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SALDI ESTIVI: POSTICIPIAMOLI AL 1° AGOSTO. Dal nostro sondaggio, una indicazione chiara, espressione della volontà dei retailer

07/05/2020

SALDI ESTIVI: POSTICIPIAMOLI AL 1 AGOSTO. RENATO BORGHI: Dal nostro sondaggio, una indicazione chiara, espressione della volontà dei retailer

SALDI ESTIVI: POSTICIPIAMOLI AL 1° AGOSTO

Borghi (Federazione Moda Italia-Confcommercio): “Dal nostro sondaggio, una indicazione chiara, espressione della volontà dei retailer”

“In vista della riapertura delle nostre attività, che continuiamo a chiedere che possa avvenire anche prima del 18 maggio, nell'interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato – afferma il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi – abbiamo sondato la volontà degli Associati sulla data ritenuta più opportuna per l'avvio dei prossimi saldi estivi. La prima evidenza dei dati pervenuti da oltre 4 mila imprese di tutta Italia è che il 94% è contrario alla data attualmente prevista del 4 luglio. La soluzione preferita dalla gran parte delle aziende è la posticipazione (52%), seguita dalla sospensione dei saldi (29%). Solo l'8% ha chiesto di anticiparli. Il 6% vorrebbe mantenere la data del primo sabato di luglio. C'è poi un 5% di aziende che ha preferito ‘dribblare' la domanda, esprimendo considerazioni su altre problematiche della categoria come la concorrenza sleale del web e la necessità di una regolamentazione delle vendite online. Questa pressante richiesta di posticipazione è una conferma da parte degli imprenditori del settore che vogliono l'inizio delle vendite in saldo all'effettiva fine stagione, tanto per la primavera/estate quanto per l'autunno/inverno. Auspichiamo che le Regioni – conclude Borghi – nell'interesse del mantenimento della data unica nazionale indispensabile per evitare scorrette competizioni tra territori,tengano in debito conto quanto emerso in modo così evidente dalla stragrande maggioranza degli operatori del dettaglio moda. Alla tanto auspicata ripartenza, che sarà comunque difficile e con il freno a mano tirato, servono certezze anche su questo fronte per programmare un futuro già molto incerto”.

AGENZIA DELLE ENTRATE: Circolare di attuazione sul credito d’imposta pari al 30% delle commissioni POS

04/05/2020

AGENZIA DELLE ENTRATE: Circolare di attuazione sul credito d’imposta pari al 30% delle commissioni POS

Con la Circolare n. 181301/2020 del 29 aprile 2020, l'Agenzia delle Entrate ha emanato le "Disposizioni di attuazione dell'art. 22, comma 6, del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157. Definizione dei termini, delle modalità e del contenuto delle comunicazioni trasmesse telematicamente dagli operatori dei sistemi di pagamento elettronici tracciabili". 

Il presente Provvedimento, in attuazione del comma 6 della citata normativa, definisce i termini, le modalità e il contenuto delle comunicazioni di cui al comma 5 del predetto art. 22.

Si ricorda che l'articolo 22 del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124 (decreto fiscale 2020) - come modificato dalla legge di conversione 19 dicembre 2019, n. 157 - ha introdotto un credito d'imposta a favore degli esercenti attività d'impresa, arte o professioni, pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione di cui all'articolo 7, comma 6, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, nonché per le transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Ai fini dell'agevolazione, rilevano le commissioni addebitate agli esercenti in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali a partire dal 1° luglio 2020. Il credito è riconosciuto a condizione che gli esercenti, nel corso dell'anno d'imposta precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400.000 euro.

RENATO BORGHI A RADIO1 GIORNO PER GIORNO: CONSIDERAZIONI SULLA RIAPERTURA DEI NEGOZI DI MODA E SULLA SANIFICAZIONE DEI LOCALI E DEI PRODOTTI

29/04/2020 07.53.30

RENATO BORGHI A RADIO1 GIORNO PER GIORNO: CONSIDERAZIONI SULLA RIAPERTURA DEI NEGOZI DI MODA E SULLA SANIFICAZIONE DEI LOCALI E DEI PRODOTTI

Il Presidente di Federazione Moda Italia - Confcommercio, Renato Borghi è intervenuto su Rai Radio 1, alla trasmissione “Giorno per Giorno” (https://www.raiplayradio.it/audio/2020/04/Fase2-la-riapertura-dei-negozi-di-abbigliamento---Renato-Borghi-a-Radio1-giorno-per-giorno-3e635f0b-6e4b-4972-9401-dcb094e58ad2.html?wt_mc=2.social.tw.radio1_gr1.&wt), per un'analisi del settore moda in forte difficoltà anche per l'ulteriore slittamento della riapertura dei negozi e per puntualizzare alcuni aspetti in tema di sanificazione dei capi: "La premessa è che il settore veniva già da una crisi abbastanza accentuata con domanda interna debole e consumi in difficoltà. Quindi uno dei settori che già pagava una difficoltà dal punto di vista dei ricavi. In Italia ci sono 115.000 punti vendita con oltre 300.000 addetti. Noi stimiamo che sarà costretto ad arrendersi a questa crisi tra il 10 e il 15% dei negozi; quindi, una perdita importante che, secondo una stima addirittura prudenziale, potrebbe essere di 15.000 punti vendita. È molto probabile che non potranno riaprire se si considera che ci si trova di fronte ad una crisi preesistente; due mesi di stop, che vuol dire due mesi di vendite azzerare, con obbligazioni nei confronti dei fornitori e dei proprietari immobiliari e di chiunque altro che vengono a bussare alla porta e la risposta non potrà essere di arrangiarsi perché se no si mette in crisi tutta la filiera e si realizza un default. due mesi di stop ricavi 0 e di fronte un periodo nel quale non si può certo pensare che i consumi potranno essere effervescenti. Penso ad uno dei settori che rappresentiamo, le valigerie non è possibile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi avranno delle vendite effervescenti. Non è accettabile che si rinvii al 18 di maggio perché non si capisce perché bisogna aspettare quando l'inail ha stabilito che il nostro è un settore a basso rischio e noi garantiremo gli stessi presidi e gli stessi interventi richiesti dalle Circolari del Ministero della Salute e quindi gli ingressi contingentati, le mascherine, la sanificazione dei locali, che potremmo farlo noi, e su questo voglio dire che non c'è nessuna certezza e non c'è scritto da nessuna parte che i capi vadano sanificati. Girano tante notizie o suggestioni, in questo momento, ma per l'apertura dei negozi di abbigliamento e calzature per bambini non è stata in alcun modo prevista alcuna prescrizione in tal senso anche perché non c'è nessuna evidenza scientifica. Altreimenti anche per chiunque sarebbe imposta qualche raccomandazione al rientro a casa. Per quanto riguarda l'anticipazione dell'apertura, con il Presidente Sangalli così come con altri Presidenti di Associazione del turismo dei pubblici esercizi, abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo di rivedere questa riapertura; non si capisce perché non si possa prevedere lo stesso sistema adottato per l'apertura degli esercizi alimentari. Infine: che senso ha autorizzare l'apertura delle attività all'ingrosso del settore moda, la cui funzione è di rifornire il dettaglio, quando il dettaglio è chiuso ? Anche questo non ha senso".

Anche a seguito della nostra presa di posizione fortemente contraria alla sanificazione obbligatoria degli articoli di moda provati e dei resi (sollevata “incautamente” nei giorni scorsi dai media e dai social in vista della Fase 2), ricordiamo che – come ha avuto modo di ribadire il Presidente Borghi in diretta su RAI RADIO 1, ad oggi non è previsto alcun obbligo di sanificazione dei prodotti in capo al commerciante. Le previsioni normative attualmente in vigore riguardano la sola sanificazione del negozio (ex Circolare 5.443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute), con disinfettanti quali l'ipoclorito di sodio (0,1%) oppure etanolo al 75% e la pulizia e l'igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell'orario di apertura. Ci deve essere nei locali una adeguata aereazione naturale e ricambio d'aria. Va effettuata la pulizia dei filtri dell'aria condizionata o, se necessaria, la revisione dell'impianto. Ricordiamo infine l'obbligo di previsione di dispenser con ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani con distributori di gel alcolici con una concentrazione di alcol al 60-85%. In particolare, all'ingresso, vicino ai camerini, accanto a casse e sistemi di pagamento, tastiere, schermi touch. E non va dimenticato l'utilizzo delle mascherine e le indispensabili raccomandazioni di lavarsi spesso le mani;  mantenere distanza interpersonale di almeno un metro; evitare il contatto ravvicinato; evitare abbracci e strette di mano.

IL SEGRETARIO GENERALE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA MASSIMO TORTI AD AORA SU RAI 3

28/04/2020 15.50.24

AD AGORA' SU RAI3 L'INTERVENTO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA SU PROBLEMI E RISPOSTE NEL MONDO DELLA MODA

Il Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti, è intervenuto il 28 aprile alla trasmissione "Agorà" su Rai3: "Sul tema delle prove dei vestiti, c'è molta confusione. Non ci sono disposizioni normative in materia. Del resto non ci sono neppure evidenze scientifiche sulla sopravvivenza del virus sugli indumenti, tant'è che avrebbero altrimenti già effettuato raccomandazioni nell'ambito delle misure igienico sanitarie. I nostri negozio stanno rispondendo in base alle normative vigenti e quindi al DPCM 10 aprile 2020 e alla circolare del Ministero della Salute n. 5.443 del 22 febbraio che in estrema sintesi si riferiscono al distanziamento sociale, all'utilizzo delle mascherine, alla presenza dei dispenser all'ingresso dei negozi e stabiliscono anche la pulizia di locali ma nulla per quanto riguarda la sanificazione dei vestiti. Quindi, sgombriamo questo genere di dubbio, non c'è obbligo alcuno su questo tipo di sanificazione, ma i nostri negozi seguiranno le prassi più interessanti per dare il meglio della sicurezza ai nostri clienti”.
 
Alla domanda della conduttrice, Serena Bortone, all'esperto in studio, sulla veridicità delle affermazioni del Segretario Generale Torti e se fosse vero, quindi, che i vestiti non dovessero essere sanificati, il professor Pier Luigi Lopalco (Responsabile coordinamento Regionale Emergenze Epidemiologiche Puglia) ha affermato “Sono d'accordo con questa impostazione. Certo che bisogna fare attenzione, ma nel momento in cui un cliente entra con una mascherina e ha a disposizione il dispenser gel abbatte già il rischio”.
 
Il Segretario Generale Massimo Torti ha poi affermato: “Siamo delusi e arrabbiati perché eravamo pronti. L'Inail aveva considerato il dettaglio moda un'attività a basso rischio. Abbiamo fatto un protocollo condiviso tra Confcommercio ed organizzazioni sindacali, eravamo pronti per partire il 4 maggio. Una stagione che non è mai partita non potrà mai decollare con questi presupposti. Noi viviamo sulla stagionalità, avevamo ordinato capi per la stagione e invece ora dovremo aprire a ridosso dei saldi. Dopo un questionario ai nostri associati daremo indirizzo sui saldi. Siamo un settore molto importante fatto di 11 5mila punti vendita in Italia che dà lavoro a 313 mila addetti. Per la ripresa servono contributi a fondo perduto e restituzione dei prestiti anche a 15/20 anni non certo in sei anni”
 
Per rivedere l'intervento del dott. Torti si rimanda al minuto 43'00" e al minuto 1h 01' 50" della trassmissionie
RIAPERTURA IL 18 MAGGIO: DELUSIONE E RABBIA DEL SETTORE MODA

27/04/2020 10.53.28

RIAPERTURA IL 18 MAGGIO: DELUSIONE E RABBIA DEL SETTORE MODA

Borghi (Federazione Moda Italia-Confcommercio): “Così ci costringono alla chiusura. Ne risentirà l'intera filiera”
 
“Questa sembra la cronaca di una morte annunciata – afferma il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi. Abbiamo bisogno di ripartire il prima possibile per far fronte alle necessità di cassa di un settore che vive sulla stagionalità. Questo ulteriore slittamento creerà un danno irreparabile: un prevedibile calo di consumi per il 2020 di oltre 15 miliardi di euro che porterà almeno 17mila punti vendita ad arrendersi, con una perdita di occupazione di oltre 35mila persone”.

“Le aziende del settore – prosegue Borghi – hanno effettuato gli acquisti dei prodotti della stagione in corso circa 8 mesi fa e avrebbero dovuto essere messi in vendita a partire dal mese di marzo; ad oggi tutta la merce è ancora imballata in magazzino ed è destinata a rimanere in gran parte invenduta con il prolungamento dell'obbligo di chiusura.  Nel frattempo i proprietari immobiliari e i fornitori esigeranno da parte nostra il rispetto delle obbligazioni assunte che non saremo, a causa della mancanza di liquidità, in condizione di onorare come in tempo di normalità. Si prefigura un pericolo per la tenuta della filiera e, da questo punto di vista, sollecitiamo Confindustria Moda ad un'assunzione di responsabilità per condividere con il retail il rischio derivante dalla perdita di un'intera stagione, attraverso il diritto di reso.

Non comprendiamo questa inaspettata e inspiegabile decisione di rinviare ulteriormente l'apertura di altre tre settimane dei negozi, visto che l'Inail ha classificato il nostro settore a basso rischio e che è già operativo il protocollo del 24 aprile per la riapertura in sicurezza. E neppure comprendiamo perché sia prevista una data uguale per tutte le regioni quando invece sono molto diversi i dati epidemiologici di diffusione. Serve ripartire il prima possibile – conclude Borghi – non il 18 maggio. Delusi e preoccupati, chiediamo con forza al Governo di ritornare su questa decisione. Ora urgono liquidità vera attraverso contributi a fondo perduto, zero burocrazia e una moratoria fiscale e contributiva al 30 settembre”.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg

27/04/2020

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 aprile 2020

Si informa che, sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 108 del 27 aprile 2020, è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale" che indica la data di apertura dei negozi di moda per il 18 maggio 2020.
 
Gli articoli:
 
Art. 1 - Misure urgenti di contenimento del  contagio sull'intero territorio nazionale
Art. 2 - Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in  sicurezza delle attivita' produttive industriali e commerciali
Art. 3 - Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale
Art. 4 - Disposizioni in materia di ingresso in Italia
Art. 5 - Transiti e soggiorni di breve durata in Italia
Art. 6 - Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera
Art. 7 - Misure in materia di trasporto pubblico di linea
Art. 8 - Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilita'
Art. 9 - Esecuzione e monitoraggio delle misure
Art. 10 - Disposizioni finali
 
Si segnalano in particolare gli Allegati
Allegato 1 - Commercio al dettaglio (attività ammesse, tra le quali il "Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati")
Allegato 2 - Servizi per la persona
Allegato 3 - ATECO (attività ammesse, tra le quali "46 COMMERCIO ALL'INGROSSO - ESCLUSO  QUELLO  DI  AUTOVEICOLI  E  DI MOTOCICLI")
Allegato 4 - Misure igienico-sanitarie
Allegato 5 - Misure per gli esercizi commerciali
Allegato 6 - Protocollo  condiviso  di  regolamentazione  delle  misure   per   il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali
Allegato 10 - Principi per il monitoraggio del rischio sanitario
RENATO BORGHI A RADIO24: SCENARIO E PROPOSTE PER IL SETTORE MODA

21/04/2020 15.36.41

RENATO BORGHI A RADIO24: SCENARIO E PROPOSTE PER IL SETTORE MODA

Su Radio24 del 21 aprile il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, è intervenuto alla trasmissione "Effetto Giorno" con Alessio Maurizi 

Su Radio24 del 21 aprile (al minuto 16'45”), il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, è intervenuto alla trasmissione "Focus Economia" codotto da Sebastiano Barisoni, sulle richieste del settore moda e sulle ipotesi di aperture della fase 2 con particolare riferimento alla proposta del Comune di Milano di agevolare gli acquisti nei negozi con aperture scaglionate serali. Un'ipotesi che però il Presidente Borghi, al microfono di Maria Luisa Pezzali, accoglie con cautela: “Preferisco esprimere un'opinione prudente perché per il momento è solo un'anticipazione. Capisco che sia un tema importante perché vadano in qualche modo variati i ritmi della città e quindi del lavoro complessivo, lo condivido. La variazione degli orari ci trova d'accordo, ma se parliamo di orari serali, però naturalmente esprimiamo molte riserve perchè dal punto di vista del conto economico incide molto e ancor di più per un motivo di sicurezza dei nostri collaboratori e collaboratrici in quanto molti dei dipendenti dei negozi di moda sono donne. Quindi siamo molto perplessi e aspettiamo la formulazione definitiva della proposta”  Su quale scenario il settore si avvicina alle riaperture. Guardi va fatta una premessa: il settore, come tutti sanno, soffriva già di una debolezza della domanda e della crisi dei cosnumi. Pensi che nel 2019 c'è stato un saldo di chiusure negativo di 3.790 negozi. A fronte di 115 mila punti venbdita in Italia noi purtroppo stimiamo che un 10-12% sia costretto ad arrendersi a questa crisi, con il rschio di una perdita di occupazione di circa 30mila persone. Noi abbiamo comprato circa otto mesi prima della stagione; quindi ci troviamo adesso con della merce ancora incellofanata nel negozio che dobbiamo pagare e non abbiamo venduto. E abbiamo già confermato gli ordini della collezione autunno inverno 2020-2021 e quindfi abbiamo delle obbligazioni nei confronti dei  fornitori.

Per questo chiediamo di essere tra le prime attività ad aprire.

Siamo dentro una tempesta perfetta e non ci sono state lanciate le ciambelle di salvataggio. I famosi 400 miliardi di euro promessi in realtà sono un prestito e quindi un debito, non una risposta. La risposta può essere solo l'erogazione di contributi a fondo erduto o, se questo non fosse proprio possibile, per lo meno che la restituizione del prestito fosse prevista in 10 o 20 anni. Le moratorie fiscali e contrivutive devono essere posticipate almeno fino al 30 settembre e chiediamo una sorta di svalutazione del magazzino: un credito d'imposta pari al 60% del valore della merce che abbiamo comprato. Siamo delusi ed anche arrabbiati". 

https://podcast-radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2020/200421-focus-economia.mp3 (al minuto 16'45”)

 

RENATO BORGHI al TG3: Un negozio di moda su dieci rischia di non riaprire

16/04/2020 08.52.27

RENATO BORGHI al TG3: Un negozio di moda su dieci rischia di non riaprire

Nelle edizioni del TG3 Lombardia del 15 aprile 2020 delle ore 14.00 (Minuto 11' 20”) e delle ore 19.30 (al minuto 14'10"), il Presidente di Federmoda, Renato Borghi ha lanciato l'allarme sul rischio per il settore moda di diventare uno dei più colpiti dalla crisi con serrande abbassate e acquisti rimandati per l'emergenza coronavirus. In Lombardia sono 12.500 i punti vendita del settore chiusi per decreto dal 12 Marzo. Per il Presidente di FedermodaMilano e Federazione Moda Italia, Renato Borghi: “Abbiamo stimato una perdita di fatturato di 1,4 miliardi di euro per Milano e di 2,5 miliardi di euro in Lombardia e riteniamo questa stima addirittura prudenziale con tanti negozi soprattutto piccoli e medi che rischiano di non riaprire; non è irragionevole voler pensare che tra il 10 ed il 15% di questi negozi sia costretto ad arrendersi. Per questo, abbiamo detto al Governo che servono assolutamente contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese, una moratoria fiscale e contributiva a tutto settembre di quest'anno e la possibilità di poter riaprire per primi".
 
Edizione del TG3 Lombardia del 15 aprile 2020 delle ore 14.00 - Minuto 11' 20”
 
Edizione del TG3 Lombardia del 15 aprile 2020 delle ore 19.30 - Minuto 14'10"