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Negozianti contro banche è guerra sul costo dei Pos

04/03/2013

Negozianti contro banche è guerra sul costo dei Pos

“COMMISSIONI TROPPO CARE” ACCUSANO GLI ESERCENTI.

“PER GESTIONE E SICUREZZA INVESTIAMO MOLTO” DICONO GLI ISITUTI DI CREDITO.

LA CONTESA È DURISSIMA E HA COSTRETTO IL GOVERNO A SOSPENDERE LE TARIFFE MA ORA LE PARTI INVOCANO UN INTERVENTO DEFINITIVO

Su la Repubblica - Affari & Finanza del 4 marzo 2013, in attesa che il Governo faccia chiarezza sui costi dei Pos, i commercianti ribadiscono che le commissioni chieste dalle banche sono troppo care. Davanti a un muro contro muro, l'ultima parola l'avrà il prossimo governo che dovrà emanare un decreto per dirimere la questione. I commercianti insomma non ci stanno a vedere eroso il proprio giro d'affari. Oggi buona parte degli incassi avviene ancora in contante, mentre un provvedimento per incentivare le carte di credito convoglierebbe diversi miliardi verso le banche. «Va bene modernizzare — spiega Renato Borghi presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente nazionale di Confcommercio — ma non dobbiamo essere noi a pagare da soli i costi di questa modernizzazione». Il timore degli esercenti è forte. «Finora il tavolo tecnico di confronto col ministero e con l'Abi non ha prodotto nessun risultato apprezzabile — prosegue il presidente — e in casa nostra il costo dei pagamenti elettronici è più alto che in altri Paesi, la nostra media è del 3% dunque riteniamo che non sia un caso se altrove la carta di credito sia utilizzata almeno tre volte più spesso che da noi». Confcommercio ha persino chiesto e ottenuto il rinvio della norma del decreto Sviluppo che obbliga gli esercenti ad avere il pos e che ora entrerà in vigore il primo gennaio 2014. Questo in attesa che venga fatta chiarezza sulle commissioni bancarie con un decreto attuativo.