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RENATO BORGHI A RADIO1 GIORNO PER GIORNO: CONSIDERAZIONI SULLA RIAPERTURA DEI NEGOZI DI MODA E SULLA SANIFICAZIONE DEI LOCALI E DEI PRODOTTI

29/04/2020 07.53.30

RENATO BORGHI A RADIO1 GIORNO PER GIORNO: CONSIDERAZIONI SULLA RIAPERTURA DEI NEGOZI DI MODA E SULLA SANIFICAZIONE DEI LOCALI E DEI PRODOTTI

Il Presidente di Federazione Moda Italia - Confcommercio, Renato Borghi è intervenuto su Rai Radio 1, alla trasmissione “Giorno per Giorno” (https://www.raiplayradio.it/audio/2020/04/Fase2-la-riapertura-dei-negozi-di-abbigliamento---Renato-Borghi-a-Radio1-giorno-per-giorno-3e635f0b-6e4b-4972-9401-dcb094e58ad2.html?wt_mc=2.social.tw.radio1_gr1.&wt), per un'analisi del settore moda in forte difficoltà anche per l'ulteriore slittamento della riapertura dei negozi e per puntualizzare alcuni aspetti in tema di sanificazione dei capi: "La premessa è che il settore veniva già da una crisi abbastanza accentuata con domanda interna debole e consumi in difficoltà. Quindi uno dei settori che già pagava una difficoltà dal punto di vista dei ricavi. In Italia ci sono 115.000 punti vendita con oltre 300.000 addetti. Noi stimiamo che sarà costretto ad arrendersi a questa crisi tra il 10 e il 15% dei negozi; quindi, una perdita importante che, secondo una stima addirittura prudenziale, potrebbe essere di 15.000 punti vendita. È molto probabile che non potranno riaprire se si considera che ci si trova di fronte ad una crisi preesistente; due mesi di stop, che vuol dire due mesi di vendite azzerare, con obbligazioni nei confronti dei fornitori e dei proprietari immobiliari e di chiunque altro che vengono a bussare alla porta e la risposta non potrà essere di arrangiarsi perché se no si mette in crisi tutta la filiera e si realizza un default. due mesi di stop ricavi 0 e di fronte un periodo nel quale non si può certo pensare che i consumi potranno essere effervescenti. Penso ad uno dei settori che rappresentiamo, le valigerie non è possibile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi avranno delle vendite effervescenti. Non è accettabile che si rinvii al 18 di maggio perché non si capisce perché bisogna aspettare quando l'inail ha stabilito che il nostro è un settore a basso rischio e noi garantiremo gli stessi presidi e gli stessi interventi richiesti dalle Circolari del Ministero della Salute e quindi gli ingressi contingentati, le mascherine, la sanificazione dei locali, che potremmo farlo noi, e su questo voglio dire che non c'è nessuna certezza e non c'è scritto da nessuna parte che i capi vadano sanificati. Girano tante notizie o suggestioni, in questo momento, ma per l'apertura dei negozi di abbigliamento e calzature per bambini non è stata in alcun modo prevista alcuna prescrizione in tal senso anche perché non c'è nessuna evidenza scientifica. Altreimenti anche per chiunque sarebbe imposta qualche raccomandazione al rientro a casa. Per quanto riguarda l'anticipazione dell'apertura, con il Presidente Sangalli così come con altri Presidenti di Associazione del turismo dei pubblici esercizi, abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo di rivedere questa riapertura; non si capisce perché non si possa prevedere lo stesso sistema adottato per l'apertura degli esercizi alimentari. Infine: che senso ha autorizzare l'apertura delle attività all'ingrosso del settore moda, la cui funzione è di rifornire il dettaglio, quando il dettaglio è chiuso ? Anche questo non ha senso".

Anche a seguito della nostra presa di posizione fortemente contraria alla sanificazione obbligatoria degli articoli di moda provati e dei resi (sollevata “incautamente” nei giorni scorsi dai media e dai social in vista della Fase 2), ricordiamo che – come ha avuto modo di ribadire il Presidente Borghi in diretta su RAI RADIO 1, ad oggi non è previsto alcun obbligo di sanificazione dei prodotti in capo al commerciante. Le previsioni normative attualmente in vigore riguardano la sola sanificazione del negozio (ex Circolare 5.443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute), con disinfettanti quali l'ipoclorito di sodio (0,1%) oppure etanolo al 75% e la pulizia e l'igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell'orario di apertura. Ci deve essere nei locali una adeguata aereazione naturale e ricambio d'aria. Va effettuata la pulizia dei filtri dell'aria condizionata o, se necessaria, la revisione dell'impianto. Ricordiamo infine l'obbligo di previsione di dispenser con ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani con distributori di gel alcolici con una concentrazione di alcol al 60-85%. In particolare, all'ingresso, vicino ai camerini, accanto a casse e sistemi di pagamento, tastiere, schermi touch. E non va dimenticato l'utilizzo delle mascherine e le indispensabili raccomandazioni di lavarsi spesso le mani;  mantenere distanza interpersonale di almeno un metro; evitare il contatto ravvicinato; evitare abbracci e strette di mano.

IL SEGRETARIO GENERALE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA MASSIMO TORTI AD AORA SU RAI 3

28/04/2020 15.50.24

AD AGORA' SU RAI3 L'INTERVENTO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA SU PROBLEMI E RISPOSTE NEL MONDO DELLA MODA

Il Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti, è intervenuto il 28 aprile alla trasmissione "Agorà" su Rai3: "Sul tema delle prove dei vestiti, c'è molta confusione. Non ci sono disposizioni normative in materia. Del resto non ci sono neppure evidenze scientifiche sulla sopravvivenza del virus sugli indumenti, tant'è che avrebbero altrimenti già effettuato raccomandazioni nell'ambito delle misure igienico sanitarie. I nostri negozio stanno rispondendo in base alle normative vigenti e quindi al DPCM 10 aprile 2020 e alla circolare del Ministero della Salute n. 5.443 del 22 febbraio che in estrema sintesi si riferiscono al distanziamento sociale, all'utilizzo delle mascherine, alla presenza dei dispenser all'ingresso dei negozi e stabiliscono anche la pulizia di locali ma nulla per quanto riguarda la sanificazione dei vestiti. Quindi, sgombriamo questo genere di dubbio, non c'è obbligo alcuno su questo tipo di sanificazione, ma i nostri negozi seguiranno le prassi più interessanti per dare il meglio della sicurezza ai nostri clienti”.
 
Alla domanda della conduttrice, Serena Bortone, all'esperto in studio, sulla veridicità delle affermazioni del Segretario Generale Torti e se fosse vero, quindi, che i vestiti non dovessero essere sanificati, il professor Pier Luigi Lopalco (Responsabile coordinamento Regionale Emergenze Epidemiologiche Puglia) ha affermato “Sono d'accordo con questa impostazione. Certo che bisogna fare attenzione, ma nel momento in cui un cliente entra con una mascherina e ha a disposizione il dispenser gel abbatte già il rischio”.
 
Il Segretario Generale Massimo Torti ha poi affermato: “Siamo delusi e arrabbiati perché eravamo pronti. L'Inail aveva considerato il dettaglio moda un'attività a basso rischio. Abbiamo fatto un protocollo condiviso tra Confcommercio ed organizzazioni sindacali, eravamo pronti per partire il 4 maggio. Una stagione che non è mai partita non potrà mai decollare con questi presupposti. Noi viviamo sulla stagionalità, avevamo ordinato capi per la stagione e invece ora dovremo aprire a ridosso dei saldi. Dopo un questionario ai nostri associati daremo indirizzo sui saldi. Siamo un settore molto importante fatto di 11 5mila punti vendita in Italia che dà lavoro a 313 mila addetti. Per la ripresa servono contributi a fondo perduto e restituzione dei prestiti anche a 15/20 anni non certo in sei anni”
 
Per rivedere l'intervento del dott. Torti si rimanda al minuto 43'00" e al minuto 1h 01' 50" della trassmissionie
RIAPERTURA IL 18 MAGGIO: DELUSIONE E RABBIA DEL SETTORE MODA

27/04/2020 10.53.28

RIAPERTURA IL 18 MAGGIO: DELUSIONE E RABBIA DEL SETTORE MODA

Borghi (Italian Fashion Federation-Confcommercio): “So they force us to close. The entire supply chain will be affected "
 
“This seems to be the chronicle of an announced death - says the President of the Italy-Confcommercio Fashion Federation, Renato Borghi . We need to restart as soon as possible to meet the cash needs of a sector that thrives on seasonality. This further shift will create irreparable damage: a foreseeable drop in consumption for 2020 of over 15 billion euros that will lead at least 17 thousand points of sale to surrender, with a loss of employment of over 35 thousand people ".

“Companies in the sector - continues Borghi- they made the purchases of the products of the current season about 8 months ago and they should have been put on sale starting from the month of March; today all the goods are still packed in the warehouse and are destined to remain largely unsold with the extension of the closing obligation. In the meantime, the property owners and suppliers will demand from us the respect of the assumed obligations that we will not be in a position to honor as in normal time due to lack of liquidity. A danger is envisaged for the continuity of the supply chain and, from this point of view, we urge Confindustria Moda to assume responsibility for sharing the risk deriving from the loss of an entire season with the retailer, through the right of return.
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We do not understand this unexpected and inexplicable decision to further postpone the opening of the stores for another three weeks, given that Inail has classified our sector as low risk and that the April 24 protocol for safe reopening is already in place. Nor do we understand why an equal date is foreseen for all regions when the epidemiological data of diffusion are very different. We need to leave as soon as possible - concludes Borghi - not on 18 May. Disappointed and worried, we strongly ask the Government to revert to this decision. Now real liquidity is urgently needed through non-repayable contributions, zero bureaucracy and a tax and contribution moratorium on September 30th ”.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg

27/04/2020

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 aprile 2020

Si informa che, sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 108 del 27 aprile 2020, è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale" che indica la data di apertura dei negozi di moda per il 18 maggio 2020.
 
Gli articoli:
 
Art. 1 - Misure urgenti di contenimento del  contagio sull'intero territorio nazionale
Art. 2 - Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in  sicurezza delle attivita' produttive industriali e commerciali
Art. 3 - Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale
Art. 4 - Disposizioni in materia di ingresso in Italia
Art. 5 - Transiti e soggiorni di breve durata in Italia
Art. 6 - Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera
Art. 7 - Misure in materia di trasporto pubblico di linea
Art. 8 - Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilita'
Art. 9 - Esecuzione e monitoraggio delle misure
Art. 10 - Disposizioni finali
 
Si segnalano in particolare gli Allegati
Allegato 1 - Commercio al dettaglio (attività ammesse, tra le quali il "Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati")
Allegato 2 - Servizi per la persona
Allegato 3 - ATECO (attività ammesse, tra le quali "46 COMMERCIO ALL'INGROSSO - ESCLUSO  QUELLO  DI  AUTOVEICOLI  E  DI MOTOCICLI")
Allegato 4 - Misure igienico-sanitarie
Allegato 5 - Misure per gli esercizi commerciali
Allegato 6 - Protocollo  condiviso  di  regolamentazione  delle  misure   per   il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali
Allegato 10 - Principi per il monitoraggio del rischio sanitario
RENATO BORGHI A RADIO24: SCENARIO E PROPOSTE PER IL SETTORE MODA

21/04/2020 15.36.41

RENATO BORGHI A RADIO24: SCENARIO E PROPOSTE PER IL SETTORE MODA

On Radio24 of April 21, the President of the Italian Fashion Federation, Renato Borghi , spoke on the program "Effetto Giorno" with Alessio Maurizi 

On Radio24 of 21 April (at  16'45 ") , the President of the Italian Fashion Federation, Renato Borghi , spoke on the program" Focus Economia "conducted by Sebastiano Barisoni , on the requests of the fashion sector and on the hypotheses of opening phase 2 with particular reference to the proposal of the Municipality of Milan to facilitate purchases in stores with staggered evening openings. A hypothesis that, however, the President Borghi, at the microphone of Maria Luisa Pezzali, welcomes with caution: “I prefer to express a prudent opinion because for the moment it is only an anticipation. I understand that it is an important theme because the rhythms of the city and therefore of the overall work can be changed in some way, I agree with it. We agree with the change in schedules, but if we talk about evening schedules, however, of course we express many reservations because from the point of view of the income statement it affects a lot and even more for the safety of our collaborators as many of the employees of fashion stores are women. So we are very perplexed and await the definitive formulation of the proposal ”On which scenario the sector is approaching reopening. Look, a premise must be made: the sector, as everyone knows, it was already suffering from a weakness in demand and the consumer crisis. Think that in 2019 there was a negative balance of 3,790 stores. Against 115,000 sales points in Italy, we unfortunately estimate that 10-12% is forced to surrender to this crisis, with the risk of a loss of employment of about 30,000 people. We bought about eight months before the season; so we are now with some goods still wrapped in the shop that we have to pay for and we have not sold. And we have already confirmed the orders for the autumn winter 2020-2021 collection and therefore we have obligations towards suppliers. Against 115,000 sales points in Italy, we unfortunately estimate that 10-12% is forced to surrender to this crisis, with the risk of a loss of employment of about 30,000 people. We bought about eight months before the season; so we are now with some goods still wrapped in the shop that we have to pay for and we haven't sold. And we have already confirmed the orders for the autumn winter 2020-2021 collection and therefore we have obligations towards suppliers. Against 115,000 sales points in Italy, we unfortunately estimate that 10-12% is forced to surrender to this crisis, with the risk of a loss of employment of about 30,000 people. We bought about eight months before the season; so we are now with some goods still wrapped in the shop that we have to pay for and we have not sold. And we have already confirmed the orders for the autumn winter 2020-2021 collection and therefore we have obligations towards suppliers.
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This is why we ask to be among the first businesses to open.

We are in a perfect storm and no rescue donuts have been thrown at us. The famous 400 billion euros promised are actually a loan and therefore a debt, not an answer. The answer can only be the disbursement of contributions with a lost fund or, if this is not really possible, at least that the repayment of the loan was expected in 10 or 20 years. The tax moratoriums and contrivutive must be postponed at least until September 30 and we ask for a sort of inventory devaluation: a tax credit equal to 60% of the value of the goods we bought. We are disappointed and also angry ". 

https://podcast-radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2020/200421-focus-  economy.mp3 (at minute  16'45 ")

 

RENATO BORGHI al TG3: Un negozio di moda su dieci rischia di non riaprire

16/04/2020 08.52.27

RENATO BORGHI al TG3: Un negozio di moda su dieci rischia di non riaprire

In the editions of TG3 Lombardia on 15 April 2020 at 2.00 pm (Minute 11 '20 ") and at 19.30 (at minute 14'10") , the President of Federmoda, Renato Borghi raised the alarm on the risk for the fashion sector to become one of the most affected by the crisis with shutters down and purchases postponed due to the coronavirus emergency. In Lombardy, 12,500 stores in the sector have been closed by decree since March 12. For the President of FedermodaMilano and the Italian Fashion Federation, Renato Borghi: “We have estimated a loss in turnover of 1.4 billion euro for Milan and 2.5 billion euro in Lombardy and we believe this estimate to be even prudent with many shops, especially small and medium-sized ones, which risk not reopening; it is not unreasonable to think that between 10 and 15% of these shops are forced to give up. For this reason, we told the Government that non-repayable contributions are absolutely needed for micro and small enterprises, a tax and contribution moratorium throughout September of this year and the possibility of being able to reopen first ".
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Edition of TG3 Lombardia on April 15, 2020 at 2.00 pm - Minute 11 '20 "
 
Edition of TG3 Lombardia on 15 April 2020 at 19.30 - Minute 14'10 "
 
 
 
 

14/04/2020 14.16.31

Decreto liquidità: online il modulo richiesta agevolazione per finanziamenti di importo fino a 25.000 euro

In relation to the publication of the liquidity decree in the Official Gazette (DL 23 of 8 April 2020), the forms for the guarantee request up to 25 thousand euros have been published on the website of the Ministry of Economic Development, which the beneficiary must fill in and send by e-mail (even if not certified) to the bank or to the confidi to which it will contact to request the loan. 

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The MiSE and Mediocredito Centrale - MCC, manager of the Guarantee Fund, are working together with the Italian Banking Association - ABI and the main credit institutions to make all the IT systems and the forms necessary for the request active and available in a short time. guarantee for the beneficiaries of the measures, which are expected to be numerous. The same subjects - reads the MISE website - are at the same time working to speed up bank investigations with the aim of reducing the waiting time between requesting a loan and crediting the sums requested to their current account to a few days. .


The forms are available online on the “ fondidigaranziawebsite. Attachment 4 bis - Form requesting facilitation of the final beneficiary for loans of up to 25,000 euros pursuant to letter m), paragraph 1 of art. 13 of the Liquidity Decree

 

COVID-19: DPCM 10 APRILE 2020 E AGGIORNAMENTI SULLATTIVITA AL DETTAGLIO DI VESTITI PER BAMBINI E NEONATI

11/04/2020

COVID-19: DPCM 10 APRILE 2020 E AGGIORNAMENTI SULL'ATTIVITA' AL DETTAGLIO DI VESTITI PER BAMBINI E NEONATI

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n. 97 dell'11 aprile 2020 è stato pubblicato il DPCM del 10 aprile 2020, recante le nuove misure urgenti di contenimento del contagio COVID-19 sull'intero territorio nazionale, con disposizioni che producono effetto dal 14 aprile 2020 e sono efficaci fino al 3 maggio 2020.

Il DPCM del 10 aprile consente, tra l'altro, la riapertura delle attività di commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati (allegato 1), senza precisare il codice ateco di riferimento, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari al fine di evitare il contagio. L'attività deve essere svolta seguendo le precauzioni sanitarie (rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, utilizzo di guanti e mascherine sanitarie di protezione) e le prescrizioni indicate nell'Allegato 5 ("MISURE PER GLI ESERCIZI COMMERCIALI"):
  1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell'orario di apertura.
  3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d'aria.
  4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l'acquisto di alimenti e bevande.
  7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità: a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie; b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b (superiori ai 40 metri quadrati), l'accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
  8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.
 

In propostito, Federazione Moda Italia ha sollevato le seguenti richieste di approfondimento:

DOMANDA 1
Se un negozio vende abbigliamento sia da adulto sia da bambino è possibile aprire organizzando un'aerea dedicata esclusivamente ai bambini?

DOMANDA 2
I negozi che vendono calzature da bambini (non esiste un codice ATECO di riferimento specifico, ma solo il più generico 47.72.10) e rispondono alla medesima esigenza di apertura riconosciuta dal DPCM, possono riaprire predisponendo un'area di vendita dedicata alle sole calzature per bambini?

DOMANDA 3
Premesso che il DPCM del 10 aprile, parla di commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati, quale è l'età dei bambini a cui è destinata la vendita di prodotti ?
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Le aziende interessate potranno contattare le Associazioni provinciali nelle sedi della Confcommercio di riferimento per gli approfondimenti effettuati dall'Area Legale della Confcommercio