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FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO IN TV, RADIO E STAMPA

16/04/2021

FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO IN TV, RADIO E STAMPA

L'attività di Federazione Moda Italia-Confcommercio ha avuto una notevole eco mediatica.

Si segnalano, in particolare, le interviste in TV, RADIO e GIORNALI sui canali d'informazione nazionali:

Renato Borghi su Rai 1 a Porta a Porta del 9 dicembre 2020  

Renato Borghi su Linea Intima del 17 dicembre 2020

Federazione Moda Italia su Linea Intima del 18 dicembre 2020

Federazione Moda Italia su Elle del 19 dicembre 2020

Renato Borghi su Fashion Network del 21 dicembre 2020

Renato Borghi su Fashion United del 21 dicembre 2020

Massimo Torti su DONNA MODERNA del 22 dicembre 2020

Renato Borghi su QUI FINANZA del 23 dicembre 2020

Renato Borghi a Radio24 del 24 dicembre 2020

Massimo Torti su Milano Finanza MF Fashion del 29 dicembre 2020

Massimo Torti su TGCOM24 dell'1 gennaio 2021

Renato Borghi su Avvenire dell'1 gennaio 2021

Massimo Torti sul TG4 dell'1 gennaio 2021

Massimo Torti a RaiNews24 del 2 gennaio 2021

Massimo Torti su Il Sole 24 Ore del 2 gennaio 2021

Massimo Torti su Radio24 Focus Economia del 4 gennaio 2021

Renato Borghi su Intimo Retail del 4 gennaio 2021

Renato Borghi su Milano Finanza MF Fashion del 5 gennaio 2021

FederModa al TGR Lombardia del 5 gennaio 2021

Massimo Torti su RDS GR del 5 gennaio 2021

Massimo Torti su Rai Uno Mattina del 6 gennaio 2021

FederModa al TGR Lombardia del 6 gennaio 2021

Massimo Torti su RTL 102.5 del 6 gennaio 2021

Renato Borghi su Il Corriere della Sera del 6 gennaio 2021

Renato Borghi su Il Giornale del 6 gennaio 2021

Massimo Torti su Rai 3 "Mi Manda Rai 3" del 7 gennaio 2021

FederModa a Studio Aperto del 7 gennaio 2021

FederModa al TG4 del 7 gennaio 2021

Federazione Moda Italia su Il Giornale del 7 gennaio 2021

Renato Borghi su Fashion Magazine del 7 gennaio 2021

Renato Borghi su Pambianco del 7 gennaio 2021

Renato Borghi su Affari Italiani del 7 gennaio 2021

FederModa su TGCOM24 dell'8 gennaio 2021

Massimo Torti su Il Sole 24 Ore del 7 gennaio 2021

Massimo Torti su Il Messaggero del 7 gennaio 2021

Renato Borghi su Intimo Retail del 7 gennaio 2021

Massimo Torti su Leggo del 7 gennaio 2021

Renato Borghi su ITALIA OGGI dell'8 gennaio 2021

FederModa su TG5 dell'8 gennaio 2021

Renato Borghi su RAI 1 a PORTA A PORTA del 12 gennaio 2021

Massimo Torti su LEGGO del 13 gennaio 2021

Massimo Torti su AVVENIRE del 13 gennaio 2021

Massimo Torti su IL SOLE 24 ORE del 27 gennaio 2021

Renato Borghi su TELEBORSA del 1° febbraio 2021

Renato Borghi su FASHION NETWORK del 1° febbraio 2021

Federazione Moda Italia su RAI 1 a RAI PARLAMENTO 7 GIORNI del 6 febbraio 2021

Massimo Torti su LA DISCUSSIONE del 10 febbraio 2021

Renato Borghi su MF - MILANO FINANZA FASHION del 10 febbraio 2021

Massimo Torti su FASHION NETWORK del 10 febbraio 2021

Massimo Torti su FASHION MAGAZINE del 10 febbraio 2021

Massimo Torti su MF - MILANO FINANZA FASHION del 10 febbraio 2021

Massimo Torti su PAMBIANCO dell'11 febbraio 2021

Massimo Torti su ECONOMIA & FINANZA del 26 febbraio 2021

Renato Borghi su AFFARI ITALIANI del 1 marzo 2021

Renato Borghi su FASHION NETWORK del 5 marzo 2021

Renato Borghi su FASHION UNITED del 5 marzo 2021

Renato Borghi su FASHION MAGAZINE del 5 marzo 2021

Renato Borghi su TELEBORSA del 5 marzo 2021

Renato Borghi su IL SOLE 24 ORE del 6 marzo 2021

Renato Borghi su PAMBIANCONEWS dell' 8 marzo 2021

Renato Borghi su VALORE ITALIA marzo 2021

Renato Borghi su LA DISCUSSIONE del 7 marzo 2021

Renato Borghi su IL MATTINO del 21 marzo 2021

Renato Borghi su CTM MAGAZINE del 22 marzo 2021

Renato Borghi su INTIMORETAIL del 22 marzo 2021

Renato Borghi su FARO DI ROMA del 23 marzo 2021 

Massimo Torti su LA REPUBBLICA del 24 marzo 2021

Massino Torti su RAI RADIO 1 SPORTELLO ITALIA (min. 7'00") del 1 aprile 2021

Federmoda su FASHION UNITED del 2 aprile 2021

Renato Borghi su FASHION NETWORK del 7 aprile 2021

Renato Borghi su FASHION MAGAZINE del 7 aprile 2021

Renato Borghi su MF FASHION del 7 aprile 2021

Renato Borghi su IMPRESE LAVORO del 7 aprile 2021

Federmoda su AFFARI ITALIANI del 7 aprile 2021

Renato Borghi su LINEA INTIMA del 7 aprile 2021

Federmoda su INTIMO RETAIL dell'8 aprile 2021

Renato Borghi su PAGINE TESSILI dell'8 aprile 2021

Renato Borghi su PAMBIANCO NEWS dell'8 aprile 2021

Federmoda su LA CONCERIA dell'8 aprile 2021

Renato Borghi su PORTA A PORTA dell'8 aprile 2021

Renato Borghi su FASHION NETWORK del 9 aprile 2021

Renato Borghi su FINANZA ON LINE del 9 aprile 2021

Renato Borghi su LA CRITICA di aprile 2021

Massimo Torti su IL FATTO QUOTIDIANO del 15 aprile 2021

Federmoda su NAZIONE-CARLINO-GIORNO del 15 aprile 2021

 

Le notizie sul sito di Confcommercio

CONFCOMMERCIO del 9 aprile 2021 Federazione Moda Italia: Basta chiusure, riaprire subito per salvare filiera, imprese e famiglie

CONFCOMMERCIO del 7 aprile 2021 Federazione Moda Italia: Per il settore moda serve una nuova strategia

CONFCOMMERCIO del 21 marzo 2021 Federazione Moda Italia: Serve discontinuità con le scelte discriminatorie per i negozi di moda

CONFCOMMERCIO del 18 marzo 2021 Federazione Moda Italia: Per i saldi un altro mese da buttare

CONFCOMMERCIO dell'8 febbraio 2021 Federazione Moda Italia sull'andamento delle vendite e le problematiche del settore moda

CONFCOMMERCIO del 14 gennaio 2021  Federazione Moda Italia sulle Nuove zone rosse un dramma per il retail della moda

CONFCOMMERCIO del 7 gennaio 2021 Federmoda su aperture dei negozi il 9 e 10 gennaio

CONFCOMMERCIO del 7 gennaio 2021 Appello Confcommercio per le chiusure dei centri commerciali

CONFCOMMERCIO del 6 gennaio 2021

CONFCOMMERCIO del 5 gennaio 2021 Federmoda sui saldi invernali

CONFCOMMERCIO dell'1 gennaio 2021

CONFCOMMERCIO del 29 dicembre 2020 Come funzionano i saldi

CONFCOMMERCIO del 9 dicembre 2020 Calendario date avvio saldi invernali nelle diverse regioni

CONFCOMMERCIO del 26 novembre 2020 Campagna "Compro sotto casa" di Confcommercio

CONFCOMMERCIO del 4 novembre 2020  Federazione Moda Italia sul DPCM del 3 novembre 2020

 

 

SALDI INVERNALI 2021: RASSEGNA STAMPA NAZIONALE DAL 2/1 ALL'8/1/2021: Ampia rassegna stampa tematica con le dichiarazioni dei rappresentanti di Federazione Moda Italia - Confcommercio delle diverse province italiane. La rassegna stampa è suddivisa territorialmente in: Nord Est, Nord Ovest, Centro Sud e Isole.

FEDERAZIONE MODA ITALIA: BASTA CHIUSURE! RIAPRIRE SUBITO PER SALVARE FILIERA, IMPRESE E FAMIGLIE. NON VOGLIAMO UNESTATE A COLORI

09/04/2021 13.52.24

FEDERAZIONE MODA ITALIA: BASTA CHIUSURE! RIAPRIRE SUBITO PER SALVARE FILIERA, IMPRESE E FAMIGLIE. NON VOGLIAMO UN'ESTATE A COLORI

BASTA CHIUSURE! RIAPRIRE SUBITO PER SALVARE FILIERA, IMPRESE E FAMIGLIE

RENATO BORGHI: “Non vogliamo un'estate a colori. I negozi devono poter riaprire subito magari su appuntamento. Servono sostegni veri, congrui e rapidi”

A seguito delle grandi preoccupazioni evidenziate dal Consiglio Nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio ad ogni latitudine per le chiusure ad intermittenza dei negozi di moda che vivono di collezioni stagionali e si sentono fortemente discriminati rispetto alle altre attività commerciali che rimangono aperte anche in zone rosse, il Presidente di Federazione Moda Italia – Confcommercio, Renato Borghi, lancia un appello e una proposta alle Istituzioni: «Basta chiusure dei nostri negozi di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori. L'urgenza è davvero quella di riaprire e di farlo subito, magari anche su appuntamento, perché va salvaguardato anche il diritto al lavoro oltre a quello alla salute. Non vogliamo un'estate a colori! Il futuro non si chiude. Se le aziende sono chiuse e non lavorano, come potranno affrontare le scadenze ?»

«Con questo ultimo lockdown – prosegue Borghi – abbiamo perso ulteriori 3 miliardi di euro in consumi di moda, che rischiano di far chiudere definitivamente molte nostre attività e mettere in crisi l'intera filiera della moda con tanti imprenditori, addetti e famiglie, ma anche le nostre città che si desertificheranno, perderanno l'anima e l'appeal, oltre a relazioni, sicurezza, decoro ed anche valore immobiliare. Insomma, non vogliamo lasciare il nostro futuro ai soli colossi del web che si stanno avvantaggiando proprio dalla chiusura dei nostri negozi».

«Le nostre imprese – conclude Borghi – soffrono e vanno accompagnate con sostegni veri, congrui e rapidi. Altro che pensare a cashback e lotteria degli scontrini che, tra l'altro, sono partiti in un momento decisamente non propizio e con i nostri negozi chiusi, sprecando anche risorse che sarebbero invece da destinare a sostegno delle imprese. Qui siamo di fronte alla lotteria della speranza, appesa ad un filo, di essere quanto prima aperti».

FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO UNITAMENTE ALLA FILIERA DELLA MODA: SERVONO APERTURE IMMEDIATE E INTERVENTI CONCRETI

07/04/2021 15.47.25

FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO UNITAMENTE ALLA FILIERA DELLA MODA: SERVONO APERTURE IMMEDIATE E INTERVENTI CONCRETI

A seguito dell'incontro del 5 aprile tra la Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, e l'On. Benedetta Fiorini, Segretario della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, con il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi e il Segretario Generale, Massimo Torti; il Presidente di Confartigianato Moda, Fabio Pietrella e il Responsabile nazionale Guido Radoani; il Presidente di Cna Federmoda, Marco Landi e il Responsabile nazionale Antonio Franceschini, sono emerse le seguenti linee guida per la sopravvivenza della filiera della moda e delle imprese tanto manifatturiere quanto commerciali del tessile, abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori.

Tutti i rappresentanti delle categorie artigianali e commerciali presenti hanno manifestato il forte disagio economico e psicologico che non è stato per nulla superato dal Decreto Sostegni e, anzi, si è acuito con il prolungamento del lockdown.

E' emersa la necessità di un deciso cambio di paradigma ed una nuova strategia per salvare le imprese, il tessuto economico e l'occupazione nella filiera di settore di cui le tre Associazioni firmatarie intendono farsi da traino per rilanciare il sistema moda nazionale e le eccellenze del Made in Italy.

Tra i vari temi discussi:

 

  1. E' stata chiesta la riapertura immediata dei negozi di moda in fascia rossa, come già avviene in altre parti d'Europa, su appuntamento oppure trovando soluzioni come in diverse fasce orarie o permettendo l'ingresso ad una sola persona alla volta o dal lunedì al venerdì, sempre osservando le linee guida per i negozi al dettaglio e il Protocollo di cui sopra. Anche il credito d'imposta sui canoni di locazione degli esercizi commerciali prevista nella legge di conversione del DL Ristori è una richiesta che va riproposta per le aziende della moda che sono state costrette alla chiusura in fascia rossa, almeno per i primi quattro mesi del 2021.
  2. Sul fronte degli indennizzi è stata sollevata la questione della selettività e della scarsità delle risorse per le imprese della moda. Si è evidenziata l'esigenza della riproposizione dell'emendamento sull'estensione alla filiera della moda (anche commercio al dettaglio) del credito d'imposta sulle eccedenze di magazzino ex art. 48 bis del DL Rilancio. Sulla selettività degli ultimi sostegni, è stato evidenziato il problema della soglia minima del 30% della perdita di fatturato per l'accesso ai contributi. Soglia estremamente penalizzante per un settore che - a differenza delle altre attività - ha arginato le perdite di fatturato facendo ampio ricorso a sconti, promozioni e saldi che hanno sì abbassato le perdite, ma eliminato pesantemente i margini che permettono ad un'impresa di stare sul mercato.
  3. A sostegno e stimolazione della domanda interna di prodotti moda è stata messa sul tavolo la proposta di introduzione di un'aliquota agevolata temporanea del 10% e di detrazioni fiscali dedicate al consumo sulla scia di quanto messo in campo nei settori edilizia ed automobili (ecobonus) e mobile/arredo (bonus mobili).

L'incontro ha riguardato inoltre formule di rilancio del settore moda con interventi di innovazione sul PNRR con particolare riferimento ai giovani e alla occupazione a forte prevalenza femminile, al sostegno e rilancio delle fiere di settore italiane e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali che il settore moda storicamente rappresenta nei più importanti distretti produttivi del territorio nazionale.

“Registriamo positivamente un approccio politico più sensibile al nostro settore, dopo più di un anno di latitanza” evidenzia il Presidente Fabio Pietrella per Confartigianato Imprese, precisando che “l'esistenza stessa di un comparto che rappresenta economicamente, socialmente e culturalmente il nostro Paese nel mondo, ha urgentissima necessità di misure ad hoc che abbiamo messo sul tavolo.”

Il Presidente Marco Landi di CNA sottolinea che “Per le migliaia di imprese moda vanto del nostro Paese, la pandemia ha rappresentato una vera guerra. Adesso è urgente prendere misure ad hoc che permettano alle imprese di ripartire dando il respiro necessario. Confidiamo nella sensibilità del Governo per moratorie e riaperture in sicurezza per salvaguardare un patrimonio di storia e competenze.”

Anche Confcommercio si mostra fiduciosa attraverso le parole del Presidente Renato Borghi: “Confidiamo che quest'incontro promosso dal Governo sia prodromico a risposte concrete e positive anche sul contenuto dei nostri emendamenti.”

Il clima di fiducia è corroborato dalle parole della Sottosegretario Lucia Borgonzoni “per la prima volta il Ministero della Cultura attiverà dei bandi per le imprese creative del settore Moda e, grazie al Ministro Giancarlo Giorgetti, si parla del settore quale filiera.
Stiamo lavorando anche all'istituzione di un tavolo che comprenda tutti gli attori del settore, per individuare gli strumenti più adatti a tutelare e valorizzare questa nostra grande eccellenza”.

Conclude l'Onorevole Benedetta Fiorini “La moda è un asset strategico dell'economia italiana e deve trovare sempre più centralità nell'agenda del Governo. Investire in questo settore e nella filiera, significa investire nel Paese. Non possiamo permetterci di perdere ulteriori posti di lavoro, mettere a rischio tante piccole e medie aziende, ora più che mai nel mirino di fondi stranieri, e perdere quelle figure professionali uniche che costituiscono il pilastro di tanti mestieri specializzati, tradizioni, eccellenze che rappresentano il know-how italiano e il Made in Italy nel mondo.”

 

 

IL FUTURO NON (SI) CHIUDE. BASTA CHIUSURE! SIAMO ALLO STREMO.

01/04/2021 13.12.53

IL FUTURO NON (SI) CHIUDE. BASTA CHIUSURE! SIAMO ALLO STREMO.

In concomitanza con la campagna di comunicazione di Confcommercio "Il Futuro non (si) chiude" (CLICCA QUI) volta a raccontare la crisi, il sentiment, ma anche la voglia di ripartire e riaprire degli imprenditori del terziario di mercato ed in particolare del settore moda che ha perso 20 miliardi di consumi con la chiusura definitiva di 20mila negozi, Federazione Moda Italia ha evidenziato al Ministro dello Sviluppo Economico la necessità e l'urgenza delle APERTURE DEI NEGOZI DI MODA IN ZONA ROSSA, nel rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza.

  1. 110 MILA NEGOZI DI MODA, ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, PELLETTERIA E ACCESSORI CON OLTRE 310 MILA ADDETTI CHE HANNO INVESTITO PER FAR LAVORARE I DIPENDENTI E ACCOGLIERE I CLIENTI IN TUTTA SICUREZZA
  2. EPPURE SIAMO TRA LE POCHISSIME ATTIVITA' CHIUSE PER DECRETO, SENZA UNA MINIMA SPIEGAZIONE
  3. ABBIAMO CONTENUTO LE PERDITE DI FATTURATO CON FORTI SCONTI, PROMOZIONI E SALDI, RIDUCENDO PERO' I MARGINI E LE POSSIBILITA' DI SOPRAVVIVENZA
  4. SIAMO STATI BEFFATI DAI DECRETI RISTORI E SOSTEGNI
  5. PERDEREMO ULTERIORI 3 MILIARDI DI EURO DI CONSUMI CON QUESTO ULTIMO LOCKDOWN DI PRIMAVERA
  6. ABBIAMO VISTO LA CHIUSURA DI 20MILA NEGOZI DI COLLEGHI CHE OCCUPAVANO 50 MILA ADDETTI

E ORA ?
NON CE LA FACCIAMO PIU'
VOGLIAMO RIAPRIRE
ABBIAMO BISOGNO DI RIAPRIRE
IL FUTURO NON (SI) CHIUDE

Nonostante le richieste inviate a metà febbraio al Presidente del Consiglio, con le specifiche del comparto moda (CLICCA QUI), oltre 110 mila negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori, che occupano 310 mila addetti non hanno trovato risposte adeguate nel Decreto Sostegni.

Gli indennizzi sono troppo selettivi e le risorse necessarie per far fronte alle scadenze fiscali e contributive, con addetti, proprietari immobiliari, fornitori e utenze, sono veramente insufficienti. Anche la soglia minima di perdita del 30% è troppo elevata per un settore che è stato spinto dalle chiusure forzate per contenere i cali di fatturato attraverso il notevole ricorso a sconti, promozioni e saldi, riducendo così la propria marginalità e di conseguenza la capacità di proseguire l'attività.

Se le aziende chiudono, non ci sarà più futuro per molti imprenditori e lavoratori con le loro famiglie, ma anche per le nostre città che si desertificheranno, perdendo anima e appeal, oltre a sicurezza, decoro, relazioni e valore immobiliare. Insomma, NON VOGLIAMO LASCIARE IL NOSTRO FUTURO ai colossi del web che si stanno avvantaggiando proprio dalla chiusura dei nostri negozi.

Federazione Moda Italia – Confcommercio dà voce alle imprese che chiedono di RIAPRIRE e di farlo SUBITO perché, oltre al diritto alla SALUTE va salvaguardato anche il diritto al LAVORO.


AI NEGOZI SERVONO RISPOSTE SUBITO E IN PARTICOLARE, OLTRE ALLA RIAPERTURA DELLE ATTIVITA' IN SICUREZZA:

  1. indennizzi congrui alle perdite subite per le restrizioni;
  2. estensione del “credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda” per le mensilità 2021 (ex art. 28 del DL 34/2020 “Rilancio”, almeno fino al 30 giugno COME previsto per le imprese operanti in ambito turistico) e del credito d'imposta per contenere gli effetti negativi sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori (ex art. 48 bis del DL 34/2020 “Rilancio”);
  3. proroga della sospensione dei versamenti tributari e dei contributi previdenziali e assistenziali;
  4. proroga della sospensione dei termini di scadenza relativi a tutti i titoli di credito ex art. 11 DL 23/2020 con cancellazione d'ufficio di protesti o contestazioni sopravvenute;
  5. immissione di liquidità garantita e senza merito creditizio con scadenze decennali.

Il futuro non (si) chiude

#ConfcommercioCè #FederazioneModaItaliaCè #FederazioneModaItalia #Federmoda #Confcommercio #alfiancodelleimprese

IL FUTURO NON SI CHIUDE

24/03/2021 13.41.22

IL FUTURO NON (SI) CHIUDE

Confcommercio lancia una campagna di sensibilizzazione "Il Futuro non (si) chiude" con l'obiettivo di raccontare la crisi, il sentiment, ma anche la voglia di ripartire degli imprenditori, nonché la disperazione, ormai generalizzata, che investe l'intero settore del terziario di mercato ed in particolare il settore moda che ha perso 20 miliardi di consumi con la chiusura definitiva di 20mila negozi. Ma soprattutto, sostenere la necessità e l'urgenza - condivise da tutte le imprese associate - di consentire, nel rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza, la riapertura delle attività per scongiurare le drammatiche chiusure di imprese e la perdita di posti di lavoro.

Nello slogan "Il Futuro non (si) chiude" ogni parola assume una valenza significativa:

  1. Il Futuro è un termine che torna spesso nelle domande di una società rimodellata su nuove esigenze e dinamiche socio-economiche e che coinvolge dal singolo alla collettività, dal commercio all'urbanistica postpandemica, ripensando in chiave funzionale i collegamenti con le comunità locali. Aspetto, quest'ultimo, fondamentale per impedire la desertificazione commerciale e consolidare la realtà delle economie urbane.
  2. Il (si) individua il peso della responsabilità nella gestione dell'emergenza Covid-19 che poteva essere gestita sicuramente con meno incertezza e più programmazione, senza ricorrere necessariamente sempre al più chiusure come se fosse l'unica via percorribile.

Ad accompagnare visivamente lo slogan Il Futuro non (si) chiude saranno gli scatti fotografici d'autore di Valerio Bispuri, dal forte impatto emotivo che mostrano, nel modo più realistico possibile, gli effetti della pandemia nel mondo del terziario, offrendo una veritiera e autentica "fotografia della realtà".

Il video dell'iniziativa è emozionale e, alla drammaticità di una situazione di chiusura, contrappone la voglia di riapertura e rinascita degli esercizi commerciali.

"Ogni giorno incontri uno di noi. Siamo in ogni tuo piccolo gesto quotidiano.

E vogliamo continuare a farlo. Basta chiusure!"

 

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Confcommercio: http://www.confcommercio.it/-/il-futuro-non-si-chiude

 

Federazione Moda Italia contribuisce a diffondere i post di Confcommercio su tutti i propri canali social con i seguenti hashtag #ConfcommercioCè #FederazioneModaItaliaCè #Confcommercio #Federmoda #FederazioneModaItalia #alfiancodelleimprese :

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DECRETO SOSTEGNO: PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE. LA REAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

23/03/2021 09.48.39

DECRETO SOSTEGNO: PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE. LA REAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA. LINEE GUIDA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE PER LE ISTANZE DI RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA PRESENTARE IN VIA TELEMATICA DAL 30 MARZO AL 28 MAGGIO 20

Nonostante l'accoglimento di alcune fondamentali richieste, c'è molta delusione tra le imprese per un provvedimento, il Decreto Sostegni, che non dà ancora risposte alle gravi perdite subite dal comparto moda. È la posizione di Federazione Moda Italia-Confcommercio. Per il Presidente Renato Borghi: “Lo stanziamento di oltre 11 miliardi di euro per 2,8 milioni di imprese beneficiarie è assolutamente insufficiente. Alla moda serve molto di più. Nonostante il superamento del criterio dei codici Ateco che aveva, tra l'altro, portato a un'incomprensibile selezione dei beneficiari e creato figli e figliastri, non abbiamo trovato risposte adeguate per: l'esiguità del contributo alle imprese del comparto distributivo della moda; gli indennizzi troppo selettivi; la soglia troppo elevata di perdita di fatturato al 30% che, per il settore, va vista decisamente al ribasso (20%) a causa della notevoli perdita di marginalità dovute all'elevato utilizzo di promozioni e sconti per far fronte alle perdite dovute alle chiusure per decreto (in cui il dettaglio tessile, abbigliamento, maglieria, camiceria, calzature e pelletteria è stato fortemente penalizzato). Serve un cambio di paradigma e discontinuità con le scelte discriminatorie verso i negozi di moda".

Nel dettaglio, il DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 contenente "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19" sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.70 del 22 marzo 2021 è stato pubblicato , con entrata in vigore dal 23 marzo 2021.

Tra gli articoli con le misure di interesse per il settore del fashion retail nel decreto Sostegno, ricordiamo:


Art. 1 (Contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici e proroga dei termini per precompilata IVA)

Sono previsti contributi a fondo perduto per gli operatori economici fino a 10 milioni di euro di ricavi che abbiano subito una perdita di almeno il 30% del fatturato calcolato sulla media mensile delle perdite dell'anno 2020 sull'anno 2019, sulla base di 5 fasce:

  1. 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro
  2. 50% per i soggetti con ricavi e compensi da 100.000 a 400.000 euro
  3. 40% per i soggetti con ricavi e compensi da 400.000 a 1 milione di euro
  4. 30% per i soggetti con ricavi e compensi da 1 milione a 5 milioni di euro
  5. 20% per i soggetti con ricavi e compensi da 5 milioni a 10 milioni di euro

Il contributo è previsto anche per start up e nuove imprese avviate nel 2019 e 2020. In proposito, con il Provvedimento del 29 marzo 2021, l'Agenzia delle Entrate chiarisce che, per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dal calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019.

Le imprese potranno optare per:

  1. un contributo diretto mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
  2. il riconoscimento di un credito d'imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all'Agenzia delle Entrate in via telematica dal 30 marzo 2021 al 28 maggio 2021

In proposito, è stato pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate (Prot. n. 77923/2021) del 23 marzo 2021 sulla "Definizione del contenuto informativo, delle modalità e dei termini di presentazione dell'istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all'articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 2021".

Il provvedimento è accompagnato dai seguenti documenti (che alleghiamo sotto):

  1. ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DECRETO SOSTEGNI
  2. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELL'ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DECRETO SOSTEGNI
  3. SPECIFICHE TECNICHE PER LA PREDISPOSIZIONE E TRASMISSIONE TELEMATICA DELLE ISTNZE PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
  4. GUIDA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE PER RICHIEDERE E OTTENERE IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

 

Art. 26 (Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall'emergenza epidemiologica)

È previsto un fondo da 200 milioni di euro "da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dall'emergenza Covid, incluse le imprese esercenti attività commerciali e ristorazione nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati". I fondi saranno distribuiti dalle Regioni.

 

Art. 8 (Nuove misure in materia di trattamenti di integrazione salariale)
La nuova disposizione prevede per i datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica la possibilità di richiedere:

  1. il trattamento di integrazione salariale CIGO per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021;
  2. l'Assegno Ordinario e la CIGD per una durata massima di 28 settimane che devono essere collocate tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

L'accesso è consentito senza contributi addizionali.

Viene anche confermata la preclusione dell'avvio delle procedure di licenziamento fino al 30 giugno 2021, allungata fino al 31 ottobre 2021 per i datori di lavoro che fruiscono degli ammortizzatori sociali emergenziali.

 

Art. 4, comma 1 (Proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione)

E' prevista un'ulteriore proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione (ex art. 68, comma 1, del decreto “Cura Italia” e dall'art. 22 bis del decreto "Milleproroghe” rispetto al termine ultimo del 28 febbraio 2021) ed in particolare sono sospesi i termini dei versamenti, in scadenza nel periodo compreso dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 (anziché dall'8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021), derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento esecutivi.


I versamenti oggetto di sospensione devono essere, quindi, eseguiti in unica soluzione entro sessanta giorni dal nuovo termine del periodo di sospensione.

Quanto alla Rottamazione ter e al saldo e stralcio, tali definizioni agevolate mantengono la propria efficacia qualora:

  1. i versamenti non effettuati nel 2020 vengano effettuati entro il 31 luglio 2021 (per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre del 2020)
  2. i versamenti previsti entro il 31 luglio 2021 siano pagati entro il 30 novembre (per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio del 2021).

 

IL COMMENTO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

Federazione Moda Italia-Confcommercio non ha trovato risposte adeguate nel Decreto Sostegni per:

  1. l'insufficienza delle risorse necessarie alle imprese del comparto distributivo della moda per far fronte non solo alle perdite del passato e del presente, ma anche alle scadenze con locatori e fornitori
  2. gli indennizzi troppo selettivi
  3. la soglia troppo elevata di perdita di fatturato al 30% che, per il settore, va vista decisamente al ribasso (20%) a causa della notevoli perdita di marginalità dovute all'elevato utilizzo di promozioni e sconti per far fronte alle perdite dovute alle chiusure per decreto (in cui il dettaglio tessile, abbigliamento, maglieria, camiceria, calzature e pelletteria è stato fortemente penalizzato).

Bene l'eliminazione del criterio dei codici ateco, il computo delle perdite sull'intero 2020 sul 2019 (sarebbe stato più coerente sugli ultimi 10 mesi del 2020) e l'estensione della platea dei beneficiari, MA LA MODA HA SUBITO VERAMENTE TROPPE RESTRIZIONI

Per il Presidente di FederazioneModaItalia Confcommercio, Renato Borghi: “Un doveroso riscontro alle nostre richieste, ma serve un cambio di paradigma e discontinuità con le scelte discriminatorie verso i negozi di moda"

nonostante gli 11 miliardi di euro stanziati per le imprese della moda serve molto di più. Gli indennizzi sono pochi e limitati.

...e poi

la previsione della soglia minima di perdita al 30% del fatturato è troppo penalizzante per il comparto moda che, a differenza di tutti gli altri settori, vende prodotti soggetti a rapidissima svalutazione. Durante questo drammatico periodo si è dovuto fare notevole ricorso a forti promozioni e saldi, con l'unico obiettivo di pagare i costi fissi e contenere le perdite di fatturato, riducendo i margini.

Per questa nostra peculiarità, sarebbe più coerente una soglia di perdita di fatturato del 20%.
Servono comunque:

  1. aiuti immediati e congrui alle perdite delle imprese;
  2. liquidità;
  3. moratorie fiscali e contributive;
  4. sostegni per far fronte alle locazioni commerciali
  5. un indispensabile contributo sotto forma di credito d'imposta del 30% sulle rimanenze, capace di superare l'annoso problema dei magazzini (e, considerando l'andamento ancora una volta negativo dei saldi con un calo del 41,1% a gennaio e del 23,3% a febbraio rispetto agli stessi mesi del 2020);
  6. discontinuità e un ripensamento delle restrizioni alle aperture che riguardano quasi esclusivamente il comparto moda. Non si riesce ancora a comprendere perché un negozio di abbigliamento o di calzature o di pelletteria, nonostante i sacrifici fatti e gli investimenti in sicurezza, rientri tra le pochissime attività commerciali che devono rimanere chiuse per decreto. Se i negozi soffrono, i colossi del web gioiscono con fatturati più che raddoppiati;
  7. nonostante l'apprezzata introduzione della digital tax, ci aspettiamo di operare in un mercato a parità di regole e di tassazione realmente proporzionata agli introiti effettuati nel nostro Paese.

Bene, comunque:

  1. il superamento del criterio dei codici ateco che aveva, tra l'altro, portato a un'incomprensibile selezione dei beneficiari e creato figli e figliastri. Viene così data attenzione a tutte le nostre imprese a prescindere dalla collocazione in fasce, al wedding ed ai negozi di camicie e maglieria rimasti per decreto chiusi e mai indennizzati. Ma anche all'ingrosso moda che, pur aperto, non poteva certo vendere a negozi in forte sofferenza per le restrizioni;
  2. bene anche la scelta del computo delle perdite sulla media mensile del fatturato del 2019 con quello del 2020 (sarebbe stata più coerente la scelta degli ultimi dieci mesi del 2020);
  3. indispensabile poi la prosecuzione della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre per le piccole attività

CLICCA QUI PER IL COMUNICATO STAMPA DI FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

FEDERAZIONE MODA ITALIA SU DECRETO SOSTEGNI: UN DOVEROSO RISCONTRO ALLE NOSTRE RICHIESTE, MA SERVE UN CAMBIO DI PARADIGMA E DISCONTINUITA’ CON LE SCELTE DISCRIMINATORIE PER I NEGOZI DI MODA

19/03/2021 15.15.52

FEDERAZIONE MODA ITALIA SU DECRETO SOSTEGNI: UN DOVEROSO RISCONTRO ALLE NOSTRE RICHIESTE, MA SERVE UN CAMBIO DI PARADIGMA E DISCONTINUITA’ CON LE SCELTE DISCRIMINATORIE PER I NEGOZI DI MODA

DECRETO SOSTEGNI: bene l'eliminazione del criterio dei codici ateco, il computo delle perdite dell'intero 2020 sul 2019 e l'estensione della platea dei beneficiari, ma la moda ha subito veramente troppe restrizioni

RENATO BORGHI: “UN DOVEROSO RISCONTRO ALLE NOSTRE RICHIESTE, MA SERVE UN CAMBIO DI PARADIGMA E DISCONTINUITA' CON LE SCELTE DISCRIMINATORIE PER I NEGOZI DI MODA”

Con il primo provvedimento di sostegno alle imprese della Presidenza Draghi, Federazione Moda Italia-Confcommercio esprime soddisfazione per vedere accolte alcune fondamentali richieste, ma anche delusione per la soglia minima delle perdite. “Il Decreto del Presidente Draghi – afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – risponde ad una logica di semplificazione e viene incontro alle esigenze evidenziate dal nostro comparto. Bene, dunque, il superamento del criterio dei codici ateco che aveva, tra l'altro, portato a un'incomprensibile selezione dei beneficiari e creato figli e figliastri. Viene così data attenzione a tutte le nostre imprese a prescindere dalla collocazione in fasce, al wedding ed ai negozi di camicie e maglieria rimasti per decreto chiusi e mai indennizzati. Ma anche all'ingrosso moda che, pur aperto, non poteva certo vendere a negozi in forte sofferenza per le restrizioni; bene anche la scelta del computo delle perdite sulla media mensile del fatturato del 2019 con quello del 2020; indispensabile poi la prosecuzione della cassa integrazione in deroga per le piccole attività”.

“Purtroppo – prosegue Borghi – la previsione della soglia minima di perdita al 30% del fatturato è troppo penalizzante per il comparto moda che, a differenza di tutti gli altri settori, vende prodotti soggetti a rapidissima svalutazione. Durante questo drammatico periodo si è dovuto fare notevole ricorso a forti promozioni e saldi, con l'unico obiettivo di pagare i costi fissi e contenere le perdite di fatturato, riducendo i margini. Per questa nostra peculiarità, sarebbe più coerente una soglia di perdita di fatturato del 20%. Servono comunque aiuti immediati alle imprese, liquidità, moratorie fiscali e contributive, sostegni per far fronte alle locazioni commerciali e, considerando l'andamento ancora una volta negativo dei saldi con un calo del 41,1% a gennaio e del 23,3% a febbraio rispetto agli stessi mesi del 2020, un indispensabile contributo sotto forma di credito d'imposta del 30% sulle rimanenze, capace di superare l'annoso problema dei magazzini. Serve, infine, discontinuità – conclude Borghi – e un ripensamento delle restrizioni alle aperture che riguardano quasi esclusivamente il nostro comparto. Non si riesce ancora a comprendere perché un negozio di abbigliamento o di calzature o di pelletteria, nonostante i sacrifici fatti e gli investimenti in sicurezza, rientri tra le pochissime attività commerciali che devono rimanere chiuse per decreto. Se i negozi soffrono, i colossi del web gioiscono con fatturati più che raddoppiati. Nonostante l'apprezzata introduzione della digital tax, ci aspettiamo di operare in un mercato a parità di regole e di tassazione realmente proporzionata agli introiti effettuati nel nostro Paese”.

 

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https://www.confcommercio.it/-/decreto-sostegno