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FEDERAZIONE MODA ITALIA PERUGIA

FEDERAZIONE MODA ITALIA PERUGIA DETTAGLIO INGROSSO TESSILE ABBIGLIAMENTO CALZATURE PELLETTERIA ARTICOLI SPORTIVI ACCESSORI

PRESIDENTE: CARLO PETRINI

C/O Confcommercio Perugia

Via Settevalli 320

06129 Perugia

NOTIZIE

22/23 agosto 2013 - Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, dopo essere intervenuto al Tg3 regionale del 22 agosto (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-10290942-72ff-4d9f-9a02-4522cf5c660a-tgr.html#p=1) ha commentato su Il Messaggero del 21 agosto 2013 che, fermo restando il calo dei saldi rispetto al 2012, sembra che la situazione sia in miglioramento e certamente già migliore rispetto al resto d'Italia. Così, se i dati nazionali parlano di un meno 8 per cento, l'Umbria si ferma al meno 6, tanto lontano dal segno negativo davanti al 20 certificato dal Codacons. Ma questa è la media: abbassata certamente dai negozi di periferia, ma che vede l'impennata proprio nei centri storici: «Di Perugia, ma anche di Foligno e Spoleto, dove addirittura c'è chi ha lavorato meglio dell'anno scorso. Possiamo dire che il 2012 è stato l'annus horribilis, con cali del 20 per cento. E il 2012 è passato. Siamo più ottimisti e i dati in nostro possesso ci tranquillizzano e ci danno più fiducia. Non sono stati negativi come si poteva credere, infatti, e anche se la provincia è fatta di realtà diverse e ci sono territori che hanno sofferto di più, ci sono anche attività che hanno incrementato le vendite. Piccole oasi, sia chiaro ma che danno un segnale. Non ridiamo, ovvio, ma sono piccoli passi, ora possiamo dire che si intravede la luce in fondo al tunnel». Il segreto delle oasi felici, oltre magari al turismo, è la scelta di vendere prodotti di qualità. Con la crisi i consumatori si fanno più attenti e quindi spendono per prodotti migliori e che hanno una migliore resa. Per questo magari vanno bene anche i piccoli commercianti che si sono fatti un nome, che hanno una clientela affezionata, con un background noto e che vedono premiata la loro correttezza e le loro scelte. Non vanno bene solo i centri commerciali, che anzi ora vedono chiudere chi vende male».

21 maggio 2013 - Ripreso dalla stampa umbra l'allarme lanciato dal Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini che chiede il riconoscimento dello “stato di crisi” del comparto e misure eccezionali per farvi fronte, come la rateizzazione o sospensione delle tasse locali per il 2013 e la sospensione dello strumento accertativo degli studi di settore. Il credito è l'altra priorità: il sistema bancario è chiamato ad una maggiore attenzione rispetto alle reali esigenze delle imprese, strette nella morsa del credit crunch.  Bisogna poi evitare a tutti costi l'aumento dell'Iva, che sarebbe la mazzata definitiva su consumi. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini: «Il Settore Abbigliamento, calzature e pelletteria sta vivendo da anni una serie negativa che non sembra avere fine: e le previsioni per il futuro sono tutt'altro che confortanti. I recentissimi dati dell'Osservatorio CartaSì, che monitora gli acquisti delle famiglie italiane con carta di credito, registrano un andamento negativo anche nei primi tre mesi del 2013, con un calo tendenziale dei consumi di abbigliamento e calzature dall'11,2% a gennaio, fino al crollo di -23% a marzo. Per quanto riguarda l'Umbria, i consumi complessivi  nel mese di marzo di quest'anno hanno registrato secondo l'Osservatorio un –4%, peggiore del dato nazionale (pari a –2,8%). L'abbigliamento, calzature e pelletteria fanno segnare nel primo trimestre un -14,1%. E se nel  2014 si prevede una ripresa generale dei consumi (+2,4% il dato medio italiano, +3,2% quello umbro), tutto il segmento moda ne sembra escluso. Le famiglie non riapriranno insomma il portafogli per rinnovare il guardaroba nel corso del 2013, e alla fine dell'anno il crollo sarà del 10,2% sull'anno scorso. La previsione per il 2014, è ancora con segno meno, anche se non più a due cifre ma con una flessione in frenata all'8,5%. E' un inizio d'anno da dimenticare per il settore e le prospettive non sembrano essere migliori. I consumi, soprattutto quelli del nostro comparto sono fermi al palo. Il sentiment degli italiani, monitorato per Federazione Moda Italia da AstraRicerche, risulta di grande sfiducia e i nostri operatori sono allo stremo delle forze. L'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, previsto per il primo luglio, comporterebbe per le famiglie una stangata da 135 euro l'anno, visto che l'aliquota impatta sul 70% dei consumi totali: bisogna assolutamente evitarlo, se non vogliamo deprimere ulteriormente i consumi.  Ma anche il pagamento della Tares a dicembre, unitamente all'Imu, che non si  avuto la lungimiranza di sospendere anche sugli immobili strumentali, e all'inarrestabile pressione fiscale reale, ora quasi al 56%, non sono più tollerabili dagli imprenditori del nostro settore. Secondo l'Ufficio studi di Confcommercio, 26mila imprese del commercio al dettaglio potrebbero scomparire a fine anno a causa della crisi: migliaia anche in Umbria. Non possiamo attendere oltre. Occorre rilanciare i consumi e bisogna farlo ora, con scelte  coraggiose che da un lato  servano a  tamponare l'emergenza, dall'altro ridare fiducia alle aziende e riaprire una prospettiva per l'economia». http://www.umbria24.it/moda-consumi-a-picco-confcommercio-chiede-lo-stato-di-crisi-per-il-settore-abbigliamento/175992.html

3 gennaio 2013 - Speranza si, ma cauta. È lo  stato d'animo generalizzato con cui i commercianti si apprestano a vivere l'inizio dei saldi, che in Umbria, come nella maggior parte delle regioni italiane, prenderanno il via ufficialmente il 5 gennaio e dureranno 60 giorni. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, intervistato da Corriere dell’Umbria, Il Messaggero e La Nazione del 3 gennaio 2013: «I saldi rappresentano un  appuntamento annuale irrinunciabile per i consumatori, che possono  soddisfare una necessità e/o un desiderio con l'acquisto di un capo  di qualità a prezzo più accessibile. Veniamo da una stagione  autunno/inverno partita col freno tirato e da un mese di dicembre  fortemente negativo, quindi tutti gli operatori attendono con ansia  questo momento come una boccata di ossigeno, per muovere un po’ il mercato, anche se la crisi generalizzata dei consumi e la dimensione pesantissima che essa ha assunto in particolare nel settore abbigliamento e calzature non ci consentono realisticamente di avere grandi aspettative e c'e' il forte timore di un andamento molto modesto. Questa situazione economica così pesante e la necessità per le aziende di ''fare cassa'' è certamente la ragione principale dei ''saldi anticipati'' che sempre più si vedono in giro: fenomeno contrario alla legge, ma che trova terreno fertile nell'emergenza economica, nella confusione tra saldi e vendite di liquidazione, e anche nel fatto che la data di inizio dei saldi non è  ancora omogenea a livello nazionale, provocando così una concorrenza forte tra regione e regione a cui alcuni reagiscono facendo i ''saldi privati''. La nostra associazione svolge un ruolo sia di informazione che di vigilanza, ma certo non siamo noi chiamati a fare i ''gendarmi''».

27 dicembre 2012 - Molto meno moda sotto l’albero ma anche meno affluenza nei negozi e scontrini più leggeri per acquisti natalizi all’insegna della grande crisi. Le previsioni di un Natale “risparmioso” erano già arrivate alla Confcommercio Umbria. A ridosso del Natale trapelano le prime conferme di una frenata dello shopping natalizio con cali nel settore abbigliamento stimabili tra il 25 e il 30%. E con picchi ancora più alti per quanto riguarda le calzature che, rispetto all’anno scorso, incassano oltre il 30% in meno. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, intervistato dal Corriere dell’Umbria del 27 dicembre 2012: «È il risultato di un primo sondaggio tra i commercianti, in attesa di un bilancio complessivo sul 2012. A contenere l’onda d’urto sono state, invece, poche realtà. Fra queste l’abbigliamento per bambini e l’intimo che sembrano aver superato il Natale con minori cali d’incasso rispetto all’anno scorso. La sorpresa positiva di questo Natale è che contro i dati previsionali completamente negativi c’è qualcuno che riesce a salvarsi. Intanto, però, a diminuire di circa il 15% è stata anche l’affluenza nei negozi. E sempre secondo le prime stime ad un minor numero di ingressi è corrisposto anche un alleggerimento di circa 5, 10 euro dello scontrino medio, che l’anno scorso era stato quantificato tra i 90 ed i 100 euro»

14 dicembre 2012 - Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, per fare chiarezza, ha ribadito in un comunicato – ripreso da Umbria Notizie dell’8 dicembre 2012 – che dal 6 dicembre è vietato effettuare vendite promozionali, anche on line (la legge dispone infatti il divieto nei trenta giorni antecedenti le vendite di fine stagione, che inizieranno il 5 gennaio). Il divieto si applica nei confronti dei seguenti prodotti: generi di vestiario e abbigliamento in genere; accessori dell’abbigliamento e biancheria intima; calzature, pelletterie, articoli di valigeria e di viaggio; articoli sportivi. Nel mese di dicembre sono vietate anche le vendite di liquidazione per cessione d’azienda, trasferimento in altri locali e trasformazione o rinnovo dei locali (come dispone l’art. 6, comma 12 del regolamento regionale n. 39/1999). In tale periodo è pertanto possibile effettuare solo vendite di liquidazione per cessazione dell’attività.

3 dicembre 2012 - Umbria: studi di settore, "serve una sospensione". Cresce la forbice tra ricavi attesi e quelli effettivi: Confcommercio Umbria e Federmoda chiedono con urgenza la sospensione temporanea degli accertamenti a causa del drammatico stato di crisi delle imprese. Una temporanea sospensione degli accertamenti relativi agli studi di settore: è la richiesta forte e urgente che Confcommercio Umbria e Federmoda hanno rivolto all'Osservatorio Regionale Studi di Settore, perché a sua volta se ne faccia portavoce a livello nazionale, depositando un documento in questo senso in occasione dell'ultima riunione dell'Osservatorio stesso. Una richiesta che parte dall'Umbria, e che Confcommercio aveva peraltro già avanzato ad inizio anno, come una delle misure necessarie per dare ossigeno alle imprese. "Gli studi di settore mai come in questi momenti di crisi pesantissima, e per ora non superabile - sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria, Aldo Amoni - sono distanti dalla realtà economica delle aziende. Aggiunti ad una pressione fiscale che incide per oltre il 55%, stanno mettendo in ginocchio le nostre attività, e fanno la differenza tra la decisione di continuare a fare impresa o arrendersi". Confcommercio e Federmoda motivano la richiesta sulla base dell'analisi sulla applicazione degli studi di settore nel 2011 e di una prima valutazione del periodo di imposta 2012. I soggetti non congrui sono risultati il 26%, valore analogo a quello dell'anno passato. Ma una differenza importante c'è: il valore medio dello scostamento tra i ricavi attesi dallo studio e quelli emersi dal fatturato dichiarato dalle imprese è nel 2011 pari al 29,84%, con un aumento quasi del 10% rispetto al dato del 2010 (quando era il 20%). "Questa tendenza - evidenzia ancora Amoni - si è drammaticamente rivelata fin dal termine del periodo d'imposta 2011 e permane anche nel 2012. Insomma, non solo oltre il 25% delle imprese vive una situazione economica che è ben lontana da quanto presume lo studio di settore, ma questa 'distanza' nel 2011 e nel 2012 si è accentuata enormemente rispetto al 2010, segno che la crisi negli ultimi due anni ha avuto effetti dirompenti. Non solo: anche i soggetti congrui in diversi casi lo sono risultati in virtù di una riduzione dei costi, dovuta ad esempio al ricorso alla cassa integrazione. In una situazione così drammatica, con un sensibile peggioramento nel 2012 rispetto all'anno precedente, come avvalorato anche dai dati sulle chiusure delle imprese commerciali nei primi mesi dell'anno, la sospensione dello strumento accertativi è una scelta obbligata se non si vuole distruggere il nostro tessuto imprenditoriale". Tra le attività del terziario soffrono particolarmente quelle del settore abbigliamento-calzature: "la forbice tra ricavi attesi e quelli effettivamente dichiarati - sottolinea Carlo Petrini, presidente del Settore Moda Confcommercio Perugia - si è allargata sempre di più, e il 2012 si prospetta come l'anno peggiore di questa lunghissima congiuntura negativa, che ha colpito il nostro comparto prima e più degli altri. La sospensione degli accertamenti è una misura necessaria, e sarebbe grave se l'Osservatorio nazionale, a cui l'Osservatorio regionale la sottoporrà, non la prendesse nella giusta considerazione. Ma nel frattempo chiediamo anche una maggiore attenzione durante gli accertamenti, una minore invasività, una maggiore specificità nel contraddittorio con l'azienda. Ogni situazione oggi rappresenta un caso a sé, e come tale va valutata, perché le imprese del nostro comparto vivono una realtà drammatica, che richiede azioni e interventi di carattere straordinario anche da parte delle istituzioni".

30 agosto 2012 - Intervistato da Il Messaggero del 14 agosto 2012 e del 27 agosto 2012, sui dati sconfortanti sui saldi estivi 2012 che in Umbria sono andati male, malissimo, il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, ha affermato: «I saldi? Una speranza andata male. Negare i dati di fatto, l’evidenza, non va bene. Lo dobbiamo dire che la situazione è davvero critica. Si sta raschiando il fondo del barile. Anzi, abbiamo raschiato pure quello. È ora di diminuire la pressione fiscale o per molti di noi sarà la fine. Non riesco a stimare quante attività potranno chiudere entro la fine dell’anno, ma saranno tantissime. Da tutta la provincia arrivano richieste di aiuto e storie di famiglie in crisi per l’attività che non arriva alla fine del mese. I saldi non ci hanno fatto ritirare il fiato. Quel meno venti per cento di vendite è un dato pesantissimo, soprattutto perché confrontato con un 2011 che era già in discesa. L’Umbria in questo quadro ha performance addirittura peggiori rispetto alla media nazionale. Qui la situazione è ancora più grave per la crisi che ha colpito anche l’industria. Se i livelli di tassazione fossero, non dico bassi, ma normali la situazione da raccontare sarebbe diversa. Invece per noi ogni mese è un continuo balzello». La Confcommercio ha stimato un livello di tassazione pari al 55 per cento. Si rende conto? Incasso 100 e mi resta 45. Chi riesce a tenere aperto, in pratica paga a malapena i costi. E si apre così anche il problema del credito. Che le banche non concedono più. Hanno dato una stretta perché non è possibile dare più le giuste garanzie. Una moria tale di negozi mai verificata negli anni. E l’unico modo per uscirne è abbassare la pressione fiscale».

29 giugno 2012 - In relazione alla recente delibera assunta dalla Regione Lombardia sulla sospensione sperimentale per un anno del divieto di effettuare promozioni nei trenta giorni antecedenti i saldi, sollecitata da Federazione Moda Italia Lombardia unitamente alla Confcommercio Lombardia, il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, in accordo con il Consiglio, ha promosso un sondaggio tra gli operatori Associati del settore moda per verificarne la posizione ed orientare, di conseguenza, le politiche sulle vendite straordinarie.

13 aprile 2012 -  “Abusivismo e contraffazione: i prodotti falsi fanno danni veri”: questo il titolo del convegno organizzato a Perugia venerdì 13 aprile 2012 dalle Associazioni imprenditoriali presso la Camera di Commercio di Perugia in cui si sono confrontate le diverse scuole di pensiero sul tema di estrema importanza per il mondo produttivo, commerciale ed istituzionale. All’incontro è intervenuto il Presidente di Federazione Moda Italia Trento, Gianni Gravante, in qualità di coordinatore delegato dalla Confcommercio nell’ambito della Commissione Consultiva Tematica “Moda-tessile-accessori” del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC), accompagnato dal collega Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini. Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, ha affermato: «Ringrazio l’amico e collega Gianni Gravante per il prezioso contributo portato ai lavori del Convegno in qualità di coordinatore nell’ambito della Commissione Consultiva Tematica “Moda-tessile-accessori” del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC). Iniziative di questa portata che sanno evidenziare e valorizzare gli sforzi prodotti da Associazioni imprenditoriali, Istituzioni e Forze dell’Ordine contribuiscono a far comprendere la reale portata della contraffazione e per accrescere la consapevolezza di imprenditori e consumatori degli effetti prodotti dal fenomeno criminale della contraffazione il cui giro d’affari è solo in Italia di oltre 7 miliardi di euro, di cui il 60% riguarda il settore abbigliamento, calzature ed accessori, sottraendo tra l’altro importanti risorse anche allo Stato, con 5,3 miliardi di euro di mancate entrate, tra imposte dirette ed indirette (Ires, Irap, Iva). Ringrazio quindi anche il Presidente della Camera di Commercio e Confcommercio Perugia, Giorgio Mencaroni, per l’attenzione che da sempre dimostra alla tematica contraffazione/abusivismo, tanto cara alla nostra categoria. Importante anche la partecipazione degli operatori del settore moda di Perugia cui va il mio ringraziamento unitamente al Vice Presidente Vincenzo Di Sante ed ai colleghi consiglieri intervenuti».

3 marzo 2012 - Importante partecipazione al Consiglio aperto agli imprenditori del settore moda organizzato presso la sede dell’Ascom di Spoleto lo scorso 22 febbraio. Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, ha illustrato i risultati ottenuti dal Presidente di  Federazione Moda Italia, Renato Borghi e dal Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nei recenti provvedimenti del Governo. Il Presidente Petrini ha relazionato anche sul percorso svolto nell’ambito del settore a seguito della sua nomina (prima per l’Umbria) all’interno del Consiglio Nazionale e della Giunta di Federazione Moda Nazionale, affermando: «L’iniziativa di convocare in una sede territoriale il Consiglio Provinciale è la prima alla quale seguiranno altre convocazioni in tutte le sedi principali della provincia di Perugia. Ho fortemente creduto nell’iniziativa di voler aprire la riunione a tutti gli  imprenditori del settore moda  affinché, in questo particolare momento di crisi, sia l’occasione per confrontarsi e raccogliere le sensazioni, i suggerimenti nonché per comunicare le tante e complesse novità normative che in questi ultimi tempi si sono succedute e le attività fin qui svolte dal Consiglio stesso». Il Consiglio ha deliberato di sottoporre agli organi nazionali la disponibilità a partecipare a qualsiasi forma di protesta contro le liberalizzazioni selvagge di orari e festività ed ha manifestato l’esigenza di rivedere le clausole dei contratti di acquisto con le ditte fornitrici.

17 febbraio 2012 - In relazione alla liberalizzazione degli orari e delle aperture festive e domenicali degli esercizi commerciali, il Consiglio comunale di Spoleto ha approvato all’unanimità una mozione che impegna il Sindaco ad attivarsi, presso la Giunta Regionale dell’Umbria, per rivendicare l’esclusiva competenza regionale in materia di commercio, presentando un ricorso alla Corte Costituzionale. Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, nell’accogliere con soddisfazione il provvedimento, ha affermato: «Non si può costringere chi lavora nei negozi a gestione familiare ad essere incatenato al banco, con la saracinesca alzata giorno e notte, senza pause per 365 giorni l’anno. Non siamo contrari alle liberalizzazioni. Non condividiamo le liberalizzazioni “selvagge” che rischiano di affossare il commercio di vicinato a vantaggio solo della Grande Distribuzione e G.D.O. Ma l’aspetto, più grave di questo provvedimento è l’aggravio di turni di lavoro dei dipendenti. Si calpestano i diritti della persona, della sua vita privata, un insulto alla nostra identità culturale, alle nostre tradizioni e alla nostra storia... Molte piccole attività non riusciranno a sopravvivere e la conseguenza sarà un nuovo spopolamento dei centri minori e l’impoverimento dei centri storici. Questo rischio per Spoleto sarebbe un colpo mortale che può compromettere non solo l’economia ma il futuro della nostra città che si definisce a vocazione turistica». In proposito, il Presidente Petrini ha organizzato a Spoleto per il 21 febbraio il consiglio provinciale del Settore Moda, aperto alla partecipazione di tutti gli associati del comparto per un contributo di idee e di proposte di tutte le imprese del settore.

3 febbraio 2012 - In occasione della notizia del sequestro da parte delle Forze dell’Ordine di merci contraffatte all’interno di una attività gestita da cinesi effettuato a seguito dei controlli ad Assisi, dopo quelli dei giorni scorsi a Spoleto, il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, ha riferito che «Questi interventi rappresentano la via giusta per tutelare i consumatori e gli imprenditori onesti. Solo in Italia il giro d’affari della contraffazione è di più di 7 miliardi di euro e il 60% di questo riguarda il settore abbigliamento-accessori. Il mercato del falso sottrae importanti risorse anche allo Stato, il cui bilancio viene gravato di 5,3 miliardi di euro di mancate entrate, tra imposte dirette ed indirette (Ires, Irap, Iva). Siamo dunque di fronte ad un’economia parallela che dobbiamo arginare in ogni modo, perché inquina il mercato e crea gravi danni, anche di immagine, agli operatori onesti che, è bene ribadirlo, sono l’assoluta maggioranza. Per questo la nostra associazione di categoria è al fianco delle forze dell’ordine nel combattere il fenomeno, mentre parallelamente è impegnata nell’accrescere sempre più il livello professionale degli operatori del settore moda».

20 gennaio 2012 - Il Presidente di Federazione Moda Italia Perugia, Carlo Petrini, plaude alla recente azione anticontraffazione dei Carabinieri di Spoleto che ha portato al sequestro presso un negozio cittadino di circa 500 capi di abbigliamento contraffatti, per un valore stimato di 50 mila euro. Ma tiene a fare una puntualizzazione: «Il fenomeno della contraffazione danneggia non solo i consumatori, ma prima di tutto gli imprenditori onesti, che sono l’assoluta maggioranza. Episodi come quello avvenuto a Spoleto sono isolati, e non devono penalizzare l’immagine di una intera categoria che si adopera quotidianamente per tutelare qualità e  professionalità, e per la quale il rapporto fiduciario con i propri clienti è un patrimonio essenziale ed insostituibile. L’invito alle Forze dell’Ordine è dunque ad intensificare l’azione di contrasto – oltre che della contraffazione – soprattutto dell’abusivismo, molto più pervasivo e diffuso, spesso sotto gli occhi di tutti, che provoca al settore abbigliamento, calzature e pelletterie danni enormi, tanto meno sopportabili in un momento di crisi così drammatica, e che alimenta l’economia illegale».

30 dicembre 2011 - Per il Presidente della Federazione Moda Italia della provincia di Perugia, Carlo Petrini, “A dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all’insegna della forte contrazione dei consumi e della prudenza negli acquisti. Il settore deve recuperare quel 40% di liquidità persa”.