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COVID-19: PUBBLICATO IL DPCM DEL 2 MARZO A FIRMA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO DRAGHI

03/03/2021 14.21.02

COVID-19: PUBBLICATO IL DPCM DEL 2 MARZO A FIRMA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO DRAGHI

Sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 52 del 2 marzo 2021 - Suppl. Ordinario n. 17è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da COVID-19 e sarà in vigore da sabato 6 marzo a martedì 6 aprile 2021, confermando fino al 27 marzo il divieto già esistente di spostamento tra regioni o province autonome diverse, con l'eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

Quanto alle attività commerciali del DETTAGLIO MODA, si evidenzia, in particolare, che nelle zone bianca, gialla e arancione, potranno restare aperte a condizione che sia assicurato:

  1. il distanziamento interpersonale di almeno un metro;
  2. il dilazionamento degli ingressi;
  3. l'impedimento della sosta all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni
  4. lo svolgimento dell'attività nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10.
  5. la chiusura nelle giornate festive e prefestive degli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili.

In zona rossa sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23.

 

Si evidenzia, in particolare:

ATTIVITÀ COMMERCIALI DEL DETTAGLIO MODA

NELLE ZONE BIANCA, GIALLA E ARANCIONE, le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11.

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

IN ZONA ROSSA sono SOSPESE le attività commerciali al dettaglio, FATTA ECCEZIONE per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi di cui all'articolo 25, comma 2.

 

ALTRE PREVISIONI IN SINTESI TRATTE DAL SITO DEL GOVERNO:

 

ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l'obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali), la presenza di dispencer con soluzioni idroalcoliche, l'esposizione di cartelli con le informazioni sulle misure di sicurezza e sul numero delle persone che possono contemporaneamente stare in negozio e i protocolli di settore.

Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fierecongressi, discoteche e pubblico negli stadi).
Viene istituito un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell'Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell'allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

SCUOLA

Zone ROSSE: Dal 6 marzo, si prevede la sospensione dell'attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone ARANCIONI e GIALLE: I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell'attività scolastica:

  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell'arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.


MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone GIALLE si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l'apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all'aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

 

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone ROSSE, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

 

SPOSTAMENTI DA E PER L'ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l'ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

 

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell'Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all'eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

 


ARTICOLI DI INTERESSE DEL NUOVO DPCM


Art. 4 (Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali)
1. Sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12...

Art. 5 (Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale)
1. Sull'intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:

e) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all'allegato 19 anche presso gli esercizi commerciali;

...

Art. 7 (Zona bianca)
1. Con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell'articolo 1, comma 16-bis, del decreto legge n. 33 del 2020 sono individuate le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all'interno delle quali cessano di applicarsi le misure di cui al Capo III relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività ivi disciplinate, alle quali si applicano le misure anti contagio previste dal presente decreto, nonché dai protocolli e dalle linee guida allo stesso allegati concernenti il settore di riferimento o, in difetto, settori analoghi. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, compresa la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.
2. Presso il Ministero della salute è istituito un Tavolo tecnico permanente composto dai rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità e delle Regioni e Province autonome interessate

Art. 8 (Zona gialla)
1. Nella Zona gialla di cui all'articolo 1, comma 16-septies, lett. d), del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, si applicano le misure del presente decreto, ad eccezione dei Capi IV e V.

Art. 9 (Misure relative agli spostamenti in Zona gialla)
1. Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
2. Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5.00 e le ore 22.00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni quattordici sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Art. 10 (Manifestazioni pubbliche)
1. Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

Art. 11 (Misure concernenti luoghi ove possono crearsi assembramenti)
1. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.
2. È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.


Art. 13 (Convegni, cerimonie pubbliche e riunioni)
1. Sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.
2. Tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico.

Art. 24 (Corsi di formazione)
1. I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza.

Art. 25 (Attività commerciali)
1. Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11.
2. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.


Art. 32 (Zona arancione)
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell'articolo 1, commi 16-quater e 16-quinques, del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono individuate le regioni nel cui territorio si manifesti un'incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con un livello di rischio almeno moderato, ovvero che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto, secondo quanto stabilito dal documento di «Prevenzione e risposta a COVID-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale», condiviso dalla Conferenza delle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano l'8 ottobre 2020 (allegato 25).

Art. 33 (Disposizioni applicabili in zona arancione)
1. A far data dal primo giorno non festivo successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze di cui all'articolo 32, comma 1, nelle zone arancioni si applicano, oltre le misure applicabili sull'intero territorio nazionale, le misure di cui al Capo III, laddove compatibili, nonché le misure di cui al presente Capo. 

Art. 34 (Misure relative agli spostamenti in zona arancione)
1. È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori in zona arancione è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.
2. È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi
e non disponibili in tale comune.
3. Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5.00 e le ore 22.00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni quattordici sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.
4. Sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Art. 37 (Zona rossa)
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell'articolo 1, comma 16-quater, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono individuate le regioni nel cui territorio si manifesti un'incidenza settimanale dei contagi superiore a cinquanta casi ogni centomila abitanti e che si collocano in uno scenario almeno di tipo 3 e con un livello di rischio almeno moderato, secondo quanto stabilito dal documento di «Prevenzione e risposta a COVID-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale», condiviso dalla Conferenza delle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano l'8 ottobre 2020 (allegato 25).

3. Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui all'articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all'aggiornamento dell'ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione.

Art. 38 (Disposizioni applicabili in zona rossa)
1. A far data dal primo giorno non festivo successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze di cui all'articolo 37, comma 1, nelle zone rosse si applicano, oltre le misure applicabili sull'intero territorio nazionale, le misure di cui al Capo III, laddove compatibili, nonché le misure di cui al presente Capo.

Art. 39 (Misure relative agli spostamenti in zona rossa)
1. È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Art. 44 (Attività commerciali)
1. Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi di cui all'articolo 25, comma 2.
2. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.
3. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie

Art. 55 (Tavolo tecnico di confronto)
1. Al fine di dare attuazione agli indirizzi forniti dalle Camere ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 19 del 2020, con decreto del Ministro della salute è istituito presso il medesimo Ministero un tavolo tecnico di confronto, composto da rappresentanti del Ministero della salute, dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni e delle Province autonome su designazione del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché da un rappresentante
del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, con il compito di procedere all'eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico individuati dal decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020.

Art. 56 (Disposizioni finali)
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 6 marzo 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, e sono efficaci fino al 6 aprile 2021, ad eccezione degli articoli 7, 33 e 38 che si applicano dal 1 marzo 2021…
2. Le disposizioni di cui alle ordinanze del Ministro della salute 9 gennaio 2021 e 13 febbraio 2021 recanti «Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», richiamate in premessa, continuano ad applicarsi fino alla data del 6 aprile 2021, salvo eventuali successive modifiche.
3. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

 

Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio

24/02/2021 13.09.10

SPOSTAMENTI SUL TERRITORIO NAZIONALE: NUOVO DECRETO LEGGE

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2021 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 15 del 23 febbraio 2021, recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19”. Il provvedimento, entrato in vigore il 24 febbraio, oltre alle misure sugli spostamenti, definisce le diverse zone di rischio in “zona gialla”, “zona arancione”, “zona rossa” e “zona bianca”, disciplinati dall'art. 1, commi 16-quater, 16-quinquies e 16-sexies del Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020, convertito in Legge n. 74 del 14 luglio 2020.

Ex art. 1 (Determinazione della classificazione del territorio nazionale in zone) sono definite, con il nuovo comma 16-septies:

  1. Zona bianca”: le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti, per tre settimane consecutive, e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con livello di rischio basso (art. 1, co. 16-sexies del DL 33/2020);
  2. “Zona arancione”: le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2, con livello di rischio almeno moderato, nonché quelle che, in presenza di un'analoga incidenza settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio alto (art. 1, co. 16-quater e 16-quinquies del DL 33/2020);
  3. Zona rossa”: le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 3, con un livello di rischio almeno moderato (art. 1, co. 16-quater del DL 33/2020);
  4. Zona gialla”: in via residuale, le Regioni, i cui territori presentano parametri differenti da quelli sopra indicati per le zone bianche, arancioni e rosse.

L'art. 2 (Ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del Covid19) estende all'intero territorio nazionale, a sabato 27 marzo 2021il divieto attualmente previsto di spostarsi tra Regioni o Province autonome diverse, salvo che per motivi di lavoro, situazioni di necessità, o motivi di salute. Resta, comunque, consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Fino a sabato 27 marzo 2021, entro i confini regionali per la Zona gialla ed entro i confini comunali per la Zona arancione, è consentito una sola volta al giorno, tra le ore 5:00 e le ore 22:00, lo spostamento verso un'altra abitazione privata abitata, nei limiti di 2 ulteriori persone oltre a quelle ivi già conviventi, esclusi i minori di 14 anni su cui si esercita la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.
Tale facoltà di spostamento in altre abitazioni non è più consentita all'interno della Zona rossa

Nei casi di mobilità limitata all'ambito comunale, resta in vigore la possibilità di spostamenti in altri Comuni a partire da Comuni con una popolazione non superiore a 5 mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di Provincia.

Il Regime sanzionatorio (ex art. 3) è confermato: salvo che il fatto costituisca reato, pertanto, il mancato rispetto delle misure di contenimento dell'epidemia, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 ad euro 1.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo, la sopradetta sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata fino a un terzo. In caso di reiterazione della stessa violazione, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

 

Si ricorda che, in base alle Ordinanze del Ministro della Salute pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2021, e nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 20 febbraio 2021

sono attualmente ricomprese:

  1. nell'area GIALLA: Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta, Veneto;
  2. nell'area ARANCIONE: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria;
  3. nell'area ROSSA: nessuna Regione.
RISPARMIARE SU COMMISSIONI POS E OFFRIRE NUOVI SERVIZI DI PAGAMENTI A DISTANZA: I VANTAGGI DELLA NUOVA CONVENZIONE TRA FEDERAZIONE MODA ITALIA E BANCA SELLA

16/02/2021 10.44.29

RISPARMIARE SU COMMISSIONI POS E VENDERE A DISTANZA CON PAGAMENTI PAY BY LINK DI BANCA SELLA

OBIETTIVI DELLA CONVENZIONE:

  1. RISPARMIARE SULLE COMMISSIONI POS per pagamenti con CARTE DI CREDITO E PAGOBANCOMAT
  2. RISPONDERE ALLE ESIGENZE DI INNOVAZIONE CON IL SERVIZIO DI PAGAMENTI A DISTANZA "PAY BY LINK"

Abbiamo il piacere di informarVi che Federazione Moda Italia ha rinnovato l'esclusiva convenzione con Banca Sella grazie alla quale le aziende associate del settore Moda potranno accedere alle MIGLIORI CONDIZIONI sulle COMMISSIONI PER GLI INCASSI TRAMITE POS APPLICATE A TUTTI I SOCI D'ITALIA A PRESCINDERE DAL GIRO D'AFFARI.

I Soci delle Associazioni provinciali di Federazione Moda Italia presso le sedi di Confcommercio su tutto il territorio nazionale potranno beneficiare delle ESCLUSIVE TARIFFE per i pagamenti elettronici con Pagobancomat e Carta di Credito.


VANTAGGI riservatia chi HA un Conto Corrente con Banca Sella:

  1. 0,28% le commissioni per pagamenti con Pagobancomat
  2. 0,78% le commissioni POS su carta di credito
  3. ZERO commissioni per i pagamenti con carte di credito accettate in VALUTA in modalità MULTICURRENCY (per gli stranieri che pagano con carta nella loro valuta di riferimento).

VANTAGGI riservati a chi NON HA un Conto Corrente con Banca Sella:

  1. 0,33% le commissioni per pagamenti con Pagobancomat
  2. 0,88% le commissioni per pagamenti con Carta di Credito
  3. 0,20% le commissioni per i pagamenti con carte di credito accettate in VALUTA in modalità MULTICURRENCY

 

CANONI NOLEGGIO POS

I nuovi contratti prevedono canoni di noleggio POS ridotti della metà per chi ha un transato mensile superiore a 3 mila euro e addirittura a COSTO ZERO per chi ha un transato mensile superiore ai 6 mila euro anche per il noleggio POS GPRS o di ultima generazione!

 

LA PROCEDURA DI ADESIONE

  1. L'azienda deve compilare il modulo allegato in ogni sua parte e sottoscriverlo
  2. L'Associazione provinciale di appartenenza certifica la qualifica di socio in regola con i contributi associativi con timbro e firma
  3. L'Associazione provinciale invia il modulo a Federazione Moda Italia (email info@federazionemodaitalia.it )
  4. Federazione Moda Italia certifica a Banca Sella il diritto di accesso dell'azienda ai benefici della convenzione.

 

PAY BY LINK

La convenzione di Federazione Moda Italia con Banca Sella sulle Commissioni POS si arricchisce nel 2021 con un nuovo servizio di pagamento a distanza "PAY BY LINK".

La nuova offerta (valida fino al 31 dicembre 2021) permette alle Aziende del dettaglio moda di offrire ai Clienti un nuovo modo di pagamento, sicuro, semplice e immediato, attraverso l'accesso ad una piattaforma che dà la possibilità all'azienda di inviare un'e-mail diretta al cliente contenente un link di richiesta di pagamento. Una volta ricevuto il link dal venditore, il cliente verrà reindirizzato alla pagina di pagamento dove potrà inserire i dati della sua carta di credito in tutta sicurezza, proprio come avviene nei pagamenti sui siti di e-commerce.

PAY BY LINK è una soluzione innovativa utile per chi:

  1. vende a distanza con i canali social, instagram, facebook, whatsapp, telefono o attraverso l'e-commerce
  2. effettua consegne a domicilio
  3. non possiede un un sito e-commerce
  4. vuole ricevere un acconto o recuperare un credito

Le aziende Associate potranno aderire alle condizioni in convenzione per tutto il 2021, previa regolarità contributiva alle Associazioni territoriali di riferimento e relativa compilazione del MODULO ALLEGATO.

Per conoscere le condizioni in convenzione, le aziende interessate possono rivolgersi alle Associazioni territoriali di Federazione Moda Italia in tutte le sedi di Confcommercio.

Info e moduli su ../it/servizi/convenzioni/banca-sella 

 

MODIFICHE AGLI ISA Indici Sintetici di Affidabilita fiscale periodo dimposta 2020

12/02/2021 14.27.25

MODIFICHE AGLI ISA Indici Sintetici di Affidabilita' fiscale periodo d'imposta 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2021 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con cui sono state approvate le modifiche agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) applicabili al periodo d'imposta 2020.

In particolare, il Decreto prevede che, per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2020, gli ISA - Indici Sintetici di Affidabilità fiscale NON SI APPLICANO nei confronti dei soggetti: 

  1. che, nel periodo d'imposta 2020 rispetto al periodo d'imposta precedente, hanno subito una diminuzione di almeno il 33 per cento dei ricavi o dei compensi;
  2. che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
  3. che esercitano, in maniera prevalente, le attivita' economiche individuate dai codici attività riportati nell'allegato 1 al presente decreto tra i quali rientrano la maggior parte delle attività del dettaglio moda

I contribuenti esclusi dall'applicazione degli ISA in base al presente Decreto sono, comunque, tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali previsti dal comma 4 dell'art. 9-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

 

START UP: pubblicato il Decreto di attuazione delle misure a favore delle imprese manifatturiere che investono in design e creatività made in Italy

11/02/2021 11.52.58

START UP: pubblicato il Decreto di attuazione delle misure a favore delle imprese manifatturiere che investono in design e creatività made in Italy

RENATO BORGHI A MF - MILANO FINANZA FASHION: SERVONO MISURE SHOCK

10/02/2021 10.53.03

RENATO BORGHI A MF - MILANO FINANZA FASHION: SERVONO MISURE SHOCK

In un articolo di Andrea Guolo su MF - Milano Finanza Fashion del 10 febbraio 2020 le Associazioni di categoria della moda plaudono alla creazione di un governo Draghi e mettono sul piatto le loro esigenze. Da misure per il commercio alla salvaguardia dei distretti fino a un focus sulla formazione. «Considerata l'autorevolezza a livello internazionale a Mario Draghi, l'aspettativa è molto alta», ha affermato Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio. «Sul metodo, confido che sarà all'insegna della concertazione e del coinvolgimento dei corpi intermedi», aggiunge Borghi, che si aspetta «misure shock»: "liquidità alle imprese, indennizzi proporzionati alle perdite, rottamazione dei magazzini con l'introduzione di un credito d'imposta del 30% sulle rimanenze nei negozi".

MASSIMO TORTI AD ADNKRONOS

08/02/2021

FEDERAZIONE MODA ITALIA: IN GENNAIO VENDITE IN PICCHIATA DEL 41,1 PER CENTO

Secondo un'indagine di Federazione Moda Italia-Confcommercio sui saldi invernali, a gennaio il dato delle vendite scende in picchiata rispetto a gennaio 2020 con le vendite di abbigliamento, calzature e accessori a -41,1% in media. Quasi il 90% dei negozi (88,9%) ha infatti dichiarato di aver subito un calo delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2020. Il 7,7% ha registrato una stabilità nelle vendite e poco più del 3% (3,4%) un incremento. "Nessun segnale di miglioramento per le vendite dei negozi del settore moda nel mese di gennaio di quest'anno su gennaio 2020. Solo nel weekend appena trascorso, con l'Italia in zona gialla quasi ovunque, in particolare nella giornata di sabato, abbiamo visto qualche segnale ma solo nei posti dove c'è stato bel tempo". A descrivere una situazione "drammatica oltre che per l'emergenza sanitaria, anche per la crisi economica" è Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia. Quasi un'impresa su due (45%) ha dichiarato un calo tra il 50 e il 90% delle vendite nel primo mese di gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Ad aver penalizzato moltissimo queste categorie di esercizi sono stati diversi fattori che hanno letteralmente "tartassato" a gennaio il settore moda. A cominciare dai 5 giorni di chiusura obbligata agli inizi di gennaio dal 1 al 6 gennaio, a eccezione del 4, di tutte le attività della moda, con eccezione, in via veramente residuale, di poche attività relative alla vendita di prodotti di prima necessità (negozi di intimo; abbigliamento bimbo e calzature bimbo), articoli per la pratica dello sport ed inoltre, degli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali anche nei giorni prefestivi e festivi. A giocare a sfavore anche l'inserimento di alcuni territori (Lombardia, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano) in fascia rossa, con negozi di moda chiusi proprio nel bel mezzo dei saldi. Ancora le restrizioni agli spostamenti tra regioni ed addirittura tra Comuni.

Inoltre, il grande utilizzo dello smart working nel pubblico e nel privato, il minor reddito disponibile dei consumatori, la totale assenza dello shopping tourism e, non ultimo, il venir meno delle occasioni d'incontro di lavoro e nel privato (pranzi, cene, eventi, feste, cerimonie, cinema, teatri, musei, piscine, palestre, ecc…). Inoltre, 8 imprese su 10 hanno dichiarato di aver proposto sconti tra il 30 e il 50% (la maggior parte ha scelto una percentuale di sconto del 30%). Quasi due imprese su dieci poi stanno praticando sconti medi del 50%.

A gennaio, in pieno periodo di saldi, sono aumentate le vendite di tute, pigiami, intimo e pantofole mentre, in sofferenza risultano cravatte, abiti da uomo e valige. "Solo 3 negozi su 100, delle vere e proprie mosche bianche dicono di aver avuto in incremento - ha sottolineato Torti- si tratta di alcuni settori come gli abiti su misura ed i negozi di intimo, maglieria e pantofole". L'indagine infatti evidenzia tra i prodotti più venduti: la maglieria con praticamente metà degli italiani (51,3%), giubbotti, cappotti e piumini (39,3%); pantaloni (32,1%); scarpe donna (19,7%); abiti donna (16,2%); tute (15,8%) scarpe uomo (13,7%) accessori (12,8%) intimo (12,8%). In sofferenza le vendite di: abiti da uomo (4,3%); giacche (5,6%) valige (0,9%). I pagamenti preferiti sono quelli cashless, ovvero con bancomat (82,9% delle preferenze); seguono quelli con carta di credito (56,4%), mentre è residuale l'utilizzo dei contanti (11,5%), una scelta utilizzata soprattutto per le spese di importo basso). Ancora basse le transazioni con altri strumenti di pagamento innovativi (2,1%).

"Tra i settori più penalizzati risulta quindi "il dettaglio moda e l'ingrosso moda che, tra l'altro, non è stato indennizzato - commenta Torti - Poi anche gli abiti da cerimonia, soprattutto al centro sud, non si sono più venduti perché non si può partecipare ad eventi, feste e banchetti". "Un ultimo settore dimenticato - spiega ancora Torti - è quello dei negozi di camicie e maglieria che nonostante abbiano lo stesso codice Ateco dei negozi di biancheria intima (47.71.30 che sono rimasti aperti) sono stati costretti a chiudere per il Dpcm del 3 novembre, ma ingiustamente ed inspiegabilmente sono ancora senza indennizzi. E' una lacuna inspiegabile e fastidiosa".

"I bar e i ristoranti sono attrattori, è indispensabile anche per noi la loro apertura. I nostri negozi risentono dell'attrattività di un bar o di un ristorante sulla zona. E' fondamentale per rilancio dell'economia l'apertura di tutte le attività nel rispetto della situazione sanitaria", conclude Torti.

 

 

SALDI: FEDERMODA, IN PICCHIATA A GENNAIO VENDITE - 41,1%
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - Saldi in picchiata a gennaio rispetto a gennaio 2020 con le vendite di abbigliamento, calzature e accessori a -41,1% in media. Quasi il 90% dei negozi (88,9%) ha infatti dichiarato di aver subito un calo delle vendite rispetto allo setto periodo del 2020. Il 7,7% ha registrato una stabilità nelle vendite e poco più del 3% (3,4%) un incremento. A tastare il polso della situazione a circa un mese dall'inizio dei saldi è un'indagine della Federazione Moda Italia-Confcommercio, condotta tra i titolari dei negozi italiani e anticipata all'Adnkronos. "Nessun segnale di miglioramento per le vendite dei negozi del settore moda nel mese di gennaio di quest'anno su gennaio 2020. Solo nel week end appena trascorso, con l'Italia in zona gialla quasi ovunque, in particolare nella giornata di sabato, abbiamo visto qualche segnale ma solo nei posti dove c'è stato bel tempo". A descrivere una situazione "drammatica oltre che per l'emergenza sanitaria, anche per la crisi economica" è Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia. Quasi un'impresa su due (45%) ha dichiarato un calo tra il 50 e il 90% delle vendite nel primo mese di gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Ad aver penalizzato moltissimo queste categorie di esercizi sono stati diversi fattori che hanno letteralmente "tartassato" a gennaio il settore moda. A cominciare dai 5 giorni di chiusura obbligata agli inizi di gennaio dal 1 al 6 gennaio, a eccezione del 4, di tutte le attività della moda, con eccezione, in via veramente residuale, di poche attività relative alla vendita di prodotti di prima necessità (negozi di intimo; abbigliamento bimbo e calzature bimbo), articoli per la pratica dello sport ed inoltre, degli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali anche nei giorni prefestivi e festivi.

SALDI: FEDERMODA, EFFETTO SMART WORKING SU VENDITE MAGLIONI TUTE E PIGIAMI
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - A gennaio, in pieno periodo di saldi, sono aumentate le vendite di tute, pigiami, intimo e pantofole mentre, in sofferenza risultano cravatte, abiti da uomo e valige. E' quanto rileva un'indagine di Federazione Moda Italia-Confcommercio anticipata all'Adnkronos. "Solo 3 negozi su 100, delle vere e proprie mosche bianche dicono di aver avuto in incremento - riferisce Massimo Torti, segretario generale di Federmoda- si tratta di alcuni settori come gli abiti su misura ed i negozi di intimo, maglieria e pantofole". L'indagine infatti evidenzia tra i prodotti più venduti: la maglieria con praticamente metà degli italiani (51,3%), giubbotti, cappotti e piumini (39,3%); pantaloni (32,1%); scarpe donna (19,7%); abiti donna (16,2%); tute (15,8%) scarpe uomo (13,7%) accessori (12,8%) intimo (12,8%). In sofferenza le vendite di: abiti da uomo (4,3%); giacche (5,6%) valige (0,9%). I pagamenti preferiti sono quelli cashless, ovvero con bancomat (82,9% delle preferenze); seguono quelli con carta di credito (56,4%), mentre è residuale l'utilizzo dei contanti (11,5%), una scelta utilizzata soprattutto per le spese di importo basso). Ancora basse le transazioni con altri strumenti di pagamento innovativi (2,1%).

CORONAVIRUS: FEDERMODA, BAR E RISTORANTI ATTRATTORI, FONDAMENTALE LORO APERTURA
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - "I bar e i ristoranti sono attrattori, è indispensabile anche per noi la loro apertura". A dirlo all'Adnkronos è Massimo Torti, segretario generale di Federmoda-Confcommercio, dopo il primo week end in fascia gialla in molte regioni e quindi con le riaperture fino alle 18 dei pubblici esercizi. "I nostri negozi risentono dell'attrattività di un bar o di un ristorante sulla zona. E' fondamentale per rilancio dell'economia l'apertura di tutte le attività nel rispetto della situazione sanitaria", conclude Torti.

INDAGINE FEDERAZIONE MODA ITALIA SULLANDAMENTO DELLE VENDITE DI GENNAIO 2021

04/02/2021 10.22.01

INDAGINE FEDERAZIONE MODA ITALIA SULL'ANDAMENTO DELLE VENDITE DI GENNAIO 2021

Premessa l'assoluta incomparabilità tra l'andamento delle vendite nel mese di gennaio 2021 con lo stesso mese del 2020 a causa della complessità e dell'eterogeneità delle variabili generate dall'emergenza da COVID-19, il monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio evidenzia un un decremento medio delle vendite del 41,1% con 9 negozi su dieci (l'88,9% delle imprese che hanno risposto in maniera importante ai questionari diffusi dalle Associazioni del settore moda delle Confcommercio provinciali) che hanno registrato un calo delle vendite. Il 45% delle imprese ha dichiarato un calo tra il 50 e il 90%.

L'80,8% delle imprese ha proposto sconti tra il 30 e il 50% (la maggior parte, pari al 42% delle aziende ha scelto una percentuale di sconto del 30%). Quasi due imprese su dieci stanno praticando sconti medi del 50%.

I pagamenti preferiti sono quelli cashless con pagobancomat (82,9% delle preferenze); seguono quelli con carta di credito (56,4%), mentre è residuale l'utilizzo dei contanti (11,5%, scelta utilizzata soprattutto per le spese di importo basso).

Tra i prodotti più venduti: e  quindi maggiormente rispondenti alle scelte di acquisto dei consumatori nel mese di gennaio sono stati: maglieria (51,3%); giubbotti, cappotti e piumini (39,3%); pantaloni (32,1%); scarpe donna (19,7%); abiti donna (16,2%); tute (15,8%); scarpe uomo (13,7%); accessori (12,8%); intimo (12,8%).

In forte sofferenza le vendite di abiti da uomo (4,3%); giacche (5,6%) e valige (0,9%)

OGGI 30 GENNAIO PARTONO I SALDI INVERNALI IN EMILIA ROMAGNA, TOSCANA E VENETO

30/01/2021 10.46.47

I SALDI NON BASTANO. PER IL RILANCIO SERVONO INDENNIZZI SULLE EFFETTIVE PERDITE E UN CREDITO D'IMPOSTA SULLE RIMANENZE

Renato Borghi: “Un'opportunità per consumatori e operatori. Servono però aiuti concreti al dettaglio moda”

Dopo la Liguria, dove i saldi sono iniziati da ieri, 29 gennaio, anche Emilia Romagna, Toscana e Veneto partono oggi con le vendite di fine stagione, con l'auspicio che la situazione da fascia gialla possa far riprendere anche i consumi.

“Gli effetti della pandemia – sottolinea Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – hanno inciso profondamente non solo sul potere di acquisto delle famiglie, ma anche sullo stile di vita e di consumo, mettendo a durissima prova la tenuta del sistema del commercio di vicinato ed in particolare dell'intera filiera della moda. I saldi rappresentano, così, una grande opportunità di acquisto di prodotti di qualità a prezzi ribassati per i consumatori e un'importante iniezione di liquidità per gli operatori, che risulterà determinante per il futuro proseguimento dell'attività. È quindi fondamentale rinsaldare il patto che lega il negozio di prossimità con ogni singolo consumatore. Invitiamo, pertanto, i consumatori a scelte d'acquisto sempre più consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, a kilometro zero, nei negozi di fiducia. Ma questo potrebbe non bastare. È quanto mai urgente che il Governo accompagni veramente le imprese del dettaglio moda, che hanno subito forti restrizioni e stanno pagando più pesantemente di altri l'impatto negativo della pandemia, con sostegni congrui alle effettive perdite superando la previsione del parametro del terzo del fatturato ed un credito d'imposta sulle rimanenze di magazzino perché, altrimenti, i danni subiti non saranno più recuperabili, con conseguenze sulla filiera della moda ed il made in Italy”.