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SALDI ESTIVI AL VIA: FEDERAZIONE MODA ITALIA CONFCOMMERCIO STIMA IN 224 EURO LA SPESA MEDIA DELLE FAMIGLIE

29/06/2019

SALDI ESTIVI AL VIA: FEDERAZIONE MODA ITALIA CONFCOMMERCIO STIMA IN 224 EURO LA SPESA MEDIA DELLE FAMIGLIE

Da sabato 6 luglio, dopo Campania (29 giugno), Sicilia (1° luglio) e Basilicata (2 luglio) partono in tutta Italia i saldi estivi. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l'acquisto in saldo di articoli di moda (abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, articoli sportivi e tessile per la casa) circa 224 euro per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.
 
Valore dei saldi estivi  per i prodotti di moda - 2019
  
Valore dei saldi estivi: 3,5 miliardi di euro
Numero famiglie italiane: 26 milioni
Numero famiglie che acquista in saldo: 15,6 milioni
Acquisto medio a famiglia per saldi estivi: 224 euro
Numero medio dei componenti di una famiglia: 2,3
Acquisto medio per persona: 97 euro
                          
Per il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi: “Le vendite di primavera sono letteralmente saltate, creando una condizione di disastro economico per le imprese e sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda. I saldi estivi – conclude Borghi – valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. L'auspicio è, quindi, che almeno in questi saldi riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un'effervescenza dei consumi anche se i nostri commercianti possono solo sperare di ‘fare cassa', ma non certo di recuperare una stagione mai partita”.

Per il corretto acquisto di articoli in saldo, Federazione Moda Italia-Confcommercio ricorda alcuni principi di base:
  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei prodotti: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
 
Si segnalano, inoltre, le varie iniziative promosse sull'intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.