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COVID-19: DECRETO LEGGE 6 APRILE MISURE URGENTI PER LE IMPRESE, I SETTORI STRATEGICI E LA GIUSTIZIA

06/04/2020

COVID-19: DECRETO LEGGE DEL 6 APRILE SU MISURE URGENTI PER LE IMPRESE, I SETTORI STRATEGICI E LA GIUSTIZIA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 6 aprile 2020 un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia.

Da una sintesi della conferenza stampa sul Decreto Legge, pubblicata sul sito del Governo, si evidenzia che il decreto interviene in sostegno alle imprese in difficoltà con misure specifiche su cinque principali ambiti:

1. Accesso al credito, sostegno alla liquidità, all'esportazione, all'internazionalizzazione e agli investimenti
Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro concesse attraverso la società SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.
In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell'importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell'impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l'impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell'impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia. Nello specifico:

  1. le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l'accesso alla garanzia;
  2. la copertura scende all'80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi;
  3. l'importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall'azienda;
  4. per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l'accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto potenzia ulteriormente il Fondo di Garanzia per le P.M.I., aumentandone sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e i professionisti.
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Il Fondo – già ampliato dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro – completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell'export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy la spina dorsale del nostro sistema produttivo.

È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all'esportazione, per migliorare l'incisività e tempestività dell'intervento statale. L'intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall'attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell'export.

 

2.    Misure per garantire la continuità delle aziende

Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell'emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale.

Tale intervento avviene:

  1. in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall'ultimo bilancio chiuso;
  2. disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.
  3. con il coinvolgimento dei soci nell'accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell'insieme, sono volte in questa fase a:

  1. sottrarre le imprese all'apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l'emergenza;
  2. sterilizzare il periodo dell'emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).

 

3. Rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria

Le norme approvate, al fine di rafforzare nell'attuale contesto di emergenza epidemiologica la disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica:

  1. anticipano, con effetto immediato – e nelle more dell'attuazione del decreto attuativo –  l'ampliamento dell'ambito di intervento oggettivo della disciplina golden power ai settori di rilevanza strategica del Regolamento europeo n. 452/2019, consentendo di sottoporre alla preventiva autorizzazione le operazioni rilevanti relative, tra l'altro, ai settori finanziario, creditizio e assicurativo, alle infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui l'energia, i trasporti, l'acqua e la salute, alla sicurezza alimentare, all'accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, all'intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie;
  2. prevedono la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d'ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti;
  3. estendono, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei settori sopra descritti; nel caso di operazioni extra-europee, l'ampliamento, sempre transitorio, riguarderà anche le acquisizioni di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all'Unione europeo, se superiori alla soglia di un milione di euro.

In materia di trasparenza finanziaria, si sono integrati gli obblighi di trasparenza previsti dall'art. 120 del TUF per consentire alla CONSOB di abbassare transitoriamente le soglie rilevanti per le comunicazioni (portandola al 5%) e ampliare anche il novero delle imprese che ne sono soggette, includendovi le società ad azionariato diffuso.


4. Misure fiscali e contabili
Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.

Nel dettaglio:

  1. IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  2. sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  3. per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  4. ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate

La sospensione delle ritenute d'acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l'invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre, il credito d'imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all'acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

Viene consentito all'Inps di rilasciare un Pin semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell'emergenza la verifica con riconoscimento diretto.

Si introducono norme sui “farmaci compassionevoli” (i farmaci non ancora autorizzati), che prevedono l'esclusione all'applicazione di imposte in caso di cessione gratuita.


5. Ulteriori disposizioni
Il decreto prevede, infine:

  1. lo spostamento, dal 15 aprile all'11 maggio, del termine concernente il rinvio d'ufficio delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, nonché la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (indagini preliminari, adozione di provvedimenti giudiziari e deposito della loro motivazione, proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali). Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie;
  2. l'ampliamento, fino al termine dell'anno in corso, dell'operatività del Fondo di garanzia per l'impiantistica sportiva, amministrato in gestione separata dall'Istituto per il Credito Sportivo, includendo anche i finanziamenti per le esigenze di liquidità, attualmente esclusi, delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. A tali fini, è costituito un apposito comparto del predetto Fondo con una dotazione di 30 milioni di euro per l'anno 2020.

Info su http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-39/14417 

FEDERAZIONE MODA ITALIA: PRINCIPALI RICHIESTE DEL SISTEMA CONFCOMMERCIO AL FIANCO DELLE NOSTRE IMPRESE

03/04/2020 11.29.01

FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO: LE PRINCIPALI RICHIESTE PER FAR FRONTE ALLA CRISI DA COVID-19

In relazione al Decreto Legge 18/2020, Federazione Moda Italia, attraverso Confcommercio, ha sollevato numerose richieste di intervento per far riconoscere le effettive esigenze di un settore gravemente penalizzato dalla situazione che si è venuta a creare con la pandemia da COVID-19.

I nostri negozi sono quelli che tengono vivi tutti i nostri comuni.
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Per questo, di seguito, elenchiamo le principali richieste:

  1. INIEZIONE IMMEDIATA DI LIQUIDITÀ
  2. INTRODUZIONE LINEE DI CREDITO PER FINANZIAMENTO SCORTE E PAGAMENTO FORNITORI CON GARANZIA RAFFORZATA AL 90%
  3. MORATORIA MUTUI E PRESTITI BANCARI OLTRE SETTEMBRE 2020
  4. SOSPENSIONE SEMESTRALE DI IMPOSTE A TUTTE LE IMPRESE CON RATEIZZAZIONE IN 24 MESI
  5. MORATORIA UTENZE E TARI PER IL 2020
  6. ESTENSIONE DEL CREDITO D'IMPOSTA DEL 60% PER LOCAZIONI COMMERCIALI AI CONTRATTI D'AFFITTO DI AZIENDA E PER TUTTO IL 2020
  7. INCREMENTO INDENNITÀ A LAVORATORI AUTONOMI E PROFESSIONISTI OLTRE GLI ATTUALI 600 EURO
  8. RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELL'IMPATTO DELLA PANDEMIA COME “CAUSA DI FORZA MAGGIORE
  9. SEMPLIFICAZIONE DELL'ACCESSO E DELL'ATTIVAZIONE DEGLI STRUMENTI DELLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA E DEL FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE
  10. SOSPENSIONE ISA - INDICATORI SINTETICI DI AFFIDABILITÀ
  11. RINVIO DELLA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI AL 1° GENNAIO 2021
  12. ACCELERAZIONE DEI TEMPI DI PAGAMENTO DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E DEI RIMBORSI DEI CREDITI FISCALI
  13. INDENNIZZI PER DANNI INDIRETTI
  14. DETRAZIONE IRPEF A SOSTEGNO DELLE VACANZE IN ITALIA
  15. ...E ANCORA: EUROBOND E WEB TAX, INVESTIMENTI PUBBLICI PER RILANCIARE I CONSUMI, SEMPLIFICAZIONE, INNOVAZIONE E FORMAZIONE...

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Sempre #alfiancodelleimprese e dei #retailer #italiani

#FederazioneModaItaliacè #Confcommerciocè !

RENATO BORGHI LANCIA L’ALLARME PER IL SETTORE MODA: Quest’anno fatturati dimezzati se non peggio. Servono provvedimenti urgenti

02/04/2020

RENATO BORGHI LANCIA L’ALLARME PER IL SETTORE MODA: Quest’anno fatturati dimezzati se non peggio. Servono provvedimenti urgenti

“Il fatturato delle nostre aziende ha registrato un azzeramento dei ricavi a marzo, ma con il protrarsi dell'emergenza e non esistendo certezze, le nostre stime ci portano a prevedere un calo che può arrivare almeno al 50% annuo”. È quanto denuncia a Ilfattoquotidiano.it il presidente di Federazione Moda Italia Renato Borghi, spiegando come, secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, il solo abbigliamento perderà 6,6 miliardi di euro, in caso di riapertura a giugno. “Il Cura Italia è un punto di partenza – prosegue -, ma rivendichiamo attenzione al nostro settore perché serve di più, molto di più; a partire da una moratoria fiscale più ampia e soprattutto dalla urgente immissione di liquidità alle imprese per venire incontro alle esigenze più immediate. Dopo aver segnalato al Presidente del Consiglio la grave dimenticanza nel Cura Italia chiediamo attenzione e rispetto verso un settore chiave dell'economia e del made in Italy, fatto di 114.813 punti vendita attivi al 31 dicembre 2019, che dà occupazione a 313.074 addetti in tutto il Paese. Serve una correzione, e su questo, oltre ad una serie di correttivi a difesa del settore, la Federazione sta lavorando con Confcommercio, per includere il settore moda tra quelli maggiormente colpiti dalle disposizioni restrittive. Intanto si guarda con speranza “all'annunciato quantitative easing anti pandemia che con la sua carica da 750 miliardi di euro di titoli da acquistare potrebbe essere un vero bazooka di liquidità anche per le nostre imprese. Nessuno ha la bacchetta magica, ma il mercato subirà cambiamenti di regole e comportamenti, stravolgendo certezze e abitudini, ma la rivoluzione cui stiamo assistendo può aprire anche a nuovi scenari e prospettive anche per il nostro settore – conclude Borghi -. Auspichiamo che si colgano”.

 

L'articolo completo di Ilaria Mauri e Beatrice Manca è disponibile sul sito de Il Fatto Quotidiano

 

COVID-19: CIRCOLARE ABI SU MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE

26/03/2020 15.57.47

COVID-19: CIRCOLARE ABI SU MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE

Si informa che l'ABI - Associazione Bancaria Italiana ha inviato ai propri associati, una circolare in cui riassume le misure a sostegno della liquidità per le imprese danneggiate dal COVID-19 previste dal Decreto Legge 18/2020 "Cura Italia”, con particolare riferimento a:

  1. moratoria straordinaria dei prestitie delle linee di credito concesse da banche e intermediari finanziari a micro, piccole e medie imprese, prevista all'art. 56;
  2. nuovi interventi del Fondo di garanzia per le PMI, di cui all'art. 49.

La circolare, che riassume le principali azioni conseguenti anche alle prime indicazioni fornite dal Ministero dell'economia e delle finanze in risposta alle specifiche FAQ di ABI stessa, prevede, tra l'altro, che:

  1. le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia accettino le comunicazioni di moratoria avanzate dagli interessati che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell'epidemia nel rispetto dei requisiti previsti dal decreto-legge.
  2. Possono accedere alle misure le micro, piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Sono ricompresi anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA (tra cui, i professionisti e le ditte individuali).
  3. Per accedere alle misure, l'impresa non deve avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. I soggetti interessati ad accedere alle misure devono presentare, dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, alla propria banca/intermediario finanziario una specifica comunicazione, corredata dalla dichiarazione con la quale l'impresa autocertifica ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.
  4. L'impresa deve quindi dichiarare a banca o intermediario finanziario vigilato o altro soggetto abilitato alla concessione del credito in Italia, che il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria; di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell'epidemia da COVID-19; di soddisfare i requisiti per la qualifica di micro, piccola o media impresa; di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000.
  5. La comunicazione può essere inviata da parte dell'impresa anche via Pec, ovvero attraverso altre modalità che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.
  6. Come raccomandato dal Ministero, è opportuno che l'impresa contatti la banca o l'intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel decreto-legge sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, ad esempio quelle che prevedono l'intervento del Fondo di garanzia PMI che possono collegarsi con la misura della moratoria.
  7. Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall'apposito accordo tra l'Abi e le rappresentanze di impresa come Confcommercio.


Le misure di sostegno

  1. Le aperture di crediti sino a revoca e i prestiti accordati per anticipi su crediti in essere alla data del 29 febbraio 2020 o quelli in essere alla data di pubblicazione del decreto (17 marzo 2020), se superiori, non possono essere revocati neanche in parte (sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata), fino al 30 settembre 2020.
  2. Il rimborso dei prestiti non rateali che scadono prima del 30 settembre 2020 è posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni. Eventuali elementi accessori al contratto di finanziamento sono prorogati coerentemente senza formalità. Come precisato dalla relazione illustrativa al decreto, la restituzione dei predetti prestiti avviene con modalità che non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese.
  3. Il pagamento delle rate o dei canoni di leasing relativi ai mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020. Sono comprese nella sospensioni anche le rate che scadono il 30 settembre. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri sia per gli intermediari sia per le imprese. È facoltà delle imprese richiedere la sospensione del pagamento dell'intera rata o soltanto dei rimborsi in conto capitale. 

Inoltre, il Ministero dell'Economia ha chiarito che gli «elementi accessori» dei mutui, compresi anche questi nella moratoria, sono tutti i contratti connessi al finanziamento. Garanzie, assicurazioni e contratti derivati legati ai mutui oggetto di moratoria sono dunque prorogati senza formalità e alle stesse condizioni del contratto originale.

Le banche e gli intermediari finanziari vigilati e gli altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia sono tenuti ad accettare le comunicazioni di moratoria se rispettano i requisiti previsti dal decreto-legge. Ciò tra l'altro non implica, quindi, che la banca debba verificare la veridicità delle autodichiarazioni effettuate dalle imprese, ma solo che la predetta comunicazione contenga gli elementi sopra indicati.

Secondo quanto precisato anche nella relazione illustrativa del decreto, le misure si applicano esclusivamente ai finanziamenti ottenuti dalle imprese prima della data di entrata in vigore dello stesso decreto.

Per una lettura della notizia: https://www.lastampa.it/economia/2020/03/25/news/pmi-e-partite-iva-cosa-fare-per-avere-le-agevolazioni-in-banca-1.38635703?refresh_ce 

 

Per ogni ulteriore informazione e supporto, è possibile contattare le sedi provinciali di Federazione Moda Italia - Confcommercio di riferimento.

 

NUOVO MODELLO 26 MARZO PER LE AUTODICHIARAZIONI PER EVENTUALI SPOSTAMENTI

26/03/2020

COVID-19: DAL MINISTERO DELL'INTERNO UN NUOVO MODELLO PER LE AUTODICHIARAZIONI PER SPOSTAMENTI

Sul sito del Ministero dell'Interno è pubblicato il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti con la certificazione:
  1. di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19(fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie);
  2. che lo spostamento è iniziato da ________________________________________________________________ (indicare l'indirizzo da cui è iniziato) con destinazione _______________________________________________
  3. di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale;
  4. di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente delle Regione ______________________________ (indicare la Regione di partenza) e del Presidente della Regione ______________________________ (indicare la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti __________________________________________ _________________________________________________ (indicare quale);
  5. di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall'art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19;
  6. che lo spostamento è determinato da: - comprovate esigenze lavorative; - assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall'art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020); - situazione di necessità (per spostamenti all'interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere); - motivi di salute

A questo riguardo, dichiara che .....................................(lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall'estero, altri motivi particolari, etc….).

URGENTE RICONOSCERE LA MODA NEL CURA ITALIA E DARE LIQUIDITA ALLE NOSTRE IMPRESE

23/03/2020

URGENTE RICONOSCERE LA MODA NEL 'CURA ITALIA' E DARE LIQUIDITA' ALLE NOSTRE IMPRESE

Renato Borghi (Federazione Moda Italia-Confcommercio): Subito una correzione e utilizzare il bazooka della BCE anche per l'acquisto di cambiali e prestiti a breve
 
"Dopo aver segnalato al Presidente del Consiglio la grave dimenticanza nel 'Cura Italia' - afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio - chiediamo attenzione e rispetto verso un settore chiave dell'economia e del made in Italy, fatto di 114.813 punti vendita attivi al 31 dicembre 2019, che dà occupazione a 313.074 addetti in tutto il Paese. Serve una correzione - e su questo, oltre ad una serie di correttivi a difesa del settore, la Federazione sta lavorando con Confcommercio - per includere il settore moda tra quelli maggiormente colpiti dalle disposizioni restrittive elencati nell'art. 61 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020".
"L'annunciato quantitative easing anti pandemia, o più correttamente il "PEPP - Pandemic Emergency Purchase Programme", inoltre, con la sua carica da 750 miliardi di euro di titoli da acquistare - prosegue Borghi - potrebbe essere un vero bazooka di liquidità anche per le nostre imprese; mitigare gli effetti devastanti del virus e dare ossigeno ad un tessuto economico ormai allo stremo. L'annuncio c'è stato ma ora bisogna fare presto perché 'Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie'. Bene quindi la scelta della BCE di favorire l'acquisto di titoli di Stato ma anche di cambiali e prestiti a breve che, sottoscritti in momenti non sospetti, stanno oggi producendo grossi guai alle imprese, soprattutto a quelle più piccole. Va capito che - conclude Borghi - se le nostre imprese sono chiuse, come da disposizione del DPCM dell'11 marzo, non è possibile vendere e quindi avere ricavi né tantomeno liquidità; abbiamo però le scadenze dei pagamenti ai fornitori, degli stipendi, affitti, assicurazioni, commercialisti, e potrei andare avanti per un quarto d'ora. Servono soldi e quelli ora ci sono, ma servono subito!"
Emergenza coronavirus: Pubblicato il testo del DPCM del 22 marzo 2020

22/03/2020 22.33.39

Emergenza coronavirus: Pubblicato il testo del DPCM del 22 marzo 2020

Si informa che, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica - Serie Generale n. 76 del 22 marzo 2020, è stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 22 marzo 2020 su "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale".
 
Le disposizioni del DPCM producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
 
Per quanto concerne il periodo di sospensione delle attività dei negozi di moda (fino al 25 marzo ai sensi del DPCM dell'11 marzo 2020) questo è stato prolungato fino al 3 aprile 2020.
 
Il DPCM del 22 marzo 2020 contiene un elenco delle Attività, con relativi codici ATECO, ESCLUSE DALLA SOSPENSIONE ed un passaggio, all'art. 1, 1° comma, lett. a) secondo il quale “Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020”.
 
Si fa presente che le attività di commercio al dettaglio di beni di prima necessità elencate negli Allegati 1 e 2 del DPCM dell'11 marzo 2020, possono proseguire con le modalità consentite (compreso il commercio elettronico, per televisione, radio, telefono, corrispondenza, di qualsiasi prodotto, tra cui i prodotti di moda).
 
L'art. 2 dispone infatti che le disposizioni del presente decreto...si applicano cumulativamente a quelle di cui al DPCM dell'11 marzo 2020, nonché a quelle dell'ordinanza del ministro della salute del 20 marzo 2020.
 
Si ricorda, in proposito, che - per vendere online, L'IMPRESA DI MODA OPERATIVA SUL MERCATO CON UN PUNTO FISICO, già in possesso dei permessi per la vendita nel settore di sua competenza, deve avere aggiornato i dati presso la Camera di commercio con la procedura telematica "Comunica", avvisando contestualmente anche l'Agenzia delle Entrate inserendo il codice Ateco relativo al commercio via internet.
 
Si aggiunge inoltre quanto pubblicato sulle FAQ del Governo nell'area dedicata a “PUBBLICI ESERCIZI E ATTIVITÀ COMMERCIALI” http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa :

DOMANDA: I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli elencati nell'allegato 1 e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?

RISPOSTA: , è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro (allegato 1 e allegato 2)".

APPROFONDIMENTO

In relazione alla facoltà di spostamento sul territorio consentita dai recenti provvedimenti del Governo, è intervenuto ieri un chiarimento da parte dello stesso Governo che, nella Sez. SPOSTAMENTI delle FAQ pubblicate sul sito web istituzionale ( http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa ), ha chiarito che uscire per comprovate esigenze lavorative significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, da cui si può desumere che il recarsi presso la propria attività, anche se chiusa al pubblico, rientra nell'andare al lavoro (cfr. fame riportato in calce).

Ovviamente il negozio deve restare chiuso al pubblico

 Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l'autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l'adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

 
LE MISURE DEL DPCM DEL 22 MARZO
 

ART. 1 - (Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale)
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull'intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:
 
a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all'articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall'articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020. L'elenco dei codici di cui all'allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze;
 
b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E' consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;
 
c) le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
 
d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;
 
e) sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l'istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;
 
f) è sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza;
 
g) sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l'attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale;
 
h) sono consentite le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
 
2. Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell'interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.
 
3. Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
 
4. Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.
 
 
Art. 2 - (Disposizioni finali)
1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

2.  Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
 
CREDITO DIMPOSTA PER CANONE DI LOCAZIONE: LAGENZIA DELLE ENTRATE ISTITUISCE IL CODICE TRIBUTO

20/03/2020

CREDITO D'IMPOSTA PER CANONE DI LOCAZIONE: L'AGENZIA DELLE ENTRATE ISTITUISCE IL CODICE TRIBUTO

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020 sull'istituzione del codice tributo per l'utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d'imposta per il canone di locazione (ex art. 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18).

L'articolo 65, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, prevede che “Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d'impresa è riconosciuto, per l'anno 2020, un credito d'imposta nella misura del 60 per cento dell'ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1”.

Il successivo comma 2 del richiamato articolo 65 stabilisce che “Il credito d'imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 ed è utilizzabile, esclusivamente, in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

Tanto premesso, al fine di consentire l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta di cui trattasi, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, è istituito il seguente codice tributo:

 “6914” denominato “Credito d'imposta canoni di locazione botteghe e negozi - articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto:

- nella sezione “Erario

- nella colonna “importi a credito compensati

ovvero

- nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell'agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.


Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l'anno per il quale è riconosciuto il credito d'imposta, nel formato “AAAA”.

Il codice tributo “6914” è utilizzabile a DECORRERE DAL 25 MARZO 2020.

Sempre sul sito dell'Agenzia delle Entrate è disponibile un vademecum in cui l'Agenzia illustra le misure fiscali contenute nel decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, che ha previsto interventi a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell'emergenza Coronavirus sull'economia.

Infine si allegano anche le risposte dell'AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE alle domande frequenti sul Decreto Legge n. 18/2020