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FEDERAZIONE MODA ITALIA RAVENNA

PRESIDENTE: ROBERTO MONTANARI

C/O Confcommercio Ravenna

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NOTIZIE

RAVENNA: UN CONVEGNO SULL’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI FEDERAZIONE MODA ITALIA MASSIMO TORTI DOMENICO BRUNORI

22 novembre 2012 - Si è tenuto a Lugo (Ravenna) un interessante Convegno organizzato dalla Confcommercio provincia di Ravenna e Federazione Moda Italia sulle novità introdotte dalla nuova normativa europea sull'etichettatura. Al convegno dal titolo "Novità del settore abbigliamento - Etichettatura dei prodotti tessili, come orientarsi?" - che ha visto una qualificata presenza di operatori del settore tessile - sono intervenuti il Presidente Confcommercio Ascom Lugo, Domenico Brunori, ed il Segretario Generale Federazione Moda Italia, Massimo Torti, che hanno illustrato agli operatori del settore moda gli aspetti di interesse del nuovo quadro normativo con l'obiettivo di fare un po' di chiarezza su prescrizioni, comportamenti da tenere, responsabilità e sanzioni per gli operatori commerciali, anche in relazione a recenti controlli effettuati sul territorio dagli organismi di vigilanza.
Si è trattato di un importante incontro per chi opera nel settore dell'abbigliamento (da chi produce a chi vende), di confronto e di approfondimento sulle novità introdotte dal nuovo Regolamento dell'Unione Europea n. 1007/2011, entrato in vigore lo scorso 8 maggio 2012. Il provvedimento è nato con l'obiettivo di armonizzare per tutti gli Stati membri le denominazioni delle fibre nonché le menzioni su etichette, contrassegni e documenti di accompagnamento dei prodotti tessili nei vari cicli di produzione, trasformazione e distribuzione.
In particolare, nel corso del convegno sono state fornite indicazioni su come orientarsi tra indicazioni obbligatorie e informazioni volontarie, previste dalla normativa europea.
Infatti, tutti i prodotti tessili e dell'abbigliamento, per poter essere messi in vendita al pubblico, devono obbligatoriamente essere muniti dell'etichetta redatta in lingua italiana di composizione fibrosa, con la definizione puntuale della percentuale di tutte le fibre presenti e, ove necessario, l'indicazione della presenza di parti non tessili di origine animale. Gli operatori commerciali che hanno in magazzino capi che non sono a norma in base al Regolamento UE possono però continuare a venderli fino al 9 novembre 2014.
Inoltre, non esiste alcun obbligo di etichettatura di origine dei prodotti tessili: ciò significa che il 'made in' è una facoltà e non c'è nessuna incombenza per gli operatori commerciali sulla denominazione di origine sull'etichetta.
Pesanti le sanzioni, in caso di violazione della norma, che vanno da 1.032 euro a 5.164 euro con ritiro del prodotto se viene accertato che l'etichetta non corrisponde alla reale composizione del prodotto e da 103 euro a 3.098 euro con ritiro del prodotto, se la vendita dei prodotti è senza etichetta oppure l'etichetta è compilata in modo scorretto.
Anche le calzature devono avere la loro etichetta: le aziende al dettaglio che vendono calzature, anche se non in modo prevalente, devono obbligatoriamente esporre nei punti vendita, apposito cartello con l'indicazione della simbologia e la legenda dei materiali che compongono le calzature. Sulle calzature però non è previsto un vero e proprio regime sanzionatorio, ma esclusivamente il ritiro del prodotto.
Si allegano le slide presentate e la rassegna stampa tematica.