Cromo

Area Stampa

SALDI INVERNALI 2016: -0,5% NEL PRIMO MONITORAGGIO DI GENNAIO

15/01/2016

SALDI INVERNALI 2016: -0,5% NEL PRIMO MONITORAGGIO DI GENNAIO

In questa prima rilevazione dei saldi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione delle Associazioni provinciali sull'intero territorio nazionale, Federazione Moda Italia evidenzia una certa stabilità delle vendite, con un dato medio del – 0,5% rispetto al dato dello stesso periodo di giorni di saldo del 2015. Numerose sono le segnalazioni delle aziende che hanno risposto al questionario delle Regioni Abruzzo (L'Aquila, Chieti, Pescara), Calabria (Reggio Calabria), Campania (Napoli), Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Forlì, Parma, Piacenza), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Udine), Lazio (Roma, Rieti), Liguria (Genova, Imperia e La Spezia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese), Marche (Ancona), Piemonte (Asti, Biella, Cuneo-Alba, Torino), Puglia (Bari, Foggia, Lecce), Sardegna (Cagliari, Sassari), Sicilia (Caltanissetta, Palermo), Toscana (Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa), Umbria (Perugia), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza). Il 37,9% delle aziende che ha risposto ai questionari ha riscontrato in questo primo periodo di saldi un incremento ed il 30,4% una stabilità degli incassi. A fronte di un 31,7% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2015. Il 68,3% ha registrato, quindi, un incremento o stabilità. Lo scontrino medio è leggermente diminuito, passando da 111,36 euro dell'anno scorso a 108,01 euro di quest'anno. Per il Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: «I nostri dati parlano di una leggerissima flessione. Ma è passata poco più di una settimana dall'avvio degli sconti, è presto per fare un bilancio. Siamo convinti che recupereremo nei prossimi giorni». Per il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: «Il risveglio dei consumi continua e sui saldi vedo cauto ottimismo: cauto per quanto riguarda l'inizio, ottimismo per quanto riguarda la fine. Il risveglio dei consumi e la ripresa devono diventare una vera e propria crescita diffusa e robusta, ma il Governo deve metterci del suo». Info su http://www.confcommercio.it/-/consumi-in-risveglio-sui-saldi-cauto-ottimismo 

 

SALDI: AL VIA AL 5 GENNAIO IN PRESSOCHE TUTTA ITALIA. SPESA MEDIA DI 346 EURO A FAMIGLIA

02/01/2016

SALDI: AL VIA AL 5 GENNAIO IN PRESSOCHE' TUTTA ITALIA. SPESA MEDIA DI 346 EURO A FAMIGLIA. 77 IMPRESE SU 100 VOGLIONO SALDI A FINE GENNAIO

Saldi al via, dal 2 gennaio 2016 in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d'Aosta e il 5 gennaio in tutte le altre Regioni. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio - Federazione Moda Italia ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2016, spenderà 346 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all'anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Per Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia–Confcommercio, “I saldi sono occasioni importanti per i consumatori a caccia dell'affare. Per gli operatori commerciali sono fondamentali più per dare continuità a quei piccoli - quasi impercettibili - segnali di ripresa, che per le loro casse. Con questo tipo di vendita, aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini. Le nostre stime sulle vendite in saldo prevedono una crescita media del 3%. Servono ora segnali forti e politiche di sostegno e rilancio dei consumi nei negozi che stanno abbandonando le vie dei nostri centri. Il clima è diventato sempre più mite dal punto di vista metereologico, ma non così clemente nei confronti degli operatori commerciali che hanno visto ridurre fortemente le vendite di capi più pesanti e di calzature ed accessori di stagione. Anche per questo siamo sempre più determinati a chiedere lo spostamento dei prossimi saldi ad effettiva fine stagione, almeno a fine gennaio, scelta confermata da circa l'80% delle aziende del settore”.


Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research aumenta la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione dei saldi invernali 2016: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. In crescita la percentuale degli italiani che considera “importante” il periodo dei saldi.

Indagine sui consumatori

Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Attribuiscono maggiore importanza al prezzo soprattutto gli uomini in età avanzata, residenti nelle regioni del Mezzogiorno e nelle grandi aree metropolitane, in possesso di un titolo di studio medio/basso. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%). Scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l'acquisto nei punti di vendita tradizionali.

Indagine sulle imprese del commercio al dettaglio

Salgono le aspettative delle imprese: il 22,3% ritiene che in occasione dei prossimi saldi invernali i propri punti di vendita saranno visitata in misura maggiore rispetto alla stagione precedente.

Il 76,9% delle imprese del commercio al dettaglio si è detto favorevole alla proposta di Federazione Moda Italia di posticipare la data di avvio dei saldi a fine gennaio a partire dal 2017. La liberalizzazione totale dei saldi e delle vendite promozionali. 

La maggior parte delle imprese non è d'accordo con l'ipotesi di liberalizzare le vendite promozionali anche prima dei saldi. Quasi il 73% delle imprese del commercio ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre.