena stagione; dall'altro, a proporre un anticipo della data di avvio al 1° giugno per evitare il rischio di giacenze di merce nei magazzini, nella consapevolezza di perdere marginalità; ed infine anche di cancellare eccezionalmente la stagione dei saldi estivi 2020.

Comunque sulla questione dei saldi, così come sui temi di natura sindacale, riteniamo debbano essere le Associazioni di rappresentanza a fare proposte e non enti profit.

Occorre poi tener conto di provvedimenti già inseriti nel corpo di leggi regionali come ad esempio in Lombardia, ma presenti anche in altre regioni: “In presenza di casi straordinari legati a gravi eventi calamitosi per i quali è stato decretato dal Governo lo stato di emergenza o dalla Regione lo stato di crisi, i comuni, di concerto con la Regione, possono adottare provvedimenti motivati di deroga rispetto all'impossibilità di effettuare vendite promozionali nei periodi dei saldi e nei trenta giorni antecedenti".

A fronte di queste evidenze e alla luce della situazione che si andrà a manifestare, sarà nostra premura affrontare il tema in Consiglio Nazionale e conoscere la volontà dei Soci del Sistema Confcommercio sul tema per portarla all'attenzione delle Istituzioni competenti.

IN GAZZETTA UFFICIALE DEL 17 MARZO 2020 IL DECRETO LEGGE CURA ITALIA

17/03/2020

IN GAZZETTA UFFICIALE DEL 17 MARZO 2020 IL DECRETO LEGGE 'CURA ITALIA'

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica - Serie Generale n. 70 del 17 marzo 2020 è stato pubblicato il DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 contenente "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19".

Il Decreto Legge è entrato in vigore il 17 marzo 2020

Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio/home;jsessionid=JrMt1Wm0EKL9XKwvz8NQAA__.ntc-as2-guri2b?dataPubblicazioneGazzetta=2020-03-17&numeroGazzetta=70 

 

Per un approfondimento, alleghiamo:

- Nota di sintesi dei provvedimenti a cura di Confcommercio Milano e Confcommercio Lombardia (https://www.confcommerciomilano.it/it/news/news/Aggiornamento-sullemergenza-Coronavirus/
- Un vademecum di ulteriore approfondimento a cura di Confcommercio (Settore Lavoro, Contrattazione e Relazioni Sindacali e Settore Welfare Pubblico e Privato)

Riportiamo di seguito i contenuti del Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 37 del 16 Marzo 2020 in merito al Decreto Legge di cui sopra.

(http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-37/14324)

 
 
COVID-19, MISURE STRAORDINARIE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E IL SOSTEGNO ALL'ECONOMIA
 
Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (decreto-legge)
...
Il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali:
  1. finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell'emergenza;
  2. sostegno all'occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
  3. supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l'utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  4. sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.
 
 
1. Misure per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l'emergenza sanitaria

- vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale;
- il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi;
- lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di 150 milioni di euro per il 2020;
- il finanziamento dell'aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa) mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per un costo di 340 milioni);
- l'autorizzazione a Invitalia a erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (50 milioni);
- la previsione che la Protezione civile possa disporre la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l'emergenza sanitaria. I Prefetti potranno disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria (150 milioni);
- la possibilità di incrementare il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, mentre vengono potenziati i servizi sanitari militari. L'Inail potrà assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri, mentre viene incrementato lo stanziamento a favore dell'Istituto Superiore di Sanità per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica (il totale di questi interventi assomma a 64 milioni);
la possibilità, ove non sia possibile reclutare nuovo personale, di trattenere in servizio il personale del Sistema Sanitario Nazionale che avrebbe i requisiti per la pensione;
- una deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie, per consentire l'esercizio temporaneo sul territorio nazionale a chi ha conseguito una professione sanitaria all'estero, regolata da specifiche direttive dell'Unione Europea;
- disposizioni sull'abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo, con la previsione che il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, abiliti all'esercizio della professione di medico chirurgo previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto all'interno del corso di studi;
- l'introduzione di disposizioni in merito all'anticipazione del prezzo nei contratti pubblici, volte a velocizzare le procedure d'acquisto e di pagamento di materiali e strumentazioni sanitari;
- lo stanziamento di fondi per il pagamento degli straordinari dovuti ai maggiori compiti connessi all'emergenza per le Forze di polizia, le Forze armate, il Corpo di polizia penitenziaria, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale della carriera prefettizia, quello dei ruoli dell'Amministrazione civile dell'interno e quello delle polizie locali, nonché per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze, e per assicurare l'adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale;
- lo stanziamento di fondi per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici;
- l'istituzione del Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni;
- la previsione che, nella vigenza dello stato di emergenza e, in ogni caso, sino al 31 luglio 2020, l'acquisizione di forniture e servizi da parte delle aziende, agenzie e degli enti del Servizio sanitario nazionale da utilizzare nelle attività di contrasto alla diffusione del COVID-19, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, avviene mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie già previste, a condizione che l'affidamento sia conforme al motivo delle liberalità;
- la disciplina relativa alla nomina con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19.
 
2. Sostegno ai lavoratori e alle aziende, con l'obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell'emergenza
- la cassa integrazione in deroga viene estesa all'intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l'attività a seguito dell'emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria;
- la possibilità di accesso all'assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è esteso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti;
- è riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L'indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli;
- è istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall'indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini;
- misure di sostegno per i magistrati onorari in servizio: riconoscimento di un contributo economico mensile pari a 600 euro per un massimo di tre mesi e parametrato al periodo effettivo di sospensione dell'attività. Il contributo non spetta ai magistrati onorari dipendenti pubblici o privati, anche se in quiescenza, e non è cumulabile con altri contributi o indennità comunque denominati erogati a norma del decreto;
- si prevede l'equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19, per il settore privato (per il settore pubblico l'equiparazione era già stata inserita nel DL del 9 marzo 2020);
- a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico, è prevista la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. In alternativa, è prevista l'assegnazione di un bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting nel limite di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell'ordine;
- il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in caso di handicap grave è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate;
- misure per il trasporto aereo, come il riconoscimento di compensazioni per i danni subiti dalle imprese titolari di licenza di trasporto di passeggeri che esercitano oneri di servizio pubblico, l'incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e per la riconversione e riqualificazione del personale del settore, nonché la previsione della costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, in considerazione della situazione determinata dall'emergenza sulle attività di Alitalia - Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria;
- l'incremento della dotazione dei contratti di sviluppo, per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese;
- misure in favore del settore agricolo e della pesca, come la possibilità di aumentare dal 50 al 70% la percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi PAC e la costituzione di un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, per la copertura degli interessi passivi su finanziamenti bancari e dei costi sostenuti per interessi maturati sui mutui, nonché per l'arresto temporaneo dell'attività di pesca.
 
3. Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese
Per evitare a imprese e nuclei familiari la carenza di liquidità sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. Di seguito i principali.
- Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza);
- potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti.
Le modifiche riguardano nel dettaglio:
- la gratuità della garanzia del fondo, con la sospensione dell'obbligo di versamento delle previste commissioni per l'accesso al fondo stesso;
- l'ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, per consentire di venire incontro a prevedibili, immediate esigenze di liquidità di imprese ritenute affidabili dal sistema bancario;
- l'allungamento automatico della garanzia nell'ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento correlata all'emergenza coronavirus;
- la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l'accesso al fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all'epidemia;
- eliminazione della commissione di mancato perfezionamento per tutte le operazioni non perfezionate;
- la possibilità di cumulare la garanzia del fondo con altre forme di garanzia acquisite per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghiero e delle attività immobiliari;
- la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente danneggiati dall'epidemia;
- la possibilità di istituire sezioni speciali del fondo per sostenere l'accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle Amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento
- la sospensione dei termini operativi del fondo;
- estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
- estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del fondo p.m.i. (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l'intervento di Cassa depositi e prestiti e di Sace);
- facilitazione per l'erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
- estensione dell'impiego delle risorse del Fondo;
- rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione;
- estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell'utilizzo del fondo per mutui prima casa;
- misure per l'incremento dell'indennità dei collaboratori sportivi;
- la costituzione presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Fondo per la promozione integrata, finalizzato a sostenere l'internazionalizzazione del sistema Paese;
- immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni;
- possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell'importo dell'indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR);
- introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l'espansione del credito anche alle imprese medio-grandi impattate dalla crisi. L'obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti;
- incentivo alla cessione dei crediti deteriorati (NPL) mediante conversione delle attività fiscali differite (DTA) in crediti di imposta per imprese finanziarie ed industriali;
- norme sul rimborso dei contratti di soggiorno e sulla risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, con la previsione del diritto al rimborso per le prestazioni non fruite sotto forma di voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione;
- l'istituzione di un fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori disposizioni urgenti per sostenere il settore della cultura;
- l'aumento delle anticipazioni del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 nell'ambito dei Piani Operativi delle Amministrazioni Centrali e dei Patti per lo sviluppo, con la possibilità di richiedere il venti per cento delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati di progetto esecutivo approvato o definitivo approvato in caso di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori.
 
4. Misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità
- Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse;
- sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo);
- differimento scadenze – per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l'assicurazione obbligatoria, dal 16 marzo viene posticipato al 20 marzo;
- disapplicazione della ritenuta d'acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile;
- sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell' Agenzia delle entrate;
- sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell'invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi;
- premi ai lavoratori: ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un premio di 100 euro, non tassabile (in proporzione ai giorni lavorati);
- l'introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro: per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d' imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; analoghi contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo;
- donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell'articolo 27 L. 133/99 viene estesa; inoltra viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro;
- affitti commerciali – a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d'imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo;
- disposizioni in materia di trasporto stradale e trasporto di pubblico di persone, per contrastare gli effetti derivanti dalla diffusione del Covid-19 sugli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale e sui gestori di servizi di trasporto scolastico, nonché di trasporto navale, come l'esenzione temporanea dal pagamento della tassa di ancoraggio delle operazioni commerciali effettuate nell'ambito di porti, rade o spiagge dello Stato e la sospensione dei canoni per le operazioni portuali fino al 31 luglio 2020;
- disposizioni di sostegno agli autoservizi pubblici non di linea, con un contributo in favore dei soggetti che dotano i veicoli di paratie divisorie atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela;
la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei versamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all'affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull'intero territorio nazionale;
- misure straordinarie urgenti a sostegno della filiera della stampa.
 
Inoltre, il decreto introduce ulteriori misure, tra le quali:
- nuove misure per contenere gli effetti dell'emergenza in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, tributaria, contabile e militare, quali, tra l'altro, il rinvio d'ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 delle udienze calendarizzate dal 9 marzo al 15 aprile 2020 per i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e la sospensione, nello stesso periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali e amministrativi, salvo specifiche eccezioni;
- misure per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19 nelle carceri;
- misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali, con la previsione che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni e che lo svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi che precedono;
- disposizioni per l'utilizzo in deroga della quota libera dell'avanzo di amministrazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, limitatamente all'esercizio finanziario 2020 e per la sospensione della quota capitale dei mutui delle regioni a statuto ordinario e degli enti locali;
- misure per assicurare il recupero delle eccedenze alimentari e favorirne la distribuzione gratuita agli indigenti;
- la possibilità, fino alla fine dello stato d'emergenza,  per i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, per gli organi collegiali degli enti pubblici nazionali e per le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni di riunirsi in videoconferenza;
- la proroga al 31 agosto 2020 della validità dei documenti di riconoscimento scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto;
- misure per lo svolgimento del servizio postale, con la previsione che, fino al 31 maggio 2020, a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari degli invii postali, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi, la firma è apposta dall'operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la modalità di recapito e ulteriori disposizioni per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta:
- norme in materia di svolgimento delle assemblee di società e per il differimento del termine di adozione dei rendiconti annuali 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022;
- il rinvio al 30 giugno di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti;
- misure per la continuità dell'attività formativa e a sostegno delle università delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, con l'istituzione di un fondo per le esigenze emergenziali e la proroga dell'ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all'anno accademico 2018/2019, e dei termini di ogni adempimento connesso, al 15 giugno 2020;
- contributi per le piattaforme per la didattica a distanza;
- misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari;
- la proroga del mandato dei componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza;
- la proroga di sei mesi del termine per l'indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.