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RENATO BORGHI: PERCHE I MEDIA E LA POLITICA SI MUOVO SOLO PER CRISI INDUSTRIALI?

02/03/2018 11.31.03

RENATO BORGHI: PERCHE' I MEDIA E LA POLITICA SI MUOVO SOLO PER CRISI INDUSTRIALI?

A commento dei dati emersi dalla fotografia scattata da Confcommercio nell'indagine “Imprese e Città” dalla quale emerge una riduzione di negozi dell'10,9% negli ultimi 10 anni, soprattutto indipendenti ed in particolare del settore Moda, il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, ha affermato: “Andare in giro per i nostri centri e vedere tante saracinesche abbassate è deprimente. Un vero disastro per le relazioni, la sicurezza, il decoro urbano e l'occupazione. Negli ultimi sei anni, il solo dettaglio Moda ha perso quasi 40mila negozi a fronte di poco meno di 20mila nuove aperture, gran parte – tra l'altro – a conduzione straniera. Un saldo negativo di circa 20mila unità. Quasi 50.000 persone che hanno perso occupazione. Si sbaglia, e di grosso, chi pensa che sia un problema solo del commercio e di chi non si vuole o non può innovare, magari con quell'e-commerce senza regole. Mi sento affettivamente vicino ai lavoratori di tutti i settori coinvolti in crisi aziendali ed alle loro famiglie, tuttavia non posso non contrapporre la tanta attenzione mediatica e politica sulle vicende che riguardano licenziamenti collettivi alla poca, o meglio nessuna, attenzione ai tanti che “in silenzio” vivono un dramma “sotto traccia”: un dramma purtroppo “100% Made in Italy”.

L'articolo è disponibile su Imprese-Lavoro.com 

 

FEDERAZIONE MODA ITALIA A THE ONE MILANO DAL 23 AL 26 FEBBRAIO CON SPINEBIKE , INOVARETAIL E NICE ONE

22/02/2018 21.12.15

FEDERAZIONE MODA ITALIA A THE ONE MILANO DAL 23 AL 26 FEBBRAIO CON SPINEBIKE , INOVARETAIL E NICE ONE

Federazione Moda Italia presenta a TheOneMilano, il Salone dell'Haute-à-Porter che si terrà si terrà dal 23 al 26 febbraio 2018 a Milano (fieramilanocity, pad.3/4) il progetto di SpineBike, giovane brand italiano che promuove un sistema di mobilità urbana, condivisa e sostenibile, premiando gli utenti che percorrono chilometri sulle due ruote con una sorta di moneta virtuale “SpineCoin” (SC$), spendibile in un network di negozi Partner.

Le Spine Bike possono tra l'altro essere condivise con membri della famiglia, colleghi di un'azienda o di una comunità attraverso un sistema di accesso, blocco/sblocco autorizzato da un'applicazione web SpineCoin, scaricabile su smartphone (per IPhone e Android).

Grazie alla convenzione, i negozi di moda che aderiranno all'iniziativa, convenzionandosi con la società SpineBike srl (info@spinebike.com), saranno inseriti gratuitamente sulla App SpineCoin e beneficeranno del servizio di geolocalizzazione per avere maggior visibilità e incrementare il proprio business a fronte di offerte promozionali e personalizzate per l'acquisto di prodotti e servizi. Ogni negozio è libero di decidere il rapporto di conversione km vs SC$, in linea con le proprie politiche commerciali.

Il sistema è davvero semplice. Per tutti gli acquirenti di SpineBike, basta pedalare per accumulare “SpineCoin” (SC$), che possono tradursi in sconti o omaggi in negozi convenzionati.

In questo modo, il meccanismo degli SC$ rende tangibile il beneficio della propria scelta “green” e l'adesione ad un nuovo stile di vita!

Ai negozi che si convenzioneranno è previsto uno SpineKit da scoprire in occasione del lancio del progetto in partnership con Federazione Moda Italia che avverrà allo Stand B20 del Padiglione 3 della manifestazione The One Milano unitamente ad altri due progetti innovativi ("Nice One - N1", "iNovaRetail Small" oltre a "SpineBike") con:

- notevoli VANTAGGI
- numerosissime OPPORTUNITA'
- servizi SU MISURA per le aziende del settore moda.

Venite a scoprirli al The One Milano!

ETICHETTATURA: LEMERIDIE RACCONTA LIMPORTANTE RISULTATO DELLAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA A FAVORE DEI NEGOZI DI MODA

29/01/2018 10.02.20

ETICHETTATURA: LEMERIDIE RACCONTA L'IMPORTANTE RISULTATO DELL'AZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA A FAVORE DEI NEGOZI DI MODA

Su http://www.lemeridie.it/2018/01/28/etichette-prodotti-tessili-calzature-etichetta/ è stato pubblicato un interessante articolo del giornalista, Bruno Galante, sull'importante risultato dell'azione condotta da Federazione Moda Italia in tema di etichettatura tessile e delle calzature a vantaggio dell distribuzione commerciale ed in particolare dei piccoli negozi multibrand.

Dopo anni di battaglie sindacali condotte a favore dei negozi da Federazione Moda Italia anche con l'organizzazione di incontri di sensibilizzazione nelle sedi Confcommercio di pressoché tutta Italia, è con grande soddisfazione che vediamo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 20 dicembre 2017 il Decreto Legislativo 190 del 15 novembre 2017, recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE concernente l'etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore ed al Regolamento (UE) n. 1007/2011 relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. Provvedimento è entrato in vigore 4 gennaio 2018.

Il serrato confronto con le Istituzioni avviato da Federazione Moda Italia – Confcommercio sull'etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature ha portato all'esclusione delle pesanti sanzioni (fino a 3.098) che fino ad oggi sono state elevate al solo commerciante, che poteva avvalersi di un velleitario diritto di rivalsa nei confronti del fornitore (spesso – come da noi rimarcato – non esercitato per la presenza di esplicite clausole contrattuali a sfavore della parte più debole).
In particolare, il Decreto Legislativo:

  1. accoglie tutte le istanze portate avanti con determinazione in questi anni da Federazione Moda Italia a favore dei negozi soggetti, loro malgrado, a pesanti sanzioni per etichette non conformi alla normativa italiana ed europea apposte da terzi produttori/fornitori
  2. attribuisce una responsabilità diretta e conseguenti pesanti sanzioni (fino a 20.000 euro) a chi effettivamente etichetta i prodotti (calzature e tessili) e cioè a fabbricante, importatore e al distributore (ex art. 15 Regolamento UE 1.007/2011, Paragrafo 2 viene “considerato fabbricante ai fini del presente regolamento qualora immetta un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio di fabbrica, vi apponga l'etichetta o ne modifichi il contenuto”)
  3. introduce l'assegnazione da parte dell'Autorità di vigilanza (CCIAA, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) di un termine perentorio di 60 giorni al fabbricante o al suo rappresentante o al responsabile della prima immissione in commercio delle calzature o dei prodotti tessili sul mercato nazionale, per la regolarizzazione dell'etichettatura o il ritiro dei prodotti dal mercato. Ai soggetti che non ottemperano entro il termine assegnato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 euro a 20.000 euro.

È inoltre importante sapere che il provvedimento prevede che:
– salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante, l'importatore o il distributore che, in violazione dell'art. 16 del regolamento (UE) n. 1007/2011, non forniscano, all'atto della messa a disposizione sul mercato di un prodotto tessile, nei cataloghi, sui prospetti o sui siti web, le indicazioni relative alla composizione fibrosa ai sensi del regolamento (UE) n. 1007/2011 è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 20.000 €.

Il distributore che mette a disposizione sul mercato le calzature senza avere informato correttamente il consumatore finale, del significato della simbologia adottata sull'etichetta in violazione dell'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 94/11/CE, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 200 € a 1.000 €.

Federazione Moda Italia ha predisposto l'apposita uniforme cartellonistica che permetterà alle aziende di evitare pesanti sanzioni.

Questo il commento di Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente Confcommercio: “Un'importante risposta alle nostre rivendicazioni sulle effettive responsabilità lungo la filiera. Dopo decenni di gravose responsabilità e pesanti sanzioni attribuite sostanzialmente ai soli commercianti a causa di etichette non corrette, esprimiamo grande soddisfazione per vedere riconosciuta piena responsabilità sull'etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature a chi effettivamente etichetta. Questo decreto è una risposta al grande lavoro prodotto in questi anni sul territorio italiano da Federazione Moda Italia – Confcommercio, all'esigenza di chiarezza e trasparenza nelle indicazioni obbligatorie riportate in etichetta ed alla richiesta di sanzioni proporzionate alla responsabilità dei diversi soggetti lungo tutta la filiera. Era inammissibile, oltre che inaccettabile, che un operatore commerciale, in quanto obbligato principale, tra l'altro molto spesso vessato da clausole che gli negano ogni diritto di rivalsa nei confronti dei fornitori, dovesse ancora rispondere di omissioni o negligenze di operatori terzi (produttori/importatori). Un'anomalia che finalmente, grazie alla nostra pervicacia, è stata oggi corretta”.

RENATO BORGHI SUL VOUCHER DIGITALIZZAZIONE: DAL 30 GENNAIO FINO A 10.000 EURO PER LINNOVAZIONE DEI FASHION STORE ITALIANI

26/01/2018 09.43.19

RENATO BORGHI SUL VOUCHER DIGITALIZZAZIONE: DAL 30 GENNAIO FINO A 10.000 EURO PER L'INNOVAZIONE DEI FASHION STORE ITALIANI

Sul tema dell'innovazione e della digitalizzazione delle Micro e PMI anche del settore Moda, si ricorda che è già possibile accedere alla piattaforma per compilare la domanda per la richiesta dei voucher per l'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico. La trasmissione delle domande, invece, è consentita a partire dalle ore 10.00 del 30 Gennaio 2018 e fino al termine ultimo delle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

Federazione Moda Italia, in partnership con Disignum srl, ha presentato un progetto “iNovaRetail small” di innovazione nei piccoli negozi.

Per il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: “Le importanti riduzioni dei costi Di iNovaRetail grazie alla convenzione per i Soci, i voucher per la digitalizzazione unitamente all'iperammortamento al 150% potrebbero rappresentare una effettiva spinta agli investimenti dei piccoli fashion store italiani, in un momento ancora difficile per i consumi in tutto il comparto Moda multibrand”.

Tutte le informazioni sul progetto iNovaRetail Small sono disponibili su ../it/servizi/convenzioni/inovaretail .

Per accedere al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e a tutti gli approfondimenti sul voucher digitalizzazione: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-digitalizzazione .

SALDI: SEI ITALIANI SU DIECI COMPRERANNO PRODOTTI DI MODA NEI SALDI. LINDAGINE FORMAT RESEARCH CONFCOMMERCIO SU CONSUMATORI E IMPRESE DEL DETTAGLIO MODA

04/01/2018 10.27.41

SALDI: SEI ITALIANI SU DIECI COMPRERANNO PRODOTTI DI MODA NEI SALDI. L'INDAGINE FORMAT RESEARCH CONFCOMMERCIO SU CONSUMATORI E IMPRESE DEL DETTAGLIO MODA

Indagine Format Research per Confcommercio sui saldi invernali 2018: a fare acquisti saranno più di sei italiani su dieci (+3% rispetto allo scorso anno). A comprare saranno più le donne che gli uomini (il 67,9% contro il 55,4%). I negozi di fiducia/abituali sono ancora i luoghi principali (60,5%) dove gli italiani acquisteranno i prodotti a saldo, in particolare gli uomini (60,8% vs il 57% delle donne). Le donne in misura lievemente maggiore preferiscono cercare il prezzo “più conveniente” presso altri negozi. In aumento la percentuale degli acquisti a saldo online (15%).

Per Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio "I negozi di fiducia sono sempre i luoghi preferiti da oltre sei italiani su dieci per i saldi. Qualità, servizio e assortimento affiancheranno il prezzo in questi giorni di saldo, facendo prediligere gli acquisti nei punti di vendita fisici rispetto all'online. Nelle scelte di acquisto, indirizzate soprattutto nei capi di abbilgiamento, calzature, accessori e intimo, continuerà a essere molto importante la qualità, sebbene il fattore prezzo influisca sempre".

 I negozi di fiducia/ abituali sono ancora i luoghi principali (60,5%) dove gli italiani acquisteranno i prodotti a saldo, in particolare gli uomini (60,8% vs il 57% delle donne). Le donne in misura lievemente maggiore preferiscono cercare il prezzo “più conveniente” presso altri negozi. In aumento la percentuale degli acquisti a saldo online (15%).

La percentuale di italiani che faranno acquisti sale al 61,4% contro il 58,5% dell'anno scorso. E' il dato principale che emerge sell'indagine sugli acquisti degli italiani in occasione della stagione dei saldi invernali 2018 realizzata da Confcommercio Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Research. A comprare saranno più le donne che gli uomini (il 67,9% contro il 55,4%), anche se questi ultimi, soprattutto nel Nord Est, spenderanno leggermente di più delle donne, oltre 200 euro. Gli uomini preferiranno recarsi nei negozi abituali al contrario delle donne, che hanno intenzione di cercare il prezzo "più conveniente" presso altri negozi. Alta anche la percentuale degli acquisti online (15%), canale preferito soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Ad essere acquistati in saldo saranno soprattutto capi di abbigliamento (93,7% contro il 92,1% del 2017), calzature (77,1% contro il 79,2% dello scorso anno), sciarpe e guanti (35,1% contro 32,1%) e biancheria intima (29% contro il 27,4% dello scorso anno). Si continuerà a dare molta importanza alla qualità, sebbene il fattore prezzo influisca sempre sull'acquisto di un determinato prodotto. Quindi se da un lato si cerca la qualità, dall'altro chi acquista non è disposto a superare il budget stabilito. In aumento la percentuale di italiani che attende il periodo dei saldi per acquistare i prodotti griffati (19,7% rispetto al 17,6% registrato in occasione dei saldi di gennaio 2017).

Il concorrente più temuto dalle imprese al commercio al dettaglio è il canale online, che supera la grande distribuzione: rispettivamente 44,3% e 30,5%. Circa il 60% delle imprese del commercio al dettaglio, infine, è contraria alla liberalizzazione totale dei saldi.