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INIZIATIVA A TUTELA DEI NEGOZI DI MODA: NON SIAMO FANTASMI

02/11/2020 09.38.18

COMUNICATO STAMPA FEDERAZIONE MODA ITALIA SU NUOVO DPCM. RENATO BORGHI: ANDIAMO VERSO UN DISASTRO.

FEDERAZIONE MODA ITALIA SULL'IMPATTO DEL NUOVO DPCM

RENATO BORGHI: “ANDIAMO VERSO UN DISASTRO. L'INCAPACITÀ A FAR FRONTE ALLA NUOVA ONDATA DI CONTAGI PREVISTA DA MESI NON PUÒ RICADERE SUI NEGOZI DI MODA”

Il settore moda, importante pilastro dell'economia nazionale, è in grave crisi. 115 mila negozi hanno subito un drastico calo delle vendite di oltre il 50%. In questo periodo i negozi hanno solo contratto debiti.

Per il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi: “Siamo fantasmi. Sono sotto gli occhi di tutti i gravi danni subiti dai negozi di moda che vivono di collezioni stagionali, ordinate anche otto mesi prima dell'arrivo dei prodotti in store e che hanno investito centinaia di migliaia di euro in merce che, a questo punto e con ogni probabilità, resterà ferma. E poi troviamo incredibile che ci si sia dimenticati di un settore come il nostro. Attivare lockdown differenziati, in base alla gravità degli effetti della pandemia sui territori, non deve significare negare ristori a chi sta meno peggio perché non costretto alla chiusura, ma concedere, se mai, contributi più congrui alle necessità di chi chiude forzatamente”.

È il grido di allarme lanciato da Federazione Moda Italia – Confcommercio che prevede, con queste ulteriori restrizioni preannunciate dal nuovo DPCM, una perdita complessiva di oltre 20 miliardi di euro di consumi nel solo dettaglio moda a fine anno, con la chiusura definitiva di 20 mila negozi in Italia e conseguente ricaduta sull'occupazione di almeno 50 mila addetti.

“Al primo posto – prosegue Borghi – va messa sempre la salute dei cittadini, dei clienti, degli addetti, degli imprenditori e delle loro famiglie, ma è difficile digerire questi provvedimenti quando abbiamo investito importanti risorse per andare avanti con coraggio, rispettando protocolli e linee guida per la sicurezza e digitalizzando le nostre aziende. Abbiamo puntato sulla multicanalità, promosso nuovi servizi, incrementato sconti ai clienti, riducendo, però, la marginalità e di conseguenza la possibilità di sopravvivenza. Nessuno, dopo l'esperienza della tragica primavera, capisce che questo nuovo lockdown è fisico per alcune categorie, ma anche virtuale e non meno letale per altre come la moda anche nei territori dove non sono disposte chiusure per decreto. C'è stato tutto il tempo per poter valutare possibili scenari ed interventi alternativi. Ma non li abbiamo visti. C'è stata un'inefficienza che alla fine pagheremo noi. Le nostre attività non riescono a stare aperte senza prospettive; vanno aiutate. Servono contributi a fondo perduto, credito d'imposta per gli affitti, condono tombale sui versamenti tributari e contributivi del 2020 e una moratoria per tutto il 2021, detassazione o rottamazione dei magazzini per superare il grande problema delle rimanenze, sospensione dei mutui e dei leasing bancari e prosecuzione della cassa integrazione fino a tutto il 2021”.

“Ebbene – conclude Borghi – se per avere aiuti a fondo perduto è necessario alzare la voce, lo chiediamo a gran voce “SI AIUTINO I NEGOZI DI MODA” e si assumano tutte le responsabilità del caso perché se non ci farà chiudere una norma, lo farà il mercato ormai agonizzante”.

CLICCA SOTTO PER SCARICARE lL COMUNICATO STAMPA CON I DATI DEL SETTORE MODA E LE RICHIESTE AVANZATE

E PER IL VOLANTINO

 

A seguito delli'impatto dei Decreti del Presidente del Consiglio, i negozi di moda non vogliono sentirsi "FANTASMI" agli occhi delle Istituzioni.

Il settore moda, importante pilastro dell'economia nazionale, è in grave crisi.

Federazione Moda Italia-Confcommercio stima una perdita complessiva di 20 miliardi di euro di consumi nel solo dettaglio moda a fine anno, con la chiusura definitiva di 20 mila negozi in Italia e conseguente ricaduta sull'occupazione di oltre 50 mila addetti. Però siamo FANTASMI. Nel senso che sembra che le Istituzioni non si accorgano dei gravi danni subiti dai negozi di moda che vivono di collezioni stagionali ed hanno investito ingenti capitali (centinaia di migliaia di euro) in prodotti che rischiano di restare fermi sugli scaffali.

Per questo motivo, Federazione Moda Italia mette a disposizione una LOCANDINA/FOLDER

NUOVO DPCM 24 OTTOBRE 2020 con entrata in vigore dal 26 ottobre

25/10/2020 11.12.33

NUOVO DPCM 24 OTTOBRE 2020 con entrata in vigore dal 26 ottobre

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 265 del 25 ottobre 2020 è stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 24 ottobre 2020 su "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»". 

Il nuovo Decreto del 24 ottobre 2020 che va ad integrare i DPCM del 13 e del 18 ottobre 2020 .

Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al DPCM del 18 ottobre 2020 sono apportate, tra le altre, le seguenti modificazioni:


Art. 1. Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale
1. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:
a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;
c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
È fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

2. È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.

3. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.
4. È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.


5. È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.


9. ...
n) restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi;
o) sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico; nell'ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;

dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11;

ee) le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente.

Si segnala inoltre:

Art. 2. Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali
1. Sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui all'allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14.

Art. 3. Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale

Art. 4. Limitazioni agli spostamenti da e per l'estero

Art. 5. Obblighi di dichiarazione in occasione dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Art. 6. Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Art. 7. Obblighi dei vettori e degli armatori

Art. 8. Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera

Art. 9. Misure in materia di trasporto pubblico di linea

Art. 10. Ulteriori isposizioni specifiche per la disabilità

Art. 11. Esecuzione e monitoraggio delle misure

Art. 12. Disposizioni finali
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

 

In base alle disposizioni del DPCM del 24 ottobre 2020, Federazione Moda Italia ha predisposto dei CARTELLI da esporre in vetrina da compilare a cura delle imprese sulla base di specifiche caratteristiche dei locali e degli spazi. La vendita è di per sè dinamica, ma potrebbe essere utile prevedere dei punti sul pavimento per garantire il distanziamento di almento un metro in ogni direzione nei momenti di attesa.

Le attività economiche devono essere svolte nel rispetto delle misure contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12 (in allegato i CARTELLI SULLE MISURE ADOTTATE NEI NEGOZI in lingua ITALIANA E INGLESE).

 

LOMBARDIA: NUOVA ORDINANZA DI REGIONE LOMBARDIA in vigore dal 22 ottobre al 13 novembre 2020

21/10/2020

LOMBARDIA: NUOVA ORDINANZA DI REGIONE LOMBARDIA in vigore dal 22 ottobre al 13 novembre 2020

Si informa che questa sera Regione Lombardia ha pubblicato l'Ordinanza n. 623 del 21 ottobre 2020 contenente "Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19".

Si segnalano, in particolare, le seguenti disposizioni per il nostro settore, tenendo presente che - grazie all'intervento attraverso Confcommercio Milano e Lombardia - è stato scongiurato il rischio di chiusura delle medie strutture nei giorni di sabato e domenica:

Art. 2 (Limitazioni alle aperture delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali nei fine settimana)

2. Nelle giornate di sabato e domenica è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all'interno dei centri commerciali. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica alla vendita di generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, prodotti cosmetici e per l'igiene personale, per l'igiene della casa, piante e fiori e relativi prodotti accessori, nonché alle farmacie, alle parafarmacie, alle tabaccherie e rivendite di monopoli.

 

Art. 3 (Misure per prevenire l'affollamento all'interno degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli esercizi commerciali al dettaglio)

1. È fatto obbligo sia per gli esercizi commerciali al dettaglio che per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

2. Tali esercizi devono adottare regole di accesso, in base alle caratteristiche dei locali, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. In particolare, le medie e grandi strutture di vendita devono garantire quanto previsto al periodo precedente, dando priorità, ove possibile, a modalità (app, internet etc.) di prenotazione dell'accesso all'esercizio.

Art. 6 (Disposizioni finali)

1. Le disposizioni della presente ordinanza producono i loro effetti dalla data del 22 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 13 novembre 2020.

 

In base alle disposizioni di cui all'art. 3, Federazione Moda Italia e FederModaMilano hanno predisposto dei CARTELLI da esporre in vetrina da compilare a cura delle imprese sulla base di specifiche caratteristiche dei locali e degli spazi, tenendo conto degli arredi (es. banconi, espositori, ecc..) che possono costituire barriere o restringimenti. Si suggerisce di tener conto che la vendita è di per sè dinamica, ma potrebbe essere utile prevedere dei punti sul pavimento per garantire il distanziamento di almento un metro in ogni direzione nei momenti di attesa.  

Le attività economiche elencate al punto 1.4 dell'Ordinanza della Presidenza della Regione Lombardia n. 620 del 16 ottobre 2020 devono essere svolte nel rispetto delle misure contenute nelle corrispondenti schede dell'allegato 1 (in allegato sotto riportato unitamente ai CARTELLI SULLE MISURE ADOTTATE NEI NEGOZI in lingua ITALIANA E INGLESE). 

Su tutto il territorio di Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, sono consentiti soltanto gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità, situazioni di urgenza o motivi di salute. Per giustificare gli spostamenti sarà necessario esibire una autodichiarazione.
È consentito in ogni caso fare rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza.

 

DAL 24 OTTOBRE 2020 ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE SULLUTILIZZO DEI TERMINI CUOIO, PELLE E PELLICCIA

20/10/2020 14.16.18

DAL 24 OTTOBRE 2020 ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE SULL'UTILIZZO DEI TERMINI CUOIO, PELLE E PELLICCIA

Da sabato 24 ottobre 2020 entrano in vigore le prescrizioni contenute nel DECRETO LEGISLATIVO n. 68 del 9 giugno 2020 su "Nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria, ai sensi dell'articolo 7 della legge 3 maggio 2019, n. 37 - Legge europea 2018", (pubblicato in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 160 del 26 giugno 2020).

In particolare, il provvedimento REGOLA L'IMMISSIONE E LA MESSA A DISPOSIZIONE SUL MERCATO DI PRODOTTI con i termini, anche in lingua diversa dall'italiano, «cuoio», «pelle», «cuoio pieno fiore», «cuoio rivestito», «pelle rivestita» «pelliccia» e «rigenerato di fibre di cuoio», sia come aggettivi sia come sostantivi, anche se inseriti con prefissi o suffissi in altre parole o in combinazione con esse, ovvero sotto i nomi generici di «cuoiame», «pellame», «pelletteria» o «pellicceria».

Sono previste IMPORTANTI SANZIONI, da 1.500 euro a 20.000 euro, per chi effettivamente etichetta i prodotti (PRODUTTORI/IMPORTATORI), ad esempio, per mancanza di etichetta o contrassegno oppure per un utilizzo di etichetta o contrassegno non conforme ai requisiti richiesti, prevedendo sanzioni.

Come richiesto ed ottenuto da Federazione Moda Italia-Confcommercio, ai COMMERCIANTI è lasciata la VERIFICA della PRESENZA DELL'ETICHETTA e della CORRISPONDENZA delle informazioni in essa contenute con quelle indicate in fattura. In caso di violazione, è prevista per il DISTRIBUTORE una SANZIONE da 700 euro a 3.500 euro, salvo che non dimostri la rispondenza di dette indicazioni con quelle rilasciategli dal suo fornitore nel documento commerciale di accompagnamento.

Si RACCOMANDA, inoltre, di NON UTILIZZARE IMPROPRIAMENTE i termini cuoio, pelle e pelliccia di cui sopra anche nei cartellini in vetrina con l'uso di parole che facciano riferimento a materiali non derivanti da animali del tipo "ecopelle", "pelliccia sintetica", "simil-pelle", "finto cuoio" ecc... ecc...

Si ricorda un'altra richiesta di Federazione Moda Italia, che è stata accolta dal MISE, riguarda la possibilità di smaltire le scorte che possono continuare ad essere messe a disposizione sul mercato, ai fini del loro esaurimento, entro e non oltre il 23 ottobre 2022.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 ottobre 2020

18/10/2020

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 OTTOBRE 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale - Edizione Straordinaria n. 258 del 18 ottobre 2020 è stato pubblicato il DPCM del 18 ottobre 2020 contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»".

Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 19 ottobre 2020, ad eccezione di quanto previsto dall'art. 1, comma 1, lettera d) , n. 6, che si applica a far data dal 21 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 13 novembre 2020.

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al DPCM del 13 ottobre 2020 sono apportate, tra le altre, le seguenti modificazioni:

"Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".

 

SAGRE E FIERE
Sono vietate sagre e fiere di comunitàRestano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro;»

CONGRESSI E CONVEGNI
Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico;

 

SMART WORKING

Nell'ambito delle PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni;

è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni PRIVATE in modalità a distanza

 

BAR E RISTORAZIONE

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo;

resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;

le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi;

continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente;

è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti»

 

DPCM 13 OTTOBRE 2020: Misure urgenti per fronteggiare lemergenza epidemiologica da COVID-19

13/10/2020

DPCM 13 OTTOBRE 2020: Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 253 del 13 ottobre 2020 è stato pubblicato il DPCM del 13 ottobre 2020 contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»"

Le disposizioni del DPCM, che producono effetti dal 14 ottobre 2020 al 13 novembre 2020, salvi i diversi termini espressamente previsti dal decreto, confermano sostanzialmente le misure precauzionali già in vigore e introducono modifiche con particolare riguardoa a:

Tra le "Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale" (art. 1) è previsto l'obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con indicazione “fortemente raccomandata” di usare i medesimi dispositivi anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

Si segnale che sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto. Sono consentite le cerimonie civili o religiose con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. E' fortemente raccomandato evitare feste in abitazioni private e l'invito in casa a persone non conviventi è limitato a sei persone.

Le manifestazioni fieristiche ed i congressi si possono svolgere previa adozione dei protocolli validati dal Comitato Tecnico Scientifico (ex art. 2 dell'Ordinanza n. 630 del 3 febbraio 2020 del Capo del Dipartimento della Protezione Civile) e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite fino alle 24.00 con consumo al tavolo e fino alle 21.00 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21.00 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

I protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e, comunque, in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10;

Dall'art. 4 all'art. 7 del DPCM sono specificate le limitazioni degli spostamenti da e per l'estero, obblighi di dichiarazione, sorveglianza sanitaria, tamponi, obblighi di vettori e armatori.

Quanto alle Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative (Allegato 9), vengono riportate le “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” nella versione approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in data 8 ottobre 2020.

Sul sito di Confcommercio sono pubblicate utili FAQ, tra le quali:

 

Ho un negozio di abbigliamento, quali sono le nuove regole che devo seguire?

 

  • Per quanto riguarda il suo negozio di abbigliamento, e più in generale per tutte le attività di commercio al dettaglio, le norme non sono cambiate.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020infatti prevede che le attività commerciali al dettaglio si svolgano “a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11”.

 

https://www.confcommercio.it/-/faq-dpcm-13-ottobre-2020