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COVID-19: LAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

13/03/2020 14.49.39

COVID-19: L'AZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

La Pandemia COVID-19 – ahinoi – miete e mieterà sempre più vittime sia dal punto di vista della salute sia da quello economico e in particolare per le nostre attività che – come quei malati maggiormente a rischio di vita per patologie pregresse – sono più esposte perché soffrono da tempo di una crisi dei consumi e di una sorta di “concorrenza sleale” del web, che hanno portato negli ultimi 8 anni alla chiusura di ben 52mila punti vendita di moda in Italia.
 
Abbiamo ascoltato i Soci, raccolto tutti i contributi che ci sono pervenuti, segnalato l'emergenza, portando i numeri delle prime evidenze del forte stato di crisi aggravato dal coronavirus e, nella piena funzione propositiva del nostro ruolo al fianco delle imprese, abbiamo chiesto alle Istituzioni con forza, determinazione, attraverso il Sistema Confcommercio, i seguenti interventi urgenti per il nostro settore:
  1. estensione del Fondo di integrazione salariale alle aziende con meno di 15 dipendenti;
  2. estensione della cassa integrazione ordinaria anche al commercio, visto che ad oggi è prevista solo per edilizia e industria;
  3. indennità per i lavoratori autonomi che hanno subito un danno (e quindi anche ai negozi ed ai grossisti della moda);
  4. sospensione di tutte le posizioni tributarie e contributive;
  5. sospensione delle rate di mutui e finanziamenti con moratoria degli insoluti bancari in ABI - Banca D'Italia e sospensione della segnalazione in Centrale Rischi;
  6. differimento delle tratte ai fornitori in scadenza;
  7. differimento dei pagamenti dei canoni e agevolazione di locazione anche attraverso sgravi ai locatari;
  8. reintroduzione della cedolare secca sugli affitti di immobili commerciali;
  9. dimezzamento della soglia di accesso al tax free shopping.
 
Venendo incontro alle sempre più sentite esigenze dei Soci di tutta Italia, abbiamo predisposto e messo a disposizione format di lettere per segnalare uno stato di crisi non attribuibile al singolo operatore ma a tutta la categoria proponendo a fornitori e ai proprietari immobiliari soluzioni per ottenere dilazioni dei pagamenti.
 
Abbiamo inoltre segnalato l'opportunità che le misure di contenimento e contrasto del coronavirus – inizialmente previste per le cosiddette Zone Rosse, poi allargate a Regione Lombardia ed alle 14 provincie di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio- Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia – si estendessero all'intero territorio italiano.
 
Abbiamo poi preparato e diffuso diversi format di cartelli di avviso alla clientela come risposta dei negozi alle varie disposizioni che si succedevano (dal cartello che invitava i clienti a mantenere le distanze di un metro a quello che avvisava la clientela che – in assenza di obblighi alla chiusura, ma in presenza di regole che impongono alle persone di non uscire per fare shopping – l'attività sarebbe rimasta chiusa per adottare tutte quelle misure necessarie a limitare il diffondersi dell'epidemia; fino all'ultimo cartello per l'avviso alla clientela della sospensione dell'attività dal 12 al 25 marzo per DPCM 11 marzo 2020).
 
Il Presidente Renato Borghi ha anche dichiarato alla stampa che  “In mancanza di una decisione pubblica chiara e definita è il momento di fare delle scelte anche se tragiche in quanto implicano notevoli costi e forti sacrifici per le nostre attività. L'obiettivo è di assumersi con grande senso di responsabilità il rischio economico – in attesa di un intervento pubblico di sostegno che si fa sempre più urgente – per adottare tutte quelle misure necessarie a limitare il diffondersi dell'epidemia compresa la chiusura dell'attività. Ritengo che, in assenza di obblighi alla chiusura, ma in presenza di regole che impongono alle persone di non uscire per fare shopping, sia sensato – come categoria – supportare la decisione della chiusura dei negozi di moda del nostro territorio per proteggere quanto di più prezioso abbiamo: la salute dei nostri collaboratori, clienti e nostra”.
 
In un momento di confusione, fake news, come Associazione abbiamo contribuito a dare certezze agli operatori con costanza e tempestività di informazioni rispondendo a centinaia di chiamate al telefono, con comunicazioni dirette, newsletter “Articoli di Moda” e con un sito www.federazionemodaitalia.it quotidianamente aggiornato sulle notizie più importanti per il settore.
 
Dobbiamo, già da ora, immaginare come reagire al periodo che verrà dopo l'emergenza coronavirus.
 
È inevitabile pensare ai saldi.
 
Sul punto, anche sulla scorta dei dati delle indagini di FederModa e dell'Istituto di ricerche di mercato Format Research, come ricorderete, la maggior parte delle imprese si era espressa per posticiparne la data a fine luglio e inizio febbraio.
 
L'attuale contesto di emergenza ha cambiato lo scenario, con richieste che ci sono pervenute volte, da un lato, a confermare quanto emerso dalle indagini e promuovere la posticipazione dei saldi all'effettiva fine stagione anche sulla scorta delle moratorie richieste per l'emergenza coronavirus e sull'evidenza di avvio ritardato delle vendite in piena stagione; dall'altro, a proporre un anticipo della data di avvio al 1° giugno per evitare il rischio di giacenze di merce nei magazzini, nella consapevolezza di perdere marginalità.
 
Si ricorda che FederModa ha già posto l'attenzione sulle disposizioni attualmente in vigore in Regione Lombardia (Art. 116, comma 3 bis della l.r. 6/2010 Testo Unico del Commercio) secondo le quali per effettuare sconti non sarebbe necessario anticipare i saldi visto che: “In presenza di casi straordinari legati a gravi eventi calamitosi per i quali è stato decretato dal Governo lo stato di emergenza o dalla Regione lo stato di crisi, i comuni, di concerto con la Regione, possono adottare provvedimenti motivati di deroga rispetto a quanto previsto dal comma 2 (Le vendite promozionali non possono essere effettuate nei periodi dei saldi e nei trenta giorni antecedenti - ndr), anche per singole parti del territorio. La Giunta regionale, sentite le associazioni maggiormente rappresentative del settore commercio a livello provinciale, ai sensi della l. 580/1993, definisce i criteri, le tempistiche e le modalità attuative della deroga di cui al presente comma.
 
In questo caso sarebbe indispensabile un coordinamento della Regione.
 
Considerato che, nel dramma di questo periodo, tutte le persone e le Istituzioni si renderanno conto di cosa significhi avere le città deserte, spente nelle luci delle vetrine e negli animi, frustrate nelle relazioni e nell'economia, Federazione Moda Italia ha intenzione di proporre per i saldi estivi e invernali i “SALDI DELLA SOLIDARIETÀ” con iniziative di rilancio e supporto agli acquisti nei negozi delle nostre città.
 
Saranno “SALDI della SOLIDARIETÀ” per promuovere gli acquisti sotto casa e rilanciare un settore allo stremo delle forze che, con grande senso di responsabilità e non senza disagi e perdite economiche, è restato a casa per il bene e la salute di clienti, collaboratori, propri e della collettività.
 
Sconfiggere i postumi del dannato virus ma anche tornare a ripopolare le nostre strade, a fare shopping e favorire una riflessione sui valori di un mondo sempre più fisico e relazionale e meno virtuale e virale, è l'obiettivo dell'iniziativa che potrebbe sintetizzarsi nell'hashtag #ioaiutochièrestatoacasa (sulla scorta dell'hashtag lanciato dal Governo per il DPCM 11 marzo 2020 #iorestoacasa)
 
A fronte di queste evidenze sarà nostra premura predisporre un nuovo questionario per conoscere la volontà dei Soci sul tema.
 
CORONAVIRUS: PUBBLICATO DPCM 11 MARZO 2020 CHE OBBLIGA ALLA CHIUSURA LE ATTIVITA COMMERCIALI ANCHE DEL SETTORE MODA IN TUTTA ITALIA

12/03/2020 08.03.22

CORONAVIRUS: PUBBLICATO DPCM 11 MARZO 2020 CHE IMPONE LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA' COMMERCIALI ANCHE DEL SETTORE MODA IN TUTTA ITALIA

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.64 del 11-03-2020 del DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2020, i cui effetti sono prodotti dalla data di giovedì 12 marzo fino al 25 marzo 2020, vengono introdotte contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'INTERO TERRITORIO NAZIONALE", tra le quali la SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA' COMMERCIALI ANCHE DEL SETTORE MODA.
 
Nel dettaglio:
 
Art. 1 - Misure urgenti di contenimento del  contagio  sull'intero  territorio nazionale
 
Allo scopo di contrastare e  contenere  il  diffondersi  del  virus COVID-19 sono adottate, sull'intero territorio nazionale, le seguenti misure:

1) Sono sospese le  attività  commerciali  al  dettaglio,  fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate  nell'allegato  1 (a fondo pagina, ndr)sia  nell'ambito degli esercizi commerciali di  vicinato,  sia  nell'ambito  della  media  e grande  distribuzione,  anche  ricompresi  nei  centri   commerciali, purche' sia consentito l'accesso alle sole predette  attivita'. 
Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attivita'  svolta,  i mercati, salvo le attivita' dirette  alla  vendita  di  soli  generi alimentari.
Restano aperte le edicole, i tabaccai,  le  farmacie,  le parafarmacie.
Deve essere in  ogni  caso  garantita  la  distanza  di sicurezza interpersonale di un metro.

2) Sono sospese le attivita' dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie),  ad  esclusione  delle mense  e  del  catering  continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale  di  un  metro.
Resta consentita la sola ristorazione con consegna  a  domicilio  nel rispetto  delle  norme  igienico-sanitarie  sia  per  l'attivita'  di confezionamento che  di  trasporto.  Restano,  altresi',  aperti  gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti  nelle  aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all'interno delle stazioni ferroviarie,  aeroportuali, lacustri  e  negli  ospedali  garantendo  la  distanza  di  sicurezza interpersonale di un metro.

3) Sono sospese le attivita' inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle  individuate nell'allegato 2 (a fondo pagina, ndr).

4)    Restano    garantiti,    nel    rispetto    delle     norme igienico-sanitarie,  i  servizi  bancari,  finanziari,   assicurativi
nonche'   l'attivita'   del   settore   agricolo,    zootecnico    di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne  forniscono beni e servizi.

5) Il Presidente della Regione con ordinanza di cui  all'art.  3, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6,  puo'  disporre  la programmazione del  servizio  erogato  dalle  Aziende  del  Trasporto pubblico locale, anche non di linea,  finalizzata  alla  riduzione  e alla soppressione dei servizi in relazione agli  interventi  sanitari necessari per contenere  l'emergenza  coronavirus  sulla  base  delle effettive esigenze e al solo fine  di  assicurare  i  servizi  minimi essenziali. Il Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di concerto con il Ministro della salute,  puo'  disporre,  al  fine  di contenere l'emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di  trasporto  ferroviario,  aereo  e  marittimo,  sulla  base  delle effettive esigenze e al solo fine  di  assicurare  i  servizi  minimi essenziali.
   
6) Fermo restando quanto disposto dall'art. 1, comma  1,  lettera e), del decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  dell'8 marzo 2020 e fatte salve le attivita'  strettamente  funzionali  alla gestione dell'emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano  lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni  lavorative  in  forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli  accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18  a 23 della legge 22 maggio 2017,  n.  81  e  individuano  le  attivita' indifferibili da rendere in presenza.
 
7)  In  ordine  alle  attivita'  produttive  e   alle   attivita' professionali si raccomanda che:
      a) sia attuato il massimo utilizzo da parte  delle  imprese  di modalita' di lavoro agile per le attivita' che possono
          essere  svolte al proprio domicilio o in modalita' a distanza;
      b) siano incentivate le ferie e  i  congedi  retribuiti  per  i dipendenti nonche' gli altri strumenti previsti dalla 
          contrattazione collettiva;
      c)  siano  sospese  le  attivita'  dei  reparti  aziendali  non indispensabili alla produzione;
      d) assumano protocolli di sicurezza  anti-contagio  e,  laddove non fosse possibile rispettare la distanza
          interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti  di
          protezione individuale;
      e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei  luoghi di lavoro, anche utilizzando  a  tal  fine  forme  di 
          ammortizzatorisociali;

8) per le sole attivita' produttive si  raccomanda  altresi'  che siano limitati al massimo gli  spostamenti  all'interno  dei  siti  e contingentato l'accesso agli spazi comuni;

9) in relazione a quanto disposto nell'ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente  alle  attivita'  produttive,  intese  tra organizzazioni datoriali e sindacali.

10) Per tutte le attivita'  non  sospese  si  invita  al  massimo utilizzo delle modalita' di lavoro agile.
 
 
Art. 2 - Disposizioni finali
 
1. Le disposizioni del presente  decreto  producono  effetto  dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente  decreto cessano di produrre effetti, ove incompatibili  con  le  disposizioni del presente decreto, le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente  del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020.

3. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano compatibilmente con i rispettivi  statuti  e  le  relative  norme  di attuazione.
 
 
ALLEGATO 1 - COMMERCIO AL DETTAGLIO
Ipermercati 
Supermercati 
Discount di alimentari 
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari 
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2) 
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati 
Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4) 
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico 
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari 
Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione 
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici 
Farmacie
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale 
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici 
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono 
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
 
ALLEGATO 2 - SERVIZI PER LA PERSONA 
Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
Attività delle lavanderie industriali 
Altre lavanderie, tintorie 
Servizi di pompe funebri e attività connesse
 
Federazione Moda Italia mette a disposizione un FORMAT di CARTELLO personalizzabile.
NEGOZI DI MODA: VOLANTINO SU DISPOSIZIONI IN VIGORE E ACCORTEZZE SEGUITE

10/03/2020 09.56.54

NEGOZI DI MODA: AGGIORNAMENTI NORMATIVI E FORMAT CARTELLI SU DISPOSIZIONI IN VIGORE E ACCORTEZZE SEGUITE

Stando alle attuali disposizioni in vigore (DPCM 9 marzo 2020 che produce effetti dalla data di oggi 10 marzo fino al 3 aprile prossimo, estendendo a tutto il territorio nazionale le misure che il D.P.C.M. dell' 8 marzo aveva previsto per la Regione Lombardia e le 14 provincie di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio- Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia), esistono regole che impongono alle persone di non uscire se non per comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità; motivi di salute; rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (In allegato il modulo di autocertificazione per spostarsi). Nonchè raccomandazioni “ai DATORI di lavoro pubblici e PRIVATI di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di FERIE, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, lettera r” del DPCM 8 marzo che prevede: “Nelle giornate FESTIVE e PREFESTIVE sono CHIUSE le MEDIE e GRANDI STRUTTURE DI VENDITA  nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all'allegato l lettera d), con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all'allegato l lettera d, le richiamate strutture dovranno essere chiuse...”). 
 
A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica del DPCM dell'8 marzo e del DPCM del 9 marzo 2020 sulle misure per contenimento e contrasto coronavirus sull'INTERO TERRITORIO NAZIONALE, Federazione Moda Italia-Confcommercio ha così realizzato un format di cartello da esporre in vetrina – in allegato – venendo incontro alla richiesta di alcune attività di poter comunicare alla clientela:
  1. le disposizioni di legge in vigore (IN QUESTO ESERCIZIO PER EVITARE L'ASSEMBRAMENTO, SI SUBORDINA L'ACCESSO AL MANTENIMENTO DELLA DISTANZA TRA LE PERSONE DI ALMENO UN METRO. L'INGRESSO È LIMITATO AL MANTENIMENTO DI TALE MISURA SANITARIA DI PRECAUZIONE, PREVEDENDO UN NUMERO MASSIMO DI PERSONE IN NEGOZIO COMMISURATO AD UN MINIMO DI DISTANZA DI ALMENO UN METRO)
  2. le accortezze seguite dai negozi (IN QUESTO ESERCIZIO SI METTONO A DISPOSIZIONE dei clienti SOLUZIONI IDROALCOLICHE PER IL LAVAGGIO DELLE MANI; SI EVITANO ABBRACCI E STRETTE DI MANO AI CLIENTI; SI PULISCONO LE SUPERFICI DEL PUNTO VENDITA CON DISINFETTANTI A BASE DI CLORO O ALCOL).
 
Tuttavia, dato il moltiplicarsi di richieste di chiusura pervenute in Associazione, in mancanza di una decisione pubblica chiara e definita, FederModaMilano, ritenendo che, in assenza di obblighi alla chiusura, ma in presenza di regole che impongono alle persone di non uscire per fare shopping, ha ritenuto sensato – in attesa di un intervento pubblico di sostegno che si fa sempre più urgente – supportare la decisione di adottare tutte quelle misure necessarie a limitare il diffondersi dell'epidemia compresa la chiusura dell'attività dei negozi di moda del territorio per proteggere quanto di più prezioso si ha: la salute dei collaboratori, clienti e titolari.
 
Anche in questo caso, è stato predisposto per gli interessati un format di comunicazione (in allegato) per segnalare la sospensione dell'attività di vendita del negozio di moda.
 
Si coglie l'occasione in proposito per allegare l'articolo pubblicato oggi sul Sole24Ore che riprende le dichiarazioni del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: “Secondo Confcommercio per superare le ripercussioni sull'economia servirà l'universalità degli ammortizzatori sociali «e un sistema di indennizzi commisurati alla perdita del fatturato, interventi a sostegno del pagamento degli affitti commerciali, investimenti in opere pubbliche e sostegno alla domanda» rimarca il presidente Carlo Sangalli”. E “Renato Borghi, presidente Federazione Moda Italia-Confcommercio, ritiene sia una misura «di buon senso la decisione di chiudere i negozi per ridurre al minimo le occasioni di contagio - spiega - ed è altrettanto urgente che il Governo intervenga per limitare i danni all'economia delle imprese del dettaglio moda in estrema sofferenza»”.

I FORMAT di CARTELLI per le VETRIBNE dei NEGOZI DI MODA sono disponibili chiedendo alle Associazioni  delle Confcommercio provinciali di riferimento.

 

NUOVO DPCM DEL 9 MARZO 2020 SU NUOVE MISURE VALIDE SULLINTERO TERRITORIO NAZIONALE

10/03/2020 08.06.14

NUOVO DPCM DEL 9 MARZO 2020 SU NUOVE MISURE VALIDE SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Serie Generale n. 62 del 9-03-2020 il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.
 
Il provvedimento estende le misure di cui all'art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre VIETATA ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
 
Di seguito gli articoli del decreto.
 
Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale
 
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all'art. 1 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 sono ESTESE all'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.
 
2. Sull'INTERO TERRITORIO NAZIONALE e' vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
 
3. La lettera d) dell'art. 1 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e' sostituita dalla seguente: «d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le societa' sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attivita' motorie svolti all'aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;».
 

Art. 2 Disposizioni finali
 
1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
 
2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti le misure di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell'art. 1 del presente decreto.
 
 
ACCORDO ABI CONFCOMMERCIO E ASSOCIAZIONI DIMPRESE: GIA OPERATIVA LA MORATORIA PRESTITI

10/03/2020

ACCORDO ABI CONFCOMMERCIO E ASSOCIAZIONI D'IMPRESE: GIA' OPERATIVA LA MORATORIA PRESTITI

In tutta Italia è già operativo l'accordo tra Abi e le associazioni di impresa, con cui è stata estesa ai prestiti concessi fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l'allungamento.

La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall'emergenza epidemiologica "COVID-19".
 
La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno.
 
La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.
 
Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento PUO' arrivare fino al 100% della durata residua dell'ammortamento.
 
Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo MASSIMO di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni.
 
Nell'accordo e' previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell'Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestivita' nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria.
 
L'accordo e' stato sottoscritto da ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) che chiedono, inoltre, di ampliare l'operativita' del Fondo di Garanzia per le Pmi e misure aggiuntive per agevolare l'accesso al credito.
 
Per favorire la realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti, l'ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie sono impegnate a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le misure di tolleranza (c.d. forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale.