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NUOVE ZONE ROSSE PER EMERGENZA COVID: UN DRAMMA PER IL RETAIL DELLA MODA NEL BEL MEZZO DEI SALDI

15/01/2021 15.25.38

NUOVE ZONE ROSSE PER EMERGENZA COVID: UN DRAMMA PER IL RETAIL DELLA MODA NEL BEL MEZZO DEI SALDI

NUOVE ZONE ROSSE PER EMERGENZA COVID: UN DRAMMA PER IL RETAIL DELLA MODA NEL BEL MEZZO DEI SALDI

RENATO BORGHI: ”DANNI ALL'INTERA FILIERA DELLA MODA. SENZA INTERVENTI IMMEDIATI, L'APOCALISSE DEI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, PELLETTERIE E ACCESSORI SARA' INEVITABILE”


Nel primo giorno di una Milano Fashion Week in edizione virtuale, le notizie di un ritorno in fascia rossa per la Lombardia, la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano scuotono la capitale della moda.

“Una scelta che rischia di affondare l'intera filiera, in un momento cruciale per il settore – afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio. I saldi sono partiti con il freno tirato per le forti apprensioni degli operatori alle prese con uno slalom di paletti e aperture a geometria variabile e la dilagante confusione generata dai decreti anche nei consumatori. Il 91% delle imprese intervistate evidenzia un preoccupante decremento delle vendite, con sei imprese su dieci che dichiarano un calo tra il 50 e il 90%”.

“Dopo aver perso quella marginalità di sussistenza nel pieno della stagione – prosegue Borghi – per cause dovute certamente al minor reddito disponibile dei consumatori; all'eccessivo utilizzo dello smart working nel pubblico e nel privato; alla totale assenza dello shopping tourism; al venir meno delle occasioni d'incontro di lavoro e nel privato (pranzi, cene, feste, cerimonie, cinema, teatri, musei, “Prima della Scala”, piscine, palestre, ecc…), perdiamo ora anche la liquidità dei saldi che permette ai negozi di effettuare gli ordini alla produzione per le collezioni autunno/inverno 21/22, con ovvie ripercussioni sulla manifattura e sul made in Italy”.

“Per evitare l'apocalisse del retail della moda – conclude Borghi – servono misure shock per sostenere in modo concreto la continuità dei negozi attraverso un indennizzo sull'effettiva perdita di fatturato e un contributo per la rottamazione dei magazzini con un credito di imposta pari al 60% del valore di acquisto delle merci invendute”. 

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