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BEACHWEAR AWARD DI INTIMO RETAIL: BUONA LA PRIMA. FEDERAZIONE MODA ITALIA NELLA GIURIA

02/09/2015 13.18.26

BEACHWEAR AWARD DI INTIMO RETAIL: BUONA LA PRIMA. FEDERAZIONE MODA ITALIA NELLA GIURIA

Chantelle, Justmine, Lise Charmel, Miss Bikini, Oroblù, Parah e Verdissima sono loro i marchi più votati e premiati dal retail nell'ambito del concorso Beachwear Award by Intimo Retail. L'iniziativa ideata dalla rivista Intimo Retail è nata con l'intento di permettere ai dettaglianti di premiare le aziende del beachwear che nel 2015 si sono distinte per la qualità dei prodotti, l'innovazione e le iniziative di marketing.

Il 19 luglio a Mare d'Amare, i premi sono stati consegnati dai retailer ai rappresentanti dei brand vincitori. Con la cerimonia di premiazione si è concluso un percorso articolato iniziato nei mesi precedenti e che si è sviluppato in diverse fasi.

Il primo step ha visto il coinvolgimento dell'industria: alle aziende della produzione è stato chiesto di candidare per almeno una delle nove categorie in gara un prodotto della collezione mare 2015 e un'iniziativa di marketing messa in campo durante la stagione estiva.

Nella seconda fase, invece, i protagonisti sono stati oltre mille retailer che hanno fatto parte di una prima giuria i cui voti hanno permesso di identificare i marchi finalisti. A questi dettaglianti, infatti, è stato inviato il materiale fotografico relativo ai prodotti e alle iniziative di marketing candidati dai produttori. Per ognuna delle categorie in gara i giurati hanno potuto votare al massimo tre marchi. A votazioni concluse, sono stati identificati i brand finalisti, vale a dire quelli che in ogni categoria hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Si è così aperta la terza fase con una giuria composta da 19 dettaglianti affiancati da Massimo Torti, Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Alessandro Legnaioli, Presidente di Mare d'Amare, Franco Taiana, Direttore di Mare di Moda e Davide Bartesaghi, Direttore di Intimo Retail. Anche questi giurati hanno espresso le loro preferenze e i loro voti si sono sommati a quelli che i brand finalisti avevano ottenuto durante le votazioni precedenti. Si è così giunti a sancire il marchio vincitore per ogni categoria.

Tutte le informazioni sono disponibili su http://www.intimoretail.it/_download.php?w=riviste&id=40 

FEDERAZIONE MODA ITALIA: RASSEGNA STAMPA

31/07/2015 14.11.16

FEDERAZIONE MODA ITALIA: RASSEGNA STAMPA

Pubblichiamo con piacere una rassegna stampa sul Fashion & High Street Report 2015 di Federazione Moda Italia in collaborazione con World Capital Group, con Osservatorio Acquisti CartaSi e Global Blue.

Alleghiamo altresì un articolo de Il Corriere della Sera del 31 luglio 2015 su Via Monte Napoleone a Milano con i riferimenti al report di Federazione Moda Italia; l'articolo pubblicato sul quotidiano free press "Leggo" del 31 luglio 2015 con l'intervista al Segretario Generale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti e l'articolo de "La Gazzetta di Mantova" del 30 luglio 2015 con l'intervista alla Presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio Mantova, Carmen Zapparoli.

Di seguito i link degli articoli stampa:

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Consumi-Federazione-Moda-Italia-2014-vendite/30-07-2015/1-A_018803511.shtml 

- http://www.iltempo.it/adn-kronos/2015/07/30/le-fashion-street-tengono-ma-lo-shopping-non-riparte-1.1443362?localLinksEnabled=false 

- http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/venezia_moda_affitti_report/notizie/1491825.shtml- 

- http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/07/30/news/vie-della-moda-venezia-tra-le-piu-care-d-italia-1.11858141

- http://www.arezzoweb.it/2015/le-fashion-street-tengono-ma-lo-shopping-non-riparte-316434.html

http://www.adnkronos.com/lavoro/dati/2015/07/30/fashion-street-tengono-shopping-non-riparte_b71lcaW0gGANLcUFs0CFfL.html

http://www.agiellenews.it/articolo/agielle-borghi-fedederazione-moda-italia-saldo-shopping-negativo-cinesi-sorpassano-russi/26405

../it/iniziative/eventi/dd_58_3344/lombardia-pubblicato-il-bando-per-i-negozi-storici

http://www.confcommercio.it/-/tengono-le-vie-della-moda-ma-lo-shopping-non-riparte

- http://www.globalpress.eu/1/0/19256/FEDERAZIONE-MODA-ITALIA--VIE-DELLA-MODA-TENGONO--MA-SHOPPING-NON-RIPARTE.html 

http://www.globalpress.eu/1/0/19258/FEDERAZIONE-MODA-ITALIANA---2perc--SPESA-TURISTI-STRANIERI.html 

http://www.globalpress.eu/1/0/19259/VIE-DELLA-MODA-DELLE-CITT--ITALIANE--AUMENTANO-I-CANONI.html

http://www.pambianconews.com/2015/07/21/vie-del-lusso-piu-care-ma-piu-richieste-181906/

http://www.ilterziario.info/component/content/article/1-news/2941522-le-fashion-street-tengono-ma-lo-shopping-non-riparte.html

http://www.sestopotere.com/moda-ogni-giorno-scompaiono-9-negozi-dalle-nostre-citta/

https://it.notizie.yahoo.com/le-fashion-street-tengono-ma-lo-shopping-non-150300711.html

http://notizie.tiscali.it/economia/feeds/15/07/30/t_121_20150730_ECO_TN01_0068.html?economia

http://re-web.it/fashion-high-street-report-2015_75647/

http://urbanpost.it/le-vie-della-moda-diventano-piu-care-ma-e-crisi-per-lo-shopping

http://www.monitorimmobiliare.it/immobiliare-retail-high-street-italia-aumentano-i-canoni-oltre-il-6-cala-il-vacancy_201506191100

 

HIGH STREET FASHION REPORT DI FEDERAZIONE MODA ITALIA: TENGONO LE VIE DELLA MODA, MA LO SHOPPING NON RIPARTE

30/07/2015 14.58.12

HIGH STREET FASHION REPORT DI FEDERAZIONE MODA ITALIA: TENGONO LE VIE DELLA MODA, MA LO SHOPPING NON RIPARTE

Fashion & High Street Report 2015 a cura di Federazione Moda Italia in collaborazione con World Capital Group, con Osservatorio Acquisti CartaSi e Global BlueIl Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: "Il 2014 si è chiuso con un ulteriore saldo negativo di 3.378 imprese del dettaglio moda. È come se ogni giorno sparissero dalla nostra vista 9 negozi che siamo soliti vedere nelle nostre città".

Aumentano gli affitti nelle strade della moda, ma cala lo shopping. Un esempio per tutti: oggi affittare un negozio in Via Monte Napoleone a Milano costa 4,5% in più con picchi fino a 7100 euro al mq. Roma non è da meno: a via dei Condotti per un negozio di 100 metri quadrati si arriva a pagare canoni annui di affitto fino a 670.000 euro, poco meno del 2% in più. A Venezia, aprire un negozio nella famosa Calle Mazzini quest'anno costa un 7% in più. Scendono gli affitti invece nelle strade della moda di città come Genova, Verona, Palermo e Bari tengono in media Firenze, Napoli e Bologna. Per quanto riguarda gli acquisti il settore moda registra nel 2014 un calo di quasi il 2% rispetto al 2013, con il fashion (abbigliamento, calzature, pelletteria ed accessori) che rappresenta il 76% dei settori di business che attirano turisti stranieri di ogni nazionalità. I cinesi (25%) superano i russi (24%) negli acquisti. Dalla Cina è partito nel 2014 l'assalto alle vie della moda di tutte le città italiane, con un incremento degli acquisti del 13% a scapito dei russi che registrano un calo del 16%. In particolare a Milano le vendite tax free degli stranieri sono calate del 6%, stessa cosa a Firenze e a Venezia addirittura del 9%; meglio Roma che tiene le perdite ferme ad un -4%. Nelle altre città il segno è fortunatamente positivo (+2%) e complessivamente la perdita di vendite agli stranieri è stata nel 2014 di tre punti percentuali. E se i turisti americani aumentano dell'8% i loro acquisti nella Capitale e dell'1% a Milano, lo shopping veneziano sembra non attirarli più di tanto, con un calo delle vendite del 5%. Stesso calo visto a Firenze capace, però, di rifarsi con il notevole interesse allo shopping dei coreani.

Questi in sintesi alcuni dati del Fashion & High Street Report 2015 a cura di Federazione Moda Italia in collaborazione con World Capital Group, un'analisi del mercato fashion che racchiude valori di locazione e rendimenti delle più importanti High Street italiane rilevati da World Capital Group, accanto ai dati sui consumi nel settore moda monitorati da Federazione Moda Italia su un universo rappresentativo di imprese, ai dati dell'Osservatorio Acquisti CartaSi sugli acquisti effettuati dagli italiani con carte di credito nei negozi di moda ed ai dati di Global Blue sugli acquisti tax free effettuati dagli stranieri extra UE. Un report che, in questa edizione, contiene anche un focus su Firenze, realizzato in collaborazione con Federazione Moda Italia Firenze e Confcommercio Firenze.

Per Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia – Confcommercio: «Il 2014 si è chiuso con un ulteriore saldo negativo di 3.378 imprese del dettaglio moda, anche a seguito del nuovo calo – anche se più modesto rispetto agli anni passati – dei fatturati registrati dai nostri negozi. È come se ogni giorno sparissero dalla nostra vista 9 negozi che siamo soliti vedere nelle nostre città. Un dato spesso oscurato dalle cifre che girano nelle cosiddette high street italiane, una volta ad appannaggio di qualificati negozi multibrand ed oggi sempre più oggetto del desiderio e di vetrina di catene e monomarca. Nonostante i piccoli segnali di ripresa degli ultimi giorni che vengono dai dati di pil, occupazione, produzione industriale, l'economia reale del dettaglio moda non ha ancora registrato in questi primi 6 mesi una percettibile inversione di tendenza che, però, auspichiamo possa arrivare con l'estate e magari anche consolidarsi con Expo 2015 ed il Giubileo».

Andamento settore moda

Dal monitoraggio di Federazione Moda Italia sull'andamento delle vendite nel 2014 nel settore moda, emerge un calo dei fatturati rispetto al 2013 (-1,95%). Dato ampiamente confermato dall'Osservatorio Acquisti CartaSi per Federazione Moda Italia che rileva un calo del 1,6% delle spese effettuate dagli italiani con carte di credito nei negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, pari ad una spesa di oltre 10,5 miliardi di euro (10.614.877 €). Solo gli accessori moda hanno avuto un incremento del 10,9% rispetto al 2013. Segno più anche per gli articoli sportivi (+1,9%). Stabili gli acquisti di calzature (0,0%), mentre è in calo l'abbigliamento (-1,9%). Molto in sofferenza le spese per pelletterie/valigerie (-14,7%) e pellicce (-15,3%). Quanto alle Regioni, le performance migliori interessano il Trentino (+4,4%), con Veneto (+0,4%) e Emilia Romagna (0,40%) appena positive. La crisi dei consumi è stata meno forte in Lombardia (-0,1%), Marche (-1,0%), Friuli Venezia Giulia (-1,1%), Piemonte e Valle d'Aosta (-1,1%). Risentono invece di una maggiore contrazione dei consumi di prodotti di moda le Regioni Campania (-6,0%), Basilicata e Calabria (-5,4%), Sardegna (-5,4%), Sicilia (-5,1%), Liguria (-4,1%) e Puglia (-4,0%).

Per Francesco Pallavicino, Responsabile Analisi di Mercato e Posizionamento Carta Si: "Dalle rilevazioni dell'Osservatorio Acquisti CartaSi, il settore Abbigliamento e calzature sta mostrando un lento recupero dopo diversi anni di contrazione. I primi quattro mesi del 2015 hanno evidenziato una inedita serie positiva che ci lascia prevedere crescite fra il 2,5 e il 3% per l'anno in corso e il prossimo, i primi in sviluppo dopo tanto tempo".

La spesa dei turisti stranieri

A fronte del calo complessivo degli acquisti tax free (-3%), l'analisi annuale effettuata da Global Blue, società specializzata nel fornire servizi connessi allo shopping dei turisti stranieri, mostra, a fine 2014, un aumento dello scontrino medio dei globe shopper, che ammonta a 733 euro (+2% sul 2013). I globe shopper scelgono l'Italia soprattutto per acquistare abbigliamento e pelletteria (76% del totale tax free, con uno scontrino medio di 694 euro). Top spender in Italia si confermano i Cinesi (25% del mercato tax free e uno scontrino medio di 895 euro), seguiti dai Russi (24% di acquisti, con uno scontrino che tocca i 654 euro), che risentono dell'indebolimento del rublo e della delicata situazione politica che il Paese sta attraversando. La terza nazionalità per acquisti tax free in Italia è quella Americana (6%, con una spesa media di 810 euro). Da USA (6%), Giappone (5%), Corea(4%), Svizzera (3%), Hong Kong (2%), Taiwan (2%), Singapore (2%), Ucraina (2%) e tutti gli altri Stati (25%) arrivano in cerca di prodotti fashion di qualità e del made in Italy. Ma i top spender per spesa media provengono dal sud est asiatico: Hong Kong (1.113 euro), Cina (895 euro) e da Singapore (865 euro). Lo shopping dei russi ha subito nel 2014 un importante stop, causato principalmente dalla crisi con l'Ucraina e dal deprezzamento del rublo. Gli acquisti dei russi sono diminuiti del 16%. Un calo parzialmente compensato, tuttavia, dall'incremento del 13% degli acquisti dei turisti cinesi.

"Sono le vie del lusso delle principali città italiane ad attrarre la maggior parte della spesa tax free dei globe shopper, che sempre più spesso scelgono di trascorrere parte del loro viaggio facendo acquisti nelle boutique del Made in Italy, oltre che visitando le bellezze del nostro Paese" - Ha spiegato Antonella Bertossi, Marketing Sales Manager di Global Blue Italia - "Questa è un'opportunità che va colta da esercenti e brand che puntano ad aprire in queste esclusive High Street nuovi punti vendita o migliorare i servizi che offrono al pubblico. Non va dimenticato, infatti, che i turisti internazionali si aspettano di trovare nei negozi italiani servizi pensati appositamente per loro, tra cui il Tax Free Shopping per avere il rimborso dell'IVA".

 

Le vie della moda nelle principali città italiane: Aumentano i Canoni (oltre il 6 %), Cala il Tempo Medio di Vacancy

Canoni in crescita nell'immobiliare retail High Street, specie per Milano, Roma e Venezia che registrano incrementi oltre il 6%, e tempi medi di vacancy che complessivamente si riducono, è quanto si evince dal report "Fashion & High Street - 2015/1" realizzato da World Capital Group per Federazione Moda Italia. "L'aumento di domanda di immobili commerciali da parte di brand internazionali non ancora presenti sul mercato italiano e fortemente desiderosi di localizzarsi lungo le High Street, status symbol di fashion e luxury - dichiara Neda Aghabegloo, Head of Research di World Capital -, è tra i fattori primari che, negli ultimi mesi, hanno determinato l'ascesa dei prezzi di locazione insieme alla diminuzione dei tempi medi di sfitto. Milano, sede delle più autorevoli firme di moda e piazza più ricercata, mostra una crescita dei canoni per ogni sua High Street. Sono corso Vercelli (530-1.380 €/mq/a) e corso Buenos Aires (500-1.800 €/mq/a) ad attestare l'incremento maggiore (intorno al +7%), mentre via Montenapoleone con + 4,5% e un canone che tocca ora i 7.100 €/mq/a si riconferma la via dello shopping più lussuosa e cara del Bel Paese; corso Vittorio Emanuele con + 6,5% raggiunge i 5.300 €/mq/a. Venezia altresì - prosegue Neda Aghabegloo -, con le sue prestigiose griffes e boutique di alta moda, è testimone di un aumento ulteriore degli affitti nel comparto retail e di un interesse sempre maggiore da parte degli investitori esteri. Piazza San Marco e via XXII Marzo, entrambe con +6%, registrano la prima valori tra 2.700 e 4.300 €/mq/a, la seconda tra 1.500 e 3.800; +7% anche per il quartiere Frezzeria/calle Mazzini (1.800-3.650), fulcro della vita commerciale veneziana. Entrambi i capoluoghi, lombardo e veneto, attestano oggi tempi medi di vacancy compresi tra 0 e 3 mesi; esemplari le milanesi via della Spiga e corso Vittorio Emanuele (0 mesi) dove le trattative sono gestite con la buonuscita. Roma, seconda città d'Italia più costosa nell'immobiliare high street e tra le più d'appeal, evidenzia un incremento prossimo all'8% per via Frattina (1.000-1.800 €/mq/a) e oltre il 6% per via del Babuino (2.000-3.100 €/mq/a) e via Cola di Rienzo (650-2.200 €/mq/a); +2% per la preziosissima via Condotti che raggiunge i 6.700 €/mq/a. Tempi medi di sfitto nella capitale sono compresi tra 0 e 6 mesi. Una diminuzione dei valori si attesta, invece - conclude Neda Aghabegloo -, per le città di Genova, Verona (400-3.100 €/mq/a), Palermo e Bari, mentre tengono in media le vie dello shopping di Firenze (600-3.800 €/mq/a), Bologna e Napoli. Si riscontra a Catania in via Etnea il canone di locazione più basso, 120 €/mq/a, mentre 11 mesi risulta sia il tempo massimo di vacancy nel settore retail."

 

LA RICERCA COMPLETA DI TUTTI I DATI E' DISPONIBILE - SU RICHIESTA - PER I SOLI SOCI DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

 

FIRENZE: GRANDE INTERESSE PER IL PROGETTO SOS ETICHETTATURA DI FEDERAZIONE MODA ITALIA. INFORMARSI PER EVITARE SANZIONI

23/07/2015 13.40.06

FIRENZE: GRANDE INTERESSE PER IL PROGETTO SOS ETICHETTATURA DI FEDERAZIONE MODA ITALIA. INFORMARSI PER EVITARE SANZIONI

Si è tenuto il 21 luglio 2015 presso la nuova sede di Confcommercio Firenze, in Piazza Annigoni, il seminario “SOS Etichettatura”, svolto con il Patrocinio della Camera di Commercio di Firenze, alla presenza del Vice Presidente di Confcommercio Firenze, Luca Chiari, del Presidente Federazione Moda Italia Firenze, Luciano Salani, del Segretario Generale nazionale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti, e del Presidente dell'Osservatorio Anticontraffazione della Camera di Commercio di Firenze, Franco Baccani. L'obiettivo dell'incontro è stato informare le imprese sulle normative da rispettare nell'ambito dell'etichettatura tessile al fine di evitare pesanti sanzioni, in virtù di controlli che saranno effettuati a breve da parte degli uffici ispettivi della Camera di Commercio.

Sull'importanza di iniziative volte ad informare le imprese si è complimentato anche il Vice Presidente di Confcommercio Firenze, Luca Chiari che ha dichiarato: «È stato un seminario importantissimo, organizzato ai massimi livelli ed ha inoltre visto ampio interesse e partecipazione da parte dei commercianti, soddisfatti anche per la consegna del Kit, non dobbiamo però fermarci qui, anzi l'azione informativa attraverso il seminario è stato solo l'inizio».

Il Presidente dell'Osservatorio Anticontraffazione della Camera di Commercio, Franco Baccani, ha dichiarato: «Iniziative di questo genere sono molti importanti, poiché attraverso la tutela, l'informazione riusciamo ad avere consapevolezza di ciò che acquistiamo. Educare al rispetto delle norme è un passaggio fondamentale che però deve prendere il via non solo in alcuni ambiti della società, la cosa fondamentale è educare partendo da valle, insegnando ai ragazzi, nelle scuole ad esempio, l'importanza di un'etica sociale, solo così possiamo arrivare in cima in un certo modo».

Per il Presidente Federazione Moda Italia Firenze, Luciano Salani: «Visto l'ulteriore onere a carico delle imprese, è basilare l'informazione al fine di evitare sanzioni salatissime. Proprio per questo è fondamentale il ruolo di Federazione Moda Italia, dei sindacati e delle associazioni di categoria nell'organizzare incontri che informano i commercianti mettendo a loro disposizione uno strumento per non lasciarli impreparati».

Per il Segretario Generale nazionale di Federazione Moda Italia, Massimo Torti: «È stata un'occasione per chi ha partecipato e una chance persa per chi non ha potuto. Un'occasione non solo di crescita culturale perché c'è stata la possibilità di conoscere il contenuto della normativa che raccoglie sia norme italiane che europee, ma anche un modo per essere preparati in caso di controlli ispettivi. All'interno del Kit offerto in maniera gratuita ai partecipanti c'è un prontuario, un vademecum, un fac-simile di lettere di avvocato per segnalare ai fornitori e/o produttori eventuali vizi di conformità. Il consiglio pratico che diamo è rispettare una serie di regole principali: guardare che l'etichetta sia in lingua italiana, che riporti la percentuale decrescente della composizione fibrosa del tessuto, che ciò che è indicato sull'etichetta sia corrispondente a quanto viene indicato in fattura, che sia saldamente fissata al capo e che ci siano, infine, corrette indicazioni del nome del marchio, ragione sociale e sede legale con indirizzo del produttore e/o fornitore».

Info su http://confcommercio.firenze.it/ 

MADE IN ITALY: LA STORIA DI UN IMPRENDITORE ITALIANO A BOSTON

17/07/2015 11.44.36

MADE IN ITALY: LA STORIA DI UN IMPRENDITORE ITALIANO A BOSTON

Con piacere pubblichiamo l'intervista ad un imprenditore italiano, Fabrizio Di Rienzo, figlio di un Socio e Dirigente di FederModaMilano, andata in onda sulla Rai, nella trasmissione Community (che è possibile rivedere su http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-59dac75f-bb68-405d-a123-3323312d62e3.html#p= al minuto 7'00''). Nel servizio, l'imprenditore Fabrizio Di Rienzo racconta la sua esperienza che, da Pilota di aerei Alitalia, lo ha portato ad una scelta di vita, seguendo le orme di famiglia, con l'apertura di un negozio a Boston di accessori, cravatte, pelletteria, orologi, articoli per la casa. Tutti prodotti Made in Italy e difficilmente reperibili anche in Italia che l'imprenditore cerca nel nostro Paese per poi presentare alla clientela di Boston che entra in negozio per vivere un'esperienza e vedere anche prodotti mai visti, sentirne la storia e condividerne l'emozione. L'attività commerciale dà spazio ad aziende manifatturiere italiane mediamente strutturate che non hanno la possibilità di proporsi direttamente sul mercato USA o che vogliono avere un feedback dalla clientela americana. A Fabrizio Di Rienzo vanno le congratulazioni del Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi e del Consiglio Generale di Federazione Moda Italia.