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Renato Borghi: bene il contrasto alla contraffazione del Nucleo AntiAbusivismo della Polizia Locale di Milano

19/01/2020

Renato Borghi: bene il contrasto alla contraffazione del Nucleo AntiAbusivismo della Polizia Locale di Milano

Il Presidente di FederModaMilano (Confcommercio Milano) e FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi, esprime soddisfazione e grande apprezzamento per l'azione condotta dal Nucleo Antiabusivismo della Polizia locale di Milano che ha portato al sequestro in un unico negozio della zona Paolo Sarpi di un “tesoro del tarocco” di 1.166 pezzi tra capi e accessori esposti e pronti per la vendita con tanto di etichette e loghi contraffatti: “Mi congratulo con il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Anna Scavuzzo, per l'importante operazione e per l'attenzione mostrata dal Comune di Milano al tema del rispetto della legalità ed alla lotta ad abusivismo e contraffazione. Secondo l'ultimo Rapporto 2018 del MISE, la contraffazione ha un valore di mercato di 7 miliardi e 208 milioni di euro ed i prodotti della moda sono quelli maggiormente interessati essendo al primo posto della speciale classifica per categoria merceologica: 2 miliardi e 386 milioni di euro è il fatturato del falso del solo comparto moda in Italia con una percentuale del 33,1% sull'intero fatturato. Inoltre la contraffazione rappresenta, soprattutto in momenti di crisi dei consumi, un'inaccettabile forma di concorrenza sleale come riconosciuto da un'indagine di Format Research per Federazione Moda Italia del maggio 2019 secondo la quale il 28% dei negozi di moda vede la contraffazione come un vero e proprio competitor”.
 
 

Milano: sequestrati mille capi d'abbigliamento contraffatti
Milano – Magliette, giacche, cappotti, vestiti. E ancora collane, bracciali, anelli e spille. Sono 1.166 i capi e gli accessori sequestrati dal Nucleo Antiabusivismo della Polizia locale in un unico negozio in zona Paolo Sarpi, la cui titolare è stata indagata per il reato di contraffazione. I capi d'abbigliamento e gli accessori esposti per la vendita erano infatti dotati di etichette e loghi contraffatti di alcuni tra i più famosi marchi di moda, tra cui Chanel, Gucci, Moncler, Valentino, Louis Vuitton, Fendi, Burberry, Dior, Bulgari, Balenciaga, Hermès, Yves Saint Laurent, Kenzo, Moschino, Prada. “Un'operazione importante – commenta il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo – che dà un ulteriore segnale di attenzione da parte del Comune di Milano a esercenti e cittadini, a maggior ragione in un periodo di aumento degli acquisti come questo. Il settore della moda, dell'abbigliamento e della pelletteria è strategico: tuteliamo i compratori e le imprese oneste colpendo chi mette in commercio i falsi”. L'operazione del Nucleo Antiabusivismo è avvenuta durante un servizio in abiti civili e ha consentito di rinvenire anche diverse buste in plastica contenenti ciascuna decine di etichette degli stessi marchi, pronte per essere applicate ad altri articoli in vendita nel negozio. - (imprese-lavoro.com)
 
http://www.imprese-lavoro.com/2020/01/18/milano-sequestrati-mille-capi-dabbigliamento-contraffatti/ 
SALDI E VENDITE ON LINE, ISTRUZIONI PER LUSO: MASSIMO TORTI SEGRETARIO GENERALE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA AL PROGRAMMA DI RAI3  FUORI TG

15/01/2020 15.44.08

SALDI E VENDITE ON LINE, ISTRUZIONI PER L'USO: MASSIMO TORTI SEGRETARIO GENERALE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA AL PROGRAMMA DI RAI3 FUORI TG

A quasi due settimane dall'avvio dei saldi invernali, il Segretario Generale di Federazione Moda Italia - Confcommercio, Massimo Torti, è intervenuto in diretta al Programma di Rai3 "Fuori TG", condotto da Maria Rosaria De Medici, con l'altra ospite, Renza Barani, Vice Presidente di Federconsumatori, alle ore 12.25 del 15 gennaio 2020. 
 
 
Nel suo intervento, MAssimo Torti, ha risposto che secondo i dati dell'indagine del 2019 sul dettaglio moda condotta da Format Research per Federazione Moda Italia – Confcommercio, pressione fiscale (82%) e burocrazia (67,1%),ma anche la concorrenza sleale delle catene (57%) e dei colossi del web (51%) sono i principali fattori della crisi dei negozi al dettaglio moda e/o di ostacolo alla loro crescita.
 
Una crisi che è sotto gli occhi di tutti e si sbaglia chi pensa sia un problema dei soli commercianti.
 
Basta fare un giro per le strade delle nostre città per accorgersi delle saracinesche abbassate e delle ricadute a livello di:
  1. mancati introiti per i Comuni che di conseguenza avranno effetti anche sui servizi delle Amministrazioni
  2. relazioni sociali
  3. professionalità e servizio
  4. sicurezza
  5. illuminazione
  6. pulizia e decoro.    
 
L'ultimo Rapporto della Banca Mondiale evidenzia come il “Total Tax Rate” dell'Italia – cioè il rapporto tra la somma del carico fiscale e contributivo sostenuti da un'impresa ed i profitti – sia pari al 59,1%. In sostanza, secondo il Rapporto, un'impresa paga 591 euro di tasse su 1.000 euro di profitti.
 
La concorrenza sleale delle vendite online esiste e viaggia su un canale preferenziale dal punto di vista della tassazione che va regolamentato. Per il momento, in attesa di una soluzione globale, siamo molto soddisfatti per l'introduzione dal 1° gennaio 2020 in Italia della WEB TAX, la «tassa sui servizi digitali»  (fortemente sollecitata  al Governo dalla nostra CONFCOMMERCIO e richiesta da FEDERMODA), che introduce un'aliquota del 3% sui ricavi dell'anno precedente dei colossi del web che hanno almeno 750 milioni di fatturato globale e 5,5 milioni di euro di incassi derivanti dall'online in Italia. Del resto ne beneficeranno anche le casse dello Stato dal momento che il gesttito previsto già nel 2020 sarà di circa 710 milioni di euro.
 
È comunque più che necessaria una regolamentazione del web per operare nel mercato con le stesse regole.
 
In relazione alla domanda sulla formazione del prezzo al consumatore finale, il Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti, ha sottolineato che i prezzi applicati dai negozi multibrand di qualità sono dettati da listini dei produttori. Quindi la formazione del prezzo è data da un modello di business stabilito dai fornitori a monte del processo di vendita, mentre gli operatori commerciali sottostanno a regole di mercato e di leale concorrenza. È evidente che chi produce e mette in vendita direttamente sul mercato dei prodotti potrà definire autonomamente i prezzi che magari non terranno conto semplicemente della qualità ma agiranno su altri fattori. Quello che Federazione Moda Italia - Confcommercio  consiglia – che tra l'altro è stato detto anche durante il servizio andato in onda – è di comprare nei negozi di fiducia, quelli abituali, quelli sotto casa, quelli tradizionali, dove si può controllare il prezzo e vedere effettivamente quale sia la variazione durante il periodo dei saldi o nelle promozioni.
 
Altro consiglio utile a chi acquista sul web - ed è più vulnerabile perché attratto esclusivamente dal prezzo, ma è risaputo che nessuno regala alcunché tantomeno online - è di prestare attenzione alle composizioni fibrose dei prodotti tessili e delle componenti delle calzature (indicate nelle etichette) e agli estremi dei venditori on line anche al fine di avere garanzie sui prodotti previste dalla legge (in Italia dal Codice del Cosnumo). Maggior tranquillità, in tal senso, si avrebbe se alle spalle di un'attività di e-commerce ci fosse un negozio fisico che può garantire maggiore trasparenza e fiducia anche nei rapporti di vendita sul web e per i cambi e resi. Ricordiamo, poi, che i resi rappresentano un vero problema delle vendite online in quanto la legge, a differenza di quanto avviene nei negozi fisici dove i capi si provano e si scelgono direttamente in store, prevede un tempo di 14 giorni per cambiare i prodotti acquistati esclusivamente sul web.

La direzione che sta seguendo la moda è comunque rappresentata dalla multicanalità. Attualmente in Italia il 36,2% delle aziende del dettaglio moda ha un sito internet e solo il 14,4% fa attività di e-commerce, principalmente attraverso il proprio sito web ed in parte anche su marketplace.
 
Va precisato, però, che fare e-commerce nella moda vuol dire comunque attrezzarsi ed organizzarsi in maniera professionale, prevedendo risorse che si occupino delle informazioni, dell'evasione degli ordini, sappiano parlare più lingue, gestiscano packaging e logistica, ecc…
 
Per questo, come Federazione Moda Italia-Confcommercio siamo al fianco delle imprese per accompagnarle con percorsi di formazione su vendita assistita, marketing sensoriale e neurovendita, vendere agli stranieri nei fashion store, visual merchandising, il negozio di moda nell'era di internet e la comunicazione social divenuta sempre più importante per il presente e per il futuro.
 
La trasmissione può essere vista su
 
SCF

07/01/2020 15.18.03

SCF: SCONTI DEL 30 PER CENTO AI SOCI FEDERMODA Confcommercio

Federazione Moda Italia ha rinnovato la partnership con SCF, Società Consortile Fonografi, per la gestione dei diritti connessi ai produttori discografici ed agli artisti interpreti ed esecutori riconosciuti dalla Legge sul diritto d'Autore (l. 633/1941).

Grazie alla convenzione, le Attività associate a FEDERMODA che diffondono muisica nei propri locali (attravreso radio, tv, lettori audio/video compatti, PC, lettori CD/DVD ecc...) potranno beneficiare di uno SCONTO del 30% sui compensi dovuti, se provvedono al pagamento ENTRO IL 28 FEBBRAIO 2020, barrando la casella "FEDERMODA" nell'apposito  campo "Associazione di Categoria".

Per maggiori informazioni contatta gli Uffici di FederazioneModaItalia ( info@federazionemodaitalia.it tel. 0276015507).

COME ADERIRE ALLA CONVENZIONE:

  1. Compila e sottoscrivi il MODULO ALLEGATO INSERENDO NEL CAMPO "SCELTA ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA": “FEDERMODA” ed invialo alla seguente mail: commerciale@scfitalia.it
  2. Compila il modulo Online https://licenze.scfitalia.it/licenza INSERENDO NEL CAMPO "Scelta associazione" (che compare nel Menù a tendina): “FEDERMODA” 

Si ricorda che, ai sensi degli artt. 73 e 73bis della Legge sul diritto d'Autore, i produttori di fonogrammi e gli artisti interpreti ed esecutori hanno diritto ad un compenso ogni volta che vi sia una pubblica diffusione, anche senza scopo di lucro, dei brani del proprio repertorio. Il mancato pagamento dei compensi dovuti ai produttori fonografici ai sensi della normativa vigente può essere sanzionato tanto in sede civile che in sede penale.

RENATO BORGHI FEDERMODAMILANO SUI SALDI A MILANO

03/01/2020 14.55.09

SALDI A MILANO: Per Renato Borghi i saldi sono la risposta sostenibile dei negozi di prossimita' a vendite online

Ogni famiglia spenderà mediamente 362 euro con una spesa pro capite di 166 euro
Borghi: saldi, risposta sostenibile dei negozi di prossimità a vendite online

Da domani 4 gennaio partono a Milano e in Lombardia (e pressoché tutta Italia) i saldi invernali.
FederModaMilano (Confcommercio Milano) stima in 430 milioni di euro il giro d'affari a Milano e area metropolitana, con il coinvolgimento di oltre un milione di famiglie.
 
“Stima in linea con quelle dell'anno scorso, ma migliori rispetto al dato nazionale” rileva Renato Borghi, presidente di FederModaMilano. Ogni famiglia spenderà mediamente 362 euro con una spesa pro capite di 166 euro. “Dopo un Natale, tra molte luci delle luminarie e qualche ombra negli acquisti, le attese per questi saldi ci sono, sia per i consumatori sia per i commercianti soprattutto perché saranno saldi sostenibili dal punto di vista etico ed ambientale. Tante - sottolinea Borghi - saranno le occasioni che si troveranno nei negozi sotto casa senza dover necessariamente passare dall'online e mettere in tilt il traffico per le consegne. L'auspicio è che vi sia una piena ripresa dei consumi interni”. “I saldi - prosegue Borghi - rappresentano anche il nostro rito collettivo che continua ad attrarre i consumatori”.
 
Sarà del 40% per cento la percentuale media di sconto per questi saldi invernali milanesi stimata da FederModaMilano.
SALDI AL VIA: FEDERAZIONE MODA ITALIA CONFCOMMERCIO STIMA 140 EURO PRO CAPITE PER ABBIGLIAMENTO, CALZATURE ED ACCESSORI

23/12/2019 10.12.18

SALDI AL VIA: FEDERAZIONE MODA ITALIA CONFCOMMERCIO STIMA 140 EURO PRO CAPITE PER ABBIGLIAMENTO, CALZATURE ED ACCESSORI

Dal 2 gennaio 2020 in Basilicata, Val d'AostaSicilia.

Da SABATO 4 GENNAIO 2020 IN TUTTE LE REGIONI D'ITALIA.


Giro di affari complessivo di circa 5 MILIARDI di euro

Interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 324 euro, 140 euro pro capite: sono questi, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali che partono il 2 gennaio in Basilicata, Val D'AostaSicilia e dal 4 gennaio in tutte le altre regioni.
 
STIMA DEI SALDI INVERNALI 2020
 
- VALORE SALDI INVERNALI: 5,1 miliardi di euro
- NUMERO FAMIGLIE ITALIANE: 26 milioni
- NUMERO FAMIGLIE CHE ACQUISTANO IN SALDO: 15,6 milioni
- ACQUISTO MEDIO A FAMIGLIA PER SALDI INVERNALI: 324 euro
- NUMERO MEDIO DEI COMPONENTI PER FAMIGLIA: 2,3 
- ACQUISTO MEDIO A PERSONA NEI SALDI INVERNALI: 140 euro
 
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
 
Renato Borghi
, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, commenta: “Il 2020 sarà un anno all'insegna della sostenibilità anche per la moda. Ci sembra quindi importante iniziarlo con ‘saldi sostenibili' che permetteranno ai consumatori di fare acquisti consapevoli dal punto di vista non solo socio-economico, ma anche ambientale. Comprare nei negozi di prossimità, quelli che animano le nostre vie, i nostri centri, le nostre città, significa infatti scegliere colori e tendenze dei prodotti di moda, toccare con mano la qualità, provare e trovare le taglie e le misure giuste, il tutto comodamente ‘sotto casa', a prezzi molto competitivi e senza ansie di attese di un corriere o di dover ricorrere a fastidiose procedure di reso. Senza contare che gran parte dei prodotti acquistati online arrivano a destinazione, in strade e città sempre più intasate ed inquinate, con pacchi ed imballaggi che dovranno essere smaltiti. Per questo – prosegue Borghi – abbiamo chiesto ed apprezzato l'introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia e ne auspichiamo una regolamentazione comune da parte della UE, ma serve qualcosa in più a partire dall'attenzione al grido di allarme delle attività che lavorano sulle nostre strade mantenendole vive con più luce, decoro, sicurezza, relazioni. Comprare nei negozi – conclude Borghi – è certamente più sostenibile dal punto di vista ambientale e decisamente molto più stimolante dal punto di vista relazionale”.
 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, FederazioneModaItalia-Confcommercio ricorda alcuni principi di base:
 
  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.Lgs n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale (nella maggior parte delle realtà regionali).
 
Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull'intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.
 

 

09/12/2019

LAZIO: Pubblicato il Testo Unico del Commercio con importanti novita' per il settore Moda

 
E' stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, il Testo Unico del Commercio (L.R. 22 del 6 novembre 2019) che contiene numerose novità portate avanti con il coinvolgimento ed il supporto di Federazione Moda Italia ed in particolare:
• la definizione e regolamentazione degli Outlet
• la definizione e regolamentazione dei Temporary Store
• la regolamentazione delle Vendite Straordinarie

In relazione alle Vendite straordinarie (liquidazioni, promozionali e di fine stagione o SALDI), il nuovo Testo Unico del Lazio introduce aspetti molto interessanti come, ad esempio, la proporzionalità delle sanzioni in caso di violazioni, in base alla dimensione dell'attività:
  1. da 1.500 euro a 4.500 euro per gli esercizi di vicinato;
  2. da 4.500 euro a 13.500 euro per le medie strutture di vendita;
  3. da 13.500 euroa 40.500 euro per le grandi strutture di vendita.

Stesso ragionamento viene effettuato in caso di recidiva con sanzioni diverse in base alla tipologia distributiva.

In allegato un ABSTRACT di SINTESI