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RENATO BORGHI AL CORTINA FASHION WEEKEND: INTERVENIRE CON INTELLIGENCE, REPRESSIONE E MORAL SUASION

14/12/2016 11.07.14

RENATO BORGHI AL CORTINA FASHION WEEKEND: INTERVENIRE CON INTELLIGENCE, REPRESSIONE E MORAL SUASION

Sul Tg3 della RAI del Veneto ( http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-60f8e31b-49f5-42af-87dd-f6f376f22dda.html#p= ) è andato in onda (al minuto 6'30") il servizio sull'importante momento di approfondimento e confronto dedicato alla contraffazione nell'ambito del "Cortina Fashion Weekend" svoltosi il 10 dicembre a Cortina (BL) nella tensostruttura allestita in Corso Italia.

Nel servizio, l'intervista al Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, che ha affermato: "La contraffazione è un furto per le imprese; un danno per lo Stato dal punto di vista fiscale; un crimine contro la società civile in quanto, dietro, ci stanno le grandi organizzazioni malavitose. Bisogna intervenire con decisione sia con azioni di intelligence per capire dove la merce viene prodotta, sia con la repressione per l'abusivismo che c'è per strada, sia con operazioni di moral suasion sui consumatori che cercano e comprano prodotti contraffatti".

L'evento, che ha avuto un grande successo di interesse, è stato aperto dal Presidente di “Cortina For Us”, Giorgio Da Rin, e ha visto gli interventi del Presidente di Confcommercio Belluno, Paolo Doglioni ("L'illegalità deve essere frenata in qualche maniera per l'interesse non solo della mia categoria dei commercianti, ma di tutto il sistema Italia"), del Presidente Federazione Moda Italia Confcommercio Belluno, Vittorio Zampieri, dell'attrice Tiziana Di Masi (che si è esibita nello spettacolo teatrale “Tutto quello che sto per dirvi è Falso”, raccogliendo il consueto successo) e del Comandante della Guardia di Finanza di Cortina d'Ampezzo, Capitano Gabriele Agostini, che ha illustrato l'impegno delle Forze dell'Ordine e fornito raccomandazioni ai consumatori. L'incontro moderato da Francesco Chiamulera, responsabile della rassegna di incontri Cortinese “Una Montagna di Libri” si è concluso con un vivace dibattito sugli effetti del fenomeno contraffazione nel sistema moda che ha visto protagonista il Presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio, Renato Borghi

BELLUNO: AL CORTINA FASHION WEEKEND SI PARLA DI CONTRAFFAZIONE NELLA MODA

05/12/2016 10.33.22

BELLUNO: AL CORTINA FASHION WEEKEND SI PARLA DI CONTRAFFAZIONE NELLA MODA

Si terrà sabato 10 dicembre, dalle ore 11.00 a Cortina (BL) nella tensostruttura allestita in Corso Italia, una tavola rotonda con conferenza stampa sul tema della contraffazione nell'ambito di “Cortina Fashion Weekend” ( http://www.cortinafashionweekend.com/events/ ).

L'evento, aperto dal Presidente di “Cortina For Us”, Giorgio Da Rin, per i saluti di benvenuto e la presentazione, vedrà gli interventi del Presidente di Confcommercio Belluno, Paolo Doglioni, del Presidente Federazione Moda Italia Confcommercio Belluno, Vittorio Zampieri, dell'attrice Tiziana Di Masi, del Presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio, Renato Borghi, che approfondirà gli effetti del fenomeno contraffazione sul sistema moda, e del Comandante della Guardia di Finanza di Cortina d'Ampezzo, Capitano Gabriele Agostini, che illustrerà l'impegno delle Forze dell'Ordine e le raccomandazioni ai consumatori.

L'incontro sarà moderato da Francesco Chiamulera responsabile della rassegna di incontri Cortinese “Una Montagna di Libri”.

Dalle ore 14.30 l'attrice Tiziana Di Masi si esibirà nello spettacolo teatrale “Tutto quello che sto per dirvi è Falso”.

CONTRAFFAZIONE E ABUSIVISMO: SUL TG3 RAI LINTERVISTA DEL PRESIDENTE DI FEDERAZIONEMODAITALIA RENATO BORGHI

03/12/2016

CONTRAFFAZIONE E ABUSIVISMO: SUL TG3 RAI L'INTERVISTA DEL PRESIDENTE DI FEDERAZIONEMODAITALIA RENATO BORGHI

Sul TG3 di sabato 3 dicembre ( http://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-22f1f326-bf64-426b-a641-0ec65b69c035-tg3.html#p ) è andato in onda (al minuto 23' 04") un servizio dedicato alla contraffazione con l'intervista al Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: "Il giro d'affari della contraffazione è in costante crescita con un +4,4% negli ultimi tre anni: 6,9 miliardi di euro nel 2015, secondo i dati del Censis. Un danno all'economia legale ed all'occupazione, ma anche al fisco con 5,7 miliardi di euro di tasse evase. Si tratta anche di una battaglia culturale, visto che in base ad una ricerca di Format Research con Confcommercio è emerso che il 27% degli italiani ha acquistato un prodotto falso nell'ultimo anno e che il 72% ha dichiarato di pensare che sia normale farlo o, al massimo, sia un peccato veniale. Ma normale non è perchè, prima di tutto, è pericoloso per la salute. Non solo per i prodotti alimentari e la cosmetica, ma anche per l'abbigliamento (si pensi ai coloranti) e alle calzature (si pensi alle colle). In secondo luogo è un crimine per la società perchè dietro alla contraffazione ed all'abusivismo ci sono le grandi famiglie criminali del nostro Paese che investono in droga e armi".

CARLO SANGALLI: FARE ACQUISTI SOTTO CASA PER RAFFORZARE L’IMMAGINE DELLA PROPRIA CITTÀ

02/12/2016 18.04.35

CARLO SANGALLI: FARE ACQUISTI SOTTO CASA PER RAFFORZARE L’IMMAGINE DELLA PROPRIA CITTA'

Su Intimo Retail (http://www.intimoretail.it/news/leggi?id_news=1714) , è stato pubblicato un articolo che riporta l'intervento del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che, dopo aver ricordato che Federazione Moda Italia ha l'onore e l'onere di rappresentare il segmento più importante della nostra economia, l'abbigliamento, ha ribadito che «per trasformare la debole ripresa in atto in una effettiva crescita stabile e duratura, dobbiamo mettere in campo alcune misure che sappiano rilanciare la domanda interna che vale l'80% del Pil. Alcuni contenuti della Legge di bilancio vanno in questa direzione. E sono provvedimenti che Confcommercio ha ottenuto grazie al supporto anche di Federazione Moda Italia». Sangalli ha poi affrontato il tema dell'Assemblea: «Fare acquisti sotto casa non è un modo per dare una verniciata al mondo del passato, ma è una scelta di modernità, perché significa rafforzare l'immagine della propria città: i piccoli negozi rendono distinguibile una città dall'altra, la caratterizzano, sono dei piccoli monumenti viventi. Pensare al piccolo non significa pensare in piccolo, ma costruire una piattaforma di regole per ricercare maggiore efficienza e per crescere. La moda passa lo stile resta: fare acquisti sotto casa è una questione di stile, di stile di vita, quello che sostiene anche Confcommercio. Ed è uno stile fatto di pluralismi distributivi che rafforza l'interesse generale del Paese e difende il bene del paese». Su questo tema si è concentrato l'intervento di Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia. «Prima ancora di essere commercianti, tutti noi siamo dei cittadini: amiamo la nostra città. La relazione che c'è tra commercio e città è ineludibile: il commercio cambia il volto alle città. E noi con il nostro lavoro diamo testimonianza di una modalità di fare impresa alimentata dal desiderio di costruire un positivo da trasferire, magari, anche alle generazioni future. Un'impresa non nasce solo dalla volontà di fare business». Info su:  

FEDERAZIONE MODA ITALIA

30/11/2016

FEDERMODA E IL 'FASHION & HIGH STREET REPORT': EMERGE IL 'BRAND' MILANO

Il "brand" Milano un po' meglio del resto d'Italia nelle vendite moda e con una serie di vie commerciali al top per valore. E' quanto emerge dal "Fashion & High Street Report" di Federazione Moda Italia illustrato dal Presidente FederModaMilano e Federazione Moda Italia Renato Borghi in Confcommercio Milano con il convegno "Fare acquisti sotto casa è ancora di ‘moda'?" promosso da FederModaMilano in occasione della propria assemblea elettiva.

Al convegno di FederModaMilano è intervenuto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Sono inoltre intervenuti Cristina Tajani, assessore alle Attive Produttive e Commercio del Comune di Milano e Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia.

"Fashion & High Street Report" nasce dalla collaborazione con World Capital Group per i dati sul settore immobiliare e la collocazione delle vie commerciali; con Osservatorio Acquisti CartaSi per il monitoraggio degli acquisti con carte di credito degli italiani nei negozi di moda; con Global Blue per l'andamento degli acquisti degli stranieri; con la Camera di Commercio di Milano per il saldo nati-mortalità delle imprese del dettaglio moda.

"Fashion & High Street Report": i dati

E' altalenante l'andamento delle vendite in valore registrato da Federazione Moda Italia sulle aziende associate nei primi otto mesi del 2016: con un segno meno, - 1,8%, in Italia rispetto al 2015. Meglio a Milano e in Lombardia per le imprese associate con un +0,3% rispetto al dato medio nazionale. Il dato sugli acquisti degli italiani con carta di credito nei negozi moda rilevato dall'Osservatorio Acquisti CartaSi nei primi otto mesi del 2016 è migliore, registrando in Italia un incremento di circa l'1,3% complessivo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e a Milano un +3,2%.
I punti vendita associati rilevati da FederModa sono in particolare i multi-brand mentre nei dati CartaSi sono compresi anche i mono-brand.


Dal "Fashion & High Street Report" si rileva come il segno sia positivo per abbigliamento (+1,7%), accessori (+5,4%), articoli sportivi (+3,3%) e pelletterie/valigerie (+0,7%). Negativo per calzature (-5,2%) dove è forte per il dettaglio tradizionale la concorrenza del canale di vendita online, e pellicceria (-8,1%).

"I dati dell'andamento del nostro settore – commenta Borghi - sono in linea con un contesto economico in cui l'elemento predominante continua ad essere la mancanza di slancio della ripresa, nonostante qualche timido segnale sembra arrivare dall'incremento, nell'ultimo trimestre, dello 0,3% del Pil. Un segnale positivo che, se confermato a fine anno, vedrà presumibilmente una crescita dello 0,8% per il 2016. Il dettaglio, tuttavia, beneficerà dei presumibili effetti positivi soltanto in un secondo momento".

Nati-mortalità delle imprese (dati Camera di Commercio di Milano): anche in questo caso, pur in presenza di un dato negativo, Milano si comporta leggermente meglio del resto d'Italia: 2.841 le imprese del dettaglio moda attive al 30 giugno 2016, erano 3.054 nel 2012 (- 7%). Il dato italiano è 125.569 al 30 giugno rispetto a 137.001 nel 2012 (- 8,3%): sette negozi al giorno in meno – rileva FederModa – nelle nostre strade. Un dramma anche sul piano occupazionale, con oltre 2.600 posti di lavoro persi. Tuttavia il nostro Paese – evidenzia FederModa - mantiene, rispetto al resto d'Europa, la sua peculiarità con una percentuale di penetrazione del dettaglio tradizionale multibrand di qualità (27,7%) superiore a quella degli altri Paesi (più vicina all'Italia è la Spagna con il 27%).

Transazioni tax free, in valore, degli stranieri (dati Global Blue): nei primi 6 mesi del 2016 in Italia sono in calo del 7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Meglio anche questa volta Milano con un segno negativo inferiore (- 5%). Un dato che preoccupa FederModa: "lo shopping straniero – rileva Borghi – rappresenta, infatti, una boccata d'ossigeno a fronte di un mercato interno che stenta a ripartire. E' un dato che, però, va letto anche alla luce dell'effetto Expo nel 2015". Lo shopping extraUe è prevalentemente cinese (28%) e russo (12%) con i top spender per spesa media che provengono dal Sud-Est asiatico, dai Paesi del Golfo e dagli Usa: Hong Kong (con uno scontrino medio del valore di 1.118 euro), Paesi del Golfo (994 euro), Thailandia (973 euro), Cina (891 euro) e Stati Uniti (882 euro).

Locazioni commerciali: le "high street" di Milano
Ed è in questo contesto che si valorizzano le "high street" milanesi (dati World Capital Group).
Via Montenapoleone è al primo posto della speciale classifica dei canoni di locazione più elevati, raggiungendo i 9.800 euro al metro quadro all'anno (con tempi di vacancy – cioè quanto tempo mediamente un locale di vendita resta sfitto - massimi di 8 mesi) seguita da via della Spiga con 6.500 €/mq./anno (con tempi di vacancy massimi di 6 mesi).
Al quinto posto c'è corso Vittorio Emanuele con 5.500 euro al metro quadro all'anno (tempi di vacancy massimi di un mese). In via Dante i canoni di locazione sono di 3.500 €/mq/anno (tempi di vacancy massimi di 3 mesi); in via Torino di 2.900 €/mq/anno (tempi di vacancy massimi di 8 mesi); in corso Buenos Aires di 2.100 €/mq/anno (con tempi di vacancy massimi di 6 mesi); anche in via Manzoni di 2.100 €/Mq/anno (ma con una vacancy leggermente superiore: 7 mesi); in corso Vercelli di 1.500 €/mq/anno (tempi di vacancy massimi di 9 mesi)

"Le ‘high street' commerciali milanesi, come confermato anche dagli ultimi dati di Global Blue – spiega Borghi - sono sicuramente tra le vie più amate del mondo anche perché raccontano una storia, rappresentano un'icona e permettono ai moltissimi stranieri che raggiungono ogni anno Milano e le nostre città, di portare a casa anche un pezzettino di identità e di cultura, oltre agli ambiti prodotti Made in Italy".

La premiazione del concorso "La Commessa del Giorno"
In occasione dell'iniziativa di FederModaMilano "Fare acquisti sotto casa è ancora di ‘moda'?" è inoltre avvenuta la premiazione del concorso "La Commessa del Giorno" promosso, con "Il Giorno" (presente alla premiazione il direttore Giuliano Molossi), da FederModaMilano, 50&Più, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e Gruppo Terziario Donna della Confcommercio milanese.

Ecco i premiati:

1° classificata assoluta Elena Staleva (Benetton, corso Vittorio Emanuele a Milano).

Al secondo e terzo posto Alessandro Vegetti (Libreria La Nuova Terra a Legnano) ed Elisabetta Elli (Diffusione Tessile a Cesano Boscone).

EMILIA ROMAGNA: FEDERAZIONE MODA ITALIA VIETA LE VENDITE PROMOZIONALI PRIMA DEI SALDI

14/11/2016 10.04.55

EMILIA ROMAGNA: FEDERAZIONE MODA ITALIA VIETA LE VENDITE PROMOZIONALI PRIMA DEI SALDI

Sulla rivista Fashion Network ( http://it.fashionnetwork.com/news/Federmoda-vieta-le-vendite-promozionali-prima-dei-saldi-in-Emilia-Romagna,752251.html#.WCl0jvnhDIV) del 13 novembre 2016 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Federmoda vieta le vendite promozionali prima dei saldi in Emilia Romagna”.

L'articolo, infatti, inizia con il passaggio più significativo della nuova delibera adottata dalla giunta della Regione Emilia Romagna riunitasi a Bologna in Via Aldo Moro, che allinea la normativa regionale a quanto già stabilito nelle altre Regioni italiane sul tema delle vendite promozionali: “Non possono essere effettuate, nei 30 giorni antecedenti i periodi delle vendite di fine stagione, le vendite promozionali dei seguenti prodotti: abbigliamento, calzature, biancheria intima, accessori, pelletteria e tessuti per abbigliamento ed arredamento”.

Federazione Moda Italia e Confcommercio ad ogni livello territoriale da lungo tempo si battono per ottenere sul tema delle vendite promozionali e dei saldi di fine stagione una omogeneità normativa su tutto il territorio nazionale: con il loro determinante apporto già lo scorso maggio era stato infatti raggiunto, in sede di Conferenza delle Regioni, un importante accordo sulla necessità di inserire in tutte le Regioni il divieto delle vendite promozionali nel settore moda nei 30 giorni antecedenti i periodi delle vendite di fine stagione.

Grande soddisfazione viene manifestata dal Presidente di Federazione Moda Italia dell'Emilia Romagna, Marco Cremonini: “Si tratta di un importante risultato della nostra azione sindacale a livello nazionale e regionale, che allinea la nostra Regione a quanto da tempo accadeva nelle altre realtà territoriali, dove vigevano già precise limitazioni per l'effettuazione delle vendite promozionali. Ora praticamente in tutta Italia operiamo con una normativa uniforme su questi temi. Desidero in particolar modo ringraziare tutti i Presidenti di Federazione Moda territoriali per il loro contributo al raggiungimento di questo importante risultato”. La delibera ricorda inoltre che l'avvio dei saldi di fine stagione invernali debbano avere inizio il primo giorno feriale antecedente l'Epifania con la specifica che nel caso in cui detto giorno coincida con il lunedì, l'inizio di detti saldi sarebbe anticipato al sabato, mentre le vendite di fine stagione estive decorrano dal primo sabato di luglio e i detti periodi avranno una durata massima di sessanta giorni.

ANCONA: MILLE EURO DI SANZIONE PERCHE MANCAVA IN ETICHETTA LA VIA DEL PRODUTTORE

14/11/2016 09.15.28

ANCONA: MILLE EURO DI SANZIONE PERCHE' MANCAVA IN ETICHETTA LA VIA DEL PRODUTTORE

Su Il Resto del Carlino dell'11 novembre 2016 è stato pubblicato un articolo sulla sanzione di 1.000 euro comminata ad una commerciante di abbigliamento dalla Camera di Commercio di Macerata presso il suo punto vendita «Bottega dei giovani» a Porto Recanati per un'etichetta non completa su un vestito. A raccontare l'accaduto, capitato sul finire del 2014, la titolare Sara Dignani, di San Severino. Anche lei presente al workshop SOS Etichettatura di formazione e aggiornamento per imprese del settore moda sul tema dell'etichettatura dei prodotti tessili e calzature, promosso da Confcommercio Marche Centrali nelle sedi di Ancona e di Civitanova Marche: «La sanzione ci ha lasciati allibiti anche perché in 35 anni di attività non ci era mai capitato e non mi era mai successo di entrare nel merito di una normativa molto complessa. Una mattina al punto vendita di Porto Recanti (gli altri sono a San Severino e Matelica, ndr) sono venuti due funzionari della Camera di commercio di Macerata per un controllo di qualità, prendendo capi a campione: dieci in tutto. Hanno elaborato diversi dati dalle etichette e una di queste non è risultata a norma. Pur presente la composizione, il made in Italy, la ditta produttrice, il cartellino con il marchio e la partita Iva, l'obiezione era che l'etichetta non era completa, perché mancava la via dell'azienda produttrice. Mi sono stati chiesti 1.032 euro più altri 49,20, quest'ultimi con la causale a titolo di rimborso spese di procedimento. La vicenda si è conclusa un anno dopo. Ho sottolineato che questa cosa è assurda, perché la normativa è nata per tutelare il cliente, ma il cliente è tutelato anche se non è riportata la via del produttore. E poi se l'etichetta ha un problema, ciò andrebbe girato all'azienda, non al commerciante». Al workshop è intervenuto, come relatore, Massimo Torti, Segretario della Federazione Moda Italia: «C'è caos. L'etichetta dovrebbe essere la carta di identità del prodotto, ma ognuna è diversa dall'altra. Anche se è stata emessa dal produttore, al momento la responsabilità è del commerciante che deve vigilare, seguendo il principio di prossimità ed essendo, pertanto, assoggettato ad una sorta di culpa in vigilando. Comunque, l'azienda commerciale non doveva essere sanzionata. Serve però una revisione della normativa che attribuisca una responsabilità proporzionale al ruolo effettivamente avuto lungo la filiera, dove il commerciante è l'anello debole». Alla fine dell'incontro sono stati consegnati dei kit con manuali. Per Massimiliano Polacco, Direttore Confcommercio Marche Centrali: «E' un tassello di un percorso con il quale puntiamo a formare e aggiornare le ditte». 

SLANG DELLA MODA: LA PAROLA DELLA SETTIMANA E’ GUANTO

12/11/2016

SLANG DELLA MODA: LA PAROLA DELLA SETTIMANA E’ GUANTO

La parola de “Lo Slang della Moda” della settimana è: GUANTO.

In inglese: GLOVE.

In francese: GANT/S (GANTS DE SOIR).

In russo: ПЕРЧАТКА.

In cinese (mandarino): 手套.

Si ricorda che è on line la versione web de “Lo Slang della Moda” ( www.slangdellamoda.it ) con la possibilità per gli utenti di tradurre i termini tipici della moda dall'italiano all'inglese, francese, russo e cinese (mandarino). Lo “Slang della Moda” è un piccolo dizionario illustrato con i più comuni termini e neologismi creati proprio nell'ambito della moda. Uno strumento di grande utilità per diffondere la cultura del bello e del Made in Italy nel mondo, immaginato per gli operatori del dettaglio moda, per gli addetti alle vendite che approcciano clienti stranieri e per i turisti stranieri stessi.

Per informazioni su “Lo Slang della Moda” contattare gli Uffici di Federazione Moda Italia ( info@federazionemodaitalia.it  oppure tel. 02.76015212).

 

ETICHETTA DEI PRODOTTI TESSILI E CALZATURE: SERVE UNA REVISIONE DELLA NORMA

08/11/2016 14.37.27

ETICHETTA DEI PRODOTTI TESSILI E CALZATURE: SERVE UNA REVISIONE DELLA NORMA

Sull'ultimo numero de “Il Commerci@lista”, la rivista di cultura economica e giuridica a diffusione nazionale diretta da Domenico Calvelli, è stato pubblicato un articolo del Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti, dal titolo “L'etichetta dei prodotti di moda: serve una revisione della norma” (pagg. 8-9-10) che riassume i rischi che corre il dettaglio moda in caso di etichette di prodotti tessili, abbigliamento e calzature non conformi. L'articolo racconta l'esperienza al fianco delle imprese, maturata da Federazione Moda Italia in questi anni ed in particolare l'attività di informazione e formazione, con i workshop SOS Etichettatura tenutisi in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Ma anche viene descritta l'attività svolta da Federazione Moda Italia a tutela delle imprese del dettaglio moda, assoggettate a sanzioni non proporzionate alle effettive responsabilità da attribuirsi invece a chi etichetta i prodotti. Per questo, Federazione Moda Italia ha sollevato le proprie rimostranze verso una prassi che vede ancora oggi, a distanza di oltre 40 anni dalla prima norma in materia (Legge 26 novembre 1973, n. 883 “Denominazioni ed etichettatura prodotti tessili”) e a fronte di un Regolamento europeo le cui disposizioni sono direttamente applicabili a tutti gli stati membri, l'immissione sul mercato da parte di taluni produttori/fornitori di prodotti con etichette non conformi. La motivazione per noi è chiara, però: finché si sanzionano i soli commercianti e le sanzioni – ammesso che si riesca ad esercitare il diritto di rivalsa – sono un piccolo salasso per i negozi, ma briciole per la produzione, è difficile che la sola moral suasion ed i nostri tour di sensibilizzazione possano portare al rispetto delle regole che ci sono e devono essere osservate.