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CORONAVIRUS: PRIME RILEVAZIONI DELLE SOFFERENZE DEI NEGOZI DI MODA E PROPOSTE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

28/02/2020 11.08.04

CORONAVIRUS: PRIME RILEVAZIONI DELLE SOFFERENZE DEI NEGOZI DI MODA E PROPOSTE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

In relazione alla situazione che si sta vivendo per la diffusione dell'epidemia da coronavirus, Federazione Moda Italia ha ricevuto numerose segnalazioni su tensioni commerciali a seguito del drastico calo del turismo cinese, in primis, ma anche da altre provenienze già a partire da gennaio e da un allarmismo mediatico che ha causato un crollo di presenze e consumi nel settore moda con  particolare riferimento a Milano, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna ed il Nord in generale, ma con estensione in ogni città d'Italia, con un calo generalizzato del 50-60% di vendite di prodotti di moda, acuito appunto in quest'ultimo periodo.

La rapida diffusione del virus ha influenzato, purtroppo negativamente, il normale svolgersi dell'attività lavorativa delle aziende associate viste le comprensibili reazioni dei consumatori che limitano le uscite e lo shopping, declinando ogni forma di acquisto “non necessaria” e procrastinabile a favore di acquisti legati quasi esclusivamente ai generi alimentari e farmacologici.

I buyer stessi (anche quelli che potevano approfittare della giornata di chiusura festiva dell'attività) hanno rinunciato a partecipare domenica 23 febbraio alla giornata di chiusura delle manifestazioni fieristiche White e The One Milano, in occasione della fashion week e sono numerosi gli imprenditori che hanno rinunciato di raggiungere Milano per completare gli ordini per la stagione autunno/inverno 2020/2021 negli showroom, nonostante la scadenza di fine mese.
 
Il timore, purtroppo, è che questa situazione influisca e ancor di più influirà negativamente sui ricavi delle nostre attività commerciali e conseguentemente sulle difficoltà ad effettuare i pagamenti previsti per la fine del mese e dei mesi a venire.

Federazione Moda Italia ha apprezzato, in tal senso, l'attenzione delle Istituzioni ai problemi del commercio, oltre naturalmente a quelli del turismo e dei pubblici esercizi, e ritiene straordinariamente necessario ed urgente lavorare insieme, come un vero Sistema, per proporre insieme misure volte a prevenire e contrastare un'emergenza anche economica del settore.
 
Per questo è auspicabile che le Istituzioni regionali, camerali e comunali possano promuovere eccezionali misure per superare gli effetti di una “Quarantena commerciale” attraverso bandi di sostegno alle imprese che prevedano, ad esempio:
  1. un contributo economico di 10mila euro a copertura dell'80% della spesa corrente totale sostenuta rivolto ad imprese che hanno subito l'impatto. Per queste imprese sarà possibile portare a rendicontazione spese come: canoni d'affitto, utenze, tributi locali, rate di mutuo/leasing, spese per il personale, formazione ecc…
  2. un contributo in conto capitale del 50% delle spese da sostenersi pari al massimo a 30mila euro per gli investimenti effettuati per il rilancio delle attività in vista della conclusione del periodo di emergenza come: attività di marketing con acquisto di strumentazione informatica, rinnovo dei locali,  arredi o impianti anche in relazione alla sostenibilità.
Infine, visto il prevedibile forte ritardo della partenza degli acquisti primavera/estate 2020 e degli approvvigionamenti della collezione autunno/inverno 2020/2021, occorrerebbe valutare un eventuale spostamento in via sperimentale delle date di avvio dei saldi.
 
Come Federazione Moda Italia, abbiamo proposto inoltre:
  1. il differimento delle tratte ai fornitori in scadenza
  2. la moratoria degli insoluti bancari in ABI - Banca D'Italia
  3. sospensione della segnalazione in Centrale Rischi
  4. una moratoria per IVA, tasse, utenze e mutui
  5. il differimento dei pagamenti dei canoni e agevolazione di locazione anche attraverso sgravi ai locatari
  6. la reintroduzione della cedolare secca al 21% sugli affitti di immobili commerciali
  7. il rilancio dello shopping tourism, prevedendo da subito il dimezzamento della soglia di accesso al tax free shopping, attualmente prevista a 154,95 euro che contribuirebbe ad ampliare la platea dei consumatori che potrebbe beneficiare della misura e favorirebbe tra l'altro anche il commercio, non solo su prodotti del lusso.
 
Del resto, come le persone più esposte al rischio di mortalità per coronavirus sono quelle con patologie pregresse, così nel mondo imprenditoriale anche le imprese in forte sofferenza come quelle del dettaglio moda per problemi di concorrenza sleale dei colossi del web, delle politiche di pricing di Outlet e catene, di diminuzione dei consumi nel mercato interno, sono maggiormente a rischio di estinzione. Negli ultimi otto anni, infatti, in Italia hanno chiuso oltre 52mila negozi di moda, a fronte di sole 26mila nuove aperture, con un saldo nati-mortalità negativo di 26.399 aziende del nostro settore. Ciò vuol dire che, negli ultimi otto anni, il nostro Paese ha perso 9 negozi di moda al giorno.
 
Per questo invitiamo tutti a tornare alla normalità e a fare acquisti sotto casa:

#ilcommerciononsiferma
#milanononsiferma
#lalombardianonsiferma
#litalianonsiferma
#federazionemodaitaliacè
#confcommerciocè
#federazionemodaitalia #confcommercio #alfiancodelleimprese #viviAMOlecittà
 
GLI ACQUISTI SOTTO CASA TI RIPAGANO SEMPRE
  1. incoraggiano le relazioni sociali;
  2. illuminano animi e strade;
  3. contribuiscono alla sicurezza;
  4. favoriscono il decoro e la pulizia;
  5. offrono servizio, cordialità, qualità, professionalità, esperienza, trasparenza e fiducia ed anche amicizia ai consumatori;
  6. garantiscono introiti ai Comuni con effetti positivi su quantità e qualità dei servizi pubblici;
  7. incrementano il valore degli immobili delle zone in cui insistono.

A seguito delle note vicende legate all'epidemia del COVID-19, Federazione Moda Italia, attraverso il Sistema Confcommercio, si è prodigata al fine di prevedere, a supporto delle Misure Urgenti in materia gestione dell'emergenze epidemiologica da COVID-2019 ed in particolare sulle prese ad oggi dalle Istituzioni, alcune soluzioni come, ad esempio, il differimento dei pagamenti dei canoni di locazione e la previsione di agevolazioni ai conduttori anche attraverso sgravi ai locatari e la reintroduzione della cedolare secca sugli affitti di immobili commerciali.

Nella consapevolezza che la priorità sia la salute pubblica, si ritiene altrettanto urgente intervenire per limitare i danni all'economia delle imprese del dettaglio moda e delle famiglie che ci lavorano.

Per questo, dopo aver messo a disposizione dei Soci che hanno subito nell'ultimo periodo problemi di liquidità un format di lettera di moral suasion sulla gestione delle scadenze nei rapporti con i fornitori, Federazione Moda Italia propone, sempre per quelle aziende che abbiano registrato un netto calo delle vendite in questo ultimo periodo, una nuova iniziativa di moral suasion per il drammatico momento che si sta vicendo che prevede un format di lettera da destinare ai proprietari immobiliari per una dilazione dei pagamenti dei canoni di locazione.