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BLACK FRIDAY: IN FRANCIA AMAZON POSTICIPA. RENATO BORGHI: Siamo infastiditi. Serve piuttosto una web tax proporzionata ai ricavi

20/11/2020 16.26.17

BLACK FRIDAY: IN FRANCIA AMAZON POSTICIPA. RENATO BORGHI: Siamo infastiditi. Serve piuttosto una web tax proporzionata ai ricavi

BLACK FRIDAY: IN FRANCIA AMAZON POSTICIPA

RENATO BORGHI: “Siamo infastiditi. Serve piuttosto una web tax proporzionata ai ricavi” 

“Sentire parlare, in questo momento, delle strategie di marketing dei colossi del web che prosperano con le nostre difficoltà, ci infastidisce molto. Si parli piuttosto di introdurre una web tax proporzionale ai ricavi effettuati nel nostro Paese”, commenta così il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi, a seguito della decisione di Amazon di rinviare il black friday al 4 dicembre in Francia per consentire al governo di anticipare di qualche giorno la riapertura dei negozi.
“In primis per una questione di democrazia economica, che dovrebbe rispondere alla logica dello stesso mercato, stesse regole. Poi, perché i nostri negozi di moda sono chiusi nelle zone rosse e hanno subito un drammatico calo delle vendite nelle altre zone dove sono state inibite tutte le possibilità di relazioni, con musei, cinema, teatri, feste e cerimonie sospesi. Virginia Woolf diceva che la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo, ma quella di cambiare l'aspetto del mondo ai nostri occhi e di noi agli occhi del mondo. Ma senza occasioni d'incontro, shopping tourism e con un utilizzo spasmodico dello smart working da parte del pubblico e del privato – aggiunge Borghi – di sicuro non ci si cambia d'abito e di conseguenza non si vendono vestiti, scarpe, borse ed accessori. Il black friday è un'iniziativa d'importazione che, quest'anno, coincide con un periodo drammatico per i conti del fashion retail. E' vero che fare sconti in piena stagione significa intercettare l'onda mediatica dell'evento, alleggerire il magazzino della merce acquistata dieci mesi fa e avere liquidità per pagare dipendenti, affitti, tasse, costi fissi, utenze e fornitori, ma significa anche rinunciare a margini, spesso di sopravvivenza. Federazione Moda Italia-Confcommercio – conclude Borghi – lancia un duplice appello: al Governo affinchè permetta alle imprese di fare impresa, nel pieno rispetto dei protocolli e delle linee guida per la salute; ai consumatori affinchè facciano acquisti utili e intelligenti nei negozi di fiducia; quei negozi che illuminano animi e strade e che fanno vivere le nostre vie, strade e piazze.

DECRETO RISTORI BIS: LE MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE

11/11/2020 13.02.41

DECRETO RISTORI BIS: LE MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE CHE HANNO SUBITO RESTRIZIONI

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 279 del 9 novembre 2020 del DECRETO-LEGGE 9 novembre 2020, n. 149 “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00170), sono state anche disposte alcune misure a favore delle aziende che hanno subito restrizioni ex DPCM del 3 novembre 2020.

Tra le forme di ristoro (anche se occorrerebbe parlare di indennizzo - ndr) per le attività che hanno subito restrizioni:

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

È previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese (ex Allegato 2 del DL n. 149 del 9 novembre) che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità (ZONA ROSSA). 

Il contributo sarà erogato seguendo la stessa procedura già utilizzata dall'Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) e per quelli introdotti con il precedente decreto “Ristori”. L'importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell'esercizio.

Federazione Moda Italia ha immediatamente segnalato, attraverso Confcommercio, che l'utilizzo dei codici ateco impedisce ad alcune attività del nostro settore nelle zone rosse obbligatoriamente sospese per DPCM del 3 novembre 2020 di accedere ai cosiddetti “ristori”.

I casi eclatanti della discrasia tra la descrizione delle attività commerciali al dettaglio per la vendita di generi di prima necessità individuate nell'Allegato 23 del DPCM del 3 novembre 2020 (“Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati” e “Commercio al dettaglio di biancheria personale”) e l'utilizzo di Codici ATECO specifici ammessi ai ristori di cui all'Allegato 2 del Decreto Legge 9 novembre 2020, n. 149 sono:

  1. i negozi di calzature per uomo e donna (47.72.10 – “Commercio al dettaglio di calzature e accessori”) che, seppur attività sospese per DPCM del 3 novembre nelle zone rosse, sono stati esclusi sic et simpliciter dai ristori in quanto non esiste un codice diverso rispetto a quello dei negozi di calzature per bambini e neonati
  2. i negozi che vendono camicie e maglieria (47.71.30 – “Commercio al dettaglio di biancheria personale maglieria camicie”) che, seppur attività sospese per DPCM del 3 novembre nelle zone rosse, sono stati esclusi sic et simpliciter dai ristori in quanto rientrano in un codice unico con la biancheria personale.

 Stesso discorso è stato effettuato sui Codici generici esclusi.

CREDITO D'IMPOSTA PER LOCAZIONI COMMERCIALI

Per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA) individuate ai sensi dell'ultimo DPCM viene esteso quanto previsto dal primo decreto Ristori, prevedendo un credito d'imposta cedibile al proprietario dell'immobile locato pari al 60% dell'affitto per ciascuno dei mesi di OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE.

 

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

Per i soggetti che esercitano attività economiche sospese anche del settore moda (ex Allegato 2 del DL n. 149 del 9 novrembre) e in ZONA ROSSA è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA (liquidazione terzo trimestre e mese di ottobre) per il mese di NOVEMBRE.

 

CANCELLAZIONE SECONDA RATA IMU

Cancellazione della seconda rata dell'IMU per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo con tributo a fondo perduto e operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA) individuate ai sensi dall'ultimo DPCM, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

 

RINVIO SECONDO ACCONTO IRES E IRAP PER SOGGETTI A CUI SI APPLICANO GLI ISA - INDICATORI SINTETICI DI AFFIDABILITA'

Nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che operano nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA), viene disposta la PROROGA al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell'acconto di Ires e Irap.

 

ISTITUZIONE DI UN FONDO PER NUOVI CONTRIBUTI

Viene istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico.

 

CONTRIBUTI PER LE ATTIVITA' CON SEDE NEI CENTRI COMMERCIALI e per le industrie alimentari

È prevista la costituzione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

 

SOSPENSIONE DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di NOVEMBRE per le attività ex Allegato 1 DL n. 149 del 9 novembre 2020 (dove non sono ricomprese attività del commercio al dettaglio di moda) 

Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di NOVEMBRE per le attività previste dal decreto-legge Ristori bis (ex Allegato 2) che operano nella ZONA ROSSA.

 

Oltre ai contributi a fondo perduto previsti per le attività sospese delle zone rosse, Federazione Moda Italia - Confcommercio ha fatto presente che le aziende chiuse ma estromesse dal “ristoro” (negozi di calzature ex codice ATECO 47.72.10 e negozi che vendono camicie e maglieria ex codice ATECO 47.71.30), non possono neppure accedere alle misure previste dal DL 149 del 9 novembre, come:

• il credito d'imposta cedibile al proprietario dell'immobile locato pari al 60% dell'affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
• la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre.
• la cancellazione della seconda rata dell'IMU, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.
• la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre.


Per tutti gli approfondimenti si rimanda alla lettura del Comunicato del 10 novembre 2020 di Federazione Moda Italia-Confcommercio ../it/iniziative/eventi/dd_58_4737/decreto-ristori-bis-federazione-moda-italia-sconcertata-dallesclusione-dei-negozi-di-scarpe-dai-ristori 

 

 

DECRETO RISTORI BIS: FEDERAZIONE MODA ITALIA SCONCERTATA DALL’ESCLUSIONE DEI NEGOZI DI SCARPE DAI RISTORI

10/11/2020 11.48.24

DECRETO RISTORI BIS: FEDERAZIONE MODA ITALIA SCONCERTATA DALL’ESCLUSIONE DEI NEGOZI DI SCARPE DAI RISTORI

RENATO BORGHI: “Siamo inferociti. Nessun ristoro per i negozi di scarpe che sono stati costretti a chiudere. Una scelta tra l'assurdo e il surreale”

“Troviamo qualche piccolo e insufficiente ristoro per il settore moda, ad oggi troppo trascurato nonostante perdite ingenti. Il nostro comparto vive di stagionalità e sta perdendo tutte le vendite dell'autunno/inverno in un momento fondamentale che è il più importante dell'anno. Servono ristori congrui e a geometrie variabili anche nelle aree arancioni e gialle, altrimenti non ci sarà più un futuro per queste attività che presidiano le nostre strade, vie e piazze”, così commenta il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi, il Decreto Legge “Ristori bis”.

“Ma soprattutto - prosegue Borghi - siamo increduli per l'assurda e surreale decisione di escludere volontariamente i negozi di calzature di cui il Governo ha disposto con DPCM la chiusura nelle zone rosse. È una discriminazione che non possiamo tollerare e non vogliamo accettare. I negozi di calzature per bambini e quelli per adulti hanno lo stesso codice ateco. Dunque quelli per bambini possono stare aperti e quelli per adulti, no. E allora, perché i negozi di scarpe per adulti non possono ricevere i contributi previsti? Serve una più seria e responsabile attenzione al Sistema economico, visione e lungimiranza. Proprio per questo, far riferimento ai meri codici ateco (oltretutto sbagliando anche nello specifico), anziché guardare alla grave crisi del comparto nel suo complesso, è una visione molto miope. Ai nostri Associati, che in questi giorni ci hanno bombardato di telefonate, mail, messaggi di ogni tipo - conclude Borghi - cosa dovremo dire? che il Governo li vuole chiudere per sempre ? Si agisca subito per una soluzione perché le nostre imprese non hanno tempo di attendere la conversione in legge del decreto. Sarebbe troppo tardi”.

http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-72/15643

07/11/2020 10.00.03

DECRETO RISTORI BIS: LE NUOVE MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE

Si informa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell'economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge ("RISTORI BIS") che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell'epidemia da COVID-19. 

Il provvedimento prevede ulteriori risorse per ristorare le attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all'emergenza in corso.

Tra le principali misure introdotte:

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

È previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità (ZONA ROSSA). Federazione Moda Italia ha immediatamente chiesto, attraverso Confcommercio, l'inserimento del Codice ATECO del Commercio al dettaglio di calzature e accessori 47.72.10, assente nelle bozze degli Allegati, nella certezza che possano essere inseriti QUANTO PRIMA.  

Il contributo sarà erogato seguendo la stessa procedura già utilizzata dall'Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) e per quelli introdotti con il precedente decreto “Ristori”. L'importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell'esercizio.

 

CREDITO D'IMPOSTA PER LOCAZIONI COMMERCIALI

Per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA) individuate ai sensi dell'ultimo DPCM viene esteso quanto previsto dal primo decreto Ristori, prevedendo un credito d'imposta cedibile al proprietario dell'immobile locato pari al 60% dell'affitto per ciascuno dei mesi di OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE.

 

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

Per i soggetti che esercitano attività economiche sospese è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di NOVEMBRE.

 

CANCELLAZIONE SECONDA RATA IMU

È prevista la cancellazione della seconda rata dell'IMU per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA) individuate ai sensi dall'ultimo DPCM, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

 

RINVIO SECONDO ACCONTO IRES E IRAP PER SOGGETTI A CUI SI APPLICANO GLI ISA - INDICATORI SINTETICI DI AFFIDABILITA' 

Nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che operano nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (ZONA ROSSA), viene disposta la PROROGA al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell'acconto di Ires e Irap.

 

ISTITUZIONE DI UN FONDO PER NUOVI CONTRIBUTI

Viene istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico.

 

CONTRIBUTI PER LE ATTIVITA' CON SEDE NEI CENTRI COMMERCIALI e per le industrie alimentari

È prevista la costituzione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

 

SOSPENSIONE DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
Per le attività previste dal decreto-legge Ristori ex Allegato 1 del DL Ristori bis vengono sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di NOVEMBRE.

Per quelle delle ZONE ROSSE la sospensione è riconosciuta per il mese di NOVEMBRE.

 

NUOVO DPCM 3 NOVEMBRE 2020 con entrata in vigore dal 6 novembre

04/11/2020 10.49.11

NUOVO DPCM 3 NOVEMBRE 2020 con entrata in vigore dal 6 novembre

Il nuovo Decreto del 3 novembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 275 del 4 novembre 2020, va ad integrare i DPCM del 13, del 18 e del 24 ottobre 2020 con disposizioni che si applicano dal 6 novembre 2020 e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020.

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, il DPCM del 3 novembre introduce MISURE URGENTI elaborate sulla base di TRE SCENARI sui diversi territori individuati, ai sensi del d.P.C.M. del 3 novembre, dall'Ordinanza del Ministro della salute del 4 novembre 2020:

  1. MISURE URGENTI SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE (AREA GIALLA: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto)
  2. ULTERIORI MISURE SU ALCUNE AREE DEL TERRITORIO NAZIONALE CARATTERIZZATE DA UNO SCENARIO DI ELEVATA GRAVITÀ E DA UN LIVELLO DI RISCHIO ALTO (AREA ARANCIONE: Puglia, Sicilia)
  3. ULTERIORI MISURE SU ALCUNE AREE DEL TERRITORIO NAZIONALE CARATTERIZZATE DA UNO SCENARIO DI MASSIMA GRAVITÀ E DA UN LIVELLO DI RISCHIO ALTO (AREA ROSSA:  Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta)

Si segnala che con riferimento alle MISURE urgenti sull'INTERO TERRITORIO NAZIONALE e per lo SCENARIO DI TIPO 3 di «ELEVATA GRAVITÀ CON LIVELLO DI RISCHIO ALTO»la CHIUSURA NEI GIORNI FESTIVI E PREFESTIVI DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI PRESENTI ALL'INTERNO DEI CENTRI COMMERCIALI e dei mercati, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Quanto allo SCENARIO DI TIPO 4 «MASSIMA GRAVITÀ CON LIVELLO DI RISCHIO ALTO» sono SOSPESE LE ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO, fatta eccezione SALVO generi alimentari e DI PRIMA NECESSITÀ individuati nell'allegato 23 ed in particolare nei nostri comparti:

  1. Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati;
  2. Commercio al dettaglio di biancheria personale;
  3. Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati;
  4. Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
  5. Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al DPCM del 24 ottobre 2020 sono previste, tra le altre, le seguenti prescrizioni con particolare attenzione ai comparti rappresentati ed in particolare:

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE


DALLE ORE 22.00 ALLE ORE 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all'ingresso del locale un CARTELLO che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza.

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11; nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00.

 

Art. 2 - Ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di ELEVATA GRAVITÀ e da un LIVELLO DI RISCHIO ALTO

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici secondo quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e risposta a COVID-19 sono individuate le Regioni che si collocano in uno “SCENARIO DI TIPO 3” e con un livello di rischio “ALTO”.

Con ordinanza del Ministro della salute, d'intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell'andamento del rischio epidemiologico, l'esenzione dell'applicazione delle misure previste.

Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale verifica il permanere dei presupposti e provvede con ordinanza all'aggiornamento del relativo elenco, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione. Le ordinanze sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.

È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori individuati, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.

 

Art. 3 - Ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di MASSIMA GRAVITÀ e da un livello di RISCHIO ALTO

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici secondo quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e risposta a COVID-19 sono individuate le Regioni che si collocano in uno “SCENARIO DI TIPO 4” e con un livello di rischio “ALTO

Con ordinanza del Ministro della salute, d'intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell'andamento del rischio epidemiologico, l'esenzione dell'applicazione delle misure previste.

Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale verifica il permanere dei presupposti e provvede con ordinanza all'aggiornamento del relativo elenco, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione. Le ordinanze sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.

È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori individuati, nonché all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi di cui all'articolo 1, comma 9, lett. dd). Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.


Art. 4 - Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali

1. Sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui all'allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14.


Art. 5 Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale
I sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all'allegato 19 anche presso gli esercizi commerciali

È fortemente raccomandato l'utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati, ai sensi dell'articolo 90 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché di quanto previsto dai protocolli di cui agli allegati 12 e 13 al presente decreto.

 

Art. 6 - Limitazioni agli spostamenti da e per l'estero

Art. 7 - Obblighi di dichiarazione in occasione dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Art. 8 - Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Art. 9 - Obblighi dei vettori e degli armatori

Art. 10 - Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera

Art. 11 - Misure in materia di trasporto pubblico di linea

Art. 12 - Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità

Art. 13 - Esecuzione e monitoraggio delle misure

Art. 14 - Disposizioni finali
Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 NOVEMBRE 2020 e sono efficaci FINO AL 3 DICEMBRE 2020.

Allegato 23
In neretto le attività del Commercio al dettaglio di nostro interesse
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
• Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura e per il giardinaggio
• Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
• Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
• Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di biancheria personale
• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
• Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
• Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
• Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
• Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
• Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Allegato 24
Servizi per la persona
• Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
• Attività delle lavanderie industriali
• Altre lavanderie, tintorie
• Servizi di pompe funebri e attività connesse
• Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

INIZIATIVA A TUTELA DEI NEGOZI DI MODA: NON SIAMO FANTASMI

02/11/2020 09.38.18

COMUNICATO STAMPA FEDERAZIONE MODA ITALIA SU NUOVO DPCM. RENATO BORGHI: ANDIAMO VERSO UN DISASTRO.

FEDERAZIONE MODA ITALIA SULL'IMPATTO DEL NUOVO DPCM

RENATO BORGHI: “ANDIAMO VERSO UN DISASTRO. L'INCAPACITÀ A FAR FRONTE ALLA NUOVA ONDATA DI CONTAGI PREVISTA DA MESI NON PUÒ RICADERE SUI NEGOZI DI MODA”

Il settore moda, importante pilastro dell'economia nazionale, è in grave crisi. 115 mila negozi hanno subito un drastico calo delle vendite di oltre il 50%. In questo periodo i negozi hanno solo contratto debiti.

Per il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi: “Siamo fantasmi. Sono sotto gli occhi di tutti i gravi danni subiti dai negozi di moda che vivono di collezioni stagionali, ordinate anche otto mesi prima dell'arrivo dei prodotti in store e che hanno investito centinaia di migliaia di euro in merce che, a questo punto e con ogni probabilità, resterà ferma. E poi troviamo incredibile che ci si sia dimenticati di un settore come il nostro. Attivare lockdown differenziati, in base alla gravità degli effetti della pandemia sui territori, non deve significare negare ristori a chi sta meno peggio perché non costretto alla chiusura, ma concedere, se mai, contributi più congrui alle necessità di chi chiude forzatamente”.

È il grido di allarme lanciato da Federazione Moda Italia – Confcommercio che prevede, con queste ulteriori restrizioni preannunciate dal nuovo DPCM, una perdita complessiva di oltre 20 miliardi di euro di consumi nel solo dettaglio moda a fine anno, con la chiusura definitiva di 20 mila negozi in Italia e conseguente ricaduta sull'occupazione di almeno 50 mila addetti.

“Al primo posto – prosegue Borghi – va messa sempre la salute dei cittadini, dei clienti, degli addetti, degli imprenditori e delle loro famiglie, ma è difficile digerire questi provvedimenti quando abbiamo investito importanti risorse per andare avanti con coraggio, rispettando protocolli e linee guida per la sicurezza e digitalizzando le nostre aziende. Abbiamo puntato sulla multicanalità, promosso nuovi servizi, incrementato sconti ai clienti, riducendo, però, la marginalità e di conseguenza la possibilità di sopravvivenza. Nessuno, dopo l'esperienza della tragica primavera, capisce che questo nuovo lockdown è fisico per alcune categorie, ma anche virtuale e non meno letale per altre come la moda anche nei territori dove non sono disposte chiusure per decreto. C'è stato tutto il tempo per poter valutare possibili scenari ed interventi alternativi. Ma non li abbiamo visti. C'è stata un'inefficienza che alla fine pagheremo noi. Le nostre attività non riescono a stare aperte senza prospettive; vanno aiutate. Servono contributi a fondo perduto, credito d'imposta per gli affitti, condono tombale sui versamenti tributari e contributivi del 2020 e una moratoria per tutto il 2021, detassazione o rottamazione dei magazzini per superare il grande problema delle rimanenze, sospensione dei mutui e dei leasing bancari e prosecuzione della cassa integrazione fino a tutto il 2021”.

“Ebbene – conclude Borghi – se per avere aiuti a fondo perduto è necessario alzare la voce, lo chiediamo a gran voce “SI AIUTINO I NEGOZI DI MODA” e si assumano tutte le responsabilità del caso perché se non ci farà chiudere una norma, lo farà il mercato ormai agonizzante”.

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E PER IL VOLANTINO

 

A seguito delli'impatto dei Decreti del Presidente del Consiglio, i negozi di moda non vogliono sentirsi "FANTASMI" agli occhi delle Istituzioni.

Il settore moda, importante pilastro dell'economia nazionale, è in grave crisi.

Federazione Moda Italia-Confcommercio stima una perdita complessiva di 20 miliardi di euro di consumi nel solo dettaglio moda a fine anno, con la chiusura definitiva di 20 mila negozi in Italia e conseguente ricaduta sull'occupazione di oltre 50 mila addetti. Però siamo FANTASMI. Nel senso che sembra che le Istituzioni non si accorgano dei gravi danni subiti dai negozi di moda che vivono di collezioni stagionali ed hanno investito ingenti capitali (centinaia di migliaia di euro) in prodotti che rischiano di restare fermi sugli scaffali.

Per questo motivo, Federazione Moda Italia mette a disposizione una LOCANDINA/FOLDER