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COVID–19 FASE 2: LINEE GUIDA PER LA RIPARTENZA DEI NEGOZI DI MODA TRA OBBLIGHI DI LEGGE E BUONE PRASSI


 

COVID–19 FASE 2: LINEE GUIDA PER LA RIPARTENZA DEI NEGOZI DI MODA TRA OBBLIGHI DI LEGGE E BUONE PRASSI

In occasione della riapertura dei NEGOZI DI MODA, FEDERAZIONE MODA ITALIA ha realizzato il documento "LINEE GUIDA PER LA RIPARTENZA  TRA OBBLIGHI DI LEGGE E BUONE PRASSI" (SCARICABILI CLICCANDO SUL LINK "CLICCA QUI" DI CUI SOPRA).

Uno STRUMENTO DI SUPPORTO E ACCOMPAGNAMENTO ALLE IMPRESE che, in conformità dei provvedimenti ATTUALMENTE IN VIGORE e in attesa di eventuali aggiornamenti e integrazioni che potrebbero essere previste anche da un nuovo DPCM, si pone l'obiettivo di dare CONSIGLI PRATICI per lavorare in sicurezza e tutelare la salute dei collaboratori e dei clienti nella straordinaria emergenza da COVID-19.

Il documento è stato aggiornato in base alle prescrizioni del DPCM del 17 maggio 2020 che all'Art. 1 - Misure urgenti di contenimento del  contagio  sull'intero  territorio nazionale prevede:

"1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale si  applicano  le  seguenti misure:
...
dd)  le  attivita'  commerciali  al  dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale  di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali  piu' del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette  attivita'  devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di  protocolli  o  linee  guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni  o  dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel  rispetto  dei principi contenuti nei protocolli o nelle  linee  guida  nazionali  e comunque in coerenza  con  i  criteri  di  cui  all'allegato  10.  Si raccomanda altresi' l'applicazione delle misure di  cui  all'allegato 11;". 

Valgono pertanto i contenuti previsti nell'ALLEGATO 17, con particolare riferimento alla scheda sul COMMERCIO AL DETTAGLIO.
 
In linea con le raccomandazioni di mantenere quanto più uniforme a livello nazionale le previsioni stabilite nel Protocollo del 24 aprile 2020 (“Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 Marzo 2020, integrato il 24 Aprile 2020, sottoscritto dalla Confcommercio con le Organizzazioni sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTuCS-UIL, su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'Economia, del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute il campo di applicazione è quello dei NEGOZI DI MODA e tiene conto dei seguenti documenti:

  1. Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” (per sei mesi e quindi fino al 31 luglio 2020), pubblicata in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 26 del 1° febbraio 2020;
  2. Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione INAIL aprile 2020 in cui il Commercio al dettaglio del settore Moda viene inserito in una classe di rischio “MEDIO – BASSO”;
  3. Decreto Legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008 e successive modifiche ed integrazioni “Testo unico sulla salute e sicurezza del lavoro”;  
  4. DPCM 17 maggio 2020 ed in particolare:
  5. Allegato 10: "Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020” 
  6. Allegato 11: "Misure per gli esercizi commerciali                                                                                                             
  7. Allegato 12: "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali”                                                                            
  8. Allegato 16: "Misure igienico-sanitarie"
  9. Allegato 17- Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020
  10. Circolare del Ministero della Salute n. 5.443 del 22 febbraio 2020

Le Linee Guida si dipanano in due STEP
- IL PROTOCOLLO DEL 24 APRILE 2020: LE COSE DA SAPERE PRELIMINARMENTE IN VISTA DELLA RIAPERTURA
- LA STRATEGIA PER LA RIAPERTURA

Completano il documento la CARTELLONISTICA UTILE aggiornata con un cartello/volantino contenente "Le soluzioni adottate nel negozio" e "Le attenzioni del cliente che entra in negozio"; una CHECK LIST DI AUTOCONTROLLO per favorire una sorta di AUTOVALUTAZIONE del Datore di Lavoro nel rispetto delle caratteristiche dell'attività svolta nel dettaglio moda, sulla scorta delle prescrizioni contenute nel Protocollo del 24 aprile 2020 ed infine una semplice CHECK LISTI DI SINTESI EX DPCM 17 MAGGIO 2020 DA INTEGRARE/MODIFICARE IN BASE AI PROVVEDIMENTI REGIONALI DI RIFERIMENTO.

 


 

Si consiglia, infine, la lettura della documentazione relativa alle LINEE GUIDA predisposte da CONFCOMMERCIO sulla ripartenza in sicurezza dei settori di attività ancora sottoposti a chiusura del commercio al dettaglio, della ristorazione, del turismo e dei servizi, nel rispetto delle misure sanitarie richieste alle imprese in merito alla prevenzione sul lavoro del rischio di contagio e sulla base dei Protocolli d'intesa del 26 marzo, siglato con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, e del 24 aprile, sottoscritto con Cgil, Cisl, Uil e tutte le parti datoriali. 
 
  1. fornitura di dispositivi di protezione individuale e adozione di misure organizzative, come smart working o turni di lavoro, per ridurre al minimo le presenze e garantire il distanziamento tra lavoratori e rispetto a terzi (es. clienti, fornitori, ecc.);
  2. individuazione della procedura da seguire, rispondente alle disposizioni di igiene pubblica, in caso di sintomi da Coronavirus per lavoratori o terzi presenti nel luogo di lavoro;
  3. esposizione in azienda di tutte le informazioni, procedure e misure igienico-sanitarie e comportamentali per essere conosciute da lavoratori e terzi che accedono ai luoghi di lavoro.
  4. la presenza sul luogo di lavoro di adeguati sistemi per il lavaggio e la disinfezione delle mani
  5. la distinzione tra pulizia e igienizzazione degli ambienti, affidata direttamente agli imprenditori, rispetto alla sanificazione prevista soltanto in specifici casi.

Viene poi richiesto alle Istituzioni un intervento normativo che chiarisca una volta per tutte due aspetti specifici ed in particolare che:

  1. l'eventuale infezione di un lavoratore, con relativa copertura da parte dell'Inail, non comporti responsabilità per il datore di lavoro che dimostri di avere adottato ed attuato le misure di prevenzione dal contagio
  2. questa stessa procedura venga adottata anche per terzi che accedono ai luoghi di lavoro.

In proposito, con riferimento al dibattito in corso sui profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro per le infezioni da Covid-19 dei lavoratori per motivi professionali, l'INAIL ha precisato che, dal riconoscimento come infortunio sul lavoro, non discende automaticamente l'accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro. In particolari, sul sito dell'INAIL è stata pubblicata una importantissima nota, molto attesa da Federazione Moda Italia-Confcommercio, relativa all'infortunio sul lavoro per Covid-19 che non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro. Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa.

 
ULTIME DISPOSIZIONI DEL 14 LUGLIO 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n. 176 del 14 luglio 2020 è stato pubblicato il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 luglio 2020 contenente "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19".

Con questo provvedimento, il Governo proroga al 31 luglio 2020 le misure di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2020 allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale.

Sono altresì confermate e restano in vigore, sino al 31 luglio 2020, le disposizioni contenute nelle ordinanze del Ministro della Salute del 30 giugno 2020 e del 9 luglio 2020.

Gli allegati 9 e 15 al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2020 sono sostituiti dagli allegati 1 e 2 al presente decreto.

ALLEGATO 1: "Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 14 luglio 2020" (relativamente alla scheda del "Commercio al Dettaglio" non sono state introdotte modifiche rispetto all'Allegato precedente)

ALLEGATO 2: "Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico".

 

 

 

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NUOVO CARTELLO INFORMATIVO FASE 2

NUOVO CARTELLO INFORMATIVO FASE 2

Federazione Moda Italia-Confcommercio ha realizzato un CARTELLO/VOLANTINO con l'obiettivo di rassicurare il personale e la clientela sulle "Soluzioni adottate dal NEGOZIO" e sulle "Attenzioni del CLIENTE che entra in negozio" per l'igiene e la salute.

Il CARTELLO/VOLANTINO, in formato word modificabile dalle Associazioni sulla base delle specifiche esigenze territoriali IN BASE AI PROTOCOLLI/LINEE GUIDA LOCALI, può essere esposto in negozio ed inserito nelle buste/shopper dopo ogni acqusito, con suggerimento di apporre il TIMBRO DEL NEGOZIO a garanzia delle prescrizioni seguite.

MASCHERINE: DIFFERENZE E ISTRUZIONI PER L'USO

MASCHERINE: DIFFERENZE E ISTRUZIONI PER LUSO

ACQUISTI IN SICUREZZA NEGLI ESERCIZI COMMERCIALI

ACQUISTI IN SICUREZZA NEGLI ESERCIZI COMMERCIALI

ACQUISTI IN SICUREZZA PER I CLIENTI

ACQUISTI IN SICUREZZA PER I CLIENTI

RACCOMANDAZIONI PER LA PREVENZIONE

RACCOMANDAZIONI PER LA PREVENZIONE

CARTELLO CORRETTA IGIENE E PULIZIA DELLE MANI

CORRETTA IGIENE E PULIZIA DELLE MANI

Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020

Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 sulle “RACCOMANDAZIONI ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell'attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento” a cura del Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19

Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie superfici, ambienti interni e abbigliamento.

Il Ministero della Salute ha pubblicato la Circolare 17644 del 22 maggio 2020 contenente "Indicazioni per l'attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento". 

Oltre ai criteri generali validi per tutta la popolazione, per le attività commerciali si indicano tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2:

  1. pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc.;
  2. disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati;
  3. garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d'aria.


Definizione: secondo le normative vigenti, la sanificazione è definita come il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell'aria.

I prodotti e le procedure da utilizzare per la sanificazione devono essere attentamente valutati prima dell'impiego, per tutelare la salute di lavoratori, utilizzatori, clienti e di tutti coloro che accedono alle aree sanificate. I prodotti utilizzati a scopo di disinfezione devono essere autorizzati con azione virucida come PMC9 o come biocidi dal Ministero della salute, ai sensi della normativa vigente.

Misure organizzative

A seguito della valutazione del contesto, per attuare idonee, mirate ed efficaci misure di sanificazione è necessario seguire appropriate misure organizzative, quali:

  1. Stabilire una procedura di azione e una pianificazione preventiva contro il SARS-CoV-2
  2. Aggiornarle secondo le istruzioni delle autorità sanitarie in ogni momento
  3. Effettuare la registrazione delle azioni intraprese, specificando data, ora, persone responsabili, ecc. e salvare tutta la documentazione che può essere generata.
  4. Incentivare la massima collaborazione di tutte le persone dell'organizzazione nell'adozione di misure preventive e il monitoraggio delle raccomandazioni condivise nel protocollo di prevenzione (all. 6 al DPCM del 26 aprile 2020).
  5. Informare e distribuire materiale informativo comprensibile desunto da fonti affidabili a tutto il personale, relativamente agli aspetti di base del rischio di contagio: misure di igiene personale e collettiva; criteri stabiliti dall'autorità sanitaria per definire se una persona è stata contaminata; le linee guida per l'azione di fronte a un caso sospetto COVID-19

Nello svolgimento delle procedure di sanificazione è raccomandato adottare le corrette attività nella corretta sequenza:

  1. La normale pulizia ordinaria con acqua e sapone riduce la quantità di virus presente su superfici e oggetti, riducendo il rischio di esposizione.
  2. La pulizia di tutte le superfici di mobili e attrezzature da lavoro, macchine, strumenti, ecc., nonché maniglie, cestini, ecc. deve essere fatta almeno dopo ogni turno.
  3. Il rischio di esposizione è ridotto ancor più se si effettuano procedure di disinfezione utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati (PMC o biocidi). È importante la disinfezione frequente di superfici e oggetti quando toccati da più persone.
  4. I disinfettanti uccidono i germi sulle superfici. Effettuando la disinfezione di una superficie dopo la sua pulizia, è possibile ridurre ulteriormente il rischio di diffondere l'infezione. L'uso dei disinfettanti autorizzati rappresenta una parte importante della riduzione del rischio di esposizione a COVID-19.
  5. I disinfettanti devono essere utilizzati in modo responsabile e appropriato secondo le informazioni riportate nell'etichetta. Non mescolare insieme candeggina e altri prodotti per la pulizia e la disinfezione: ciò può causare fumi che possono essere molto pericolosi se inalati.
  6. Tutti i detersivi e i disinfettanti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini.
  7. L'accaparramento di disinfettanti o altri materiali per la disinfezione può comportare la carenza di prodotti che potrebbero invece essere utilizzati in situazioni particolarmente critiche.
  8. Bisogna indossare sempre guanti adeguati per i prodotti chimici utilizzati durante la pulizia e la disinfezione, ma potrebbero essere necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale (DPI, specie per i prodotti ad uso professionale) in base al prodotto.

Se il posto di lavoro, o l'azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l'area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali.

La maggior parte delle superfici e degli oggetti necessita solo di una normale pulizia ordinaria.

Interruttori della luce e maniglie delle porte o altre superfici e oggetti frequentemente toccati dovranno essere puliti e disinfettati utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati dal Ministero della salute per ridurre ulteriormente il rischio della presenza di germi su tali superfici e oggetti. (Maniglie delle porte, interruttori della luce, postazioni di lavoro, telefoni, tastiere e mouse, servizi igienici, rubinetti e lavandini, maniglie della pompa di benzina, schermi tattili.)

Ogni azienda o struttura avrà superfici e oggetti diversi che vengono spesso toccati da più persone. Disinfettare adeguatamente queste superfici e questi oggetti. Pertanto:

  1. Pulire, come azione primaria, la superficie o l'oggetto con acqua e sapone.
  2. Disinfettare se necessario utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati, evitando di mescolare insieme candeggina o altri prodotti per la pulizia e la disinfezione.
  3. Rimuovere i materiali morbidi e porosi, come tappeti e sedute, per ridurre i problemi di pulizia e disinfezione.
  4. Eliminare elementi d'arredo inutili e non funzionali che non garantiscono il distanziamento sociale tra le persone che frequentano gli ambienti (lavoratori, clienti, fornitori). Le seguenti indicazioni possono aiutare a scegliere i disinfettanti appropriati sulla base del tipo di materiale dell'oggetto/superficie; si raccomanda di seguire le raccomandazioni del produttore in merito a eventuali pericoli aggiuntivi e di tenere tutti i disinfettanti fuori dalla portata dei bambini:

a) materiale duro e non poroso oggetti in vetro, metallo o plastica - preliminare detersione con acqua e sapone; - utilizzare idonei DPI per applicare in modo sicuro il disinfettante; - utilizzare prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati (vedi note 8 e 9);

b) materiale morbido e poroso o oggetti come moquette, tappeti o sedute. I materiali morbidi e porosi non sono generalmente facili da disinfettare come le superfici dure e non porose. I materiali morbidi e porosi che non vengono frequentemente toccati devono essere puliti o lavati, seguendo le indicazioni sull'etichetta dell'articolo, utilizzando la temperatura dell'acqua più calda possibile in base alle caratteristiche del materiale. Per gli eventuali arredi come poltrone, sedie e panche, se non è possibile rimuoverle, si può procedere alla loro copertura con teli rimovibili monouso o lavabili.

Procedure di pulizia e sanificazione per ambienti esterni di pertinenza: è necessario mantenere le pratiche di pulizia e igiene esistenti ordinariamente per le aree esterne. Nello specifico, le aree esterne richiedono generalmente una normale pulizia ordinaria e non richiedono disinfezione. Alcune aree esterne e strutture, come bar e ristoranti, possono richiedere azioni aggiuntive, come ad esempio disinfettare superfici dure quali tavoli, sedie, sedute all'aperto e oggetti spesso toccati da più persone. Non è stato dimostrato che spruzzare il disinfettante sui marciapiedi e nei parchi riduca il rischio di COVID-19 per il pubblico, mentre rappresenta un grave danno per l'ambiente ed il comparto acquatico.

Nell'ambito dell'attuale momento emergenziale si prospetta la necessità di riaprire in totale sicurezza ambienti non frequentati prima della ripresa delle attività, e ambienti complessi quali potrebbero essere i negozi di abbigliamento. Se il posto di lavoro, o l'azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l'area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo.

Dopo la ripresa dell'attività, per gli ambienti chiusi sottoposti a NOTEVOLI AFFLUSSI DI PUBBLICO e contenenti materiali con esigenze di disinfezione aggiuntive per i CAPI DI ABBIGLIAMENTO, è opportuno programmare trattamenti giornalieri, o comunque a cadenza regolare definita.

  1. Il rispetto di alcune buone prassi previste per il comportamento delle persone (uso di guanti e dispenser con gel idroalcolici all'ingresso delle cabine di prova, impedire contatto con la merce esposta senza guanti) POTENZIEREBBE gli effetti della sanificazione periodica dei locali; insieme LIMITEREBBERO la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.
  2. I camerini DEVONO essere sanificati (pulizia e disinfezione delle superfici esposte) in ragione della frequenza del loro utilizzo.
  3. Il vapore secco SEMBRA ESSERE il metodo CONSIGLIABILE per la sanificazione degli abiti.
  4. L'utilizzo di prodotti chimici è SCORAGGIATO per motivi legati alla stabilità dei colori, alle caratteristiche delle fibre ed al potenziale impatto eco tossicologico.
  5. Le radiazioni ionizzanti sono DIFFICILMENTE esportabili a livello di attività commerciale: le lampade UV-C POTREBBERO essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d'uso, MA non per tutti i capi d'abbigliamento (ad es., è sconsigliato per biancheria trattata con sbiancanti ottici e per abiti in fibre naturali dai colori accesi o intensi).
  6. Il lavaggio dei capi, sia in acqua con normali detergenti oppure a secco presso le lavanderie professionali, è certamente una buona prassi in grado di rispondere alle esigenze di sanificazione, ma rappresenta un processo di manutenzione straordinario.