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SALDI E PROMOZIONI

SALDI INVERNALI 2017/2018

Dopo una positiva partenza nei primi giorni di inizio saldi, le vendite hanno subito purtroppo un brusco rallentamento, registrando un calo medio del 4,2% in tutta Italia rispetto al dato dello stesso periodo del 2017.

Il 19% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo periodo di saldi un incremento ed il 31% una stabilità degli incassi (Il 50% delle aziende italiane ha registrato quindi, mediamente, un incremento o stabilità), a fronte di un 50% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2017.

Più affluenza nelle vie commerciali, in centro città e nei negozi dei centri commerciali. Spazio in particolare all'acquisto di: maglieria, camiceria, stivali e scarpe per il tempo libero.

SALDI ESTIVI 2017: -4,7% DOPO IL PRIMO MESE DI LUGLIO. DOPO UNA PARTENZA DEI PRIMI GIORNI (+3%) CHE CI FACEVA BEN SPERARE, SIAMO TORNATI – COMPLICE, FORSE, IL GRAN CALDO E LA MINOR VOGLIA DI PROVARE – IN SOFFERENZA
Ad un mese dall'avvio dei saldi estivi è tempo di primi bilanci. Il miglioramento del 2,8% delle vendite dei primi giorni è già stato purtroppo rimpiazzato dal calo del 4,7% medio riscontrato dal monitoraggio di Federazione Moda Italia sulle aziende del settore moda, rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando il dato era ancora negativo dell'1,3%). Il dato medio tiene in considerazione i risultati dei Comuni turistici, centri urbani e delle vie commerciali e le performance meno entusiasmanti delle vie periferiche e meno commerciali. Il 26% (era il 31% nel 2016) delle aziende che hanno risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo mese un incremento ed il 29% una stabilità degli incassi (era il 20% nel 2016) a fronte di un 47% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2016 (era del 49%). Scontrino medio 75 euro

 

SALDI ESTIVI 2017: PARTENZA ALL'INSEGNA DI UN CERTO OTTIMISMO
In questa prima rilevazione dei saldi estivi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha raccolto numerose segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Ferrara, Forli-Cesena Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini), Friuli Venezia Giulia (Trieste, Pordenone, Udine), Liguria (Imperia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Milano, Monza-Brianza Pavia, Varese), Piemonte (Alessandria, Asti, Cuneo-Alba, Vercelli), Puglia (Lecce), Toscana (Pisa, Siena), Trentino Alto Adige (Trento), Veneto (Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Verona). A una settimana dall'avvio dei saldi estivi, si registra un incremento delle vendite pari al 2,8% e la maggior parte delle imprese, il 67,7%, segnala un incremento o una stabilità delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2016 (il 41,1% ha dichiarato un miglioramento, il 26,6% ha riscontrato stabilità), mentre il 32,3% ha dichiarato un calo. Tra gli articoli più richiesti in questi primi giorni, costumi da bagno, calzature sportive, sandali, polo, camicie, abiti leggeri da donna, pelletteria: è quanto si legge in un comunicato di Federazione Moda Italia-Confcommercio che ha effettuato un focus tra i propri associati sull'andamento dei saldi a una settimana dall'avvio. «Sulla scorta delle segnalazioni che ci sono giunte – ha dichiarato il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi – possiamo dire che i saldi estivi sono partiti con il piede giusto e all'insegna di un certo ottimismo, con un piccolo miglioramento di quasi il 3% rispetto allo scorso anno. È ancora presto, tuttavia, per tirare le somme e fare un vero bilancio sulle vendite che avremo solo a fine mese, ma partire con il piede giusto e vedere segnali positivi, incoraggia; anche se – come noto – i saldi non rappresentano per i commercianti una situazione vantaggiosa di vendita. Per i consumatori, invece, rimangono una grande opportunità di acquisto “reale” dove, a differenza di quello virtuale, il prodotto può essere visto, toccato, indossato e portato subito a casa». Il Monitoraggio di Federazione Moda Italia prosegue anche questa settimana.

 

 

SALDI INVERNALI 2017: IL MESE DI GENNAIO CHIUSO CON UN -5%
In occasione della seconda rilevazione dei saldi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha riscontrato un sensibile calo dei consumi (-5,35%) rispetto al dato del mese di gennaio 2016. Numerose sono le segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti e Pescara), Campania (Napoli, Salerno), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia), Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Trieste), Lazio (Rieti e Roma), Liguria (Genova, Imperia e Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona, Macerata) Piemonte (Alessandria, Asti, Cuneo, Torino), Puglia (Bari, Foggia, Lecce), Sardegna (Cagliari, Oristano), Sicilia (Caltanissetta, Palermo e Ragusa), Toscana (Arezzo, Grosseto, Firenze, Pisa e Siena), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Vicenza). Il 22% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo secondo monitoraggio un incremento ed il 25% una stabilità degli incassi, a fronte di un 53% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2016. Meno del 50% (47% per l'esattezza) delle aziende italiane ha registrato, mediamente, un incremento o stabilità. Per il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: «Nonostante sia arrivato il freddo, le vendite dei capi più pesanti non sono decollate ed i saldi di gennaio hanno subito una brusca e gelida frenata. Sono quanto mai urgenti politiche di sostegno ai consumi, con meno interventi spot e più impegno alla riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese. È inderogabile almeno il taglio delle aliquote IRPEF».

 

SALDI INVERNALI 2017: +1% NEL PRIMO LUNGO PONTE DI FESTE DI GENNAIO
In questa prima rilevazione dei saldi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia evidenzia una certa stabilità delle vendite, con un dato medio del +1,1% rispetto al dato dello stesso periodo di giorni di saldo del 2016. Numerose sono le segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti), Campania (Napoli, Salerno), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia), Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Trieste), Lazio (Roma), Liguria (Genova, Imperia e Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Alessandria, Asti, Cuneo, Torino), Puglia (Bari, Foggia), Sardegna (Cagliari, Oristano), Sicilia (Caltanissetta, Ragusa), Toscana (Arezzo, Grosseto, Firenze e Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Vicenza). Il 32,5 delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo periodo di saldi un incremento ed il 29,5% una stabilità degli incassi, a fronte di un 38% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2016 dovuto per lo più nelle zone colpite dalle forti nevicate. Nonostante questo, il 68% delle aziende italiane ha registrato, mediamente, un incremento o stabilità.

 SALDI ESTIVI 2016: -1,3% DOPO IL PRIMO MESE DI LUGLIO
Ad un mese dall'avvio dei saldi estivi è tempo di primi bilanci poichè il lieve miglioramento delle vendite dei primi giorni è già stato rimpiazzato dal calo dell'1,3% medio riscontrato dal monitoraggio di Federazione Moda Italia sulle aziende del settore moda, rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta appunto di un dato medio che tiene in considerazione tanto i migliori risultati dei Comuni turistici, centri urbani e delle vie commerciali quanto delle performance meno entusiasmanti delle vie perifieriche e meno commerciali. Un ringraziamento va alle Associazioni provinciali delle Regioni Abruzzo (L'Aquila), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona, Pesaro-Urbino), Piemonte (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo-Alba, Torino, Vercelli), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta), Toscana (Grosseto e Pisa), e Veneto (Venezia, Verona, Vicenza), che hanno contribuito all'indagine con l'invio dei loro questionari. Il 31% delle aziende che hanno risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo mese un incremento ed il 20% una stabilità degli incassi a fronte di un 49% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2015.

 

SALDI ESTIVI 2016: +0,31% DOPO I PRIMI QUINDICI GIORNI DI SALDI

Anche in questa seconda rilevazione dei saldi, Federazione Moda Italia ha raccolto grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, numerose segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona, Pesaro-Urbino), Piemonte (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo-Alba, Torino, Vercelli), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta), Toscana (Grosseto e Pisa), e Veneto (Venezia, Verona, Vicenza). Si evidenzia un lieve miglioramento delle vendite con un dato medio del +0,31% rispetto al 2015. Il 41,6% delle aziende che hanno risposto ai questionari ha riscontrato in questi primi quindici giorni un incremento ed il 22,7% una stabilità degli incassi a fronte di un 35,7% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2015.

 

SALDI INVERNALI 2016: -1,83% NEL MONITORAGGIO DEL MESE DI GENNAIO
In questa rilevazione dell'andamento delle vendite nel primo mese di gennaio, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia evidenzia una certa stabilità, con un dato medio del –1,83% rispetto al dato dello stesso periodo del 2015. Numerose sono le segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti, Pescara), Calabria (Reggio Calabria), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Parma, Piacenza), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari, Foggia, Lecce), Sardegna (Cagliari, Sassari), Sicilia (Caltanissetta, Palermo), Toscana (Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza). Il 25,33% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo periodo di saldi un incremento ed il 33,07% una stabilità degli incassi. A fronte di un 41,60% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2015. Il 58,4% ha registrato, quindi, un incremento o stabilità. 

 

SALDI INVERNALI 2016: -0,5% NEL PRIMO MONITORAGGIO DI GENNAIO

In questa prima rilevazione dei saldi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia evidenzia una certa stabilità delle vendite, con un dato medio del – 0,5% rispetto al dato dello stesso periodo di giorni di saldo del 2015. Numerose sono le segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti, Pescara), Calabria (Reggio Calabria), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Parma, Piacenza), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari, Foggia, Lecce), Sardegna (Cagliari, Sassari), Sicilia (Caltanissetta, Palermo), Toscana (Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza). Il 37,9% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo periodo di saldi un incremento ed il 30,4% una stabilità degli incassi. A fronte di un 31,7% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2015. Il 68,3% ha registrato, quindi, un incremento o stabilità. Lo scontrino medio è leggermente diminuito, passando da 111,36 euro dell'anno scorso a 108,01 euro di quest'anno.

NEI PRIMI DUE MESI DEL 2015 TIMIDI SEGNALI POSITIVI

A conclusione dei saldi invernali, Federazione Moda Italia-Confcommercio, grazie alla preziosa collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale ha monitorato l'andamento delle vendite di gennaio e febbraio 2015, evidenziando una sostanziale stabilità delle vendite in saldo rispetto allo stesso periodo del 2014. Nel complesso, i saldi hanno registrato un leggero segno positivo (+0,49%). Tenendo conto della media delle vendite di gennaio e febbraio, il 46,2% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato un incremento ed il 25,9% una stabilità degli incassi. Il 27,9% ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2014. Il 72,1% ha registrato, quindi, un incremento o stabilità. Lo scontrino medio in questi due mesi è stato di 95,31 euro. Per il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: «I saldi che, nonostante la crisi dei consumi che sta attanagliando il nostro Paese, continuano a rappresentare una straordinaria occasione sia per i clienti italiani alla ricerca dell'affare sia per i turisti stranieri amanti della qualità, del buon gusto e del Made in Italy, sono andati leggermente meglio a gennaio (+1.16%) ed un po' peggio a febbraio (-0.16%). Dal monitoraggio emerge comunque un dato positivo che riguarda le alte percentuali di aziende (72,1%) che hanno registrato incrementi o stabilità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Va comunque detto che, nonostante gli sconti elevati, che peraltro non hanno permesso agli operatori commerciali di migliorare la situazione dei ricavi, questi saldi non hanno dato quel segnale di uscita dal tunnel che in molti si aspettavano. La stagione invernale, anche per questioni meteorologiche, non è mai decollata e le vendite di fine stagione non hanno permesso di recuperare le mancate entrate. L'attenzione si sposta ora sulla nuova stagione primavera estate e, soprattutto, su EXPO 2015, ormai alle porte».

SALDI INVERNALI 2015: + 3,01% NEL PRIMO LUNGO WEEK-END DI GENNAIO

In questa prima rilevazione dei saldi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha raccolto numerose segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti), Calabria (Catanzaro), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Trieste, Udine), Lazio (Roma, Latina, Rieti, Viterbo), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari – BAT-Barletta), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta), Toscana (Firenze, Lucca, Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Treviso, Venezia e Vicenza). Si evidenzia un miglioramento delle vendite con un dato medio del + 3,01% rispetto al dato del 2014. Il 58,1% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo lungo ponte di saldi un incremento ed il 23,7% una stabilità degli incassi. A fronte di un 18,2% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2014. L'81,8% ha registrato, quindi, nel primo weekend lungo di saldi un incremento o stabilità. Lo scontrino medio è leggermente diminuito, passando da 113 euro dell'anno scorso a 111,36 euro di quest'anno.

 

SALDI ESTIVI 2014: + 0,78% DOPO I PRIMI QUINDICI GIORNI DI SALDI

Anche in questa seconda rilevazione dei saldi, Federazione Moda Italia ha raccolto grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, numerose segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Trieste), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Palermo), Toscana (Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa e Pistoia), Umbria (Perugia), e Veneto ( Treviso, Venezia e Vicenza). Si evidenzia un lieve miglioramento delle vendite con un dato medio del +0,78% rispetto al 2013. Il 59% delle aziende che hanno risposto ai questionari ha riscontrato in questi primi quindici giorni un incremento o una stabilità degli incassi a fronte di un 41% che ha avuto un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2013. Lo scontrino medio da 92 euro dell'anno scorso è passato a 98 euro di quest'anno.

SALDI ESTIVI 2014: LA PREVISIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA. 237 EURO LA SPESA MEDIA PER FAMIGLIA E 101 EURO PER PERSONA

Dopo Molise, Campania e Basilicata dove sono già iniziati  i primi due giorni di luglio, da domani i saldi estivi partiranno anche nelle altre regioni. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo 237 euro per un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro. Le vendite estive rappresentano sempre un momento di richiamo per le famiglie, anche se negli ultimi anni la quota destinata a questo tipo di acquisto si è ridotta costantemente in linea con le esigenze di un bilancio familiare condizionato da un calo del reddito disponibile. Per il Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio, Renato Borghi: «Ci auguriamo che il bonus di 80 euro, di cui hanno beneficiato 10 milioni di italiani, contribuisca a dare una scossa ai consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi. La speranza è motivata anche dalla leggera crescita della fiducia personale registrata nel mese di giugno. Le proposte nei nostri negozi, stante la stagnazione delle vendite nel mese di giugno dovuta all'inclemenza climatica, saranno quest'anno particolarmente interessanti sia per varietà e molteplicità di scelta che per gli sconti che prevediamo mediamente superiori al 40%. I saldi dimostrano di conservare un appeal sempre forte da parte dei consumatori ed i nostri negozi si avvarranno di queste vendite per incontrare le diverse esigenze dei clienti italiani e stranieri che raggiungeranno appositamente l'Italia per questo ricorrente rito collettivo».

 

MONITORAGGIO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA RILEVA CALO A FEBBRAIO DEL 5,54%

Sono oltre 1.300 i questionari delle aziende che hanno risposto al monitoraggio sui saldi di Federazione Moda Italia in collaborazione con le numerose Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila e Pescara), Calabria (Cosenza), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia, La Spezia, Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Novara, Torino), Puglia (Foggia), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta e Palermo), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). Il quarto ed ultimo monitoraggio dei saldi invernali ha evidenziato un calo medio del 5,54% rispetto al 2013 (il calo dello stesso periodo dell'anno scorso era pari al 10%). Il 25,6% delle aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 61,6% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013 (che era pari al 67%). Il 12,8% ha riscontrato una stabilità di vendite. Quindi poco meno del 40% (il 38,4% e circa l'11,4% in meno rispetto al primo mese di saldi, quando la percentuale era del 49,8%) ha registrato un incremento o stabilità nel secondo mese di saldi. Lo scontrino medio si è abbassato passando da 98,58 euro a conclusione del mese di gennaio a 88,67 del mese di febbraio.

SALDI INVERNALI 2014: A CONCLUSIONE DEL PRIMO MESE CALO MEDIO DEL 3,24%

Sono circa 1.100 i questionari delle aziende che hanno risposto al monitoraggio sui saldi di Federazione Moda Italia in collaborazione con le numerose Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila e Pescara), Calabria (Cosenza), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia, La Spezia, Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Novara, Torino), Puglia (Foggia), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta e Palermo), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). Il terzo monitoraggio ha evidenziato un calo medio del 3,24% rispetto allo stesso periodo di saldi del 2013 (il calo dello stesso periodo dell'anno scorso era pari al 9,27%). Il 23,8% delle aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 50,2% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013 (che era pari al 67%). Il 26% ha riscontrato una stabilità di vendite. Il 49,8% (quasi la metà delle imprese, ma circa il 18% in meno rispetto al primo lungo weekend di saldi) ha registrato un incremento o stabilità nel primo mese di saldi (nel 2013 la percentuale nel primo mese era del 33%). Lo scontrino medio si è abbassato passando da 113 euro nel 1° weekend a 95,29 euro nel 2° fine settimana per attestarsi a 98,58 euro a conclusione del mese di gennaio (nel 2013 lo scontrino medio era di 90 euro). Il quarto ed ultimo monitoraggio è previsto per lunedì 24 febbraio 2014, a conclusione del periodo dei saldi.

SALDI INVERNALI 2014: NEL SECONDO WEEKEND CALO MEDIO DEL 2,92%

Sono circa 800 i questionari delle aziende che hanno risposto al monitoraggio sui saldi di Federazione Moda Italia in collaborazione con le numerose Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila e Pescara), Calabria (Cosenza), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia, La Spezia, Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Novara, Torino), Puglia (Foggia), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta e Palermo), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). Il secondo monitoraggio ha evidenziato un calo medio del 2,92% rispetto allo stesso periodo di saldi del 2013 (il calo dello stesso periodo dell'anno scorso era pari al 5,42%,). Il 26% delle aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 45% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013 (che era pari al 57%). Il 29% ha riscontrato una stabilità di vendite. Il 55% (sempre positivo, ma quasi il 13% in meno rispetto al primo lungo weekend di saldi) ha registrato un incremento o stabilità nel secondo weekend lungo di saldi (nel 2013 la percentuale nel secondo weekend era del 43%). Anche lo scontrino medio si è abbassato passando da 113 euro nel 1° weekend a 95,29 euro nel 2° fine settimana (nel 2013 lo scontrino medio era di 92 euro).

SALDI INVERNALI 2014: NEL PRIMO WEEKEND CRESCITA MEDIA DEL 3%

Grazie alla preziosa ed indispensabile collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha effettuato il monitoraggio sull'andamento dei saldi invernali 2014 nel primo lungo weekend di gennaio. Numerosissime le aziende che hanno risposto al questionario (504!!!) di Federazione Moda Italia in collaborazione con le Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila e Pescara), Calabria (Cosenza), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia, La Spezia, Savona), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Novara, Torino), Puglia (Foggia), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta e Palermo), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) evidenziando un piccolo, ma importante incremento con un dato medio del 2,71% rispetto allo stesso periodo di saldi del 2013. Il 48,6% delle aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 32,3% % che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013. Il 19,1% ha riscontrato una stabilità di vendite. Il 67,7% ha registrato, quindi, nel primo weekend lungo di saldi un incremento o stabilità. Anche lo scontrino medio è più alto, passando da 102 euro rilevato l'anno scorso a 113 euro di quest'anno.

 

SALDI: MONITORAGGI DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

SALDI: MONITORAGGI DI FEDERAZIONE MODA ITALIA CONFCOMMERCIO

SALDI ESTIVI 2013: NEL PRIMO WEEKEND SI REGISTRA UN CALO MEDIO DEL 5,72%

Grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha effettuato il monitoraggio sull'andamento dei saldi estivi 2013 nel primo weekend di avvio delle vendite di fine stagione. Sono molto numerose le aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia in collaborazione con le Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti e Pescara), Basilicata (Potenza), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna e Reggio Emilia), Friuli Venezia Giulia (Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Imperia, Genova e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Varese), Piemonte (Asti, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Toscana (Arezzo, Grosseto, Pisa), Umbria (Terni), Veneto (Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) evidenziando un lieve peggioramento con un dato medio del -5,72% rispetto al primo week end di saldi estivi del 2012. Il 61% delle aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia ha riscontrato un decremento degli incassi a fronte di un 39% che ha avuto un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2012. Lo scontrino medio da 91,41 euro rilevato l'anno scorso a 92,30 euro di quest'anno. Il secondo monitoraggio è previsto per lunedì 15 luglio2013, a conclusione del secondo week end dei saldi e Federazione Moda Italia raccoglierà le nuove risposte ai questionari che – ricordiamo ai Soci – sono anche scaricabili dal nostro sito.

 

SALDI INVERNALI 2013: AD UN MESE DALL'AVVIO SI REGISTRA UN CALO MEDIO DEL 9,27%

Grazie al monitoraggio sull'andamento dei saldi invernali a conclusione del mese di gennaio condotto da Federazione Moda Italia, unitamente a numerosissime Associazioni provinciali, è stato possibile raccogliere quasi mille questionari di aziende del settore tessile moda, abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi delle Regioni Abruzzo (L'Aquila – Pescara – Chieti), Basilicata (Matera), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Trieste, Udine), Lazio (Roma e Rieti), Liguria (Imperia, Genova e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Asti, Cuneo, Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta) Toscana (Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Treviso, Venezia e Vicenza). Rispetto ai precedenti rilevamenti, le aziende ci hanno evidenziato un ulteriore peggioramento del volume d'affari, registrando un calo medio del 9,27% rispetto al primo mese di saldi del 2012. Il 33% delle aziende ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 67% che ha avuto un peggioramento sullo stesso periodo del 2012. Si è poi evidenziato un calo del 25% del valore dello scontrino medio passato dai 120 euro nel 2012 a poco più di 90 euro di quest'anno.

SALDI: IL MONITORAGGIO NEL SECONDO WEEKEND RILEVA UN CALO MEDIO DEL 5,42%
Sono circa 700 i questionari delle aziende che hanno risposto al monitoraggio sui Saldi di Federazione Moda Italia in collaborazione con le Associazioni provinciali delle Regioni Abruzzo (L'Aquila – Pescara – Chieti), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Trieste, Udine), Lazio (Roma), Liguria (Imperia, Genova e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese), Piemonte (Asti, Cuneo, Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta) Toscana (Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Treviso, Venezia e Vicenza). Si è evidenziato – a conclusione del secondo week end di saldi – un calo rispetto allo stesso periodo del 2012. Il calo medio rilevato è stato del 5,42% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il 43% delle aziende che hanno risposto ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 57% che hanno avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2012. Si è però abbassato lo scontrino medio da 120 euro rilevato l'anno scorso a poco più di 92 euro di quest'anno.

SALDI: IL MONITORAGGIO NEL PRIMO WEEKEND RILEVA UN INIZIO TRANQUILLO, MA POSITIVO GRAZIE AI TURISTI
Grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia ha effettuato il monitoraggio sull'andamento dei saldi invernali 2013 che ha permesso una prima importante rilevazione sulle aziende del settore moda che, numerose, hanno testimoniato la tenuta sostanziale dei saldi in questo primo weekend di avvio delle vendite di fine stagione. Sono tantissime le aziende che hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia in collaborazione con le Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L'Aquila – Pescara - Chieti), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena e Parma), Friuli Venezia Giulia (Udine), Lazio (Roma), Liguria (Imperia, Genova e La Spezia), Lombardia (Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Pavia, Varese), Piemonte (Asti, Cuneo, Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Toscana (Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Treviso, Venezia) evidenziando un lieve miglioramento con un dato medio del +0,98% rispetto al primo week end di saldi del 2012. Il 53% delle aziende che hanno risposto ha riscontrato un incremento degli incassi a fronte di un 47% che hanno avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2012. Si è però abbassato lo scontrino medio da 121 euro rilevato l'anno scorso a 102 euro di quest'anno.

FEDERAZIONE MODA ITALIA SUI SALDI ESTIVI: REGISTRATO UN CALO DEL 13% A CIRCA UN MESE DALL’AVVIO

FEDERAZIONE MODA ITALIA SUI SALDI ESTIVI: REGISTRATO UN CALO DEL 13% A CIRCA UN MESE DALL’AVVIO

3 agosto 2012 - A poco meno di un mese dall’avvio dei saldi estivi, Federazione Moda Italia – Confcommercio fa il punto sull’andamento delle vendite di fine stagione con un monitoraggio sugli operatori del settore moda, abbigliamento, intimo, calzature, pelletterie, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, avvalendosi della collaborazione delle Associazioni provinciali che hanno coinvolto numerose aziende. A conclusione del terzo monitoraggio a quasi un mese dall’inizio dei saldi, sono pervenuti oltre 750 questionari di aziende che hanno misurato l’andamento dei saldi estivi 2012 rispetto a quelli del 2011, dalle Regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Rispetto ai saldi estivi 2011, si riscontra un calo del 13%, con scontrino medio di 81 euro spesi principalmente per capi estivi come polo, t-shirt, bermuda, costumi e moda mare, sandali e ciabatte. Gli acquisti importanti, giacche ed abiti da uomo e da donna sono, se non strettamente necessari come in caso di cerimonie, rinviati a tempi migliori. “È emblematico e preoccupante  - sottolinea il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi - che neppure i saldi siano riusciti a rilanciare i consumi e che la grande disponibilità di assortimento, colori, taglie e, soprattutto, l’ottimo rapporto qualità prezzo non siano bastati ad incoraggiare i consumatori all’acquisto. Il futuro desta sempre più preoccupazione con un saldo negativo di ben 4.000 aziende del dettaglio moda in meno nel solo primo semestre 2012, a fronte delle 5.000 in meno di tutto il 2011, una pressione fiscale effettiva – quella che grava sui contribuenti in regola – da ‘record mondiale’ al 55% del Pil, i conguagli IMU da versare ed una disoccupazione in costante crescita salita al 10,8%”.

II MONITORAGGIO DEI SALDI ESTIVI: -12,33%

17 luglio 2012 - Prosegue il monitoraggio di Federazione Moda Italia sull'andamento dei saldi estivi 2012 sull’intero territorio nazionale grazie alla preziosa collaborazione delle Associazioni provinciali che hanno coinvolto numerose aziende del settore moda, abbigliamento, intimo, calzature, tessile per la casa, pelletterie, accessori ed articoli sportivi. A conclusione del secondo monitoraggio a dieci giorni dall’inizio dei saldi, sono pervenuti oltre 450 questionari di aziende che hanno misurato l’andamento dei saldi estivi 2012 rispetto a quelli del 2011. Hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia aziende associate alle Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L’Aquila), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Modena, Parma e Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Udine), Lazio (Rieti e Roma), Liguria (Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona, Pesaro Urbino), Piemonte (Cuneo, Novara e Torino), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Prato), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Verona, Venezia, Vicenza) evidenziando una perdita media del 12,33% rispetto ai saldi estivi del 2011; lo scontrino medio è di 83,27 euro.

MONITORAGGIO SALDI ESTIVI DI FEDERAZIONE MODA ITALIA: CONFERMATO CALO DEL 10%

9 luglio 2012 - Grazie alla preziosa collaborazione delle Associazioni provinciali di Federazione Moda Italia sull’intero territorio nazionale è stato possibile condurre un primo monitoraggio sull'andamento dei saldi estivi 2012 a seguito del primo week-end. Numerosissime (circa 250) le aziende che hanno testimoniato la situazione di vendita nei saldi estivi 2012 rispetto a quella del 2011. Hanno risposto al questionario di Federazione Moda Italia 250 aziende associate alle Associazioni provinciali del settore moda delle Regioni Abruzzo (L’Aquila), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Modena, Parma e Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Udine), Lazio (Rieti e Roma), Liguria (Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Cuneo e Novara), Puglia (Bari), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Caltanissetta), Toscana (Arezzo, Firenze, Grosseto, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Prato), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Verona, Venezia, Vicenza) evidenziano una perdita media del 10,06% rispetto al primo week end di saldi estivi del 2011; lo scontrino medio è di 91,41 euro. Sono andati discretamente bene gli abiti femminili leggeri, t-shirt, bermuda, shirt, maglieria, ma con preferenza ai prezzi bassi; bene anche l'intimo. Calo degli acquisti di giubbotti e abiti da uomo. Nelle calzature si è assistito un calo delle vendite, tranne che nei sandali.

APPROVATA DALLA X COMMISSIONE CONSILIARE "PICCOLE E MEDIE IMPRESE" DELLA REGIONE LAZIO UNA PROPOSTA DI LEGGE SUI SALDI

deroga alla data di inizio delle vendite di fine stagione

20 luglio 2012 - La X Commissione Consiliare “Piccole e Medie Imprese” della Regione Lazio ha approvato all’unanimità una proposta di legge che – se venisse approvata anche dal Consiglio regionale – consentirebbe ai commercianti del Lazio di derogare alla data di inizio delle vendite di fine stagione, esclusivamente per i saldi di gennaio 2013. La decisione di proporre una siffatta deroga – recita la relazione introduttiva della proposta di cui è primo firmatario il presidente della commissione, Francesco Saponaro (Lista Polverini) – muove dalle recenti indagini emerse sulla stampa locale che attestano come la normativa dei saldi viene costantemente aggirata soprattutto in questo periodo di profonda crisi e contrazione dei consumi. In effetti – indica “La Repubblica” – da anni il saldo “sotto banco”, quello che comincia un mese prima rispetto alla data ufficiale, pubblicizzato dai negozianti con sms e passa parola, è ormai una consuetudine. Il Presidente di Federazione Moda Italia Roma, Roberto Polidori è intervenuto in merito al provvedimento su “La Repubblica” e su “Il Corriere della Sera” del 18 luglio 2012: «Siamo fermamente contrari ad una leggina di un solo articolo che di fatto, abolendo i saldi, li consente a chiunque 12 mesi l’anno. Ciò crea confusione a danno degli operatori onesti e dei consumatori. Qui si stravolge l’intera disciplina in materia di saldi. È doveroso precisare che il Legislatore, fin dalla legge 80 del 1980, fissò i saldi per l’abbigliamento al 7 gennaio e al 7 luglio riconoscendo a tale merceologia il carattere di stagionalità. Tagliare con l’accetta un comma può avere conseguenze gravi: a partire da una vera e propria anarchia commerciale a favore del più forte, ossia la grande distribuzione che può permettersi,al contrario della rete dei negozi di vicinato, di sostenere campagne commerciali a tappeto per tutto l’anno».

LOMBARDIA: OK FEDERAZIONE MODA REGIONALE A PROMOZIONI PRIMA DEI SALDI

SALDI PROMOZIONI VENDITE STRAORDINARIE FEDERAZIONE MODA ITALIA LOMBARDIA

11 maggio 2012 - Federazione Moda Italia Lombardia, a seguito della discussione nel Consiglio Generale di Confcommercio Lombardia del 4 maggio 2012, data la perdurante fase di stagnazione dei consumi e la riduzione dei redditi disponibili delle famiglie, ha deciso di proporre all’Assessore regionale al Commercio la modifica della normativa sulle vendite di fine stagione al fine di sospendere il divieto di effettuare promozioni nei trenta giorni antecedenti i saldi e comunque dal 25 novembre al 31 dicembre. Premesso che in alcune Regioni (come l’Emilia Romagna ed il Friuli Venezia Giulia) e nella Provincia autonoma di Trento non è previsto alcun divieto e che la Conferenza delle Regioni ha approvato il 24 marzo 2011 un provvedimento volto a favorire unitariamente misure a tutela della concorrenza, concordando di rendere omogenea su tutto il territorio nazionale la data di inizio delle vendite di fine stagione, prevista il primo sabato del mese di luglio e per il primo giorno feriale antecedente l’Epifania, è anche prevedibile che, se anche in altre Regioni si decidesse di seguire l’iniziativa lombarda di sospendere il vincolo di anticipo delle promozioni rispetto ai saldi, la soluzione possa essere proposta in sede di Conferenza delle Regioni. Nei prossimi giorni Federazione Moda Italia Lombardia unitamente a Confcommercio Lombardia si incontrerà con Regione Lombardia per proporre una serie di modifiche legislative volte a regolare: vendite promozionali, Outlet e Temporary Shop.

SALDI: AD UN MESE DALL’AVVIO, SI CONFERMA UN CALO DEL 6% SUL 2011

3 febbraio 2012 - A distanza di un mese dall'inizio dei saldi, si è conclusa con il monitoraggio di mercoledì 1° febbraio 2012, la rilevazione sull'andamento delle vendite di fine stagione effettuata da Federazione Moda Italia. Grazie all'eccezionale contributo dei numerosi Sindacati provinciali di quasi tutta l'Italia che hanno coinvolto nell’iniziativa le aziende associate, sono pervenuti 800 questionari dalle Regioni Abruzzo (L'Aquila), Basilicata (Matera e Potenza), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Modena, Parma e Ravenna), Friuli Venezia Giulia (Trieste e Udine), Lazio (Rieti e Roma), Liguria (Genova e La Spezia), Lombardia (Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio e Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Alessandria, Asti, Cuneo e Torino), Puglia (Taranto), Sardegna (Cagliari), Sicilia (Palermo), Toscana (Arezzo, Massa Carrara e Pisa), Trentino (Trento), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). La media aritmetica dei dati trasmessi rileva che un calo c'è stato ma non così drastico come indicato da taluni. Il monitoraggio – effettuato su aziende plurimarca e monomarca, nei centri e nelle periferie tanto dei capoluoghi di provincia quanto negli altri comuni – evidenzia una perdita media del 6% rispetto allo stesso periodo di saldi del 2011. Lo scontrino medio e di 119 euro.

SALDI – DAL 5 GENNAIO AL VIA UN “RITO” PER QUASI SETTE ITALIANI SU DIECI

Da un’indagine sui saldi invernali 2012 realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche emerge che la crisi economica non modifica sostanzialmente l’atteggiamento degli italiani verso i saldi: quasi sette italiani su dieci, infatti, non mancheranno all’appuntamento con gli acquisti a prezzo scontato che da oggi inizieranno praticamente in tutta Italia. Secondo le intenzioni di spesa, le principali tipologie di acquisti saranno i capi di abbigliamento (cappotti, maglioni, pantaloni, giacche, ecc.) e calzature. Il 68,1% dei consumatori spenderà meno di 200 euro (+11,4% rispetto allo scorso anno) e la quasi totalità delle imprese (96,5%) proporrà ai consumatori uno sconto medio sui prodotti posti in vendita a saldo fino al 50%. Per quanto riguarda la qualità dei prodotti venduti in saldo, il 90% dei consumatori la giudica positivamente e oltre l’85% pensa che la varietà sia “molto” o “abbastanza” buona. Oltre sei consumatori su dieci si sentono tutelati acquistando capi in saldo con un 73,6% che attribuisce una maggiore importanza alla qualità rispetto al prezzo. Ad attendere la fatidica “ora X”, sono soprattutto le donne, gli individui di età compresa tra i 25 e i 44 anni e i residenti del Centro, del Sud Italia e delle aree metropolitane.