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MASSIMO TORTI SALDI SU TG4 TGCOM24 RADIO24

02/01/2021 09.42.19

FEDERAZIONE MODA ITALIA IN TV SULL'AVVIO DEI SALDI: COMPRARE NEI NEGOZI DI PROSSIMITA'

Federazione Moda Italia-Confcommercio è intervenuta l'1 gennaio 2021 sui TG di TGCOM 24 e Rete 4 - TG4 ed in diretta al 2 gennaio su RaiNews24 e sul GR Radio24 sull'avvio dei saldi che in Basilicata, Molise e Val d'Aosta partono il 2 gennaio.

Per il Segretario Generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Massimo Torti: “Sono saldi all'insegna delle difficoltà e che partono a singhiozzo lungo tutto il mese di gennaio a seconda delle specifiche esigenze delle regioni. Il decreto di Natale , oltre agli enormi danni non ancora risarciti ai negozi di moda che hanno dovuto chiudere, ha creato notevole confusione e rischia di penalizzare ulteriormente i negozi e di arricchire esclusivamente i colossi del web. Come Federazione Moda Italia, con l'Ufficio Studi di Confcommercio, stimiamo un calo di un miliardo di euro di consumi in questi saldi invernali, passando dai 5 miliardi di euro dell'anno scorso ai quattro miliardi in questi saldi invernali 2021. La spesa media di coloro che acquisteranno in saldo sarà di 111 euro. I saldi comunque rappresentano sempre un importante volano d'affari per l'economia; una grande opportunità per i consumatori di acquistare i prodotti desiderati ad un prezzo ribassato; un'iniezione di liquidità per le imprese che, però, hanno perso la stagione e quindi marginalità e sono allo stremo delle forze. Servono, dunque, contributi a fondo perduto proporzionati alle effettive perdite di fatturato per i negozi di moda”. 

Gli interventi su TG4 - TGCOM24 - RAINEWS24 e RADIO 24 sono disponibili sui rispettivi siti:

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/tg4/edizione-ore-1200-dell1-gennaio_F310638801000101

https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/video/saldi-l-ordine-e-sparso_27134172.shtml

https://www.rainews.it/

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/saldi-federmoda-non-saranno-soluzione-a-tutti-i-mali-ma-volano-per-sviluppo-e8a6c84d-5d46-473d-b1c7-868841ce931a.html

https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/gr 

 

COMUNICATO STAMPA SUI SALDI INVERNALI: IL COVID TAGLIA DI UN MILIARDO LA SPESA

01/01/2021

COMUNICATO STAMPA SUI SALDI INVERNALI: IL COVID TAGLIA DI UN MILIARDO LA SPESA

Dal 2 gennaio 2021, in Basilicata, Valle d'Aosta e Molise. Scende il giro di affari complessivo passando dai 5 miliardi del 2020 ai 4 di quest'anno

SALDI INVERNALI 2021: IL COVID TAGLIA DI UN MILIARDO LA SPESA

Un calendario quello dei saldi invernali di quest'anno che si presenta come un vero rebus. Iniziano le svendite in alcune regioni, Basilicata, Valle d'Aosta e Molise, il 2 gennaio in un'Italia in totale zona rossa: quindi come dire se ne riparla lunedì 4, giorno arancione, in mezzo ad altri 2 rossi, il 5 e il 6 gennaio appunto. Diciamo che sarà dal 7 gennaio, data di partenza ad esempio della Lombardia e del Piemonte, che si potranno fare gli acquisti veri e propri in saldo.
Lo shopping dei saldi interessa oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 110 euro, muovendo però in totale 4 miliardi di euro contro i 5 miliardi dell'anno scorso: sono questi, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali.

STIMA DEI SALDI INVERNALI 2021
Valore Saldi Invernali (miliardi di euro) 4,0
Numero Famiglie che Acquistano in Saldo (milioni) 15,7
Acquisto medio a persona nei Saldi Invernali (euro) 111
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

“Quest'anno, a causa del drammatico momento che sta attraversando il settore moda per l'emergenza Covid-19 e delle conseguenti gravi restrizioni alle attività economiche, complice anche l'impossibilità di spostamenti da una regione all'altra per motivi di shopping, le regioni hanno assunto decisioni diverse sulla data di avvio dei saldi, rispondenti a specifiche esigenze territoriali”. Così Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, commenta l'avvio a singhiozzo dei saldi invernali 2021.

“Il Decreto di Natale, inoltre, ha creato nuove incertezze anche sulle date di avvio dei saldi con un rischio evidente di arricchire ulteriormente i soli colossi del web, se non verranno posticipati almeno alla riapertura dei punti vendita fisici. Il 2021 – prosegue – inizierà comunque con un gennaio di saldi del buon auspicio, perché rappresentano un volano d'affari importante per l'economia e soprattutto un'opportunità per i consumatori che possono acquistare i prodotti tanto desiderati a prezzi ribassati. Ai negozi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Tuttavia, non rappresentano certo un momento di sviluppo perché erodono una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza. E' importante, però – conclude Borghi – che l'Italia non si fermi ancora perché un nuovo lockdown rappresenterebbe un danno irreparabile per il settore moda. L'invito è poi rivolto ai consumatori per un acquisto in sicurezza e sostenibile, a kilometro zero presso i negozi di prossimità”.


Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
6. Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all'interno del negozio.
7. Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.
8. Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi
9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;
10. Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente

Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull'intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.

Maggiori informazioni su 

https://www.confcommercio.it/-/saldi-invernali-regole-e-calendario 
http://federazionemodaitalia.com/it/iniziative/eventi/dd_58_4756/date-avvio-dei-saldi-regione-per-regione 
https://www.confcommercio.it/-/saldi 

MILANO FINANZA MF FASHION SUL WINTER WEAR: CALO DEL 30 PER CENTO. PER FEDERAZIONE MODA ITALIA SERVE ROTTAMAZIONE MAGAZZINI

29/12/2020 11.25.04

MILANO FINANZA MF FASHION SUL WINTER WEAR: CALO DEL 30 PER CENTO. PER FEDERAZIONE MODA ITALIA SERVE ROTTAMAZIONE MAGAZZINI

RENATO BORGHI A RADIO 24 SU EFFETTO COVID SUL NATALE. LANNO ZERO DEI CONSUMI

25/12/2020

RENATO BORGHI A RADIO 24 SU EFFETTO COVID SUL NATALE. L'ANNO ZERO DEI CONSUMI

Il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, è intervenuto su Radio 24 alla puntata del 24 dicembre 2020 de "Gli Speciali di Radio 24" dedicata a "Effetto Covid sul Natale, l'anno zero dei consumi" (minuto 11'45”) a commento delle stime di Federazione Moda Italia che raccontano di 20.000 punti vendita a rischio chiusura sui 115.000 totali con un fatturato in calo di oltre 20 miliardi di euro dei consumi con la botta di fine anno per le restrizioni del decreto di Natale: "Saranno soprattutto i negozi plurimarca, quelli indipendenti, a soffrire. Vedremo dopo i saldi invernali, ma noi ci aspettiamo tanti chiusure. I fatturati, secondo le nostre stime, subiranno la perdita di circa 20 miliardi di euro di consumi; di questi, 7,5 miliardi di euro sono quelli dello shopping dei turisti stranieri nel settore, che ovviamente sono mancati e mancheranno nel confronto con quelli dello scorso anno. Per il Natale prevediamo una perdita a doppia cifra, tra il 15 e il 20%. In questi giorni ci sono state molte polemiche sul forte afflusso di persone nei centri, ma quello che conta è l'indice di conversione e cioè quante persone, rispetto a quelle che sono in giro, in realtà entrano nei negozi e fanno acquisti. In tutto questo vanno poi considerati due fattori: uno è il reddito disponibile delle famiglie che, tra cassa integrazione, licenziamenti, contratti a termini non rinnovati, ecc… è chiaro che la disponibilità economica delle famiglie sia più bassa. E poi c'è il sentiment, un clima che è negativo con questa paura che comunque influisce. Non possiamo avere previsioni ottimistiche, nonostante la volontà. Le richieste che facciamo per il nostro settore sono contributi a fondo perduto, perchè manca liquidità e c'è stata una riduzione forte dei fatturati con spese obbligate che continuano invece a correre. Bisogna pagare i fornitori, gli affitti e il personale; quindi sostanzialmente servono contributi; la moratoria delle imposte e poi soprattutto va risolta la questione del magazzini: è chiaro che con una stagione così strozzata arriveremo a fine anno con giacenze importanti sulle quali paghiamo le imposte e questo è il paradosso. Sulla merce che abbiamo appena ricevuto e che rimarrà in magazzino, chiediamo la rottamazione dei magazzini. Poi l'ideale sarebbe un bonus per gli acquisti di abbigliamento. So che è stato presentato un emendamento volto a concederlo nel 2021. Non si capisce, infatti, perché ci sia stato il bonus per l'acquisto di monopattini e biciclette e perché non si debba sostenere una parte importante dell'economia nostra, quella della moda. Natale comunque resta sempre un momento importante, Quel momento particolare in cui c'è il desiderio di mandare un segnale alle persone alle quali si vole bene perciò il quale si vuole bene con un regalo, con un pacchetto fatto bene e non di cartone come quello che si riceve via internet".

L'intervento del Presidente Borghi è online sul sito di Radio 24 https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/gli-speciali/puntata/2020-tempo-dell-grande-paura--171000-ADkDs89?refresh_ce=1 (al minuto 11'45”

DONNA MODERNA: FEDERAZIONE MODA ITALIA SUL SU MISURA

24/12/2020

DONNA MODERNA: FEDERAZIONE MODA ITALIA SUL 'SU MISURA'

Federazione Moda Italia è interventua sulla rivista "Donna Moderna" in un articolo di Eleonora Lorusso sul tema del "Su misura". Il mondo del retail va sempre più nella direzione della “personalizzazione del prodotto” anche secondo il gusto del cliente oltre che sulle sue misure: «Nel settore moda italiano la crescita era iniziata già prima della pandemia, ma oggi prosegue con un aumento delle attenzioni al tailor made, il “su misura” appunto, sia nella sartoria artigianale che nelle calzature. Ne sono esempio brand come Lanieri o Stivaleria Savoia che fa scarpe su misura, o ancora Melania Fumiko, specializzata in sartoria da sposa e abiti da cerimonia» conferma Massimo Torti, Segretario generale di FedermodaItalia – Confcommercio. Di contro, però, diminuisce l'attività proprio per quegli artigiani specializzati in capi per occasioni speciali: «Con lo smart working e i lockdown sono stati annullati molti eventi, basti pensare alla Prima della Scala. L'aspetto positivo, comunque, sta nel fatto che molti laboratori hanno potuto lavorare smaltendo ordini pregressi, nonostante le zone rosse o le chiusure dei negozi al pubblico, proprio tramite l'online» aggiunge Torti. Se con gli acquisti “fisici” non occorre una garanzia particolare perché i prodotti sono indossati e calzati in prima persona, cosa succede in caso di problemi dopo un acquisto online? «Il Codice del Consumo non prevede reso obbligatorio, anche perché le misure sono spesso fornite dal cliente. Può accadere, ad esempio, che questo cambi taglia durante la fase di lavorazione, che in media è più lunga e per un capo di abbigliamento artigianale va in media dalle 3 alle 6 settimane. Alcune aziende, però, possono scegliere di offrire ulteriori servizi ai propri clienti» spiega il segretario generale di FedermodaItalia – Confcommercio.

L'articolo è disponibile sul sito di DONNA MODERNA

https://www.donnamoderna.com/news/societa/abiti-casual-jeans-e-commerce-siti

 

DATE AVVIO SALDI REGIONE PER REGIONE

23/12/2020

SALDI INVERNALI: LE DATE AVVIO NELLE DIVERSE REGIONI

Ques potrebbero essere suscettibili di eventuali rettifiche o integrazioni a seguito del Decrt'anno il delicato e complesso momento che sta attraversando il settore moda a causa dell'emergenza covid-19 e delle conseguenti gravi restrizioni alle attività economiche, complice anche l'impossibilità di spostamenti da una regione all'altra per motivi di shopping, le regioni hanno assunto e stanno assumendo decisioni diverse sulla data di avvio dei saldi e delle vendite promozionali, rispondenti a specifiche esigenze territoriali. Dalle rilevazioni effettuate sul territorio nazionale risulterebbero le seguenti indicazioni (cheeto Legge n. 172 del 18 dicembre 2020 - "Decreto Natale" che ha previsto la chiusura in tutta Italia dei negozi non essenziali nei giorni 24-25-26-27-31 dicembre 2020 e 1-2-3-5-6 gennaio 2021):

 

SABATO 2 GENNAIO 2021

BASILICATA inizio saldi al 2 GENNAIO  

MOLISE inizio saldi al 2 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

VALLE D'AOSTA inizio saldi al 2 GENNAIO con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti

 

LUNEDI' 4 GENNAIO 2021

ABRUZZO inizio saldi al 4 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

CALABRIA (in attesa di conferma) inizio saldi al 4 GENNAIO

 

MARTEDI' 5 GENNAIO 2021

SARDEGNA inizio saldi al 5 GENNAIO con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti e quindi dal 6 dicembre

 

GIOVEDI' 7 GENNAIO 2021

Alcune Regioni, a seguito delle misure restrittive di cui al cd Decreto Natale (Decreto Legge n. 172 del 18 dicembre 2020) stanno optando per il posticipo della data di avvio dei saldi al 7 GENNAIO 2021 

LOMBARDIA inizio saldi al 7 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente, ex delibera di Giunta regionale del 23 dicembre 2020)

FRIULI VENEZIA GIULIA inizio saldi al 7 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

PIEMONTE inizio saldi al 7 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

PUGLIA inizio saldi al 7 GENNAIO con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti e quindi dal 6 dicembre

SICILIA inizio saldi al 7 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni fino al 31 dicembre 2020

 

SABATO 9 GENNAIO 2021

UMBRIA con inizio saldi al 9 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente.

 

LUNEDI' 11 GENNAIO 2021

CAMPANIA inizio saldi al 11 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

 

MARTEDI' 12 GENNAIO 2021

LAZIO inizio saldi al 12 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

 

SABATO 16 GENNAIO 2021

MARCHE inizio saldi al 16 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni fino al 15 dicembre salvo eventuale e ulteriore proroga fino al 31 dicembre previo parere delle Associazioni maggiormente rappresentative del commercio

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO (maggior parte dei Comuni dell'Alto Adige con eccezione dei comuni turistici) inizio saldi al 16 GENNAIO con divieto di effettuare promozioni nel mese di dicembre e 20 giorni prima dell'avvio dei saldi

 

VENERDI' 29 GENNAIO 2021
LIGURIA inizio saldi al 29 GENNAIO con divieto di effettuare promozioni a dicembre

 

SABATO 30 GENNAIO 2021

EMILIA ROMAGNA inizio saldi al 30 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

TOSCANA inizio saldi al 30 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

VENETO inizio saldi al 30 GENNAIO con possibilità di effettuare promozioni anche nel periodo antecedente

 

SABATO 13 FEBBRAIO 2021

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO (Comuni turistici) inizio saldi al 13 FEBBRAIO con divieto di effettuare promozioni nel mese di dicembre e 20 giorni prima dell'avvio dei saldi

 

SALDI LIBERI
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: i saldi sono liberi

 

Siamo in attesa delle decisioni che verranno prese in BASILICATA .

 

COSA SONO LE VENDITE STRAORDINARIE

Le vendite straordinarie sono disciplinate dal D.Lgs. 114/98 (Decreto Bersani) e riguardano:

  1. i saldi o vendite di fine stagione
  2. le vendite promozionali
  3. le vendite di liquidazione

saldi sono vendite di fine stagione che riguardano tutti i prodotti che, come recita l'art. 15 del D. Lgs. 114/98 (Decreto Bersani), se non venduti entro un certo periodo di tempo sono suscettibili di notevole deprezzamento. Riguardano quindi i prodotti rimasti alla fine della stagione Autunno/inverno o primavera/estate. 

Ai sensi del Decreto Bersani, le vendite promozionali possono essere effettuate per una parte specifica dei prodotti venduti e per periodi di tempo limitati. In genere sono prodotti previsti per una promozione ad hoc, per un lancio di prodotto o di negozio o per promuovere la vendita in determinati periodi di attività. Le region dettano regole più precise per la disciplina delle promozioni ponendo eventualmente limiti allo svolgimento nei periodi antecedenti le vendite di fine stagione (generalmente tra i 15 e i 40 giorni a seconda delle regioni). Con le promozioni vengono applicati ribassi di prezzo (generalmente con percentuali di sconto più contenute rispetto a quelle applicate durante i saldi).

Le vendite di liquidazione sono effettuate per smaltire in breve tempo tutte le merci o gran parte di esse esclusivamente nei casi di cessazione dell'attività, cessione dell'azienda o dell'unità locale, trasferimento dell'azienda in altro locale, trasformazione o rinnovo dei locali e possono durare per un periodo limitato di tempo stabilito dalle regioni, previa comunicazione al comune dove ha sede il punto di vendita, almeno 30 giorni prima dell'inizio della liquidazione e con le formalità previste dalla normativa regionale.

I saldi sono un volano d'affari importante per l'economia e soprattutto un'opportunità per i consumatori che possono acquistare i prodotti tanto desiderati a prezzi ribassati. Per i negozi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Tuttavia, non rappresentano certo un momento di sviluppo dei nostri negozi perché erodono marginalità. Per questo Federazione Moda Italia-Confcommercio pone un problema di concorrenza e di democrazia economica rispetto alle politiche commerciali dei colossi del web che ottengono nel nostro Paese grandi ricavi pagando bassissime tasse. Occorre una web tax per poter operare sullo stesso mercato a parità di regole.

Per maggiori informazioni rivolgersi alle Associazioni provinciali di Federmoda presso le Confcommercio territoriali di riferimento.

 

SALDI INVERNALI 2021
Quando iniziano i saldi invernali? Quali sono regole da seguire con l'emergenza Coronavirus ancora in corso?

Sul sito di Confcommercio tutte le informazioni per il corretto svolgimento dei saldi invernali di Federazione Moda Italia e Confcommercio 

Ulterioriori approfondimenti e curisoistà sui saldi sono disponibili sul sito di Confcommercio 

FEDERAZIONE MODA ITALIA SU TG5 - TG4 - STUDIO APERTO E TGCOM24: Il Decreto di Natale come botta di fine anno per il settore moda e soprattutto per il fashion retail

22/12/2020 10.48.55

FEDERAZIONE MODA ITALIA SU TG5 - TG4 - STUDIO APERTO E TGCOM24: Il Decreto di Natale come botta di fine anno per il settore moda e soprattutto per il fashion retail

IL DECRETO DI NATALE COME BOTTA DI FINE ANNO PER FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

21/12/2020 10.42.24

IL DECRETO DI NATALE COME BOTTA DI FINE ANNO PER FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

IL DECRETO DI NATALE COME BOTTA DI FINE ANNO PER FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

RENATO BORGHI: “CALO PREVEDIBILE A DOPPIA CIFRA, MA ANCHE TANTA PREOCCUPAZIONE PER LE RESTRIZIONI DEL NUOVO DECRETO DI NATALE.”

Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande. L'occupazione ne risentirà fortemente, con una perdita stimata di 50 mila posti su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. E la botta di fine anno viene dalle restrizioni del Decreto di Natale. È la fotografia di un settore molto in sofferenza quella che scatta FedermodaItalia-Confcommercio.

“La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale. Così perdiamo anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno; ancor più grave è la perdita dell'inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle nostre aziende senza avere utili. Se viene a mancare anche quella, possiamo solo chiudere. Il nostro settore è in ginocchio e va aiutato. I nostri imprenditori – commenta il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi - si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri. Fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimità. E se il Governo ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata. Ma così non si resiste più.”

“Ripartire è la prima richiesta al Governo – conclude Borghi – e per farlo occorre che accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perché altrimenti non saranno più recuperabili. Ai consumatori chiediamo poi scelte d'acquisto sempre più consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, nei negozi di fiducia.”

 

 

LE AGENZIE STAMPA CHE HANNO RIPRESO IL COMUNICATO

https://www.confcommercio.it/-/nuovo-decreto-natale-2020 

Dl Natale:Federmoda,20 mila negozi e 50 mila posti a rischio
(ANSA) - ROMA, 21 DIC - Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande con una perdita stimata di 50 mila posti di lavoro su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. È la fotografia del settore alla luce del Dl Natale scattata da FedermodaItalia-Confcommercio. "La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale. Così perdiamo anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno; ancor più grave è la perdita dell'inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle nostre aziende senza avere utili. Se viene a mancare anche quella, possiamo solo chiudere. Il nostro settore è in ginocchio e va aiutato. I nostri imprenditori - commenta il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi - si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri. Fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimità. E se il Governo ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata. Ma così non si resiste più." "Ripartire è la prima richiesta al Governo - conclude Borghi - e per farlo occorre che accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perché altrimenti non saranno più recuperabili. Ai consumatori chiediamo poi scelte d'acquisto sempre più consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, nei negozi di fiducia." (ANSA). PAT 21-DIC-20 10:05

Covid: Federmoda, a rischio 20 mila negozi e 50 mila posti =
AGI0103 3 ECO 0 R01 / Covid: Federmoda, a rischio 20 mila negozi e 50 mila posti = (AGI) - Roma, 21 dic. - Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande. L'occupazione ne risentira' fortemente, con una perdita stimata di 50 mila posti su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. E la botta di fine anno viene dalle restrizioni del Decreto di Natale. E' la fotografia di un settore molto in sofferenza quella che scatta FedermodaItalia-Confcommercio. "La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale. Cosi' perdiamo anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno; ancor piu' grave e' la perdita dell'inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidita' alle nostre aziende senza avere utili. Se viene a mancare anche quella, possiamo solo chiudere. Il nostro settore e' in ginocchio e va aiutato". (AGI)Ila (Segue) 211006 DIC 20

Covid: Federmoda, a rischio 20 mila negozi e 50 mila posti (2)=
AGI0104 3 ECO 0 R01 / Covid: Federmoda, a rischio 20 mila negozi e 50 mila posti (2)= (AGI) - Roma, 21 dic. - I nostri imprenditori - commenta il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi - si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri. Fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimita'. E se il Governo ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata. Ma cosi' non si resiste piu'." "Ripartire e' la prima richiesta al Governo - conclude Borghi - e per farlo occorre che accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perche' altrimenti non saranno piu' recuperabili. Ai consumatori chiediamo poi scelte d'acquisto sempre piu' consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, nei negozi di fiducia". (AGI)Ila 211006 DIC 20

**CORONAVIRUS: FEDERMODA, A RISCHIO 20 MILA NEGOZI E 50 MILA POSTI LAVORO** =
calo fatturato oltre 20 mld Roma, 21 dic. (Adnkronos) - Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande. L'occupazione ne risentirà fortemente, con una perdita stimata di 50 mila posti su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. E la botta di fine anno viene dalle restrizioni del Decreto di Natale. È la fotografia di un settore molto in sofferenza quella che scatta FedermodaItalia-Confcommercio. (Arm/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 21-DIC-20 10:04

TOP Federmoda: Natale è botta di fine anno, a rischio 50 mila posti di lavoro
Milano, 21 dic. (LaPresse) - "Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20 mila rischiano di abbassare le serrande. L'occupazione ne risentirà fortemente, con una perdita stimata di 50 mila posti su 310 mila complessivi. I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi". Sono le stime di FedermodaItalia-Confcommercio, che parla di "botta di fine anno" che viene "dalle restrizioni del Decreto di Natale".(Segue) ECO NG01 fct 211001 DIC 20

Federmoda: Natale è botta di fine anno, a rischio 50 mila posti di lavoro-2-
Milano, 21 dic. (LaPresse) - “La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale. Così perdiamo anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno; ancor più grave è la perdita dell'inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle nostre aziende senza avere utili. Se viene a mancare anche quella, possiamo solo chiudere. Il nostro settore è in ginocchio e va aiutato", commenta il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi."I nostri imprenditori - prosegue - si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri. Fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimità. E se il Governo ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata". "Ma così non si resiste più. Ripartire è la prima richiesta al Governo – conclude Borghi – e per farlo occorre che accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perché altrimenti non saranno più recuperabili. Ai consumatori chiediamo poi scelte d'acquisto sempre più consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, nei negozi di fiducia". ECO NG01 fct 211002 DIC 20

DECRETO LEGGE DI NATALE

19/12/2020 08.13.30

DAL 19 DICEMBRE 2020 IN VIGORE LE NUOVE MISURE RESTRITTIVE DEL DECRETO LEGGE DI NATALE

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 313 del 18 dicembre 2020 è stato pubblicato il DECRETO-LEGGE 18 dicembre 2020, n. 172 contenente "Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19" (Decreto di Natale).

Il decreto entra in vigore il 19 dicembre 2020 (giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana) e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

In particolare il nuovo decreto introduce misure che saranno in vigore nel periodo delle festività natalizie su tutto il territorio nazionale ed in particolare:

viene istituita una "ZONA ROSSA" in tutte le regioni e province autonome italiane nei seguenti giorni:
- 24 - 25 - 26 - 27 e 31 dicembre 2020
- 1- 2 - 3 - 5 - 6 gennaio 2021

viene istituita una "ZONA ARANCIONE" in tutte le regioni e province autonome italiane nei seguenti giorni:
- 28 - 29 e 30 dicembre 2020
- 4 gennaio 2021 

In "ZONA ROSSA" è previsto il DIVIETO totale di CIRCOLAZIONE (salvo motivi di lavoro, salute e necessità). E' CONSENTITO lo SPOSTAMENTO verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05.00 e le ore 22.00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi gia' conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. 

In "ZONA ARANCIONE" gli SPOSTAMENTI sono CONSENTITI solo all'interno del proprio comune. Consentiti gli spostamenti da comuni con meno di i 5 mila abitanti entro una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio IN ZONA ROSSA (e quindi nei periodi in cui è decretata l'istituzione della zona rossa in tutta Italia) sono SOSPESE, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23 del D.P.C.M. del 3 dicembre (in allegato).