Cromo
< torna alla lista
RENATO BORGHI ALLA TRASMISSIONE ESSERE E AVERE DI RADIO24 SU CORONAVIRUS E CONSUMI

02/03/2020 10.10.18

APPELLO DI RENATO BORGHI A 'ESSERE E AVERE' DI RADIO24 SU CORONAVIRUS E CONSUMI: TORNIAMO A FAR SHOPPING

Il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, è intervenuto alla puntata dedicata allo "Speciale coronavirus e consumi: #STOPALLAPSICOSI" della trasmissione di Radio24 "ESSERE E AVERE" condotto da Maria Luisa Pezzani sull'analisi e il bilancio della situazione dal punto di vista dei consumi a seguito dell'emergenza coronavirus in Italia. La trasmissione ha fatto il punto sulla situazione dei consumi dall'assalto ai supermercati ai locali e negozi deserti, dai prodotti simbolo alle fake news, fino ai "meme" in rete e alle ripercussioni sui brand. Con l'intento dichiarato di fermare la psicosi, allentare la tensione e riportare l'allarme nella giusta dimensione. Perché tra informazione ufficiale, amplificazione di molti media e social network, si sono verificati non pochi corto circuiti.

Per il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi, intervenuto al minuto 14'24" della trasmissione sugli effetti della psicosi:

"Per quanto riguarda gli acquisti degli stranieri, che sono una componente molto importante nella moda visto che rappresentano il 70% su tutti gli acquisti fatti dai turisti extra UE in Italia, il totale fermo di arrivi di turisti cinesi che rappresentano il 30% dello shopping, ma anche di russi e americani, sta provocando un danno rilevante che si stima possa anche arrivare tra i 5 e i 7 miliardi di euro.

Sul fronte del mercato interno si sta assistendo in questi ultimi giorni ad una importante flessione dei ricavi tra il 50 e 60% anche nei luoghi non a rischio, a fronte della mancanza di consumi degli italiani per uno stato di psicosi e paura che si è ingenerato.

I negozi sono vuoti, ma sono aperti. Come a dire che c'è una parte dei cittadini che fantastica su complotti di carattere economico; una parte di cittadini che si fa prendere dal panico e prende d'assalto i supermercati; in mezzo c'è una parte di cittadini, leggasi le imprese, che continuano a stare dove devono stare, a lavorare a cercare di produrre ricchezza per il Paese e a garantire occupazione, perchè i negozi sono tutti aperti. Si dice che questo virus colpisce con effetti letali i portatori di patologie pregresse abbastanza gravi; così, per il nostro settore, quello della moda, ed in particolare per i negozi indipendenti e multibrand a conduzione familiare, questa crisi agisce già su una patologia pregressa. Il settore è infatti da tempo in sofferenza. Negli ultimi otto anni hanno chiuso 52mila punti vendita della moda a fronte dell'apertura di 26mila negozi.

Il problema riguarda anche l'intera filiera. Mi domando cosa succederà visto che la stragrande maggioranza dei prodotti di moda proviene da Paesi come Cina, Bangladesh, Birmania, ecc... e quale sarà lo stock di prodotti che le imprese produttrici riusciranno a portare in Italia. Si potrebbe pensare ad un reshoring 

Credo sia legittimo come sta facendo la Confcommercio invocare lo stato di crisi perchè ci saranno più decessi dal punto di vista economico che sanitario.

Infine un appello: Torniamo a far shopping. Riprendiamo a vivere noi a far rivivere le nostre città e a determinare il benessere condiviso per tutti che le imprese producono".

 

La trasmissione "ESSERE E AVERE" può essere seguita sul sito di Radio24  https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/essere-e-avere/puntata/speciale-coronavirus-e-consumi-stopallapsicosi-220545-ACThYoMB 

2599.92 Kb