Cromo

FEDERAZIONE MODA ITALIA CUNEO

PRESIDENTE: ROBERTO RICCHIARDI

C/O Confcommercio-Imprese per l'Italia- della Provincia di Cuneo

Via Amedeo Avogadro 32

12100 Cuneo

e-mail:cuneo@confcommercio.it

sito internet: www.confcommercioprovinciadicuneo.it

I componenti il Consiglio Direttivo provinciale:

Claudio Balansino, vice presidente vicario (Savigliano)
Micaela Delsanto, vice presidente (Alba)
Paolo Marini, vice presidente (Mondovì)
Consiglieri:
Manuela Pecchio (Bra)
Cinzia Ellena (Carrù)
Valeria Bellino (Fossano)
Nadia Di Mauro (Saluzzo)

Segreteria: Enrico Cavallera

NOTIZIE

4 agosto 2012 - Vendite promozionali tutto l’anno? I commercianti cuneesi non sono d'accordo. Torna alla ribalta il problema che pareva risolto, non senza discussioni, con l'intervento di Confcommercio, relativo al complesso rapporto tra le varie tipologie di vendite straordinarie. “L'importante risultato, ottenuto circa 10 anni fa, con il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti i saldi per non ridurre l'efficacia di questi ultimi, è di nuovo in discussione - spiega Luigi Isoardi, vice presidente della Confcommercio provinciale e ai vertici di Federmoda Cuneo – e questo è molto preoccupante. In pratica la decisione assunta tempo addietro, dopo una lunga serie di impegnativi confronti, è in forse.” La Regione Lombardia, a giugno 2012, ha preferito cancellare il suddetto divieto, liberalizzando di fatto le vendite promozionali tutto l’anno. Questo ha messo in difficoltà i commercianti delle province piemontesi confinanti, ancora vincolati, invece, all'obbligo di astenersi dall'iniziativa. E’ vero che in via transitoria, a livello regionale, Milano ha limitato ad un anno la validità della modifica al regolamento, ripromettendosi di riesaminare l’esito delle decisioni prese, ma se la norma confermasse in via definitiva l’abolizione del divieto verrebbe senz’altro messo in grande difficoltà il commercio delle città confinanti. Se, sino ad ora, il Piemonte ha dovuto subire il cambiamento dei vicini di casa per la mancanza dei tempi tecnici necessari per intervenire,  nelle scorse settimane si è deciso di passare all'azione. “Ad inizio luglio, a Fossano – dice ancora Isoardi – si è svolto il Consiglio direttivo provinciale di Federmoda Cuneo. Ne è scaturito un ordine del giorno, votato all'unanimità, a favore del mantenimento del divieto di consentire le vendite promozionali sia a dicembre che a giugno. Il documento è stato sottoposto ai vertici di Confcommercio Piemonte e Federmoda Piemonte per ribadire la ferma contrarietà all’abolizione del divieto da parte dei commercianti dei settori interessati cuneesi”. A maggioranza dei rappresentanti delle provincie piemontesi si è comunque convenuto di inviare una lettera al coordinamento Stato-Regioni evidenziando tutte le nostre perplessità in merito alla liberalizzazione in atto delle vendite promozionali. “Permettere indiscriminatamente le promozioni tutto l’anno, - conclude Isoardi – creerebbe un problema di fondo legato alla trasparenza del mercato: come può il consumatore percepire e verificare lo sconto applicato, se non vi è un paragone certo di confronto?”. Per il consumatore le distinzioni sono difficili. In realtà le vendite di fine stagione (saldi) si fanno in gennaio e luglio e riguardano prodotti legati alla moda, quindi suscettibili di deprezzamento se restano sugli scaffali, avendo carattere stagionale. Le promozioni, invece, possono essere effettuate dall'esercente in modo autonomo per un periodo limitato e riguardano solo una parte delle merci presenti in negozio. Entrambi fanno leva sull'eccezionalità e potrebbero perdere smalto in caso di eccessi.

6 luglio 2012 - Anche a Cuneo, come nel resto del Piemonte, prenderanno il via sabato 7 luglio le grandi svendite di fine stagione. “Dopo una primavera decisamente da dimenticare – spiega Luigi Isoardi, Presidente Provinciale di Federmoda e Vice Presidente della Confcommercio Provincia di Cuneo – poniamo come sempre buone aspettative nei saldi di fine stagione, soprattutto nelle prime settimane.” I saldi rappresentano ancora un momento di forte impatto nell’immaginario della famiglia, nonostante la forte crisi dei consumi in generale che induce ad acquisti moderati ed oculati. Ormai da tempo con le svendite di fine stagione non si vendono quasi più le rimanenze di magazzino degli anni passati, ma merce “fresca di stagione” invenduta per cause disparate: da un lato la crisi e dall’altro l’andamento delle stagioni, sempre più scostante. “Di certo il periodo economico non felicissimo presenterà dei dati che non sono paragonabili agli anni passati, - precisa Isoardi -  ma l’offerta di prodotti di stagione unita alle vantaggiose percentuali di sconto sono indubbiamente un’occasione da non lasciarsi sfuggire per provare ad acquistare l’articolo tanto desiderato a prezzo ridotto. I commercianti sono comunque, ancora una volta, in prima linea come protagonisti durante l’estate accompagnando i saldi con animazioni e momenti promozionali: dalle serate estive di apertura straordinaria agli eventi organizzati non solo in Cuneo città ma anche nelle cittadine vicine.” I clienti avranno due mesi di tempo per poter comprare a prezzo scontato: la stagione dei saldi estivi 2012 avrà inizio, come detto, sabato 7 luglio e terminerà sabato 1 settembre.

11 maggio 2012 - In occasione della manifestazione del commercio Piemontese dell’11 maggio a Torino, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul grave stato di crisi in cui versano le imprese rappresentate, si è tenuto a Cuneo l’incontro in Prefettura con il Prefetto Patrizia Impresa e in seguito in Provincia con la Presidente, Gianna Gancia. La delegazione Confcommercio, capitanata dal Vice Presidente Vicario Provinciale e Presidente di Federazione Moda Italia Cuneo, Luigi Isoardi, ha consegnato a Prefetto e Presidente della Provincia un documento sullo stato di crisi. Sono stati citati i provvedimenti che hanno colpito i settori del commercio del turismo e dei servizi (settori che normalmente protestano poco ma lavorano tanto): deregolamentazione degli orari di apertura, aumento dell’Iva, accise sui carburanti, incertezza sull’Imu, imposta di soggiorno, stretta del credito da parte delle banche. Solidarietà è stata espressa dal Prefetto Impresa e dalla Presidente della Provincia Gancia.

4 maggio 2012 - Ottenere dagli istituti di credito un fido, un finanziamento o la loro rinegoziazione non è facile anche nel nord ovest  d'Italia. Appena il 34 per cento dei richiedenti porta a casa quanto richiesto; il 21,4% ha di meno, il 15,5 si sente dire “no” e circa il 19 è in attesa della risposta da parte delle banche. Infine, un 9,6% si accinge a presentare una richiesta di finanziamento. Tempi duri, dunque, per le oltre 9.500 attività commerciali della Provincia di Cuneo anche a causa dell'aumento di quella che viene definita l'area “di irrigidimento”, calcolata in base alle imprese che sono accontentate solo in parte o che si vedono rifiutare la richiesta. Per la prima volta, in pratica, la percentuale delle istanze con esito decisamente positivo è stato inferiore, nel primo trimestre 2012 , a quella delle realtà costrette ad un ridimensionamento oppure alla rinuncia. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Cuneo e Vice presidente di Confcommercio Cuneo, Luigi Isoardi: «Le banche continuano ad essere molto attente nella concessione di  crediti  intimorite dall'incremento delle percentuali di rischio. A livello locale, evidentemente, non conta a sufficienza la fiducia accordata loro dai cuneesi che, nonostante la crisi, sono riusciti a sfiorare, nel 2011, i 9,6 miliardi di euro di depositi in capo alle famiglie, con un aumento del 9,5% rispetto al primo semestre del 2011. Questo pone la “Granda” in un ruolo di primo piano nel panorama regionale. É podio anche per il rapporto sofferenze – impieghi che è il migliore del Piemonte. Tanta propensione al risparmio andrebbe ricambiata con una particolare attenzione al territorio ed alle aziende che vi operano. Purtroppo non sempre è così». Lo attestano i rilevamenti fatti in base alle risposte degli operatori del settore commercio, turismo e servizi. In tutto il nord – ovest si ritiene che le condizioni per quanto concerne l'offerta di fidi e finanziamenti sia peggiorata e che il trend negativo sia ancora in atto. Nel frattempo, le imprese continuano ad avere bisogno di ottenere il credito dal sistema bancario per esigenze di liquidità o cassa (80%),  per effettuare investimenti (9,7%) o per affrontare debiti precedenti (10,2%).  Intanto i prezzi praticati dai fornitori sono in aumento, il numero degli addetti è calato e l'andamento dei ricavi, pur con una attenuazione, continua a mantenersi negativo.