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FEDERAZIONE MODA ITALIA TORINO

PRESIDENTE: FRANCESCO CENA

C/O Confcommercio Torino

Via Massena 20

10128 Torino

NOTIZIE

3 gennaio 2013 - Nel complesso i saldi invernali 2013 dovrebbero creare, sotto la Mole, un giro d'affari di circa 104 milioni di euro, 16 in meno rispetto a quelli ipotizzati per i saldi d'inizio anno 2012. In media a Torino ogni nucleo familiare quest'anno dovrebbe spendere circa 260 euro (contro i 300 dell'anno scorso) per abbigliamento e accessori a prezzi scontati. Sono queste le stime ipotizzate dalle categorie dell'abbigliamento aderente all'Ascom torinese. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Torino, Francesco Cena: «Dopo un Natale quasi totalmente all’insegna dell’accessorio e del piccolo pensiero da scontrino medio al di sotto dei 30 euro, il messaggio che ora lanciamo ai consumatori è un messaggio di sicuro business. I commercianti devono infatti alleggerire le rimanenze di magazzino e i nostri clienti potranno tranquillamente scegliere fra importanti “capospalla”, snobbati a Natale, e prodotti sicuramente “freschi” di stagione e a prezzi più che vantaggiosi, con sconti che potranno anche arrivare al 30% per poi passare in alcuni casi fino al 40 - 50% dopo le prime settimane di vendita. In tutti i casi la grande kermesse dei "saldi invernali" inizia, a Torino e in tutto il Piemonte sabato 5 gennaio per concludersi sabato 2 marzo 2013: otto settimane che prendono il via alla vigilia dell'Epifania e che si spera possano dare un po' d'ossigeno al settore, dopo mesi e mesi di sofferenza per la complessiva grave situazione della nostra economia e per le conseguenti preoccupazioni che hanno indubbiamente frenato la fiducia e la voglia di spendere dei consumatori. Le speranze e le attese ci sono tutte. I commercianti già da giorni sono impegnati nel conto alla rovescia, così come i consumatori sempre più attenti e preparati all'acquisto - business, il più possibile mirato, consono al budget famigliare e in linea con la migliore tradizione del “made in Italy”».

27 luglio 2012 - Al giro di boa delle prime due settimane o poco più dei saldi d’estate, per il Presidente di Federazione Moda Italia Torino, Francesco Cena: «Da anni non è più “assalto alla diligenza”. Anche per i saldi estivi 2012 si assiste ormai ad un totale cambio di strategia basata su acquisti estremamente oculati ed ispirati più ad una ben precisa “lista della spesa” che non alla soddisfazione di particolari sfizi o alla corsa a capi superflui e particolarmente costosi inavvicinabili durante l’anno. Gli stessi commercianti hanno saputo in certo modo adeguarsi al cambiamento in atto, partendo subito (spinti dalla necessità di fare cassa) con sconti dal 20 al 30%, se non addirittura in qualche caso del 50% a tutto tondo. Un bilancio certamente non positivo, ma sostanzialmente in linea con le attese. Per la prima settimana si può parlare mediamente di un -10% rispetto alle vendite registrate nello stesso periodo dell’anno scorso; un po’ meglio è andata nei giorni successivi con sconti maggiorati che hanno abbassato le perdite all’8%. Ora si spera che il trend possa ancora migliorare, soprattutto in prossimità delle partenze per le vacanze agostane, che non di rado richiedono un parziale rinnovo del guardaroba e un ulteriore probabile rialzo degli sconti». A guardare oltre le otto settimane di vendite a prezzi scontati e ai risultati che si spera possano, sia pure in parte, risollevare le sorti di un settore in forte difficoltà, è però la presidente dell'Ascom torinese, Maria Luisa Coppa, per la quale non è più assolutamente ammissibile "la mancanza di una concreta azione politica che, a livello nazionale e locale, si ponga l'obiettivo conclamato e prioritario della crescita per ridare finalmente spinta ai consumi e fiducia ai mercati".

6 luglio 2012 - In relazione all’avvio dei saldi a Torino, il Presidente di Federazione Moda Italia Torino, Francesco Cena ha affermato: «Dopo una primavera decisamente da dimenticare, con vendite stagionali mai andate così male dal 2001 e cali, per il settore dell'abbigliamento, che vanno mediamente dal 6 al 10%, rispetto agli stessi mesi del 2011, poniamo come sempre discrete aspettative nei saldi estivi di fine stagione. Di sicuro la gente non verrà meno neppure quest'anno al rito dell'acquisto in saldo, anche se lo farà con sempre maggiore attenzione ed oculatezza. Del resto ormai da tempo con i saldi non si vendono quasi più le rimanenze degli anni passati, ma merce fresca di stagione. E questo la gente lo ha ben recepito, premiando gli operatori più seri e qualificati. In linea sostanzialmente con le stime nazionali anche a Torino possiamo calcolare che, per l'acquisto di articoli in saldo, la spesa media per nucleo famigliare possa aggirarsi intorno ai 250 - 280 Euro, lievemente al di sotto o, nei casi migliori, in linea con la spesa dello scorso anno. Cifre che moltiplicate per le circa 394mila famiglie torinesi, lascerebbe presupporre che nel capoluogo piemontese i saldi estivi 2012 potrebbero andare complessivamente dai 98milioni e 500mila Euro ai poco più di 110 milioni e 300mila Euro. Su queste cifre si basano le nostre aspettative, sperando di risollevare almeno in parte le sorti di una stagione primaverile dal bilancio quanto mai deludente».

11 maggio 2012 - Si è tenuta a Torino la giornata di sensibilizzazione sul grave stato di crisi in cui da tempo versa il settore del commercio per una “recessione dei consumi” diventata insostenibile. L’evento, organizzato dalle Associazioni del commercio di Torino, raccogliendo l’adesione delle Organizzazioni provinciali del Piemonte, ha preso avvio con l’incontro con il Prefetto Alberto Di Pace, il Presidente della Regione, Roberto Cota, il Sindaco di Torino, Piero Fassino e l’assessore provinciale al Bilancio, Antonio Marco D’Acri, per la Provincia ed è proseguito nel pomeriggio con il confronto con i Parlamentari piemontesi, terminando la sera con la fiaccolata silenziosa da piazza Carignano a Piazza Castello davanti alla Prefettura. Nel corso degli incontri con le Istituzioni e le rappresentanze politiche è stato distribuito un documento unitario con “I perché di una mobilitazione” con elementi di protesta che non vuole mancare di essere anche una proposta. Per il Presidente di Federazione Moda Italia Torino, Francesco Cena: «Gli imprenditori sono stati soddisfatti per aver potuto esprimere “in silenzio” il loro attuale disagio alle Istituzioni locali».