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RENATO BORGHI SU VALORE ITALIA: SERVONO MISURE SHOCK A FAVORE DEL SETTORE MODA

12/03/2021 11.47.04

RENATO BORGHI SU VALORE ITALIA: SERVONO MISURE SHOCK A FAVORE DEL SETTORE MODA

Sul tabloid “Valore Italia”, allegato al quotidiano “Il Giornale”, è stata pubblicata l'intervista al Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi (a pagina 1 e 3), sulla necessità di misure shock a favore del settore moda: «Abbiamo registrato una notevole contrazione delle vendite tanto in quantità quanto in valore. Le risposte del Governo volte ad indennizzare le attività chiuse secondo i codici ateco hanno creato disagi nel settore. Per sopravvivere è indispensabile prevedere un contributo sulle rimanenze di magazzino, sotto forma di credito d'imposta del 30%. Servono poi indennizzi coerenti e proporzionati alle effettive perdite, a prescindere dal “colore” delle zone di riferimento e da percentuali minime di perdita di fatturato: non si capisce perché chi perde “solo” il 30% non debba essere indennizzato. Così come va trovata una soluzione per i negozi di camicie e maglieria, chiusi per decreto, ma che – avendo lo stesso codice attività 47.71.30 dei negozi di biancheria personale – sono stati ingiustamente ed inspiegabilmente esclusi dai precedenti Decreti ristori. Serve, infine, estendere anche nel 2021 le misure agevolative sui canoni di locazione.

Il settore ingrosso, pur non avendo subito limitazioni nelle aperture, ha però registrato enormi cali di fatturato dovuti alle restrizioni sui negozi di moda e ai blocchi negli spostamenti tra regioni e addirittura tra Comuni che hanno impedito di recarsi nei centri dei grossisti. È poi indispensabile pensare ad un intervento di contenimento del processo di disintermediazione favorito dall'online con l'introduzione di una web tax proporzionale ed effettivamente rispondente ai fatturati conseguiti in Italia dalle piattaforme di vendita. Il principio che vogliamo veder applicato, anche in relazione all'impennata di acquisti online registrati in emergenza covid, è quello dello “stesso mercato, stesse regole”, cioè un banale principio di democrazia economica.

Lo spirito di promuovere i consumi nei negozi di prossimità è rispondente ai nostri desiderata. Qualche dubbio, però, l'abbiamo sul metodo. La lotteria degli scontrini, infatti, parte in un periodo di restrizioni sia per gli operatori che per i consumatori. Dal lato dell'offerta, abbiamo riscontrato notevoli problemi per gli operatori a erogare il servizio per la difficoltà a reperire i software di aggiornamento cassa ed i lettori di codici a barre. Sarebbe stata utile una proroga per permettere a tutti di operare alle stesse condizioni, evitando così possibili fenomeni di concorrenza. Serve, poi, un sostegno alle imprese per le ulteriori spese che devono affrontare nonché abbassare i costi fissi per gli apparecchi POS e le relative commissioni praticate dalle banche. Personalmente credo che contrastare la ludopatia, da un lato, e utilizzare il gioco per favorire il cashless, dall'altro, sia una risposta amletica da parte del nostro Stato. Si sarebbe potuto ricorrere a soluzioni alternative come la detrazione delle spese effettuate con moneta elettronica».

Il Tabloid è disponibile in formato elettronico su https://issuu.com/golfarellieditoreinternationalgroup/docs/valore-ita-unica-marzo-21-low/2